MFE 2016 (day 2) – sempre più metal, sempre più solidale!

METAL FOR EMERGENCY day 2:
RAGE + VISION DIVINE + TRICK OR TREAT + TEODASIA
live @ Campo Sportivo, Cenate Sotto (Bg)
– sabato 16 luglio 2016 – 

 

LIVE REPORT –

In questo weekend di metà luglio, il Metal For Emergency tiene ancora banco con una seconda giornata che si preannuncia infuocata… e non lo sarà soltanto per il sole cocente!
Protagonisti del programma saranno i Rage, storica band tedesca pronta a colpire con tutta la loro proverbiale potenza di fuoco. Ad affiancare il loro teutonico assalto troviamo tre compagini nostrane, ma di riconosciuto valore internazionale: Vision Divine, Trick Or Treat e Teodasia che uniti al combo tedesco costituiranno una coalizione veramente micidiale.

Teodasia
Buon cibo, birra, tanti amici: tutto rende quest’evento una festa stupenda, organizzata, come sempre in maniera veramente perfetta, ma la musica è, naturalmente, la vera protagonista. L’apertura è affidata ai Teodasia, formazione che vede alla voce il talentuoso Giacomo Voli che non nasconde le suo innate doti artistiche, anzi, con orgoglio le mette in mostra pettinando tutti con una vocalità superlativa. La band propone un symphonic metal melodico e ben costruito, caratterizzato da un songwriting molto particolareggiato e ricercato, come ad esempio il singolo “Ghosts”, ma soprattutto “Lost Words Of Forgiveness”, incisa in studio con altro asso dotato di una voce straordinaria: Fabio Lione (tra l’altro presente qui con i suoi Vision Divine). Ma le qualità interpretative del bravo Giacomo non sono il solo elemento di spicco, anche il resto della band si esprime su ottimi livelli con molta eleganza, anche se per la verità l’uso di vere tastiere (non pre-registrate) sarebbe più gradito. Quello che più si nota è forse la mancanza di parti solistiche, non molto frequenti all’interno delle loro composizioni. Il gruppo sa comunque dare un’impronta anche più epica e pomposa al proprio sound, come sulla conclusiva “Land Of Memories” dove, probabilmente, si raggiunge il massimo della loro attuale produzione. Un gran bella band, il solo rischio è che la presenza sul palco di un frontman come Voli, che catalizza l’attenzione, faccia dimenticare che con lui ci sono anche altri tre validi musicisti.

Setlist:

  1. Temptress
  2. Revelations
  3. Ghosts
  4. Hollow Earth
  5. Lost Words Of Forgiveness
  6. Rise
  7. Land Of Memories pt.1
  8. Land Of Memories pt.2

TEODASIA lineup:

  • Giacomo Voli – Vocals
  • Nicola Falsone – Bass
  • Alberto Melinato – Guitar
  • Francesco Gozzo – Drums
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foto: 
Yuri Minghini

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Trick Or Treat
Ed ora un po’ di happy metal: entrano in scena i Trick Or Treat ed il party ha inizio!
Allegri, veloci e trascinanti: tre doti per descrivere un band che fa power metal con tanta voglia di divertirsi. Ai travolgenti ritmi dell’iniziale “Inlé” si susseguono brani tratti da “Rabbits’ Hill Pt.1” e dal nuovissimo lavoro “Rabbits’ Hill Pt.2”, fresco di pubblicazione. Anche in questo caso ci troviamo di fronte ad un singer dall’ugola d’oro, quell’Alessandro Conti che offre anche i suoi servigi ai Rhapsody di Luca Turilli: il simpatico cantante ci intrattiene con le sue battute e piccoli siparietti che suscitano l’immediata ilarità del pubblico, ma Alessandro, pur aspirando, forse in cuor suo, ad una carriera comica, si cimenta meglio ancora al microfono e ce lo dimostra magistralmente su pezzi come “Cloudrider” e “Loser Song”. I Trick Or Treat tirano fuori dal cilindro magiche sonorità che esaltano il pubblico e lo gasano al punto giusto, come quando propongono “Evil Needs Candy Too”, titletrack del primo album, che fa letteralmente esplodere il pubblico in un headbanging forsennato e continuo.
Con un perfetto lavoro di squadra, i cinque ragazzi modenesi mettono in scena un show frizzante e spumeggiante, con i duetti al fulmicotone delle chitarre di Guido Benedetti e Luca Venturelli e le ritmiche inarrestabili sostenute da Leone Villani Conti e Luca Setti, raccogliendo i meritati applausi che gli vengono tributati da un pubblico sempre più conquistato dal loro sound coinvolgente. A sorpresa entra in scena anche Alessio Lucatti (Vision Divine) che con le sue tastiere li accompagna sul nuovo singolo “The Great Escape”. Si viaggia sulle ali del power metal di classe con le cover di “Let It Go” (tratta dal film “Frozen) e “Never Ending Story” (tema de “La storia infinita”) che la band rielabora in una versione decisamente molto più prorompente. La chiusura è affidata ad “United” accompagnata dal battito cadenzato delle mani di un pubblico assolutamente soddisfatto della loro effervescente esibizione.

