Nebbia notturna dietro le litanie dei Forgotten Tomb

FORGOTTEN TOMB + NOCTURNAL DEPRESSION + NIGHT GAUNT + HOWLING IN THE FOG + VORON
live @ Traffic Club, Roma
– sabato 12 settembre 2015 – 

LIVE REPORT •
In un semplice sabato sera di metà settembre (in una notte serena e stellata), al Traffic Club di Roma, uno dei locali d’underground più attivi della capitale, si compiono gli ultimi preparativi per un funesto set di live che segnerebbe chiunque osasse avvicinarsi ad osservarli. Una vera è propria maledizione musicale, tracciata a pentagono dai cinque gruppi invitati all’occasione (o per meglio dire, a pentacolo), con temi principali black e doom metal. L’imperdibile evento osserva Kamelia e Altamira come organizzatori d’eccezone (in collaborazone con Kick Agency e No Sun) e i presenti avanzano timidamente agli esordi della serata, dando ai pochi sotto palco l’impressione di un vuoto perpetuo anche successivamente, ma è nel corso della serata con l’avvicinarsi degli headliner (che a parere del redattore, non si rivelano solo i Forgotten Tomb) che le sorti degli afflussi muteranno quasi repentinamente o, come è preferibile sottolineare, ad effetto-lampo!

Voron
Primi ad inizializzare la lenta marcia verso le “tombe dimenticate”, i romani e giovani Voron, band death/black metal nata nel 2010. Inizialmente, la formazione intendeva avere tre chitarre, ma col passare degli anni i ragazzi si stabilizzano così come li vediamo al Traffic. I Voron non hanno ancora rilasciato nulla, ma sicuramente le prime concretizzazioni – che siano in EP o in Full-Length – prevedranno la risma di tracce eseguite nella loro performance. I Voron ci sono, immersi nelle loro visioni efferate di un death/black di stampo quasi ed egualmente “behemothiano”, con richiami lievissimi a Belphegor e Weeping Birth. Tuttavia, alcune sviste non possono mancare, come la chitarra semi-scordata di “Belial”, o l’eccessività nei volumi in cassa degli strumenti, che anche se non completamente equalizzati si fa sentire intensamente. Lo scream della voce di “Belial” non attira particolarmente le masse – poiché troppo vicino ad un dubbio gutturale – e si allontana decisamente dalle convenzionalità death/black, ma tutto sommato sulle scelte artistiche non si dovrebbe discutere più del giusto. Del resto, il buon Pier “Belial” sa “growlare” discretamente alla Akercocke! La batteria di Alessio Stazi è il punto di forza del gruppo. Colpi precisi su rullanti, charleston e hi-hat e bravura negli intermezzi liberi, con particolar riguardo sui tocchi di grancassa. Praticamente, può fare tutto quello che gli gira nella testa! Nel complesso, la performance è buona e coinvolgente e il pubblico ben risponde all’esecuzione. Senza dubbio, col tempo e col progressismo in allenamento, possono praticare tutte le spuntature necessarie laddove serve e risultare più apprezzabili di quello che già sono per chi li conosce. Esempio pratico, il loro finale di “Sun Shall Fall Forever”, dove la band si cimenta in una sorta di evocazione a Slaughter Throne e Behemoth di “The Satanist”, in un modo tutto proprio e impressionante.

Setlist: “Nekromanteion” – “Imago Mortis” – “The Secrets of Hadit” – “Unleash the Black Fury” – “Mater Terribilis” – “Sun Shall Fall Forever”

VORON lineup:
Pier “Belial” – Vocals/Guitar
Luca “Lucifer” – Bass
Andrea “Agares” – Guitar
Alessio Stazi – Drums
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Howling in the Fog
Dopo i Voron, ad occupare il palco del Traffic è “Der Antikrist Seelen Mord”, col suo progetto black/doom metal, Howling in the Fog. Originalmente, il gruppo è un one man band nato nel 2010 a Trento. In produzione, “Der Antikrist” e Howling in the Fog contano ben tre Full-Length e diversi EP, fra cui il nuovissimo “Inaudible”, il quale si rifà eccezionalmente ad un post-metal atmosferico raramente immerso nel black metal, come quello che al Traffic ha fatto divertire e caricare i presenti, improvvisamente aumentati di numero. Già in fase di settaggio e line-check, i componenti degli Howling dimostrano al pubblico che non sono sul palco tanto per strimpellare, ma semplicemente per devastare e riuscire prettamente nella loro performance, senza la minima intenzione di voler commettere errori di alcuna tipologia. Iniziano, per giunta, con “Struck by a Veil of Depression Forlorn” e “Majestic Spirits Wrapped in a Deadly Grip”, compensati black metal anche depressivo, che si rifanno alla scena francese quale Amesoeurs, quella danese dei Denial of God o la svedese dei Lifelover. Il gruppo, anche nell’esecuzione delle successive tracce, dimostra ai presenti in pit di disporre di un grandioso potenziale da rivendersi, permettendo dinanzi (o per meglio dire, sotto, ndr) a loro un contagio di continui headbang e inneggi, ottimo pane per i loro denti. La performance si rivela decisamente ottima, senza alcuni marginali appunti critici. Gli applausi avuti durante e dopo la performance, sono più che meritati.

