Metal For Autism: Sir Russell Allen al Jailbreak

RUSSELL ALLEN + ASTRA + DE LA MUERTE
live @ Jailbreak, Roma
– venerdì 17 giugno 2016 –

 

LIVE REPORT •

Solidarietà e metal: un binomio che spesso e molto volentieri va a braccetto nel mondo della musica. Il Jailbreak di Roma ha ospitato il “Metal for Autism”, un evento itinerante che in questi giorni sta attraversando l’Italia, presentato da Giancarlo Trotta Entertainment, e che si prefigge come scopo quello di sensibilizzare l’opinione pubblica sul fenomeno dell’autismo, devolvendo tutti gli incassi di ogni concerto all’Associazione Heroes Temporis For Autistic Children Onlus.
Portavoce e protagonista principale di questa iniziativa è Russell Allen (cantante dei Symphony X e Adrenaline Mob, senza contare gli altri suoi progetti) che recentemente ha partecipato alla riedizione del concept album “Heroes Temporis (World Edition)” dei Magni Animi Viri, uscito già dieci anni fa in lingua italiana, ma ora riproposto nella versione in inglese, con lo stesso Allen e Amanda Somerville: un’opera rock dal carattere solidale dato che il ricavato delle vendite contribuirà alla realizzazione di un reparto ludico-diagnostico per bambini affetti da autismo.
Il pubblico romano, una volta tanto, ha risposto in maniera positiva viste le numerosissime presenze, dimostrando così che anche i metallari della città eterna hanno un cuore.

De La Muerte
Una cosa è certa: se a Roma vuoi richiamare gente a volte non serve avere il grande nome, bastano i De La Muerte. Sì, perché loro sono una di quelle band che non ti aspetteresti mai di trovare in un certo contesto e puntualmente invece… eccoli lì! D’altra parte hanno un buon seguito nella capitale e quindi, buttati a caso in qualsiasi programmazione, siate pur certi che i loro aficionados risponderanno all’appello. In questo caso ben vengano allora, visto lo scopo della serata: più siamo meglio è per la solidarietà. Anche da un punto di vista musicale, una volta tanto, non si discostano di molto dal tema sonoro che proporrà Allen nel corso della sua esibizione, non di certo per quanto riguarda il power/prog dei Symphony X (per quello ci penseranno gli Astra), ma con i De La Muerte ci avviciniamo all’impatto più groove degli Adrenaline Mob… ovviamente con le dovute differenze!
Grunge, alternative, modern metal, hard’n’roll: nella loro proposta c’è di tutto un po’, in modo da accontentare, con questa ricetta, qualsiasi palato e da un punto di vista meramente estrinseco la ragione è dalla loro parte, visto che durante il loro set saranno quelli che in platea conteranno il maggior numero di pubblico (una parte del quale, come è ormai tipico malcostume italiano, sparirà una volta che hanno finito di suonare i propri amici). Diciamo che sono come quegli ingredienti che in un piatto classico non penseresti venga mai utilizzato, ma che dà quel sapore talmente strano che a molti poi piace (il sottoscritto, sia ben chiaro, ama invece i sapori ben definiti).
I De La Muerte hanno sparato le loro cartucce (d’argento) con sfacciataggine, prepotenza e precisione, senza però proporre nulla di nuovo, tra riff distorti e spunti presi qua e là a Marilyn Manson, Billy Idol, Hellyeah e chi più ne ha più ne metta, seguendo un copione ormai più che collaudato con il solito cambio alla batteria dei due fratelli Ciccotti (e io continuo a dire che il più giovane meriterebbe il posto da titolare) e l’ormai consueto arrivo dell’ospite sul palco per il duetto vocale: oggi è stato il turno di Frank Marino (no, non quello dei Mahogany Rush… vi sarebbe piaciuto, eh? in questo caso parliamo semplicemente dell’ex-vocalist degli Stage Of Reality) che su “I’m Alive” ha un faccia a faccia, o meglio, un voce a voce con Gianluca Mastrangelo… dove il primo, a mio giudizio, ne esce vincitore. Ma visto l’obiettivo della serata, in conclusione, diciamo che anche i De La Muerte hanno fatto la loro parte.

Setlist:

  1. Silver Bullet
  2. Die’n’Roll
  3. I’m Alive!
  4. Desaparecido

DE LA MUERTE lineup:

  • Gianluca Mastrangelo – Vocals
  • Gianluca Quinto – Guitars
  • Christian D’Alessandro – Guitars
  • Claudio Michelacci – Bass
  • Luca Ciccotti – Drums
  • Simon Ciccotti – guest Drums
  • Frank Marino – guest Vocals
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foto:
 Stefano Panaro

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Astra

Ad entrare in scena tocca ora agli Astra… e, ovviamente, si comincia a salire di livello. Un sound, quello della band capitolina, per palati fini che strizza l’occhio al progressive più moderno, un quartetto che impersona l’eccellenza e che dà prova di avere classe, qualità e professionalità. I riferimenti sono chiari, Dream Theater su tutti, e i nostri assolvono al loro dovere con assoluta padronanza degli strumenti, a partire dai variopinti e suggestivi panorami dipinti dalle tastiere di Emanuele Casali, sui quali Silvio D’Onorio De Meo può ricamare intricati e particolareggiati assoli, il tutto sostenuto dalla funambolica sezione ritmica di Filippo Berlini alla batteria ed Andrea Casali al basso. Su quest’ultimo forse ricade il peso maggiore di tutto il loro lavoro: bassista, frontman, vocalist… insomma, il bravo Andrea svolge tutti i compiti con simmetria perfetta insieme ai suoi compagni, in un amalgama originale e raffinata, anche se, a dire la verità questa sera il nostro singer mi è sembrato un po’ meno pimpante del solito.
I brani sono quelli del loro repertorio, tratti essenzialmente dall’ultimo lavoro “Broken Balance” (ormai datato 2014), canzoni ben costruite, con grandi aperture e variazioni sul tema, passando tranquillamente da tempi dispari a ritmi più arieggiati e solari come la conclusiva “You Make Me Better”, con la quale chiudono la loro apprezzata performance. Astra: come sempre, una garanzia.