Setlist:

  1. Inle’
  2. Cloudrider
  3. Premonition
  4. Loser Song
  5. Evil Needs Candy Too
  6. Let It Go (cover dal film “Frozen”)
  7. The Great Escape
  8. Like Donald Duck
  9. Neverending Story (cover dal film “La storia infinita”)
  10. Rabbit’s Hill
  11. United

TRICK OR TREAT lineup:

  • Alessandro Conti – Vocals
  • Guido Benedetti – Guitar
  • Luca Venturelli – Guitar
  • Leone Villani Conti – Bass
  • Luca Setti – Drums
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foto: 
Yuri Minghini

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Vision Divine
Ed arriva sul palco uno dei gruppi più seguiti dal pubblico italiano, una delle eccellenze che rendono onore al nostro Paese nell’ambito metal: i Vision Divine. Forti della loro quasi ventennale esperienza e consci delle enormi potenzialità sulle quali possono far conto, hanno ulteriormente aumentato il gap tra loro ed altre pur valide band, con l’ingresso tra le proprie fila del fantastico Mike Terrana, poliedrico batterista dotato di tecnica incredibile. Ed è con questa nuova formazione che si presentano al MFE, pronti a dimostrare tutta la loro classe al numerossissimo pubblico che è giunto fin qui questa sera.
“S’i fosse fuoco, arderei ‘l mondo…” sono le parole del sommo poeta Cecco Angioleri che accompagnano il loro ingresso in scena ed accolti dall’ovazione del pubblico danno il via a quella che sarà una performance superlativa.
Da “The Dream Maker” a “Beyond The Sun And Far Away”, attraverso “God Is Dead”, brano dopo brano i Vision Divine ci danno un saggio della loro infinita superiorità sonora. Potenza e regalità: con la fierezza di un “Lione” (scusate il gioco di parole) Fabio domina la scena col suo carisma e la sua voce, che risuona forte ed epica su pezzi come “The Streets Of Laudomia”, dando l’esatta dimensione della loro grandiosità. Se da una parte Fabio è interprete d’eccezione e sa adattare la sua vocalità ad ogni singola variazione delle loro melodie, anche le chitarre di Olaf Thorsen e Federico Puleri contribuiscono con i loro riff rabbiosi, ma nel contempo ricercati, a dipingere panorami sonori unici e suggestivi sui quali i due possono ricamare preziosi e miniziosi assoli, coadiuvati dalla profondità del basso di Andrea Torricini: provate ad ascoltare “Violet Loneliness” e capirete di cosa stiamo parlando.
E poi c’è Mike Terrana, indiscusso acrobata delle percussioni. Il suo drumming roccioso e martellante è il nuovo additivo che genera una propulsione inarrestabile e ce lo dimostra con il suo poderoso assolo di batteria, tra evoluzioni, giocolerie varie e salti tripli mortali (non li ha fatti, ma sicuramente ne sarebbe capace). Insomma, una piovra umana dai mille tentacoli che riesce ad incantare il pubblico con le sue arti magiche. Spettacolo nello spettacolo!
Alessio Lucatti col suo piano delicatamente ci introduce alla potentissima “Mermaids From Their Moon”, prima di accarezzarci con “Message To Home”, intensa ballad tratta dall’ultimo album. Si torna a spingere sull’acceleratore con la successiva “The House Of The Angels”, dove Alessio ed Olaf salgono sugli scudi alternandosi in due vibranti solos. E per terminare la loro prova maiuscola, ci salutano con la memorabile “Send Me An Angel” e chiudere, così, nel trionfo generale. Superbi!

