Metal For Emergency 2015: Day 1 – live report

IRON SAVIOR + DOMINE + LIONSOUL
live @ Metal For Emergency – day 1, Cenate Sotto (Bg)
– venerdì 17 luglio 2015 – 

LIVE REPORT •
Music For Emergency è una splendida iniziativa che unisce la musica alla solidarietà e che nasce da un’idea dell’Associazione SenzaTempo. Una manifestazione che ha visto i suoi natali nel 2005 e da allora, anno dopo anno, è cresciuta in maniera esponenziale, proponendo sempre grandi concerti ad ingresso gratuito, organizzato in maniera impeccabile in una location dove, oltre alla buona musica e la tanta cortesia, si può trovare anche un ottimo servizio di ristorazione, ma, ovviamente, la cosa più importante è la raccolta di fondi da destinare a progetti benefici. All’interno del programma trova spazio la “nostra” buona musica con una due giorni dedicata esclusivamente all’heavy metal ed anche quest’anno l’edizione 2015 propone il festival Metal for Emergency con nomi veramente altisonanti, su tutti gli headliners delle due giornate, Gamma Ray ed Iron Savior, accompagnati per l’occasione dall’eccellenza del metallo italiano: Ancillotti, Domine, In.si.dia, Nanowar Of Steel, LionSoul e Anewrage. Ecco il resoconto del Day 1.

LionSoul
Puntuali come un orologio svizzero, alle 20 esatte si dà il via alle danze con i bergamaschi LionSoul, solida formazione di heavy classico, dal sound corposo e decisamente robusto. E’ già presente un numeroso pubblico ad applaudirli e a farsi coinvolgere da brani come “Heaveny Ride” o la massiccia “Lion’s Throne” che ci racconta della contesa tra Zeus e Ade. Riff granitici quelli delle chitarre di Aurelio Parise e Francesco Pedrini, che creano un solido muro di suono sul quale l’energica voce di Ivan Castelli può dar sfogo alla sua potenza ed intensità. E i cinque ragazzi non temono nemmeno il confronto con dei maestri come i Judas Priest proponendo una bella cover di “Electric Eye”, il classico dei classici cantato in coro da tutti i presenti, sulla quale la sezione ritmica di Roberto Poli e Luca “Panzer” Secomandi (mai soprannome fu più azzeccato) può colpire con bordate ben assestate. C’è spazio anche l’inedita “Iron Whisperz”, presentata qui proprio per onorare un palco che a breve vedrà la presenza di band storiche e con le quali anche loro sono cresciuti.
Il loro set si conclude con “The Prescient”, cinquanta minuti veramente intensi ed incisivi. Bravi!

Setlist: “Intro – Prelude To An End” – “Heavenly Ride” – “Lion’s Throne” – “Liar” – “The Hellion/Electric Eye” (Judas Priest cover) – “”Iron Whispers” – “Shadow Of The Black Horse” – “Delirious Mind” – “The Prescient”

LIONSOUL lineup:
Aurelio Parise – Guitars
Ivan Castelli – Vocals
Roberto Poli – Bass
Luca “Panzer” Secomandi – Drums
Francesco Pedrini – Guitars
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Domine
E si comincia a varcare la soglia del tempo e della storia: sul palco salgono i Domine. I metallers toscani vengono accolti dai numerosi applausi tributatigli da una platea sempre più numerosa, a dimostrazione che il loro nome è sempre presente nei nostri cuori d’acciaio. “Thunderstorm” ci trasporta come d’incanto nel loro fantastico mondo fatto di miti e leggende, avvolgendoci con quelle sonorità epiche e maestose. Una costruzioni di suoni che canzone dopo canzone ci fa assaporare sempre più la loro magnificenza, percorrendo passo dopo passo le tappe più significative della loro carriera, per giungere alla maestosa “The Aquilonia Suite”, opera dalle mille sfaccettature e dal suono imponente e solenne. Su ogni brano l’immensa voce di Morby lascia il suo segno. Le sue interpretazioni, le sua vocalità, i suoi acuti non hanno eguali: è semplicemente stratosferico e il pubblico se ne tributa la sovranità sommergendolo di applausi. Ma tutta la band contribuisce a forgiare questo alone di grandezza, soprattutto Enrico Paoli che con i suoi assoli crea delle atmosfere particolari e magiche.
Il pubblico canta in coro le loro canzoni: “The Prince In The Scarlet Robe”, “True Believer”, “The Ride Of The Wakyries” (dedicata ad un ragazzo scomparso di nome Duccio) si susseguono in un crescendo di potenza e di passione, quella che i Domine mettono durante tutta la loro performance, mostrando la loro classe e la nobiltà con cui lottano per la fede metal.
E la conclusiva “Defenders” vuole essere l’inno della loro e della nostra fede metal, per dare la forza di combattere e continuare a mantenere viva la fiamma di un genere che, anche grazie ai Domine, vivrà in eterno.

