Overkill: thrash fino al midollo!

OVERKILL + DEFLAGRATOR + DYING GORGEOUS LIES + NAPALM STORM
live @ Orion, Ciampino (Roma)
– mercoledì 10 giugno 2015 – 

LIVE REPORT •
A distanza di pochi mesi tornano in Italia gli Overkill, la thrash band per eccellenza capitanata da Bobby “Blitz” Ellsworth e D.D. Verni per una prima assoluta in quel di Roma, dove la band non ha mai suonato live durante la sua lunga carriera. Il concerto tenuto all’Orion di Ciampino (Roma) lo scorso 10 giugno, unica data nel nostro paese, è stato voluto fortemente dalla stessa band americana, desiderosa di visitare la nostra magnifica città e la notizia del loro arrivo aveva già messo in fermento da alcuni mesi tutto il popolo metallaro, tant’è che la risposta del pubblico a questo richiamo è stata massiccia e la location è stata totalmente invasa da un grandissimo numero di headbangers, giunti qui per assistere allo strapotere dei grandiosi Overkill.

Napalm Storm  –  (report a cura di Francesco Di Gianfilippo)
I primi ad andare in avanscoperta e preparare il terreno sono gli spagnoli Napalm Storm. Thrash senza compromessi il loro, rude al punto giusto e caratterizzato dalla voce growl di Carlos Tello. Un intenso show grintoso e seguito con interesse dal pubblico che era già arrivato alla location in quel momento. Headbangin assicurato con pezzi come la deflagrante “Napalm Attack”. Una band al vetriolo.

Setlist: “Intro” – “Erased Steps” – “Dynasty Of Tyrants” – “Harmless Cruelty” – “III” – “Slaves Of Divinity” – “Napalm Attack” – “Fearcracy”

NAPALM STORM lineup:
Carlos Tello – Vocals/Bass
Fernando Tovar – Guitar
Michal Kacprzak – Guitar
Alejandro Duarte – Drums
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Dying Gorgeous Lies  –  (report a cura di Rockberto Manenti)
Salgono ora sul palco i Dying Gorgeous Lies. Arrivano dalla Germania e propongono un heavy intriso di forti dosi di thrash, il che non avrebbe nulla di particolare se non per il semplice fatto che il gruppo è guidato dalla “rossa” Lisa Minet che con sua voce ruggente (quasi gutturale) caratterizza tutte le loro sonorità. La band colpisce duro senza tanti complimenti, come nella più classica tradizione teutonica; brani come l’iniziale “Dgl” o “Fist World Breakdown” hanno un buon impatto sul pubblico con i loro ritmi martellanti, ma nel contempo massicci ed imperiosi, sui quali Bernd Stübinger e Marcel Völkel possono aggredirci con le loro rabbiose chitarre. E’ ovvio che i Dying Gorgeous Lies non si fanno notare per delle individualità tecniche, direi più che altro che è una compagine molto omogenea e che crea un muro di suono compatto ed impenetrabile, il giusto compromesso tra potenza e velocità che serve a raggiungere un buon risultato. Ed alla fine gli si possono anche perdonare quei piccoli errorini di “distrazione” visti qua e là.

Setlist: “Dgl” – “Suppressing Fire” – “First World Breakdown” – “Rise Again” – “No. 759” – “United”

DYING GORGEOUS LIES lineup:
Sascha “Buzz’D Joe” Schulze – Bass
Stephan “J.J.” Straubinger – Drums
Bernd “E. Burned” Stübinger – Guitars
Marcel “Mashl J.” Völkel – Guitars, Vocals
Lisa “Liz Gorgeous” Minet – Vocals
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Deflagrator  –  (report a cura di Francesco Di Gianfilippo)
Spetta ai napoletani Deflagrator il compito di mantenere in caldo un pubblico pronto ad accogliere gli headliner della serata. Con la loro miscela di black e thrash metal, fomentano gli headbangers assiepati sotto il palco scatenando pogate furiose e stropicciandolo un pochino prima della stretta finale che di lì a poco avverrà intorno al loro. Sicuramente i loro pezzi hanno del già sentito ed a tratti perdono di originalità, ma è pur vero che i partenopei non hanno avuto modo di esprimersi al meglio dato che per mancanza di tempo si sono visti tagliare ben cinque brani dalla scaletta. Forse, forse sarebbe stato meglio per loro suonare per primi.

