Metal e dintorni al Brothel Of Sound Fest II

BROTHEL OF SOUND FEST II – Day 1:
ENDAMAGED + MADISON PRO + DHARMA STORM
live @ Traffic, Roma
– mercoledì 1 giugno 2016 – 

 

LIVE REPORT •

Torna il Brothel Of Sound Fest, l’evento dedicato alle realtà underground romane, spaziando dall’hard all’heavy, attraverso il thrash, il death e tutte le sfaccettature che la musica metal propone.
Una seconda edizione, questa, che si articolerà in tre giornate e che la Brothel Of Sound, la giovane agenzia che si sta pian piano affermando con le sue intuitive programmazioni, ha organizzato in questa prima settimana di giugno al Traffic di Roma. Vediamo come è andata la serata inaugurale.

Dharma Storm
Della partita avrebbero dovuto far parte anche i MazeBrain, ma per un imprevisto dell’ultim’ora non hanno potuto partecipare. Davanti ad un discreto numero di persone, si parte così dai secondi della lista: i Dharma Storm.
La loro è una proposta particolare, ma interessante, che miscela elementi più classici del metal e del thrash a parti più sinfoniche con inserti folk, spaziando così su più fronti ed aprire le porte della loro musica a diverse possibilità sonore, senza porsi limiti o percorsi obbligati. Un esempio è l’iniziale “Live Together Die Alone”, un pezzo strumentale che meglio di tutti gli altri può essere indicato come il loro biglietto da visita e che racchiude i molti ingredienti del loro sound.
Non ci sono particolari virtuosismi, ma sanno districarsi bene nel labirinto sonoro che riescono a creare pizzicando qua e là per la stesura dei loro brani, come ad esempio “The Possessed One” dove, sul palco, viene chiamato Marco Palazzi (Sailing To Nowhere) per duettare insieme a Marco De Angeli, come già accaduto sul loro album “Not An Abyss Day” pronto per la pubblicazione ufficiale.
Forse, personalmente, trovo inutile l’uso di maschere o trucchi sui loro volti, che dà un senso del già visto (Elvenking, tanto per citare un nome contemporaneo, ma si potrebbero fare altri esempi precedenti, ma che sicuramente i più giovani non conoscono), ma questa è l’epoca dell’immagine e in bisogna distinguersi in qualche modo. A mio parere i Dharma Storm non ne avrebbero bisogno, già musicalmente sono sulla buona strada e tutto il resto è solo folklore, l’importante è perseverare e migliorare.

Setlist:

  1. Live Together Die Alone (instr.)
  2. Immortal Crew
  3. Night Of The Burning Skull
  4. The Possessed One (guest Marco Palazzi)
  5. Blackout

DHARMA STORM lineup:

  • “Brandy” Marco De Angeli – Voice
  • “Mingo” Nicholas Terribili – Drums
  • “Harry” Daniele Castagna – Guitar
  • “Bois” Dario La Montagna – Keyboards
  • “Piece” Gianluca Lancianese – Bass
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foto: claudio “cj” januario

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Madison Pro
A proposito di Marco Palazzi… lo ritroviamo subito dopo con il secondo gruppo del programma: i Madison Pro. Il singer dei Sailing To Nowhere (ma non dimentichiamo i suoi trascorsi con i Kaledon) rinverdisce il suo vecchio amore per l’hard classico d’annata e lo mette in scena con i Madison Pro, un quintetto che propone un sound anni ’70 che però ha del già sentito e abbastanza datato.
Intendiamoci, tutti noi adoriamo Led Zeppelin, Purple, Rainbow etc…, ma c’è modo e modo di proporlo al giorno d’oggi e, in questo caso, sinceramente non ne sono rimasto colpito affatto, come invece, ad esempio, mi è accaduto con band come gli Ushas, in ambito cittadino, senza dover scomodare i grandissimi Inglorious, ma lì siamo decisamente un passo avanti… o forse qualcuno in più!
I Madison Pro suonano e fanno il loro dovere, ma è il songwriting che manca, i pezzi non hanno quel mordente giusto e non riescono a coinvolgere completamente, anche se poi il pubblico applaude e si diverte (facile da spiegare, ma di questo parleremo dopo), e inoltre alcuni brani ricalcano troppo le orme già lasciate da ben più illustri precursori di questo genere, su tutti Rainbow, riff presi a Ted Nugent, cori alla Uriah Heep, senza tralasciare le struggenti ballads alla Zeppelin, come “La Rosa Nel Deserto”. Ah, e non dimentichiamoci i Trust di “Antisocial” che aleggiano qua e là su “Ingaggio”.
Nulla da eccepire sulle loro doti artistiche, anche se poi è meglio sorvolare su un’improbabile proposizione di “Paranoid” dei Black Sabbath, sicuramente non nelle loro corde, soprattutto non in quelle vocali del pur bravo Marco, non adatto a questo tipo di pezzi. A tal proposito, una piccola parentesi vorrei aprirla per il batterista Riccardo Prencipe, non tanto per il suo lavoro, metronomicamente preciso, ma giusto per ricordargli che il pezzo è “Paranoid” e non “Iron Man”, quindi la maschera che indossava dell’eroe della Marvel c’entrava poco in questo caso. Spero che non me ne voglia per questo appunto: la mia voleva solo essere una battuta!
Un po’ di verve affiora nel finale con l’ultimo brano “Scream”, ma è un po’ troppo poco per alzare il livello di una prestazione poco stimolante e senza sussulti, almeno per quel che mi è stato dato di ascoltare.