Setlist: “Intro” – “Thunderstorm” – “The Hurricane Master” – “The Aquilonia Suite” – “The Prince In The Scarlet Robe” – “True Believer” – “The Ride Of The Walkyries” – “Dragonlord (The Grand Master of the Mightiest Beasts)” – “Defenders”

DOMINE lineup:
Morby – Vocals
Riccardo Paoli – Bass
Enrico Paoli – Guitar
Riccardo Iacono – Keyboards
Stefano Bonini – Drums
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Iron Savior
Ci si avvia verso la conclusione della prima serata, che già fino a questo momento è stata un bel biglietto di presentazione dell’intera manifestazione e se tanto mi dà tanto… chissà cosa ci aspetterà in seguito!
Mentre sul palco fervono i preparativi per l’arrivo degli Iron Savior, altri ospiti tedeschi si stanno intrattenendo nel backstage: alcuni membri dei Gamma Ray gironzolano insieme alle loro famiglie e sono venuti ad assistere allo show dei loro connazionali. (E’ noto che Joachim Küstner offre i suoi servigi di tecnico a Kay Hansen).
Ma ora tutto è pronto, ecco gli Iron Savior prendere possesso della scena con una formazione particolare: sono in cinque! Lo stesso Piet Sielk introduce i nuovi compagni (occasionali?) della serata: dai Paragon (altra power metal band teutonica) arrivano in prestito Jan Bertram alla chitarra e Sören Teckenburg alla batteria, mentre al basso abbiamo il “corpulento” Uwe. Insomma, delle novità che rendono ancor più interessante il concerto.
E si parte con “Last Hero”, dal solido impatto sonoro che però non colpisce come dovrebbe: infatti, inizialmente, la band non trova subito la giusta amalgama e sinergia, qualche problemino tecnico al basso ed anche l’anomala presenza di tre chitarre non giocano a loro favore.
Giusto il tempo di assestare bene il tiro e i “panzer” tedeschi riprendono a marciare come solo loro sanno fare. Già con “The Savior” la loro potenza di fuoco comincia a dare i suoi frutti. La potente e grintosa voce di Pielt dà la carica al loro assalto frontale con pezzi come “Break The Curse” o “Hall Of The Heroes”, di certo le “mitragliate” di tre chitarre hanno un peso notevole ed aumentano la loro travolgente aggressività, aggiungiamoci poi gli assoli “velenosi” di Sielck.. et voilà! Un’arma letale che non lascia scampo!
Ai lati del palco Kay Hansen & Co. seguono con interesse il concerto, “scapocciando” insieme ai fan al ritmo di brani come “R.U. Ready” o “Condition Red”: cantare sotto il palco insieme a Kay “Heavy Metal Never Dies” non capita tutti i giorni!
Si prosegue a spingere sull’acceleratore e correre sulle strade asfaltate di solo metallo: è il momento della trascinante “Coming Home” sulla quale il prorompente basso di Uwe e il travolgente drumming di Sören Teckenburg fanno un gioco di squadra micidiale.
Piet pensa più alla musica che ai “convenevoli”: ci dice che sta per giungere il momento di fare un ultimo brano, lasciare il palcoscenico, attendere che li richiamiamo per poi tornare per il tradizionale bis finale… e invece no! Niente di tutto questo, preferiscono restare in scena e continuare a suonare e quindi bando alle ciance e largo alla musica con il bel mix di “Iron Savior / Watcher In The Sky”, seguita a ruota dall’impeto di “Atlantis Falling”. Ma c’è ancora spazio per la ciliegina sulla torta e a sorpresa ecco “Breaking The Law”, la storica canzone dei Judas Priest, che ripropongono ai loro fan ormai nell’eccitazione più totale in un finale veramente esplosivo a conclusione di una prima giornata che ci ha dato una grande carica di energia. Come dicono gli Iron Savior: “l’heavy metal non morirà mai” e oggi ne abbiamo avuto l’ennesima prova

Setlist: “Last Hero” – “Starlight” – “The Savior” – “Revenge Of The Bride” – “Break The Curse” – “Burning Heart” – “Hall Of The Heroes” – “R.U. Ready” – “Condition Red” – “I’ve Been To Hell” – “Heavy Metal Never Dies” – “Coming Home” – “Iron Savior / Watcher In The Sky” – “Atlantis Falling” – “Breaking The Law” (Judas Priest cover)

IRON SAVIOR lineup:
Piet Sielck – Vocals, Guitars
Joachim “Piesel” Küstner – Guitars
Uwe – Bass
Sören Teckenburg – Drums
Jan Bertram – Guitars

report: Rockberto Manenti