NIGHTWISH – Il Più Grande Spettacolo Della Terra!

NIGHTWISH + BEAST IN BLACK
live @ Mediolanum Forum, Assago (MI)
– martedì 4 dicembre 2018 –

LIVE REPORT

Di Metal band che possono permettersi il lusso di suonare in luoghi dalla capienza del forum di Assago oggigiorno, (tra nomi storici che stanno andando in pensione e la mancanza di ricambio generazionale nel nostro genere preferito), sono, ahimè, sempre di meno. Per questo è così bello quando capitano questi eventi e doppiamente bello quando una di quelle suddette band è una delle tue preferite un assoluto, una di quelle con cui sei cresciuto, una di quelle per cui non smetterai mai di emozionarti nonostante tutte le volte che hai assistito a un loro concerto. Stasera in un forum di Assago gremito, ma non sold-out i Nightwish ci hanno regalato una serata che non potremo dimenticare. Dopo circa due anni dalla loro ultima calata italiana in quel di Mantova, la band finlandese torna in Italia per celebrare il loro “Decades World Tour”, un tour celebrativo per festeggiare i vent’anni della band (in realtà qualcosina di più dato che il primo album è datato 1997) che promette di ripescare tanti pezzi dell’era Tarja e qualche “hit” più recente. E il fascino di questo concerto è stato proprio questo specialmente per uno come me che li ha visti tante volte dal vivo; poter ascoltare quei pezzi che hanno fatto la storia della band tra la fine degli anni novanta e l’inizio degli anni duemila che spesso negli ultimi tour sono stati tralasciati per dare spazio a materiale più recente. Di supporto ai Nightwish abbiamo i Beast In Black di Anthon Kabanen nome ormai noto nella scena Metal perla sua militanza nei Battle Beast (che pure hanno avuto il privilegio di aprire per i Nightwish nel 2012 in occasione della data tenutasi sempre al forum di Assago di supporto all’Imaginaerum World Tour).

Beast In Black
Sono le 19.30 in punto quando la prima delle due band finlandesi della serata fa il loro ingresso sul palco. Come detto prima, I Beast In Black sono il nuovo progetto di Anthon Kabanen che dopo la sua avventura nei Battle Beast ha avuto la forza ripartire da zero con un nuovo progetto altrettanto valido che non varia troppo rispetto alle coordinate Heavy/Power della precedente band. Le note di “Nightcrawler” dei Judas Priest fuoriescono dalle casse quasi come ammonimento; “Beware the beast in black” recita la canzone che suona perfetta come preludio allo show che verrà. Ed in effetti l’attitudine della band guidata dal vocalist Yannis Papadopoulos e Anthon Kabanen ricorda molto quello della band di Halford, con l’headbanging sincronizzato dei due chitarristi (è forse anche la pelata del singer che non può non farmi pensare a Rob Halford?). In ogni caso, senza addentrarsi in paragoni scomodi i Beast In Black sono un’ottima band heavy/power che stasera ci proporrà dal vivo il meglio delle canzoni estratte dal loro primo album “Beserker” uscito del 2017 per Nuclear Blast (che per quanto mi riguarda è stato una delle migliori sorprese di quell’annata). “Beast In Black” è il primo estratto della serata; una mazzata heavy/power infarcito di tastiere (tutte campionate) che mostra tutta la voglia di lasciare un impatto in questa serata da parte della band, dove Kabanen e gli altri musicisti che si scambiano continuamente di posizione, interagiscono tra loro e col pubblico che rimarrà sempre piuttosto partecipe specialmente sulle note di “Blind And Frozen”, il pezzo probabilmente più famoso e più catchy scritto dai Beast in Black(per cui è stato girato anche un videoclip). Lo show continua tra ottimi pezzi Heavy Metal come “Eternal Fire”, “Blood Of A Lion” e “Born Again” fino ad arrivare alla semi-ballad “Ghost In The Rain” impreziosita dalle luci dei cellulari del pubblico, senza dimenticarsi della folle “Crazy, Mad, Insane” pezzo che devia dalle solite coordinate stilistiche dei Beast In Black offrendoci un brano dal sapore synth-pop decisamente anni ottanta (ma d’altronde Kabanen non è nuovo a queste trovate dato che anche nei Battle Beast ci ha spesso deliziato con questi “esperimenti”). La band pubblicizza il nuovo album in uscita ad inizio 2019 per Nuclear Blast intitolato “From Hell With Love” e chiude la serata con il brano “The End Of The World” ringraziando ovviamente i Nightwish per la grande opportunità concessa.

