Nuclear Assault: devastazione thrash al Traffic

NUCLEAR ASSAULT + ASSAULTER + ENFORCES + MURDER SPREE
live @ Traffic Club, Roma
– giovedì 23 luglio 2015 – 

LIVE REPORT •
Le chiacchiere stanno a zero: quando m’infognai nel thrash metal, la scoperta dei Nuclear Assualt fu una specie di illuminazione, soprattutto la loro opera prima, “Game Over” del 1986. Sapere oltretutto che uno dei membri della band, il bassista Dan Lilker, aveva contribuito un bel po’ allo sviluppo delle frange più violente dell’heavy metal sul versante atlantico degli Stati Uniti, essendo stato membro fondatore di Anthrax, Stormtroopers Of Death, i Nuclear Assault (ovviamente) e i Brutal Truth, accresceva l’alone di mito di leggenda per questo quartetto newyorchese.
Non avrei mai detto di poterli vedere dal vivo, figuriamoci in Italia, a Roma! E invece i “metal gods” sono stati benigni con il sottoscritto e tutti coloro si siano trovati al Traffic Live Club per una serata all’insegna della musica veloce e del “tupa-tupa”
In origine la serata era stata organizzata con due palchi, uno esterno ed uno interno al locale, ma le condizioni metereologiche nel pomeriggio si sono dimostrate avverse e per prudenza si è spostati tutti dentro: questo ahimé è stato un po’ un problema perché visto l’affollamento e il macello scatenatosi si sudava copiosamente…, ma il thrash metal è birra, velocità e sudore, per cui tutto nella norma.
Tre le band di supporto all’act americano, Murder Spree dai Castelli Romani, attivi dal 2010 con l’Ep “Mediabomb” del 2012 nel carnet e un full in uscita,  che vedono una modifica nella line-up in quanto il cantante “titolare”, Andrea “Lemmy” de Luca, non poteva presenziare ed il suo compito è stato svolto da Claudio “Chopper” Camilli degli Alkol; gli Enforces, viterbesi, guidati da Martina L. McLean in versione rossa, sui palchi dal 2008 con un demo all’attivo e un album in uscita dal titolo “The Dopamine Hypothesis Of Schizophrenia”; i tarantini Assaulter, monicker parecchio conosciuto sul territorio nazionale, thrashers intransigenti da Taranto dal 2007 con l’Ep “Crushed By The Raging Mosh” del 2011.

Murder Spree
I primi a calcare le assi del palco sono i Murder Spree che si lanciano subito in un thrash scarno e veloce, con un certo approccio hardcore principalmente nelle vocals, dei riff prettamente anni ’80, di stampo East Coast, e un drumming capace di spingersi a velocità assai sostenute.
Il pubblico certo ancora è ben poca cosa, ma il quartetto è capace di essere divertente e veloce, ingredienti fondamentali per convincere con un thrash bastardizzato dall’hardcore. Unica pecca, se così la si può chiamare, è la voce: personalmente in un genere di questo tipo, devoto agli anni ’80, mi aspetto delle vocals di quello stampo, quelle di Chooper alle mie orecchie suonavano un po’ moderna. Ma è una questione di gusti personali, non un giudizio sulla band. Murder Spree promossi.

Setlist: “Warriors Of Thrash/Fading Away” – “No Rest For The Wicked” – “Six Pack Tsunami” – “Cerveza On The Beach” – “A New Hope” – “Hipster vs Thrasher” – “False” – “Time To Rise Up”

MURDER SPREE lineup:
Claudio “Chooper” Camilli – Vocals
Gabriele Lupi – Guitars
Daniele Marrocco – Basso
Andre Pro – Drums
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Enforces
Seconda band della serata gli Enforces. Il genere suonato dal gruppo non è nelle mie corde, ma dò una chance ai ragazzi (e ragazza!) e devo dire che, eccetto i momenti più vicini al death melodico, il quintetto si sbatte on stage con convinzione e dedizione, alternando mazzate ad alta velocità (che vanno per la maggiore) a momenti più ariosi e potremmo dire “drammatici” senza risparmiarsi.
Per quanto riguarda la voce il discorso è il medesimo fatto per i Murder Spree: non è il tipo di vocals che mi piace, ma la cantante Martina mi è parsa nel complesso aver fatto un buon show con cattiveria e impegno: i momenti migliori del set sono venuti fuori quandi i due “axemen” si sono spinti con le proprie sei corde su lidi più thrash metal.
Nota di merito per il chitarrista Paolo Nevi per la t-shirt di “The Upcoming  Terror” dei tedeschi  Assassin!

