Miljenko Matijevic in acustico sotto le stelle

MILJENKO MATIJEVIC + MIDNIGHT SIN
acoustic live @ Tivoli Terme (Roma)
– lunedì 1 giugno 2015 –

LIVE REPORT •
Sotto lo sguardo sorridente di una luna splendente immersa tra le stelle “brillarelle” del cielo notturno, la stagione estiva musicale di Roma e dintorni è iniziata sulle note di una delle voci più apprezzate della scena rock mondiale: Miljenko Matijevic. Noto soprattutto per essere cantante e membro fondatore degli Steelheart, Michael Matijevic ha dato anche la voce al personaggio interpretato da Mark Wahlberg nel film “Rock Star” ed è sempre stato considerato una delle ugole più talentuose esistenti, in funzione della sua versatilità, ma in particolare per l’estensione di cui è dotato il vocalist di origini croate.
Una serata sotto l’insegna di Tivoli Rock, targata Erocks Production, quella a cui abbiamo assistito lunedì 1 giugno, in una sorta di festa privata a pochi passi dalla capitale, in una delle villette nei pressi di Tivoli Terme, a cui hanno partecipato i tanti estimatori di Michael (o Miljenko, che è il suo vero nome) per poterlo così ascoltare, ammirare ed applaudire.

Midnight Sin
A tenerci compagnia durante l’attesa dell’arrivo della “Rockstar” a stelle e strisce (per rimanere in tema con la famosa pellicola di cui sopra), ci hanno pensato i Midnight Sin. Ovviamente non stiamo parlando della band al completo, ma con formazione ridotta a duo per proporre così un set acustico di loro brani e qualche cover. Albert Fish (voce) e LeStar (chitarra) ci hanno intrattenuto per più di mezz’ora con le loro canzoni ri-arrangiate in chiave acustica, in maniera decisamente impeccabile, senza sbavature e strutturandole in maniera tale da non snaturarle del tutto, anzi rendendole accattivanti e mostrando un certo gusto nelle loro interpretazioni. La loro esibizione ha messo in mostra più le buone vocalità di Albert, come è ovvio che sia, piuttosto che la possibile tecnica chitarristica di LeStar, che nell’occasione ha svolto più un ruolo di accompagnatore, ma in concerto acustico di questo tipo non c’è spazio per individualismi e i due hanno portato avanti il loro set in perfetta simbiosi, offrendo una bella immagine al pubblico presente e rendendo omaggio anche a due band che hanno influenzato la loro crescita musicale, come Skid Row, con la cover di “I Remember You” e i Warrant, con “I Saw Red” con la quale ci hanno salutato e raccolto i meritati applausi.

Setlist: “Midnight Revolution” – “Code 69” – “I Remember You” (Skid Row cover) – “2 Words” – “No Matter” – “I Saw Red” (Warrant cover)

MIDNIGHT SIN lineup:
Albert Fish – vocals
LeStar – acoustic guitar
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Miljenko Matijevic
E si arriva al gradito ospite della serata: Miljenko “Michael” Matijevic. Accolto da numerosi applausi, l’artista fa il suo ingresso in scena, per la verità non sembra essere molto soddisfatto della location, probabilmente dopo aver visitato le tante meraviglie della Città Eterna, si sarebbe aspettato di esibirsi in un luogo più adatto. In effetti lo scorso anno nell’ambito della stessa manifestazione Tivoli Rock, Kee Marcello ci deliziò nella splendida cornice della Villa d’Este e non riesco ad immaginare quali circostanze abbiano portato alla scelta dello spazio di questa sera. Ma tralasciamo cose che esulano dal nostro ruolo di semplici spettatori ed appassionati e torniamo alla musica. Imbracciata la sua 12 corde, Miljenko ci ha condotti attraverso il suo percorso di musicista presentandoci alcune canzoni che hanno dato un’impronta decisiva al suo successo ed altre che invece fanno parte del suo ritorno sulle scene e della sua carriera più recente, ma sempre guidandoci con l’intensità della sua voce, la sua duttilità, il suo modo di saper interpretare, vivere e dare un’anima ad ogni nota creata dal suo canto. I suoi caldi toni sono ancora capaci di emozionare, coinvolgere ed entusiasmare come sempre, dimostrando come il tempo per lui non sia mai passato e di possedere ancora la voce che lo ha fatto conoscere al mondo intero. Michael lascia tutti a bocca aperta, ovviamente ammutoliti, perché a dare voce alla musica ci pensa lui con brani come “I’ll Never Let You Go” o la famosissima “We All Die Young” che vede finalmente un po’ animare anche il pubblico che accenna a qualche coro.
L’insoddisfazione che però affiora di tanto in tanto è palese, tra le luci mal posizionate o l’improvvisato palco troppo “mobile” (più volte infatti l’artista ne discende preferendo avvicinarsi a noi) e questo porta ad una conclusione anticipata della sua bella performance. Un vero peccato perché ne avremmo voluto certamente di più, ma i quasi cinquanta minuti con cui è stato con noi ci hanno dato ad ogni modo una panoramica della sua immensa bravura e stringergli la mano al termine è stato un vero onore per tutti noi.

Setlist: “Buried Unkind” – “Twisted Future” – “Forgive Me” – “Electric Chair” – “You Showed Me How 2 Lv” – “I’ll Never Let You Go” – “Samurai” – “We All Die Young”

report: Rockberto Manenti