OVERKILL – Wings Over Cesena!

OVERKILL + DESTRUCTION + FLOTSAM AND JETSAM + CHRONOSPHERE
live @ Vidia Club, Cesena
venerdì 8 marzo 2018 –

 

LIVE REPORT •

Con l’uscita del loro ultimo ed incredibile album, “The Wings of War”, gli Overkill tornano in Italia, offrendo a tutti gli amanti del puro thrash (e non) un imperdibile appuntamento. I thrasher americani verranno affiancati dai leggendari Destruction, dai Flotsam and Jetsam e dai giovani Chronosphere, che andranno a comporre un vero e proprio “pacchetto killer” (come già definito da Schmier stesso) al quale non si può rinunciare. Incredibilmente, il Killfest Tour -così denominato dagli headliner- avrebbe avuto inizio proprio nella nostra Italia. È sempre un privilegio assistere alla prima data di un tour, poiché non si ha alcun tipo di anticipazione e le sorprese sono pronte a bussare alla porta. Purtroppo, però, talvolta le sorprese possono trasformarsi in imprevisti. Esattamente un giorno prima della partenza di questo eclatante tour, un comunicato stampa avvisa tutti i partecipanti ed interessati al concerto di Bologna che la location (Zona Roveri, ndr) avrebbe subito un cambiamento a causa di una serie di problemi burocratici. Tra il malcontento e lo stupore, il Vidia Club di Cesena viene così designato come luogo di inizio per questo devastante e promettente tour. Sono le 19:30, e come se non bastasse, si verifica un eclatante ritardo nel rispettare i tempi dell’apertura porte dichiarati nel running order, inizialmente prevista per le 18:30. Il malcontento delle persone in fila è palese in questa ormai serata che, come se non bastasse, non aveva di certo necessità di ulteriori disguidi dopo il cambio repentino di location. Alle 20:50 circa, finalmente, gli addetti alla sicurezza invitano ormai l’immenso gruppo di metallari all’esterno del locale ad entrare e prendere possesso della propria postazione. Malgrando il grosso conveniente non del tutto da sottostimare, i fan si siano presentati in grande numero.

CHRONOSPHERE
L’arduo compito di aprire la serata spetta ai greci Chronosphere. Gli ateniesi riescono alla perfezione ad accontentare ed appagare il pubblico dopo l’interminabile attesa. “Before it’s Gone” è la canzone da loro scelta per scaldare ulteriormente gli animi del pubblico. I Chronosphere proseguono la loro impeccabile prestazione, proponendo una “Warriors” carica di un’energia pazzesca e capace di scatenare l’incendio corrispondente al vero e proprio mosh da puri thrasher. Con il suo quasi ossessionante ritmo caratterizzato da riff taglienti, “Picking up my Pieces” risuona all’interno del Vidia regalando una superba prestazione strumentale da parte della band. I Chronosphere annunciano l’ultima canzone della loro scaletta: “Brutal Decay”. Oltre allo stupefacente vigore che conferisce la track, i thrasher ateniesi vengono supportati da un’incredibile partecipazione del pubblico che va a comporre un emozionante connubio. Quando ormai l’esibizione degli opener sembra essersi conclusa, il cantante Spyros si appresta a preannunciare la prima, vera e propria sorpresa positiva della serata: tutti i presenti riconoscono immediatamente le note della leggendaria “Ace of Spades”, l’ineccepibile tributo ai Motörhead offerto dai Chronosphere merita pienamente l’ovazione dei loro sostenitori. Performance di alto livello quella dei thrash metaller greci che rispondono prontamente alle aspettative di un fan del thrash abituato a gruppi quali gli headliner previsti per la serata in corso.

SETLIST:

  1. Before it’s Gone
  2. Envirusment
  3. Warriors
  4. Picking up my Pieces
  5. Genetically Determined
  6. Brutal Decay
  7. Ace of Spades (Motörhead Cover)

CHRONOSPHERE lineup:

  • Spyros Lafias – Vocals and Guitars
  • Stam – Guitars
  • Thunders – Bass
  • Thanos Krommidas – Drums
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foto: Arianna Govoni

