Notte d’acciaio all’Init con i Savage

STEEL NIGHT II: SAVAGE + SKANNERS + LIPSTICK + LADY REAPER
live @ Init, Roma
– venerdì 5 giugno 2015 –

LIVE REPORT •
Dopo Tygers Of Pan Tang, Tank ed Angel Witch, questo 2015 vede approdare nella capitale un’altra leggendaria band che ha contribuito alla nascita della N.W.O.B.H.M.: i Savage.
Il gruppo britannico ha seguito, purtroppo, la sorte di tante altre band dell’epoca che hanno influenzato in maniera determinante le generazioni a venire, ma che poi successivamente non hanno avuto la stessa fortuna di molti altri (vedi ad esempio Iron Maiden o Saxon, tanto per citarne alcuni), non raccogliendo così i frutti di ciò che avevano seminato in quei primi anni ’80, ma che invece ha fatto crescere bene ed in salute altri artisti a loro ispirati.
All’Init Club di Roma ecco dunque approdare i Savage che insieme agli Skanners (altro storico gruppo italiano), Lipstick e Lady Reaper hanno dato vita il 5 giugno alla “Steel Night II”.

Lady Reaper
Qualche problema tecnico di troppo (ivi compresi il prolungarsi dei sound-check) hanno fatto slittare di un bel po’ l’avvio della serata, e questo influirà un po’ sugli umori e soprattutto sulle performance dei primi gruppi che non hanno avuto il tempo di mettere a punto i vari strumenti. E’ il caso ad esempio dei Lady Reaper, primi a salire sul palco, che in fretta e furia sono costretti ad iniziare gioco-forza il loro set.
Auto-ironici, divertenti, prendono la serata con la filosofia del come va va ed in fondo fanno anche bene, senza preoccuparsi molto di quello che succederà. Li accompagna la spensieratezza giovanile e tutto l’entusiasmo della loro età. Sicuramente la ancora poca esperienza si fa notare, ma il loro heavy rock, a tratti anche più che martellante, ha già delle buone basi su cui lavorare e poter così migliorare.
Forse avrei evitato il piccolo rifacimento di “In The Hall Of The Mountain King” sull’ultimo brano, a me personalmente ha riportato subito alla mente i Savatage ed un ovvio, ma più che altro improbabile, confronto. Un piccolo consiglio mi permetterei di darlo a Simone (Iron – vocalist): quello di fare più il frontman e “girovagare” un po’ meno come un forsennato su e giù per il palco, per avere un approccio più diretto e coinvolgente con il pubblico e poi così si riuscirebbe a fotografarlo meglio! Prendere esempio da Claudio Pisoni (Skanners). Comunque, detto ciò, i Lady Reaper rimangono sempre nelle mie simpatie.

Setlist: “”Spit Out From Hell” – “Another Me” – “When Jekyll Becomes Hyde” – “Headless Ride/In The Hall Of The Mountain King”

LADY REAPER lineup:
Simone Iron – Vocals
Stefano Jekyll – Guitars
Federico Red – Guitars
Gabriele Gimi – Bass
Berardo Bear – Drums
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Lipstick
Tocca ora ad un’altra band romana ad entrare in scena: i Lipstick. Freschi del recente aumento di organico, con l’aggiunta della seconda ascia Marco Thresky, il combo capitolino ha adempiuto al suo compito in maniera adeguata, senza grandi sbavature, offrendo una prova onesta, sempre un po’ condizionata dai problemini tecnici di cui sopra, ma tutto sommato apprezzabile, “condita” dalle coreografie improvvisate dalle ragazze in platea e dal piccolo cameo di Flavio Falsone (cantante dei Whisperz e dei Messerschmitt) invitato sul palco a duettare con il cantante Paul sulla conclusiva “Nightwolf”. E’ chiaro che stiamo sempre parlando di livelli underground ed anche per loro vale lo stesso discorso dei Lady Reaper: fare più esperienza. La mia non vuole essere assolutamente una critica, ma uno stimolo a migliorare sempre più, perché alla luce di quello che si vedrà, o meglio, si ascolterà subito dopo, la differenza con band di ultra-decennale esperienza si fa sentire molto e come dice il buon Marco Capasso, qui a Roma non riusciamo mai a dimostrare alle band straniere ospiti, che ci sono gruppi di un certo calibro anche nella capitale, tant’è che anche questa volta si è dovuto ricorrere ai “servigi” di una band del nord. Quindi visto che i Lipstick hanno “incattivito” il loro sound, premendo un po’ più sull’acceleratore ed ora hanno un pistone in più, perché non fare il salto di qualità? Le carte le avete: giocatele perché può diventare la mano vincente!

