Metal For Emergency 2015: Day 2 – live report

GAMMA RAY + ANCILLOTTI + IN.SI.DIA +
NANOWAR OF STEEL + ANEWRAGE
live @ Metal For Emergency – day 2, Cenate Sotto (Bg)
– sabato 18 luglio 2015 – 

LIVE REPORT •
Seconda giornata del Metal For Emergency. Quest’oggi sono previste cinque band, quindi l’orario di inizio, rispetto il programma di ieri, è per le ore 17,30. Nonostante il caldo e l’orario pomeridiano c’è già un discreto numero di persone presenti qui davanti al palco che in tarda serata ospiterà i Gamma Ray.

Anewrage
Arriva da Milano la prima band di quest’oggi: sono gli Anewrage. Propongono un metal moderno, miscelando all’alternative alcune componenti progressive e delle linee melodiche che lo rendono a tratti imprevedibile e particolare. Non è sicuramente il genere che più prediligo, essendo io un metallaro incallito di vecchio stampo, ma i quattro ragazzi riescono a creare delle sonorità dalle molteplici sfaccettature, con gli intriganti cambi di tempo di Alessandro Ferrarese (batteria) e le composizioni armoniche ben strutturate create dal chitarrista Manuel Sanfilippo che ha mostrato di possedere, con molta naturalezza, del vero talento e tecnicismo: sarebbe interessante poterlo vedere all’opera con un gruppo prog. Nella mezz’ora a loro disposizione, pur avendo dovuto eliminare un brano previsto in scaletta per l’incalzare del tempo, hanno avuto modo di far apprezzare le loro qualità. Un inizio scoppiettante accolto positivamente da un pubblico, per la verità, ancora un pochino tiepido, ma che a breve si sarebbe decisamente svegliato.

Setlist: “Intro” – “The Backflip Irony” – “Red Wet Lips” – “Neverball” – “Butterflies” – “My Land” – “Ape’s Legacy”

ANEWRAGE lineup:
Axel Capurro – Vocals/Guitars
Manuel Sanfilippo – Guitars
Simone Martin – Bass
Alessandro Ferrarese – Drums
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Nanowar Of Steel
E a dare la scossa ci pensano i romani Nanowar! o meglio… Nanowar Of Steel! Non vorrei suscitare le loro “ire” dato che si sono sentiti scherzosamente “offesi” dal sentirsi chiamare semplicemente Nanowar dal pubblico. Divertenti, auto-ironici e spudoratamente gigioneschi, la “parody true metal” band ha lasciato un segno profondo qui nelle terre del nord Italia, quello delle ruote dei loro “Tricycles Of Steel”, brano con il quale iniziano il loro show, perché, in effetti, proprio di spettacolo si può parlare. I Nanowar (Of Steel, non ce lo dimentichiamo) mettono in scena una vera rappresentazione con tanto di personaggi e figure che animano le loro spassose scenette, accompagnandole con il loro heavy/power metal veramente degno di nota, corposo, robusto e graffiante.
E così tra “l’uccello” del terzo millennio che svolazza in scena durante “Il Cacciatore Della Notte”, le spade retrattili che si “infilzano” nel deretano del malcapitato Potowotominimak (voce), inchinatosi per raccogliere una “fantasiosa” saponetta da usare sotto la doccia mentre intona “Metal-La-La-La”, trovano spazio i funambolici assoli di chitarra del guerriero arabo Abdul, che, sostenuto dalla galoppante sezione ritmica di Gatto Panceri 666 al basso e Uinona Raider alla batteria, scatena l’headbanging di un pubblico entusiasta e che canta in coro ogni loro brano.
I cinque istrionici metallers si cimentano anche in piccole coreografie danzerecce come su “Rap-Sody” e poi inneggiano alla figura mitologica germanica per eccellenza con “Odino & Valhalla”, ma il pubblico aspetta solo una cosa e comincia ad esaltare in coro la nostra figura più mitica: Mastrota.
Sulle note introduttive “rubate” a “Starway To Heaven” dei Led Zeppelin, arriva nel finale la tanto agognata “Giorgio Mastrota (The Keeper Of Inox Steel)” che la gente non smette di cantare un solo secondo, accompagnata dal robusto ritmo della padella di Mr.Baffo, rigorosamente in acciaio inox 18/10 (Mondial Casa approved)! Semplicemente geniali.