Setlist: “Intro” – “Free Fire Zone” – “Rawness Incarnate” – “Evil Possession” – “Inhuman Violence” – “Mantra of Death”

DEFLAGRATOR lineup:
Von Degröth – Vocals
Joe Caputo – Bass
Vinz –  Guitar
Incinerator – Drums
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Overkill –  (report a cura di Rockberto Manenti)
Tutto è pronto per il gran finale con gli Overkill. In un clima già all’ebollizione, anche il caldo afoso ci mette lo zampino e Derek Tailer proprio poco prima dell’inizio dello show sembra avere un piccolo malore e questo ritarda l’inizio della loro esibizione. Ma finalmente l’imponente “Xdm” annuncia il loro imminente arrivo e come un’esplosione eccoli partire con “Armorist”. Da subito ci investono con la loro veemenza, facendoci capire una cosa fondamentale: fino ad allora c’era stato il nulla. Come loro solito gli Overkill sono semplicemente devastanti, non mi è mai capitato di vedere la band di Bobby Blitz scendere di un solo gradino rispetto al loro standard: passano gli anni, ma l’energia è sempre la stessa, instancabili e pieni di vitalità, mostrando una forza che non ha eguali.
La scaletta è un susseguirsi dei loro brani più famosi: da “Electric Rattlesnake” a “Powersurge”, o ad esempio da “Rotten To The Core” a “Necroshine”, tanto per citarne alcuni, in fondo qualunque cosa peschino dalla loro produzione non lascia mai deluso nessuno. Ogni pezzo è l’occasione per scatenare l’entusiasmo della gente che incessantemente per tutto il concerto arricchisce lo spettacolo con delle improvvisate “coreografie”, tra moshing, crowd surfing e pogo forsennato: una vera carneficina umana.
E gli Overkill alimentano questo aspetto con la potenza del loro sound, dandoci la carica con le loro canzoni, veri e propri inni di battaglia: Overkill è una macchina da guerra che demolisce tutto al suo passaggio. E più si va avanti e mai se ne ha abbastanza, consci di essere di essere al cospetto della pura essenza del thrash metal, di fronte abbiamo una banda che ha fatto la storia e che continuerà a farla.
Bobby “Blitz” è lì sul palco a saltare come una molla, un fascio di muscoli con l’energia di un ragazzino pronto a trapanarci con la sua voce stridente, nemmeno avesse ingoiato un Black&Decker. Non c’è scampo sotto i colpi micidiali che infligge il basso di D.D. Verni e così Derek Tailer e Dave Linsk possono finirci senza pietà con la violenza dei loro riff furiosi e letali. A Ron Lipnicki (batteria) resta solo il compito di schiacciarci definitivamente come un rullo compressore con il suo drumming travolgente e portare a compimento la conquista di Roma.
Ci salutano con “Ironbound” che innesca l’ennesimo vortice umano al centro sala che impegna non poco lo staff della sicurezza. Li richiamiamo con urla e cori facendoli tornare sul palco per subire il loro attacco finale, che non fa prigionieri, con “Bitter Pill” ed “Elimination”, per poi subire il colpo di grazia con un bel “vaffanculo” che Blitz manda all’indirizzo del pubblico annunciando la storica “Fuck You” che conclude nell’apoteosi totale una performance stratosferica.
Grazie alla Erocks Production anche la capitale ha finalmente potuto godere della presenza di una leggenda come gli Overkill e questo potrebbe essere il primo grande passo verso altri nomi altisonanti che la giovane agenzia potrebbe avere nel mirino. Le sorprese potrebbero non finire qui e qualcuna è in già corso d’opera: restate sintonizzati.

Setlist: “Xdm (Intro)” – “Armorist” – “Hammerhead” – “Electric Rattlesnake” – “Powersurge” – “In Union We Stand” – “Rotten To The Core” – “Bring Me The Night” – “End Of The Line” – “Necroshine” – “Horrorscope” – “Hello From The Gutter” – “Overkill” – “Ironbound” – “Bitter Pill” – “Elimination” – “Fuck You”

OVERKILL lineup:
Bobby “Blitz” Ellsworth – Vocals
D.D. Verni – Bass
Dave Linsk – Lead Guitar
Derek Tailer – Rhythm Guitar
Ron Lipnicki – Drums

report: Francesco Di Gianfilippo e Rockberto Manenti
foto: Ilaria Degl’Innocenti