Setlist: “Elimination Process” – “Thrash Against The Cross” – “Poison In My Glass” – “Infernal Machines” – “Of Leeches” – “Rats And Men” – “War  Shock”

ENFORCES lineup:
Martina L. McLean – Vocals
Paolo Nevi – Guitars
Giovanni Tomassucci – Guitars
Leonardo Sapio – Bass
Michele “Trauma” Caglia – Drums
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Assaulter
Terzo act di questo caldo 23 luglio, i thrashers pugliesi Assaulter, capitanati dal cantante/bassista/fondatore Enzo De Bartolomeo.
Il thrash riprodotto dal gruppo suona dannatamente old school, le influenze slayeriane sono palesi (cosa che ho assolutamente apprezzato!) mescolate con un po’ d’ingredienti in salsa thrash tedesco che rendevano il piatto assai appetitoso!
Incazzati, veloci, canzoni che parlano di birra, guerra fredda… un vero tuffo nel passato, nel cuore di tanti di noi che purtroppo gli anni ’80 non li hanno vissuti. Uno show tiratissimo, condito da sonore bestemmie e incitamenti al pubblico a far macello, nel frattempo il locale andava riempiendosi e i primi timidi tentativi di mosh cominciavano a prender piede, mentre il sottoscritto ci dava di air guitar ed headbanging. Buona prestazione vocale del bassista, i solos sono stati eseguiti in maniera affilata e veloce, il drumming mi ha impressionato per potenza, pulizia e precisione, oltretutto suonando molto vecchia scuola, nonostante i suoni siano, ovviamente, quelli del 2015. Long live alcohol, long live thrash.

Setlist: “Assaulter” – “Meatgrinder” – “Pay To Play” – “After The Countdown” – “Dead End Siding” – “Thrash  Assault” – “Beer!!!”

ASSAULTER lineup:
Enzo De  Bartolomeo – Vocals & Bass
Luca Miolla – Guitars
Paolo – Guitars
Rodolfo Russo – Drums
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Nuclear Assault
E finalmente arriva il momento culminante, il sogno che si realizza: i quattro americani salgono sul palco, sono lì, proprio di fronte a noi, in carne ed ossa! Finalmente non li vediamo più solo attraverso i video in rete o le foto nei booklet degli album! Dopo alcuni minuti di soundcheck ecco che i nostri partono a testa bassa, aprendo il set con “Rise from the ashes”, opener del secondo album “Survive” del 1988 e subito si scatena un bolgia infernale: pogo, stage-diving, crowdsurfing, headbanging… chi più ne ha più ne metta.
Il locale è pieno, la temperatura si alza, ma i metallari radunati non si risparmiano, anzi il grado di violenza aumenta con lo scorrere dei brani al punto che in certi momenti è difficile restare in piedi tanto è forte l’urto dei corpi sudati liberi da freni inibitori. La band suona una scaletta molto buona, il pubblico reagisce ottimamente cantando i ritornelli e sembra di esser tornati nel 1988… tre i brani estratti dal nuovo Ep, ovvero “Analog man in a digital world”, “Died in your arms” e “Pounder” vengono ben accolti dal pubblico: ognuno di questi tre mostra una facciata diversa degli americani, la prima è lo speed metal, la seconda è quella melodica, anche se forse “Died in your arms” non è un pezzo così convincente a parer mio, e “Pounder” il classico thrash del 1985.
Fare un’analisi track by track sarebbe ridondante e ripetitivo, la musica della band è conosciuta e apprezzata, gli elementi belli dello show sono stati la potenza espressa dal quartetto sul palco, alternata con simpatici siparietti ironici e le immancabili imprecazioni declamate in un italiano dall’accento americano; il mosh scatenato dal pubblico, un continuo movimento senza requie, e la disponibilità della band a scherzare e comunicare con gli astanti, nessun atteggiamento da rockstar, solo una grande passione e una grande dedizione alla causa da parte degli uni on stage e degli altri “in the front row”!
Dan Lilker si dimostra uno dei grandi mattatori della serata, insieme al compare Connelly: scambia parole col pubblico, alza le corna in direzione degli headbangers, si muove avanti e indietro sul palco permettendo ai noi fortunati di toccare lui e la tastiera del suo basso, si sgola nelle backing vocals tirando fuori un vocione sporco e gutturale, un approccio decisamente alla mano. Oltretutto, onore al lui per la t-shirt dei Voivod del 1986.
Dopo la tripletta “My America”, “Hang The Pope” (accolta con un’ovazione clamorosa, scatena un pogo d’inusitata forza d’urto) e “Lesbians”, “Trail Of Tears” è uno dei highlights della serata, la partenza melodica e struggente, il ritornello cantato a pieni polmoni, pieno di pathos e tensione, da Connelly e tutti noi altri, con vero trasporto. Una degna conclusione di un bel concerto, non c’è che dire.
Nell’after-show c’è spazio per scambiare ancora due chiacchiere e farsi foto coi membri dei Nuke, soprattutto il più disponibil è Lilker, mentre il singer/guitarist in sandali e pantaloncini sorseggia l’ultima birra prima di ritirarsi nel pullman.
E cala il sipario su questa calda, sudata, veloce, nucleare serata thrash metal romana.

Setlist: “Rise From The Ashes” – “Brainwashed” – “F#” – “New Song” – “Critical Mass” – “Game Over” – “Butt Fuck” – “Sin” – “Betrayal” – “Analog Man In A Digital World” – “Died In Your Arms” – “Wake Up” – “When Freedom Dies” – “My America / Hang The Pope / Lesbians” – “Trail Of Tears”- “Pounder”

NUCLEAR ASSAULT lineup:
John Connelly – Vocals & Guitars
Erik Burke – Guitars
Dan Lilker – Bass
Glenn Evans – Drums

report: Lorenzo Cipolla
foto: Magda Red