Setlist: “Tricycles Of Steel” – “Feudalesimo E Libertà” – “To Kill The Dragon You Need A Sword” – “Il Cacciatore Della Notte” – “Metal-La-La-La!” – “Rap-Sody” – “Odino & Valhalla” – “Giorgio Mastrota (The Keeper Of Inox Steel)”

NANOWAR OF STEEL lineup:
Gatto Panceri 666 – Bass
Potowotominimak – Orals
Mr. Baffo – Orals
Abdul – Guitar
Uinona Raider – Drums
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In.si.dia
Si torna sui binari della serietà con l’entrata in scena degli In.si.dia. I thrashers bresciani portano sul palco dell’Emergency tutta la loro ultra-ventennale esperienza, fatta sì di alti e bassi (come spesso è accaduto a numerose band italiane), consci però di non essere mai stati abbandonati dal proprio pubblico. E anche qui a Cenate ne hanno il riscontro. Accolti dal pubblico locale con grandi applausi, iniziano con “Nulla Cambia”, investendo con la loro onda sonora i numerosi metalheads che piano piano stanno raggiungendo la location. Rabbia, grinta, emarginazione, questo si coglie nel thrash dei nostri quattro reso particolare dai testi in italiano che però ben si lega ai violenti riff delle chitarre di Manuel Merigo ed Alessandro Venzi che, insieme all’impetuoso drumming di Alberto Gaspari, creano un muro di suono impenetrabile e massiccio sul quale la voce del bassista Fabio Lorini può dar sfogo alla sua collera.
Ci aggrediscono con brani come “Fuggire”, “Qual è La Differenza”, “Tutto E’ Detto”, per chiudere poi a richiesta del pubblico con “Tutti Pazzi” (cover dei Negazione), un fuori programma accolto con un boato d’ovazione. Gli In.si.dia, per rimanere in tema pubblicitario (Nanowar docet), “non vendono sogni, ma solide realtà”.

Setlist: “Nulla Cambia” – “Parla… Parla” – “Sì… Realtà” – “Solo Solitudine” – “Grido” – “Terzo Millennio” – “Fuggire” – “Il Tempo” – “Qual’è La Differenza” – “Sulla Mia Strada” – “Tutto E’ Detto” – “Tutti Pazzi” (Negazione cover)

IN.SI.DIA lineup:
Fabio Lorini – Bass, Vocals
Manuel Merigo – Guitar
Alessandro Venzi – Guitar
Alberto Gaspari – Drums
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Ancillotti
E’ in arrivo ora, a mio giudizio, l’eccellenza del metal italiano: gli Ancillotti. Con una collaudatissima serie di brani dall’impatto letale, proseguono il loro “The Chain Goes On Tour” che fa tappa anche in territorio bergamasco. E’ un ritorno per Bud su questo palco, che aveva già calcato lo scorso anno con la Strana Officina e il suo ingresso, insieme al resto della band, viene accolto con un’ovazione.
“Bang Your Head” irrompe nelle nostre orecchie con tutta la sua prepotenza, la voce di Bud risuona imperiosa e fa scatenare i fan in un headbanging forsennato. Ancillotti è un rullo compressore, pezzi come “Cyberland”, Monkey” o “I Don’t Wanna Know” sono la dimostrazione che una band come la loro può dire la sua anche in campo internazionale, contando su musicisti di grande qualità: ascoltate l’inarrestabile cavalcata del basso di Bid che dà il via poi all’esplosivo ed incontenibile assolo di batteria del nipote Brian sul finale di “Liar”.
I riff e le note travolgenti che escono dalla chitarra di Ciano Toscani infiammano il pubblico: dopo averlo scaldato ben bene con il breve omaggio prima ai Saxon, con l’accenno a “Crusader”, e poi agli Ac/Dc con “Hells Bells”, lo fa bruciare nelle fiamme dell’inferno scatenato dall’inedita e potentissima “To Hell With You”, che sarà presente sul loro prossimo album.
Ancillotti è una squadra vincente e non sbaglia un colpo, il legame che li unisce è indissolubile e “Legacy Of Rock” è il loro inno di battaglia, un inno cantato all’unisono da tutti i guerrieri metal qui presenti ed ai quali dedicano l’ultimo brano del loro set: “Warrior”.

