MONARCH! – Drone-Doom Night al Freakout

MONARCH! + DOLPO
live @ Freakout, Bologna
– sabato 19 gennaio 2019 –

 

LIVE REPORT •

Per chi è un amante di musiche sperimentali e ricercate, una tappa ogni tanto al Freakout, in quel di Bologna, è prassi per gustarsi sempre qualche chicca di un certo spessore. Questa volta è stato il turno di Monarch! e Dolpo, un’accoppiata drone-doom che, come vedremo, è risultata vincente.

DOLPO
Ero iper curiosa di sentire dal vivo i francesi Monarch!, e invece sono rimasta stregata ed ammaliata dalla prima band DOLPO, e non era proprio una serata qualunque… Proprio il 18 Gennaio, praticamente il giorno prima, è uscito il loro secondo lavoro, ovviamente tramite la ormai conclamata Dio Drone, assieme alla BleuAudio Records! L’album “Inner Himalayas” presenta anche due special vocal di Naresh Ran (Hate&Merda/Dio Drone) in “Kashmiri Heroin” e “Sikkimese Monastery”. Cosa avranno di così tanto speciale questi DOLPO? Bè, iniziamo col dire che hanno invaso metà Freakout con i loro strumenti, ma non sono di certo quel tipo di band alle prime armi che tanto vuole far vedere e di così poca sostanza si nutre.. Certo che no, e decisamente qua si va OLTRE! La loro proposta drone-doom è una sperimentale arte di suoni che trascende con accurata maestria tutte quelle tradizioni di musica sacra antica, specialmente di origine asiatica/orientale. Il loro modo di suonare è un oscuro rituale che fonda le radici su una ricerca interiore e mistica formata lungo un viaggio esplorativo e meditativo nelle terre Himalayane, dove i DOLPO hanno registrato sprazzi di suoni ed echi volti successivamente alla realizzazione di “Inner Himalayas”. Abbiamo quindi a che fare con un disco consacrato in un viaggio, e questo viaggio è percepibile all’ascoltatore, si , perché se chiudiamo gli occhi stiamo camminando assieme a loro per quelle terre, possiamo andare ovunque, e sentirci parte di qualcosa di veramente magico. Per la realizzazione del disco i nostro hanno utilizzato molti strumenti particolari sia antichi che moderni come le trombe telescopiche tibetane, mentre in live, vuoi anche per il piccolo spazio del locale, hanno suonato con tre trombe microfonate, due chitarre, due bassi, e due floor toms con un crash/ride, usando bacchette normali e da tamburo imperiale. Gran parte degli strumenti erano collegati con synth e pedaliere varie. Ma era tutto veramente fico! I DOLPO sarebbero a mio parere, una di quelle band da vedersi seduti per terra, proprio li accanto loro, in modo che l’impatto con la loro musica sia ancora più avvolgente e meditativo!

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foto: Nina Ramirez Arts

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MONARCH!
Ed eccoci agli headliner, i francesi Monarch!
Sono sempre stata intrippata dai loro dischi, da “Mer Morte” a “Sabbath Noir”, ed anche l’ultimo “Never Forever” di un ormai datato 2017. Abbandoniamo il mistico ed il rituale consacrato dai DOLPO, qui le note si fanno più lunghe, mooolto più lunghe, più gravi e più cupe. Il sole diventa nero, risplendono solo le nostre anime! Decisamente l’atmosfera dei Monarch! diviene palpabile. La bellezza dei francesi è l’arrampicata di un caos-drone, quindi un groove marcio di chitarre, mescolato a quel ritmo quasi deleterio doom lentissimo di batteria. Una bellezza che però in fase live diviene, a mio gusto, troppo da sostenere con questi tempi lenti, cupi e mortuali, nota particolare al batterista che, come scelta stilistica durante i propri fill non chiudeva regolarmente con l’atteso “battere dopo il levare” introduttivo, rendendo, se pur dentro ad un preciso, sulfureo e cadenzato avanzare, infinita quella sensazione di mancanza di ossigeno. Le dimensioni contenute del Freakout hanno reso i molteplici larsen di basso e chitarra, cui la band sembra farne il proprio “main groove”, un qualcosa di trascendentale, sembrava di vivere in una assurda quanto reale falsa riga di percezione, un live che si è consumato nel seguire le ipnotiche gestualità del cantante/bassista quasi volesse indicarci come affogare nel loro abisso. I Monarch! stasera, risultano così veramente pesanti da digerire o farci rimanere svegli, anche per gli amanti del genere, può anche essere il risultato di una scaletta di pezzi deliranti e incessanti che assimilati assieme han dato origine ad un impatto soffocante senza fine. Il Doom non è un genere di facile presa, non te lo puoi godere sempre, bisogna esser predisposti. Dal canto mio, ogni tanto, capita che una band la si preferisca in cd, senza nulla togliere alla performance che magari rimaneggiata può risultare più invitante, corposa e gratificante per le nostre orecchie… ma senza dubbio non sarebbero i Monarch!
Alla prossima, Freakout!

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foto: Nina Ramirez Arts