Operation: Mindcrime – la chiave di volta di Geoff Tate

OPERATION: MINDCRIME + LOST REFLECTION + FIRE & WATER
live @ Traffic, Roma
– giovedì 3 dicembre 2015 – 

 

LIVE REPORT •
Dopo aver assistito qualche mese fa al passaggio nella capitale dei rinnovati Queensrÿche, ecco arrivare ora nella Città Eterna il mitico Geoff Tate con il suo nuovo progetto Operation: Mindcrime, un nome che risuona forte nelle menti di tutti gli appassionati visto che è anche il titolo di uno degli album più importanti e famosi della band di Seattle. Varie sono state le vicissitudini che hanno portato man mano ad un bivio e far dividere così le loro strade ed una di queste ha portato il 3 dicembre lo storico cantante al Traffic Club per voltare pagina e presentare il nuovo capitolo della sua carriera di artista.
Non c’è moltissima gente all’apertura del locale, ma ormai questa è una costante dell’ambiente concertistico romano, si preferisce magari andare a supportare una qualsiasi cover band piuttosto che assistere ad un concerto di un musicista che ha fatto la storia del metal e ispirato migliaia di band e cantanti. Purtroppo l’andamento della serata rimarrà questo: poca gente in proporzione ad un evento che invece, negli anni passati, avrebbe richiamato molto più pubblico. Indice che il livello culturale musicale tra i giovani è molto sceso: insultatemi pure, ma cari ragazzi è così purtroppo e, mi duole dirlo, le vostre basi in ambito di conoscenza metal sono veramente basse. Ma sarebbe un discorso troppo lungo (e forse difficile anche da comprendere per chi non segue approfonditamente un certo genere), quindi è preferibile fermarsi qui. Di certo c’è che se non ci fosse stata gente come Geoff Tate & Co. molti gruppi del presente non sarebbero nemmeno esistiti. Meglio allora parlare di musica. Vediamo allora come si è svolta la serata.

Fire & Water – (report a cura di Francesco Di Gianfilippo)
L’assenza improvvisa annunciata nel pomeriggio della seconda band di apertura, gli inglesi I.C.O.N., costretti ad una pausa forzata per problemi “meccanici” (il loro pulmino ha dato forfait e non li ha voluti portare nella capitale), porta sul palco del Traffic i Fire & Water, un duo acustico irlandese composto dal talentuoso Tomas McCarthy alla voce e chitarra e dalla sassofonista, nonché leggiadra vocalist, Clodagh Kearney.
Lui è indubbiamente preparato alla sei corde, sa muoversi con abilità sul suo strumento e mette in mostra anche una bella voce, carica di groove, sfoderando un’energia invidiabile, basti ascoltare la sua versione di “Babe I’m Gonna Leave You” dei Led Zeppelin, mentre lei con le sue vocalità e il suo sax completa ed arricchisce la loro proposta che, tra cover e brani di loro creazione, spazia tra blues, rock, country e musica ispanica. Certamente non il mio genere, eppure sono stati veramente una gradita sorpresa ed hanno meritato tutti i nostri applausi. Alle volte acqua e fuoco stanno bene insieme. Molto bravi.

Setlist:
Babe I’m Gonna Leave You (Led Zeppelin cover)
Modern Day Cowboy
The Sheperd
The Liar
Out On The Western Plain (LeadBelly cover)

FIRE & WATER lineup:
Tomas McCarthy – Vocals, Guitars
Clodagh Kearney – Sax, Vocals
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Lost Reflection – (report a cura di Francesco Di Gianfilippo)
Causa la defezione di cui sopra degli I.C.O.N., diventano support act principale i Lost Reflection. Giunti dalla vicina Ostia, o meglio “Ostia beach” come dicono loro, il quartetto è fautore di un hard rock corposo, come l’iniziale “The Enemy U Know”. La voce di Fabrizio Fulco sembra il punto di incontro tra Mustaine ed Alice Cooper ed in generale la band non se la cava male, anche se in alcuni momenti si aveva la sensazione che qualche battuta (soprattutto nell’uso della doppia cassa da parte di Max Moretti) fosse andata perduta lungo il tragitto che li ha portati qui al Traffic. Ma va bene così ed anche se alcuni brani possono sembrare uguali tra loro, hanno risvegliato in molti di noi ricordi di quel sound tanto caro ai Cinderella e ai Ratt, di cui, nel finale, eseguono anche la cover di “What You Give Is What You Get”. Una performance apprezzabile e nella norma, ma a mio parere poco avvincente.