Setlist:

  1. Beast In Black
  2. Eternal Fire
  3. Blood Of A Lion
  4. Fifth Angel
  5. Born Again
  6. Ghost In The Rain
  7. Crazy Mad Insane
  8. Blind And Frozen
  9. The End Of The World

BEAST IN BLACK Lineup:

  • Yanis PapadopoulousVocals
  • Anton KabanenGuitar
  • Kasperi Heikkinen – Guitar
  • Mate MolnarBass
  • Atte Palokangas– Drums
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foto: Matteo Musazzi

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Nightwish
Sono circa le venti e cinquanta minuti quando si spengono le luci e una breve introduzione parlata invita gli spettatori a godersi il concerto senza cellulari, provando a convincere il pubblico a liberarsi di questi arnesi tecnologici almeno per la durata dello show. L’effetto ovviamente è quello opposto ossia la gente inizia subito a fare filmati e foto… ma d’altronde è comprensibile la voglia di avere un piccolo ricordo di una serata che sarà memorabile sin dalle prime note. Sullo schermo alle spalle della band appare la macchina del tempo che ci guiderà in questo viaggio. La fredda visione della tecnologia contrapposta a quello che sarà il viaggio nel mondo dell’immaginazione e della fantasia in cui verremo immersi per le prossime due ore e un quarto. La band entra sul palco: Al centro abbiamo la batteria rialzata di Kai Hahto ancora nelle vesti di batterista dei Nightwish (oltre che batterista dei Wintersun) dopo l’abbandono temporaneo di Jukka Nevalainen dovuto a problemi di salute (in realtà quest’ultimo non suona con la band da circa cinque anni e non si ha ancora idea di quando possa tornare). Alla destra di Kai troneggiano le tastiere del mastermind Tuomas Holopainen in una veste più sobria rispetto a quelle che portava con se fino al tour di Imaginaerum. Alla sinistra di Kai abbiamo la postazione di Troy Donnokley dedito ormai da qualche anno ad arricchire con i suoi strumenti a fiato la musica dei Nightwish che sempre più sta incorporando una matrice folk nel proprio sound. In prima linea abbiamo gli inossidabili Empu Vuorinen, Marco Hietala e la monumentale (in tutti i sensi) Floor Jansen pronta a stupirci per come sceglierà di interpretare a modo suo i pezzi dell’era Tarja Turunen che sentiremo stasera. Sul fondo del palco abbiamo un’enorme maxischermo che proietterà per tutta la durata del concerto le immagini e i video che accompagneranno la musica della band… e l’impatto video stasera lascia letteralmente senza fiato! Inoltre la band si servirà di pyros e fuochi di tutti i tipi a non finire, tanto che in alcuni brani sembrerà quasi di stare ad assistere ad uno show dei Rammstein! Si parte con “Dark Chest Of Wonders” una delle più classiche delle opener dei Nightwish che scatena subito l’entusiasmo del pubblico. Altro estratto dal fortunato “Once” del 2004 è la celebre “Wish I Had An Angel” uno dei brani con cui la band è riuscita maggiormente a sfondare nel “mainstream” ormai quasi quindici anni fa. L’angelo del dolore raffigurato nella celebre copertina di “Once” troneggia sul maxischermo dietro la band in un contesto molto “dark” dando quel sapore cupo e parzialmente sinistro che si sposa bene con alcune liriche del testo del brano (“beauty always comes with dark thoughts”). “10th Man Down” è una sopresa anche per i più accaniti tra i fan dei Nightwish; quest’ultimo è un inedito estratto dall’EP “Over The Hills And Far Away” che vede la partecipazione vocale anche di Marco Hietala sul finale del pezzo. In questo caso le tematiche cambiano, si parla di guerra, della perdita di giovani vite, si riflette