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FLOTSAM AND JETSAM
Il sipario immaginario si riapre ed è la volta dei Flotsam and Jetsam, l’ex gruppo di Jason Newsted. Eric Knutson e compagni non si perdono in convenevoli e danno il via immediatamente all’esibizione con “Prisoner of Time”. Con un clima pur sempre molto brioso, si evince purtroppo una sensazione di fretta, senza la possibilità di pause o ringraziamenti veloci. Passiamo subito alla seconda traccia proposta dagli statunitensi: “Desacrator”. La terza traccia dell’album “Doomsday for the Deceiver” riesce ad ottenere una risposta decisamente positiva, riuscendo a coinvolgere in modo molto caloroso tutto il pubblico. Benché l’ottima prestazione e la buona volontà dei Flotsam and Jetsam, la serata non riesce a liberarsi facilmente dall’ombra funesta dalla quale sembra costantemente essere seguita: i problemi tecnici fanno il loro debutto, colpendo purtroppo il microfono del cantante durante la piena esecuzione dei loro brani.
Arriviamo finalmente all’esplosiva “Demolition Man” che, eseguita altrettanto in modo irreprensibile, riesce a far passare di mente qualsiasi tipo di problema incontrato fino a poco prima. I problemi relativi ai ritardi nella tabella di marcia sembrano ormai irreparabili. I Flotsam and Jetsam, purtroppo, si fanno carico di questa scomoda situazione e terminano la loro esibizione, tagliando probabilmente un brano, con “No Place for Disgrace” tra lo stupore generale del pubblico e degli addetti al suono stessi, dai quali si è potuto sentire la chiara frase “they finished earlier” (“hanno finito prima”, ndr).

SETLIST:

  1. Prisoner of Time
  2. Desecrator
  3. Iron Maiden
  4. Hammerhead
  5. Demolition Man
  6. Suffer The Masses
  7. Prepare For The Chaos
  8. No Place For Disgrace

FLOTSAM AND JETSAM lineup:

  • Eric A.K. – Vocals
  • Michael Gilbert – Guitars
  • Michael Spencer – Bass
  • Steve Conley – Guitars
  • Ken Mary – Drums
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foto: Arianna Govoni

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DESTRUCTION
In seguito ad un’ennesima attesa dovuta al montaggio del fondale personalizzato posto dietro lo stage, i Destruction si palesano sul palco di Cesena. I tedeschi riportano i fan nel 1986 con “Curse the Gods”, la canzone eletta a dare inizio al vero e proprio massacro. Mike e Damir si dilettano in un’ottima prestazione musicale per poi dare spazio alla fantastica e martellante “Release from Agony”. Il continuo ed aggressivo mosh sotto il palco fanno da sfondo alla classica frase “Nailed to the fuckin’ cross!” della omonima (o quasi) canzone. Schmier sfrutta la sua irriverenza, calandosi nella parte e incitando il pubblico aggiungendo una classica bestemmia Made in Italy, del tutto apprezzata giudicando dalla risposta ottenuta. Lo show continua con l’attesa “Mad Butcher” che va ad aggiungersi ad una scaletta già vigorosa. “Dethroned” aggiunge una quantità mostruosa di benzina sul fuoco appiccato dai Destruction, confluendo in un moshpit talmente poderoso ed intenso da richiamare l’intervento (probabilmente eccessivo, a mio avviso) della security. Nel frattempo, Schmier viene raggiunto da un fan letteralmente trasportato dal crowd surfing, con il quale scambia un amichevole cinque.
Successivamente il frontman dei Destruction ringrazia i presenti al Vidia con un “fantastico”, ricordando e rimarcando il cambio di location avvenuto il giorno prima.
Il Vidia Club è ormai una polveriera, e l’atmosfera per “Total Desaster” è più che ottima. Sotto l’incalzante batteria di Randy Black, il moshpit non ha intenzione di placarsi e i Destruction dominano la scena in modo assoluto, dimostrando ancora una volta a tutti cosa sia il vero thrash metal tedesco.
Il medesimo fan citato poc’anzi sfrutta nuovamente il crowd surfing mentre i tedeschi ci deliziano con la classica quanto iconica “Thrash Till Death”.
L’esibizione non volgerà al termine prima di un’ulteriore canonica bestemmia all’italiana da parte del frontman Schmier che funge da apripista alla finale, cruenta e distruttiva “Bestial Invasion”. La presenza scenica dei Destruction è sempre qualcosa di incredibilmente maestosa e l’energia che attribuisce la loro musica è incommensurabile, proprio come l’ingrediente essenziale dei loro concerti: l’implacabile moshpit.

SETLIST:

  1. Curse the Gods
  2. Release from Agony
  3. Nailed to the Cross
  4. Mad Butcher
  5. Dethroned
  6. Life Without Sense
  7. Total Desaster
  8. The Butcher Strikes Back
  9. Thrash Till Death
  10. Bestial Invasion

DESTRUCTION lineup:

  • Schmier – Vocals and Bass
  • Mike – Guitars
  • Damir Eskić – Guitars
  • Randy Black – Drums
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Anteprima foto: Arianna Govoni