Setlist:
The Enemy U Know
Here We R
Father Murphy
Scarecrowd
Faith Or Fear?
Never Enough
Bad Love
What You Give Is What You Get (Ratt cover)

LOST REFLECTION lineup:
Fabrizio Fulco – Vocals And Guitars
Piero Sorrenti – Guitars
Pesten Tundra – Bass
Max Defender Moretti – Drums
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Operation: Mindcrime(report a cura di Rockberto Manenti)
E si arriva finalmente al momento clou della serata. Oggi si assisterà alla riproposizione per intero di uno dei capolavori del metal anni ’80, il superbo “Operation: Mindcrime”, dal quale la nuova band di Geoff prende il nome, in una sorta di collegamento con un passato che ha lasciato il segno in ognuno di noi. Così ora tutto è pronto per immergerci in quelle magiche atmosfere che all’epoca l’ascolto di quel capolavoro già suscitava nei nostri animi di giovani metalheads e che ha continuato a sbalordire anche le generazioni successive.
In sottofondo il vociare di alcune persone si diffonde nella sala attraverso gli speakers… le comunicazioni interne di un ospedale… la voce di un’infermiera e i pensieri di un uomo che sta riprendendo conoscenza… è “I Remember Now” che ci introduce alla strumentale “Anarchy-X”: lo spettacolo ha inizio.
La band viene accolta dai numerosi applausi del pubblico, e pian piano l’entusiasmo aumenta fino a diventare un’ovazione quando arriva l’interprete principale del film che stiamo vivendo: Geoff Tate. Ci incanta fin da subito con la sua magnifica voce e chiama a raccolta i suoi adepti con “Revolution Calling”: e non ce n’è più per nessuno.
Interpreta con maestria ed eleganza ogni brano, ci lusinga, ci rapisce con la sua vocalità, a tratti potente e in altri imperiosa, a volte drammatica o viceversa gioiosa; il suo carisma ci affascina, ci conquista: il suo non è solo canto… è arte!
Passo dopo passo ci fanno ripercorrere quelle storiche tracce di un disco che è considerato, a ragione, il miglior concept album metal di sempre (un certo Sig. Bruce Dickinson disse: “E’ il disco che avrei sempre voluto fare con i Maiden”, e se lo dice lui una ragione ci sarà stata).
La band supporta alla perfezione Geoff in ogni suo passaggio, ogni canzone è più di un semplice insieme di note e parole, sono la realizzazione dell’incontro tra la genialità ed un’opera, con brani come “Operation: Mindcrime”, oppure quelli più spinti tipo “Spreading The Disease” che il pubblico canta a squarciagola insieme a Tate, mentre il duo Kelly Gray e Scott Moughton si esibisce in minuziosi ed accurati assoli di chitarra, come nella strumentale “Waiting For 22”.
In un continuo crescendo sonoro si raggiunge l’apice con “Suite Sister Mary” che vede anche la presenza della voce femminile di Clodagh Kearney (del duo Fire & Waters) per un intenso duetto, appassionante e ricco di pathos, quasi a creare una sorta di mistica teatralità. La stessa Clodagh poi si rivedrà nuovamente sul palco con il suo sax durante “The Thin Line”.
Se da una parte Kelly e Scott mettono in mostra la loro professionalità di navigati strumentisti (non per niente il primo è stato anche chitarrista dei Queensrÿche), non da meno è la robusta sezione ritmica di John Moyer (basso) e Simon Wright (batteria), quest’ultimo poi non ha di certo bisogno di presentazioni, avendo militato, tra le altre, in band come Ac/Dc, Dio e Rhino Bucket. Senza comunque dimenticare Randy Gane che, sullo sfondo della scena, con le sue tastiere crea dei piccoli panorami sonori sui quali Tate e soci possono dare le loro pennellate d’autore.
Assorti come siamo in questa dimensione onirica, tra fantasia e realtà, non ci si accorge del trascorrere del tempo, scandito dal tic-tac dell’orologio di “My Empty Room” che ci porta inesorabilmente verso la conclusione di questa prima parte di concerto con, ovviamente, la superlativa “Eyes Of A Stranger”: semplicemente epocale.
Il lungo applauso che viene tributato a tutta la band, sorprende ed emoziona non poco lo stesso Geoff che ringrazia sentitamente. Non è un personaggio che interloquisce molto con lo spettatore, lui preferisce farlo con la musica e allora, dopo averci presentato uno ad uno i suoi compagni di viaggio, ci parla di questo suo progetto e del loro nuovo lavoro “The Key”, il primo di una trilogia, dal quale estraggono tre pezzi, dove se “Re-Inventing The Future” richiama abbondantemente le tipiche sonorità già presenti nel songwriting della sua precedente band, gli altri due (“The Stranger” e “Burn”) invece si discostano leggermente e spaziano più su quel rock robusto, che strizza l’occhio al moderno, permettendo così a Tate di continuare con le sue sperimentazioni che avevano già caratterizzato le ultime produzioni dei Queensrÿche.
Un po’ “ruffianamente” tornano naturalmente, anche in questa seconda parte, a riproporre qualche pietra miliare del passato, come la stupenda e soave “Silent Lucidity” che, come dice lo stesso Geoff presentandola, con la sua delicatezza ha fatto avvicinare i cuori di molte persone e li ha fatti innamorare: sublime.
Si arriva così al termine della serata con la maestosità di “Empire” a chiudere un concerto che è stato esaltante sotto ogni punto di vista. E non cadrò nella trappola di fare un confronto con la performance dello scorso luglio dei Queensrÿche e più specificatamente (come tutti avranno fatto a fine serata con le loro chiacchiere da bar dello sport) tra i due singer, perché sono ormai due realtà diverse ed ognuna seguirà il suo percorso: la cosa più importante è che sia la musica a vincere da entrambe le parti.