Setlist: “Struck by a Veil of Depression Forlorn” – “Majestic Spirits Wrapped in a Deadly Grip” – “Abstract Vision of the End of Ourselves” – “Falling into the Void of this Unknown Fate” – “Percées de Lumière” (Alcest cover) – “Dark Matter”

HOWLING IN THE FOG lineup:
Gabriele Paolo “Der Antikrist Seelen Mord” – Vocals/Bass
Emanuele Revello – Drum
Mattia Bagata – Guitar
Lenny Verga – Guitar
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Night Gaunt
Il calare della notte fonda è ormai giunto! Si accendano i liturgici ceri, perché sul palco salgono i Night Gaunt di Roma. Nati nel vicinissimo 2013, la giovane formazione si presenta da subito ai live come uno dei rari prodigi del doom metal emergente. In produzione, il loro omonimo album, con ristampa nel maggio del 2015, in CD e LP tramite la Bloodrock Records e in cassetta tramite la Arcane Tapes. Come da sempre dimostrano, anche al Traffic non demordono e per l’occasione decidono di non nascondersi completamente nell’oscurità. I loro potenti brani coinvolgono l’intero pit del locale, tinti di un famigerato doom metal pesante, con richiami al death e al dark, ispirati ai Candlemass e Mystifier. Il punto forte del gruppo sono le aggressive distorsioni nella chitarra di “Zenn” e lo scream agghiacciante di “Gc”, che assieme ai loro compagnoni trascinano la loro performance verso risultati davvero incredibili. Tracce del loro repertorio oscuro, come “The Church” o “Penance”, compongono il loro repertorio di sempre, che ad ogni occasione di live migliora sempre di alcuni dettagli, oltre che essere vissuto dai partecipanti con i loro più violenti headbang (ogni live si è presentato stranamente e comicamente senza pogo). Nel complesso, i Night Gaunt si meritano i soliti e potenti applausi, con tanto di inneggi e complimenti di tutti i presenti.

Setlist: “Persecution” – “Breathless” – “The Church” – “Acquiescent Grave” – “Penance” – “Jupiter’s Fall”

NIGHT GAUNT lineup:
“Araas Lee” – Bass
“Gc” – Vocals/Guitar
“Zenn” – Guitar
“Kelèvra” – Drums
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Nocturnal Depression
Prima dell’arrivo dinanzi le “tombe dimenticate”, occorre oltrepassare il passo della “notturna depressione”, simboleggiato appunto dai Nocturnal Depression, band francese attiva dal 2004, sorta a Grenoble. Inizialmente, il gruppo era composto da “Lord Lokhraed” (Aghone, Grim Landscape, That Old Black Magic) e “Herr Suizid”, ma quest’ultimo abbandona il progetto nel 2012. Da quell’anno in poi, subentreranno “Avskrius” (Mutilanova) e “V.” (Myrd, Plage) – acronimo di “Vrede” – , formazione che durerà fino al 2014.
Il genere dei Nocturnal Depression si rifà alla scena black metal tipica dei danesi Acedi, i cechi Trist o ai loro connazionali, Darkenhöld, e la loro discografia fino al 2015 comporta di ben sette uscite in Full-Length.
I Nocturnal esordiscono la loro carriera discografica con uno stile del tutto intriso di depressive black metal, ma via via con gli anni il lugubre e la tenebra sembrano abbandonarli, fino all’arrivo dell’ultimo arrivato “Spleen Black Metal”, uscito per la Avantgarde Music l’11 maggio 2015. Per l’occasione, al Traffic fungono da (falso) open act ai Forgotten Tomb (si tenderà a considerarli infatti come i primi headliner dell’evento), toccando i loro pezzi più amati, quali “Nostalgia” o “Fjaer (Spring)”, aggiungendo all’esecuzione i nuovi arrivati col nuovo album, fra cui “L’isolement” e “Méditation grisâtre”, brani apprezzati in massa e, improvvisamente, da uno stupente pubblico ben distribuito in pit, perché materializzato dal nulla. Gli headbang spaventosi valgono quanto la performance dei Nocturnal Depression, truccati a dovere per l’evento, fiore all’occhiello della loro presenza. Il buon Cédric (“Lord Lokhraed”), del resto, imbracciando la sua chitarra, fa fuoriuscire dagli amplificatori il suo ottimo e riconoscibile scream, cattivo e infuriato come sempre, in particolar modo – e duole dirlo – all’inizio di “Acédie”, quando la sua chitarra è completamente giù di volume. Momento, tuttavia, decisamente scenico, così come l’intera esecuzione live, sorprendentemente quasi perfetta nell’equalizzazione. Nel complesso, i Nocturnal Depression impiattano un ottima introduzione a tutti i presenti, in attesa dei veri headliner, Forgotten Tomb, portando a casa (per la prima volta, la band timbra con la sua impronta un palco romano – ndr) una Signora Performance, prima che il loro tour continui fra i suoi compagni e fratelli connazionali francesi. Inoltre, da bravi amati dalla massa, con tanta pazienza dedicano post-concerto le dovute attenzioni al pubblico, in preda all’ansia del farsi autografare materiale firmato Nocturnal Depression, farsi scattare qualche foto – e selfie – dai loro amici e scambiare quattro chiacchiere con i loro fan.