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OVERKILL
A mezzanotte e dieci circa, proprio quando il concerto sarebbe dovuto terminare come previsto dalle schedule comunicate, sotto le note di “Last Man Standing”, direttamente dal nuovo album, gli Overkill fanno il loro ingresso sul palco. Bobby Blitz e compagni vengono accolti da un’ovazione solenne, accompagnati da un perfetto gioco di luci. Terminata la prima canzone, è il momento di “Electric Rattlesnake”. Purtroppo, il microfono gioca un brutto scherzo a Bobby Blitz, il quale cerca in tutti i modi di trovare una soluzione, senza però riuscire nell’impresa. Questo problema tecnico costringe al frontman statunitense a correre dietro le quinte per riuscire a portare a termine almeno una parte della seconda track.
Il cantante degli Overkill ricorda anch’esso come non il concerto non si stia svolgendo a Bologna, sottolineandolo con un diretto “What the fuck happened?!” e dando prontamente una risposta a sé stesso con “I don’t know” sollevando le spalle, suscitando una sincera risata nel pubblico e ironizzando perfettamente sulla vicenda.
Terminata “Hello from the Gutter”, Bobby torna di nuovo a fomentare la polemica ringraziando il pubblico di Bologna nonostante sia ormai palese che la location non fosse più quella bolognese.
“Elimination” scatena un altro incredibile moshpit e trova una straordinaria partecipazione nel pubblico. Essendo una delle canzoni più popolari degli Overkill, quesa quarta canzone era anche probabilmente una delle più attese della serata. Da notare che proprio grazie alla maestosità del pogo concomitante ad “Elimination” che la sicurezza inaspettatamente lascia la postazione nel parterre.
Successivamente, “Deny the Cross” viene parecchio gradita malgrado la sua posizione dopo una canzone colossale quale la precedente.
Non sono molti i gruppi che riescono ad esibirsi in performance live che rendano addirittura meglio degli album registrati in studio. Personalmente, aggiudicherei un posto agli Overkill in questa categoria e “Head of a Pin” dimostra quanto appena scritto.
L’anima old school thrash prende il sopravvento grazie a “Necroshine”, portando un’ulteriore ondata di energia nel club cesenate.
Successivamente ad “Under One”, il moshpit ritrova la sua linfa vitale con la sublime “Bastard Nation”. Bobby riporta in auge il loro penultimo disco con “Mean, Green, Killing Machine”, canzone nella quale il mosh trova altro buon pane per i suoi denti e in cui il crowd surfing permette ad un fortunato fan di arrivare ad abbracciare il frontman americano che ricambia il gesto in modo fraterno. Chiaramente, in tempo record, gli addetti alla sicurezza riporta l’ordine al Vidia rispedendo il ragazzo tra la folla.
“Rotten to the Core” regala un viaggio al pubblico nel 1985. Con questa canzone appartenente al primissimo disco degli Overkill, i fan surriscaldano l’ambiente con una partecipazione “cantata” ed un pogo da fare invidia ai più grandi festival dell’ambito metal.
Sembra arrivato il momento di salutare gli headliner della serata, poiché Bobby saluta Cesena, augurando a tutti la buonanotte. Benché qualche canzone mancasse all’appello ed il pubblico richiamasse a gran voce i thrasher statunitensi, tutti sembrano contenti della loro performance odierna. Un ragazzo, intanto, raggiunge nuovamente il palco per poi abbracciare il cantante proprio mentre quest’ultimo sta lasciando lo stage.
Dopo una breve pausa, i Nostri tornano sulla scena, ravvivandola alla perfezione con la violenta ed incalzante Ironbound, caratterizzata da una sensazionale parte strumentale.
Terminata la tredicesima canzone, Bobby afferma di saper parlare l’italiano e si diletta in qualche frase di rito, come “grazie”, “prego”… “Bologna” e “Bolognesi” ironizzando e scherzando ulteriormente sulla spiacevole situazione nella quale loro si sono trovati a poche ore dallo show, con un tocco di polemica ma con sempre grande rispetto verso il loro pubblico.
La prima data europea degli Overkill si chiude con l’immancabile “Fuck You” accompagnata dai gesti del dito medio di Bobby stesso e della marea di fan dell’intero Vidia, al quale viene aggregata “Welcome to the Garden State” per dare quel tocco in più di autentico thrash di classe.
La prestazione del gruppo di Bobby Blitz è stata impeccabile: dal vivo rendono perfettamente l’anima thrash del quale sono composti. I problemi al microfono sono stati fronteggiati alla perfezione grazie al coinvolgimento che solo una band di questo calibro riesce ad offrire.
Pur essendo stata una giornata con una miriade di imprevisti e disguidi relativi a location, orari e difficoltà di natura tecnica, queste quattro band sono riuscite a sminuire tutto ciò regalando uno show promosso a pieni voti e all’altezza delle aspettative di tutti.

SETLIST:

  1. Last Man Standing
  2. Electric Rattlesnake
  3. Hello From the Gutter
  4. Elimination
  5. Deny the Cross
  6. Head of a Pin
  7. Necroshine
  8. Under One
  9. Bastard Nation
  10. Mean, Green, Killing Machine
  11. Feel The Fire
  12. Rotten to the Core
  13. Ironbound
  14. Fuck You / Welcome to the Garden State

OVERKILL lineup:

  • Bobby “Blitz” Ellsworth – Vocals
  • D. Verni – Bass and Vocals
  • Dave Linsk – Guitars
  • Derek “The Skull” Tailer – Guitars
  • Jason Bittner – Drums
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foto: Arianna Govoni