Setlist:

  1. Intro
  2. The Dream Maker
  3. Beyond The Sun And Far Away
  4. God Is Dead
  5. The Streets Of Laudomia
  6. The Secret Of Life / Colours Of My World
  7. Violet Loneliness
  8. Mermaids From Their Moon
  9. Message To Home
  10. The House Of The Angels
  11. Taste Of A Goodbye
  12. Send Me An Angel

VISION DIVINE lineup:

  • Fabio Lione – Vocals
  • Olaf Thorsen – Guitar
  • Federico Puleri – Guitar
  • Andrea “Tower” Torricini – Bass
  • Alessio Lucatti – Keyboards
  • Mike Terrana – Drums
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foto: 
Yuri Minghini

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Rage
Ed ora sta per avere inizio l’apocalisse: ecco i Rage! Il trio tedesco ha tratto nuova linfa dal recente innesto di Marcos Rodriguez e Vassilios “Lucky“ Maniatopoulos, così la band di “Peavy” Wagner riprende a percorrere le strade dell’heavy più aggressivo e meno ricercato, quello che li ha fatti conoscere al mondo intero. E il risultato è il loro ultimo album “The Devil Strikes Again”, disco incredibilmente distruttivo e travolgente, come il set che proporranno qui al MFE. È proprio con la titletrack del loro ultimo lavoro che partono all’assalto: una furiosa cavalcata di puro power/thrash metal che non lascia scampo.
Qui non si fanno prigionieri, i Rage sono un’autentica macchina da guerra pronta ad annientare tutto e tutti con il loro massiccio attacco frontale: “Black In Mind”, “Down” e “Until I Die” danno il via all’headbanging frenetico ed un violento pogo davanti al palco.
Le letali incursioni chitarristiche di Marquitos, come affettuosamente suole chiamarlo il mastermind Peavy, sono l’arma segreta di una band dalle rinnovate velleità belliche, che unite alle bordate lanciate dal basso dello stesso Peter e alle cannonate sparate dal tiratore scelto Lucky, colpiscono senza pietà alcuna e fanno terra bruciata intorno a loro: devastanti!
Vecchie e nuove strade si incrociano nel percorso musicale di questa sera, spaziando tra brani storici come “End Of All Days”, per poi tornare alla violenza sonora dell’ultimo album con “Spirits Of The Night”: tutti pronti a saltare, invitati dalla possente voce di Peavy, mentre un sempre più fomentato Marcos scorrazza in lungo e largo sul palcoscenico, correndo come un sprinter da una parte all’altra.
E a proposito di velocità eccoli partire in quarta con il nuovo singolo “My Way” che inesorabilmente ci conduce verso la fine dello show, tra pogo, crowd surfing e vortici umani.
Il bis finale è da apoteosi, un uno-due da knock-out che ci stende definitivamente: “Don’t Fear The Winter” e la monumentale “Higher Than The Sky”, con i prolungati cori di tutto il pubblico e con Marcos che omaggia Ronnie James Dio accennando il riff di “Holy Diver” cantandolo egregiamente.
La standing ovation è d’obbligo dopo aver assistito ad un concerto esaltante e che ha dato una carica di energia incredibile: ancora una volta i Rage hanno colpito nel segno!
Si chiude così anche questa edizione del Metal For Emergency, un festival sempre più imponente e di grande rilevanza, realizzato grazie alla professionalità e alla dedizione dell’associazione SenzaTempo e del suo staff, che con l’ausilio di Eagle Booking Agency e Bagana Rock Agency, hanno dato vita ad una kermesse veramente eccezionale.

Setlist:

  1. Intro
  2. The Devil Strikes Again
  3. Days Of December
  4. Black In Mind
  5. Down
  6. Until I Die
  7. Deep In The Blackest Hole
  8. Dark Side Of The Sun
  9. End Of All Days
  10. Back In Time
  11. Spirits Of The Night
  12. Price Of War
  13. My Way
  14. Solitary Man
  15. Don’t Fear The Winter
  16. Higher Than The Sky

RAGE lineup:

  • Peter “Peavy“ Wagner – Vocals, Bass
  • Marcos Rodriguez – Guitars
  • Vassilios “Lucky“ Maniatopoulos – Drums
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foto: 
Yuri Minghini