Setlist:
I Remember Now (Queensrÿche intro)
Anarchy-X (Queensrÿche cover)
Revolution Calling (Queensrÿche cover)
Operation: Mindcrime (Queensrÿche cover)
Speak (Queensrÿche cover)
Spreading The Disease (Queensrÿche cover)
The Mission (Queensrÿche cover)
Suite Sister Mary (Queensrÿche cover)
The Needle Lies (Queensrÿche cover)
Electric Requiem (Queensrÿche cover)
Breaking The Silence (Queensrÿche cover)
I Don’t Believe In Love (Queensrÿche cover)
Waiting For 22 (Queensrÿche cover)
My Empty Room (Queensrÿche cover)
Eyes Of A Stranger (Queensrÿche cover)
Re-Inventing The Future
The Stranger
Burn
Damaged (Queensrÿche cover)
Take Hold Of The Flame (Queensrÿche cover)
Silent Lucidity (Queensrÿche cover)
The Thin Line (Queensrÿche cover)
Jet City Woman (Queensrÿche cover)
Empire (Queensrÿche cover)

OPERATION: MINDCRIME lineup:
Geoff Tate – Vocals
John Moyer – Bass
Simon Wright – Drums
Kelly Gray – Guitars
Randy Gane – Keyboards
Scott Moughton – Guitars
Clodagh Kearney – Sax, Vocals (guest)

 

report: Francesco Di Gianfilippo, Rockberto Manenti
foto: Rodolfo Felici
http://www.rodolfofelici.it/

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