Setlist: “As Some Blades Penetrating My Flesh” – “L’isolement” – “Acédie” – “Fjaer (Spring)” – “They” – “Méditation grisâtre” – “Nostalgia” – “Dead Children”

NOCTURNAL DEPRESSION lineup:
“L. Lokhraed” – Vocals/Guitars
“Avskrius” – Guitars
“Khrane” – Bass
“Morkhod” – Drums
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 Forgotten Tomb
Sedici anni di attività per gli headliner della serata, sette dischi e tanto materiale in demo e live pubblicati fino al 2015… E non sentirseli minimamente, dimostrando di avere ancora puerili energie e tanta passione da esternare con tanta intensità sopra palco! Questo il messaggio musicale che vogliono mandare i Forgotten Tomb, come accoglimento per il pubblico presente al loro arrivo al “sentiero delle tombe dimenticate”, una volta superato il “passo della notturna depressione”. La band nasce nel 1999 ufficialmente a Piacenza, ma i suoi componenti provengono da diverse province dell’Italia Settentrionale (così come per gli Howling in the Fog, ndr). Inizialmente, esordiscono con una sorta di dark/black metal depressivo (“Obscura Arcana Mortis” e “Songs to Leave”), per poi gettarsi in un’aura totalmente black/doom con atmosfere gothic, mantenendo comunque il tema “depressive”. Inizialmente, il gruppo doveva essere un solo-project di “Herr Morbid” (vocals), destinato ad essere band dal 2003 in poi, con in formazione “Asher” (Domina Noctis, Whiskey Ritual) alla batteria, “Herr Morbid” (Tombstone Highway) alla voce, “Razor SK” (ex-Viscera///) alla chitarra e “Algol” (Mek Na Ver, The True Endless, Hiems) al basso. La band raggiungerà la stabilità con l’abbandono di “Razor SK” dalla band, per cedere il post ad “A.” (acronimo di Andrea Ponzoni) (Whiskey Ritual) alla chitarra. La band è ora stabile. Al Traffic, questa stabilità si fa sentire ad alte frequenze – forse, decisamente eccessive poiché non si capiva quasi nulla della performance, loro malgrado – conservando i più amati brani del loro repertorio, quali “Todestrieb”, “Negative Megalomania” o la più anziana della scaletta, “Steal my Corpse”, contenuta in parte in un medley che comprendeva anche “Disheartment” e “Alone”. Il pubblico, ancora una volta, magicamente si presenta copioso ed energico sotto palco, dando origine ad invalicabili wall of death ed headbang continui (come precedentemente è stato detto, alcun pogo viene eseguito, ndr), rispondendo ottimamente al feedback dei Forgotten. La band si concentra, dunque, solo sulle sue prime uscite, dedicando un momento release come secondo brano alla magnifica “Soulless Upheaval”, prima traccia del nuovo album “Hurt Yourself and the Ones You Love”, uscito il 17 aprile 2015 per Agonia Records. Nel complesso, soprattutto in chiusura, i Forgotten Tomb regalano una bellissima performance, sebbene l’equalizzazione su palco non rende decisamente l’idea del gruppo, tesa troppo sul noise all’apparenza. Ma non basta l’ostacolo del suono a svalutare la grandiosa formazione nordica, la quale alla fine del concerto si dirige dietro il backstage – come i Nocturnal – a far avverare ogni desiderio dei loro fan, fermandosi con loro anche per prendere un drink e chiacchierare del più e del meno.

Setlist: “Reject Existence” – “Soulless Upheaval” – “Negative Megalomania” – “Deprived” – “Todestrieb” – “Hurt Yourself and the Ones You Love” – MEDLEY: “Disheartment”/”Alone”/”Steal my Corpse”

FORGOTTEN TOMB lineup:
Ferdinando “Herr Morbid” Marchisio – Vocals/Guitar
Andrea “A.” Ponzoni – Lead Guitar
Alessandro “Algol” Comerio – Bass
Kyoo Nam “Asher” Rossi – Drums

report e foto Yuri Fronteddu