sul prezzo da pagare che questi conflitti spesso inevitabilmente portano. “Come Cover Me” spezza un attimo il fiato prima di addentrarci in uno dei tanti capolavori di “Oceanborn”, disco del 1998 che ha lanciato la band di Kitee verso i suoi primi tour. Il pezzo in questione è “Gethsemane” cantato in maniera magistrale da Floor che offrirà come per tutti gli altri pezzi dell’era Tarja un’impostazione meno operatica ma decisamente più diretta. Conoscendo le doti di Floor siamo sicuri che non avrebbe avuto problemi nel confrontarsi con lo stile originale dei vari pezzi della Turunen ma è comunque rispettabile la scelta di mettere il proprio “marchio” sulle canzoni, poi ovviamente, ogni fan avrà le sue preferenze. “Elan” con la sua freschezza e ariosità ci riporta alle atmosfere dell’ultimo disco “Endless Forms Most Beautiful” del 2015 dove Floor si ritrova per la prima volta durante questo concerto a cantare un pezzo scritto per la sua voce. “Sacrament of Wilderness” è un manifesto della bellezza della natura e di quei paesaggi incontaminati che tanto sono cari a Tuomas e alla sua Finlandia; qui si torna agli albori della band dove l’allora quintetto finlandese ci proponeva un Power Metal sinfonico ricco di assoli intrecciati di chitarra e tastiere e molto influenzato dai maestri Stratovarius. “Dead Boy’s Poem”, primo estratto della serata dal disco “Wishmaster” del 2000 è certamente uno dei momenti più belli e struggenti della serata nonché uno dei più attesi per il sottoscritto. Una breve jam strumentale in tinte folk precedono “Elvenpath”, che per quanto mi riguarda è il pezzo per eccellenza estratto dal primo disco dei Nightwish (“Angels Fall First”del 1997) dove si capisce nonostante il testo leggermente ingenuo il potenziale incredibile del songwriting di Tuomas. Si viaggia verso lidi puramente fantasy sulle onde di un bellissimo pezzo power metal che avrà fatto la gioia dei più nostalgici. Uno dei pezzi in cui il pubblico si è lasciato più coinvolgere è “I Want My Tears Back” e la presenza di questo brano non è di certo una sorpresa dato che non è mai stato escluso dalle scalette della band sin dall’Imaginaerum world tour. L’intermezzo folk che spezza la canzone (pur essendo fin troppo simile ad una parte di “Dance Of Death” degli Iron Maiden) fa saltare e ballare tutti i presenti e il sound cosi leggero e frizzante del brano fa da contrapposizione alla malinconia del testo riguardante un uomo in età avanzata che ripensa all’intensità con cui provava certe emozioni da giovane e il desiderio di “riappropriarsi di quelle lacrime” (che siano state di gioia o di dolore poco importa, perché per lui quelle lacrime erano il segno che era vivo). Altro pezzo tratto da Imaginaerum e altro capolavoro; “Last Ride Of The Day” è un pezzo anch’esso diretto e positivo ma stavolta le coordinate sonore si spostano su lidi più strettamente power metal. È un brano che di invita a sognare, ad evadere, è un tributo alla fantasia ed uno di quei brani da pelle d’oca che difficilmente dimenticheremo. Si torna al primo disco, con il primo singolo che è stato mai rilasciato dai Nightwish; “The Carpenter” è un pezzo originariamente cantato da Tuomas insieme a Tarja. In questo caso il tastierista lascia l’incombenza del cantato a Troy che si affianca sulla fine del brano a Floor, fino a quel momento rimasta nelle retrovie. Un pezzo atipico per la discografia dei Nightwish, che per certi versi mi ricorda molto i The Gathering. In ogni caso una chicca che difficilmente avremmo modo di riascoltare in futuro. “The Kingslayer” è