Setlist:

  1. Losing My Ego
  2. Hole In The Silence
  3. Sunrise To Sunset
  4. Too Late
  5. Faithless
  6. You Make Me Better

ASTRA lineup:

  • Andrea Casali – Vocals, Bass
  • Silvio D’Onorio De Meo – Lead Guitars
  • Emanuele Casali – Rhytmn Guitars, Keyboards
  • Filippo Berlini – Drums
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foto:
 Stefano Panaro

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Russell Allen
Se gli applausi hanno accompagnato entrambe le esibizioni dei primi due gruppi, c’è da chiedersi: “Cosa succederà ora che sul palco arriva Sir Russell Allen?”. La risposta è semplice: il tripudio.
Già al suo ingresso lo straordinario cantante viene accolto da un’autentica ovazione e da questo momento non ce n’è per nessuno.
Il suo non è un vero e proprio concerto, ma più un workshop con delle basi pre-registrate sulle quali Russel mostrerà tutta la sua infinita vocalità e magnificenza, come un dio sceso dal monte Olimpo (del metal) venuto a mostrare a noi poveri e comuni mortali quale magia, versatilità e potenza possegga la sua incredibile voce. E così eccolo dare un saggio delle sue doti interpretative, passando con disinvoltura dall’aggressività canora dei brani più rabbiosi degli Adrenaline Mob, come “Feel The Adrenaline” o “Come On Get Up”, agli arrangiamenti più orchestrali e sinfonici dei Magni Animi Viri (ad esempio “Heroes”), senza ovviamente dimenticare un breve excursus sui Symphony X con, tra le altre, l’attesissima “Paradise Lost”, tanto per farci apprezzare al meglio il suo range vocale e farci capire perché viene considerato uno dei migliori cantanti del mondo… e non solo in ambito metal.
Quello che però ci affascina in lui non sono solo le sue capacità artistiche, quelle le conoscono tutti e sono indubbie, è piuttosto lo scoprire il suo lato umano che ci lascia piacevolmente sorpresi, un gigante buono con un cuore grande che racconta la sua vita di padre a tutti noi, rendendoci partecipi della storia di sua figlia Ava, alla quale a 13 mesi fu diagnosticato l’autismo ed ora, grazie all’amore della famiglia, le cure e il seguirla costantemente con un impegno che copriva 25 ore su 24 (come dice lo stesso Russel), a sette anni frequenta una scuola normale ed ha anche superato gli esami di fine anno scolastico. Si commuove mostrandoci la foto della piccola Ava sul suo tablet, la bacia e si asciuga le lacrime, e gli applausi scattano spontanei.
C’è spazio anche per qualche domanda del pubblico alle quali Allen prova a rispondere, aiutato in quel frangente da Ilaria Degl’Innocenti (ufficio stampa Jailbreak) in veste di traduttrice. E così ecco le domande che vanno dalle informazioni tecniche in un colorito linguaggio tipicamente romano (“…si sgara la voce…”), al solito fan che ingenuamente chiede di cantare questa o quella canzone, invece di porre quesiti un po’ più inerenti.
Russel, da gran signore, ringrazia tutti di essere lì ad abbracciare una causa alla quale lui tiene in particolar modo e lo fa nella maniera che conosce meglio, cantando ancora qualche brano prima di invitare sul palco i ragazzi dei De La Muerte che avranno così l’onore di accompagnarlo suonando live (e strumentalmente lo faranno anche bene) gli ultimi due pezzi della serata: prima “Indifferent” e poi, dopo con un cambio dietro le pelli tra i soliti fratelli Ciccotti,  la conclusiva “Undaunted” con la partecipazione di Gianluca Mastrangelo che ha così modo di duettare col “Maestro”. (Per una volta siamo tutti più buoni e in questo caso mi astengo dal giudizio).
Poter salutare e ringraziare di persona stringendo la mano ad un artista come Russell Allen, disponibilissimo ad un incontro con tutti coloro che lo hanno atteso a fine concerto per foto e autografi, è senz’altro la ciliegina sulla torta di un evento ben organizzato dal Jailbreak che, grazie al suo staff, è sempre in grado di offrire serate di qualità.

Setlist:

  1. Come On Get Up (Adrenaline Mob)
  2. Feel The Adrenaline (Adrenaline Mob)
  3. Judgement Day (Adrenaline Mob)
  4. Crystal Clear (Adrenaline Mob)
  5. Heroes (Magni Anima Viri)
  6. Desertsoul (Magni Anima Viri)
  7. All On The Line (Adrenaline Mob)
  8. Loosin’ You
  9. Paradise Lost (Symphony X)
  10. Out Of The Ashes (Symphony X)
  11. Indifferent (Adrenaline Mob cover)
  12. Undaunted (Adrenaline Mob cover)

 Lineup:

  • Russell Allen – Vocals

Live Guest Musician on “Indifferent” – “Undaunted”:

  • Gianluca Quinto – Guitars
  • Christian D’Alessandro – Guitars
  • Claudio Michelacci – Bass
  • Simon Ciccotti – Drums (“Indifferent “)
  • Luca Ciccotti – Drums (“Undaunted “)
  • Gianluca Mastrangelo – guest Vocals (“Undaunted “)
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foto:
 Stefano Panaro