Setlist: “Dancing” – “Savage” – “Fuel 4 A Lady” – “Mistress” – “Nightwolf”

LIPSTICK lineup:
Paul McEvil – Vocals
Arkady Camelot – Guitars
Marco Thresky – Guitars
Andrew “Lipstick” Simmons – Bass
Arizona “Hurricane” Bob – Drums
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Skanners
Ed ora si volta pagina e la serata assume tutto un altro aspetto e la qualità diventa la protagonista: è il turno degli Skanners. Da oltre trent’anni, tra alti e bassi, la band altoatesina è parte della storia del metal italiano e stasera è qui per dimostrare il suo valore. Non so quale metodo di misura si possa usare per quantificare il livello di un artista, ma quel che è certo è che qui siamo di fronte all’eccellenza del “metallo pesante”: oro a 24 carati.
Le prime note di “Welcome To Hell” richiamano sotto il palco il pubblico presente e fa piacere vedere vecchie e nuove generazioni unite dalla stessa passione per quelle sonorità così ottantiane. Claudio Pisoni è Cantante con la C maiuscola, con autorevolezza è capace di caricare d’energia gli headbangers che gli sono di fronte e lascia in loro un segno indelebile con la sua potente vocalità. Ogni loro brano è una vera mazzata, colpiscono duro e senza pietà: non si fanno prigionieri con pezzi come “We Rock The Nation” o “Factory Of Steel”. Fabio Tenca e Walter Unterhauser danno vita con i loro riff aggressivi ad un “Metal Party” decisamente elettrizzante e dirompente, grazie anche ai due giovani innesti Davide Odorizzi (batteria) e Tomas Valentini (basso) che costituiscono una sezione ritmica granitica e travolgente: una macchina da guerra.
Purtroppo l’ora è tarda e la band è costretta a tagliare abbondantemente la scaletta per lasciare spazio agli ospiti principali della serata. Ci salutano quindi con “Hard And Pure”, lasciandoci un po’ di amaro in bocca perché dopo aver assaggiato questo piatto, ne avremmo voluto sicuramente di più.

Setlist: “Welcome To Hell” – “We Are Night” – “We Rock The Nation” – “Blood In My Eyes” – “Iron Man” – “She’s Like A Boy” – “Factory Of Steel” – “Metal Party” – “Skanners” – “Starlight” – “Hard And Pure”

SKANNERS lineup:
Claudio Pisoni – Voice
Fabio Tenca – Guitars
Tomas Valentini – Bass
Davide Odorizzi – Drums
Walter Unterhauser – Guitars
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Savage
Siamo al rush finale: dalla terra d’Albione ecco i Savage. Non ho mai avuto occasione di vedere live la band inglese, protagonista nei primi anni ’80 degli ascolti che hanno contribuito al mio “sviluppo” musicale ed un piccolo brivido d’emozione ammetto di averlo provato nel vederli comparire in scena. La prima parte della loro performance si è basata su brani tratti dal loro ultimo disco di studio “Sons Of Malice” (targato 2012) e sulla presentazione del loro prossimo album “Seven”, quattro canzoni inedite che rinverdiscono i fasti di un lontano passato. Ma è con la seconda parte che i due membri fondatori Chris Bradley (voce e basso) e Andy Dawson (chitarra) cominciano a far carburare il pubblico fino a farlo fomentare, scatenando l’headbanging senza sosta anche dei giovanissimi presenti che negli anni ’80 nemmeno erano nei pensieri dei loro genitori: è veramente un piacere vedere come certe sonorità rimangano, si perpetuino nel tempo ed appassionino anche chi non le ha vissute in prima persona. Questo è lo spirito dell’heavy metal.
E così ecco un assaggio del loro primo album “Loos ‘n Lethal” con pezzi come “On The Rocks” o “White Hot”, che oggi come allora hanno sempre un grande impatto su di noi, come all’epoca lo ebbero sui “neonati” Metallica, tanto che nel loro primo demo inclusero la cover di “Let It Loose”. Ora riascoltarle dal vivo a distanza di tanto tempo fanno riaffiorare in me vecchi ricordi di giovane metallaro e sarei stato curioso di sapere cosa provasse in quel momento Kristian Bradley (chitarra), figlio di Chris, nel suonarle appunto a fianco del proprio padre, dalla cui mente sono scaturite queste note immortali. Ed è proprio con “Let It Loose” che i Savage si congedano da noi, concludendo così ad una serata che ci ha fatto rivivere piacevolmente e respirare nuovamente l’atmosfera degli anni ’80.

Setlist: “The Rage Within” – “Black N Blue” – “Now” – “I Am The Law” – “Lock And Load” – “Super Spy” – “Empire Of Hate” – “On The Rocks” – “White Hot” – “The China Run” – “Ain’t No Fit Place” – “Let It Loose”

SAVAGE lineup:
Chris Bradley – Vocals, Bass Guitar
Andy Dawson – Lead Guitars
Mark Nelson – Drums
Kristian M. Bradley – Guitars

report: Rockberto Manenti