Setlist: “Bang Your Head” – “Devil Inside” – “Victims Of The Future” – “Cyberland” – “Living For The Night Time” – “Monkey” – “I Don’t Wanna Know” – “Liar” – “To Hell With You” – “Legacy Of Rock” – “Warrior”

ANCILLOTTI lineup:
Bud Ancillotti – Vocals
Ciano Toscani – Guitars
Bid Ancillotti – Bass
Brian Ancillotti – Drums
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Gamma Ray
Ed eccoci al gran finale. Davanti ad una platea decisamente numerosa (si parla di almeno 3000 persone, tanto per decretare il successo di questa iniziativa benefica) sono in procinto di salire sul palco i Gamma Ray. Tutto è pronto per accogliere la band teutonica e dare il via al loro concerto.
“Avalon” è il loro pezzo d’apertura, in un crescendo epico che man mano aumenta di intensità e coinvolge tutti i presenti. La simpatia di Kai Hansen è contagiosa e sentire il suo “grazie Bergamo” non ha prezzo (anche se qui il concerto era gratuito). L’eccitazione sale a mille con le prime note di “Hellbent”, una mazzata che rompe il muro del suono e dove l’irruenza delle chitarre di Hansen e Richter la fanno da padrone in un testa a testa che supera anche la velocità della luce. All’entusiasmo iniziale della conosciutissima “I Want Out” si contrappone il momento di perplessità quando a metà brano Kai inframmezza dei ritmi reggae poco graditi al pubblico (come poi succederà anche su “Man On A Mission” e i suoi intermezzi pop): scherzare va bene, ma lo scherzo è bello quando dura poco, ma in questo caso le “ossessive” cadenze alla Bob Marley sembravano non finire più.
Si riprende fiato per respirare nuovamente arie più metalliche con “Empaty” e, tra le altre, “Master Of Confusion” che vede l’introduzione dello special guest della serata: il cantante Frank Beck che da questo momento prenderà possesso del microfono ed interpreterà il ruolo di frontman per il resto della serata: che sia stato un modo per sondare il terreno e verificare la possibilità di inserirlo come cantante in un prossimo futuro? Ai posteri l’ardua sentenza.
Questa mossa lascia un po’ sconcertati tutti noi ed ognuno la interpreta a modo suo, quel che è certo che Frank, pur non avendo il carisma di Kai o l’estensione di un certo Ralf Scheepers, interpreta dignitosamente a modo suo ogni brano, con ottima padronanza, ma probabilmente non conquista completamente i numerosi fan arrivati qui per sentire Kai cantare le proprie canzoni.
Ci salutano con “To The Metal” prima di tornare per il bis finale con “Somewhere Out In Space”, anticipata dal siparietto di Kai Hansen che accenna “Ti Amo” di Umberto Tozzi, per poi concludere con “Send Me A Sign” una buona performance nella quale sicuramente i Gamma Ray non si sono espressi al 100%, ma ci hanno comunque onorato con la loro presenza.

Setlist: “Intro” – “Avalon” – “Heaven Can Wait” – “Hellbent” – “I Want Out” (Helloween cover)” – “Fight” – “Dream Healer” – “Empathy” – “Master Of Confusion” – “Rebellion In Dreamland / Land Of The Free” – “Man On A Mission” – “To The Metal” – “Somewhere Out In Space” – “Send Me A Sign”

GAMMA RAY lineup:
Kai Hansen – Guitars, Vocals
Henjo Richter – Guitars
Dirk Schlächter – Bass
Michael Ehré – Drums
Frank Beck – guest Vocals

Si conclude così anche questa edizione del Metal For Emergency che ancora una volta ha avuto meritatamente un gran successo di pubblico. Ed ora tutti a fare ipotesi per il toto-headliner del prossimo anno: voi su chi puntereste? E’ ovvio che gli introiti delle scommesse andranno in beneficenza!

report: Rockberto Manenti