un tripudio di fuochi mentre “The Devil & The Deep Dark Ocean” ci offre contorni più oscuri del solito coadiuvati dalle immagini di un ristretto corridoio proiettato sul maxischermo dove la telecamera avanza in maniera zoppicante (quasi tipo zombie), con macchie di sangue sparse sui muri… Senz’altro un tipo di immaginario diverso da quello a cui siamo solitamente abituati eppure il brano in se è per quanto mi riguarda uno dei momenti più belli e intensi del concerto. Forse troppo intenso. Infatti alla fine del suddetto brano la band si ferma e apprendiamo che una persona nelle prime file si era sentita male. Mentre la band spinge i medici e la sicurezza ad intervenire. Floor ne approfitta per ringraziare dal più profondo del cuore i fan e il fan club ufficiale italiano per tutti i doni che hanno ricevuto e solo dopo essersi accertati che la persona in questione sia stata soccorsa il concerto è potuto proseguire con la classicissima “Nemo”. “Slaying The Dreamer” vede Floor nel suo massimo splendore, questo è il classico pezzo che risalta la componente più diretta e “cattiva” della sua voce per un brano colmo di rabbia che sfocia in quel (“ I – TRULY – HATE – YOU – ALL!!!”) urlato a squarciagola da tutto il pubblico per un finale di brano al cardiopalma. Ma ci credereste se vi dicessi che a questo punto della serata il meglio deve ancora venire? Sì perché gli ultimi due pezzi in scaletta sono per chi scrive l’apice compositivo di Tuomas Holopainen. “The Greatest Show On Earth” con i suoi oltre venti minuti di durata ripercorre 4.6 miliardi di anni di evoluzione del nostro pianeta terra. Questo pezzo tanto caro al sottoscritto è un tributo alla scienza, alla ragione, all’evoluzione, alla specie umana nei suoi tanti difetti ma anche nei suoi pregi di non volersi fermare davanti a ciò che è apparentemente inspiegabile… ma al volere sempre cercare di capire, di ingegnarsi, di scoprire (“then he took his time in the sun, had a dream to understand every single grain of sand”). In ogni caso sarebbe impossibile andare ad analizzare il suddetto brano in questa sede. Non basterebbero pagine e pagine…e nessuna parola ne renderebbe giustizia. Solo averlo ascoltato dal vivo riuscirà a renderne l’idea. Siamo veramente alla fine e “Ghost Love Score” mette il sigillo finale su questo concerto. Probabilmente il pezzo più toccante ed emotivo mai scritto dai Nightwish, dove a livello sonoro la componente sinfonica prende il sopravvento su tutto. La chiusura finale di un concerto perfetto dove le ultime note di “The Greatest Show On Earth” vengono ripescate come outro e le parole del celebre biologo Richard Dawkins vengono riprese mentre il pubblico ascolta in religioso silenzio. Stasera siamo stati onorati di aver assistito letteralmente “al più grande spettacolo sulla terra”.

Setlist: 

  1. Dark Chest Of Wonders
  2. Wish I Had An Angel
  3. 10th Man Down
  4. Come Cover Me
  5. Gethsemane
  6. Elan
  7. Sacrament Of Wilderness
  8. Dead Boy’s Poem
  9. Elvenjig
  10. Elvenpath
  11. I Want My Tears Back
  12. Last Ride Of The Day
  13. The Carpenter
  14. The Kingslayer
  15. Devil & The Deep Dark Ocean
  16. Nemo
  17. Slaying The Dreamer
  18. The Greatest Show On Earth
  19. Ghost Love Score

NIGHTWISH lineup: 

  • Floor Jansen – Vocals
  • Tuomas Holopainen – Keyboards
  • Empu Vuorinen – Guitars
  • Marco Hietala – Bass
  • Kai Hahto – Drums
  • Troy Donnockley – Ullien Pipes, Tin Whistle, Low Wistle, Acustic Guitar, Backing Vocals
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foto: Matteo Musazzi