Setlist:

  • Storm
  • All I Want
  • Time For
  • La Sentenza
  • La Rosa Nel Deserto
  • Ingaggio
  • Paranoid (Black Sabbath cover)
  • Power Of Rock’n’Roll
  • Scream

MADISON PRO lineup:

  • Marco Palazzi – Vocals
  • Enrico Pullara – Guitar
  • Gian Luca Sbaraglia – Guitar
  • Matteo Tresoldi – Bass
  • Riccardo Prencipe – Drums
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foto: claudio “cj” januario

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Endamaged
Parlavo prima del pubblico, non numeroso, come spesso accade qui a Roma, e che, come al solito, appena terminata la performance dei loro conoscenti, svanisce nel nulla… lasciando la band di turno a suonare per pochi intimi. Forse a questo si riferivano le parole della famosa canzone cantata da Ornella Vanoni: “Ecco, la musica è finita… gli amici se ne vanno…” ed è quello che è accaduto agli headliner della serata Endamaged, che, per questo malcostume tipicamente italiano, si sono ritrovati a suonare per una manciata di persone, il che fa capire quale livello di intendimento musicale abbiano le nuove generazioni (e non solo metallare). E sì, perché, cari ragazzi, ve ne siete andati proprio quando sul palco è salita la band migliore di questa prima giornata: peggio per voi.
Gli Endamaged, hanno grinta, carattere, sanno suonare e, cosa importante, hanno i pezzi. Certo, anche loro non si discostano dai canonici rudimenti dettati dal manuale dell’hard’n’heavy, ma almeno li fanno propri e ci mettono del loro, rendendoli attuali e, nel contempo, fruibili.
La strada che seguono è lastricata di solo acciaio puro, senza tanti fronzoli, o inutili ricercatezze, pizzicando da band come Iron Maiden o Megadeth e sparando note a raffica che colpiscono dritte nel bersaglio. Rispetto l’ultima volta che li avevo visti in sede live, sono decisamente maturati, affrontano il palco col piglio giusto e, in particolare, hanno mostrato una compattezza che solo una squadra ben affiatata può avere.
Brani come “Exterminate” o “The Fall Of Arcadia” danno già di per sé l’esatta misura delle loro qualità, ma è su “The Man Who’ll Never Dream Again” che il combo si esalta, con una lunga cavalcata di Maideniana memoria dove tutti, come dei tasselli di un puzzle, sono necessari alla costruzione del pezzo: dal raddoppio solistico delle chitarre di Luca Grossi e Danilo Delli Compagni, alla trionfale scorribanda del basso di Riccardo Zito, che, sul prorompente drumming di Filippo Villanova, creano un muro di suono impenetrabile sul quale la voce di Roberto Mastropietro echeggia con sicurezza ed epicità.
Ma… non lodiamoli troppo, rischiamo di farli sentire già ad un punto di arrivo e invece non li vogliamo far adagiare sugli allori, ma spronarli a fare ancora di più e darci, con la loro energia, la carica per andare “Into The Pit” e scatenarci al ritmo del loro sound. E, siatene certi, ci riescono sicuramente. Bravi!

Setlist:

  1. Don’t Blink
  2. Exerminate
  3. The Fall Of Arcadia
  4. The Man Who’ll Never Dream Again
  5. Menhunters
  6. Master Of Abyss
  7. Into The Pit… Endamaged

ENDAMAGED lineup:

  • Roberto Mastropietro – Vocals
  • Luca Grossi – Guitars
  • Danilo Delli Compagni – Guitars
  • Riccardo Zito – Bass
  • Filippo Villanova – Drums
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foto: claudio “cj” januario