Masterplan – Metal Never Die!

MASTERPLAN + SKELETOON + LAST FRONTIER + KANTICA
live @ Traffic, Roma
– venerdì 16 settembre 2016 – 

 

LIVE REPORT •

Lo scorso 16 settembre la Crown Metal, in collaborazione con Revalve Records, ha portato al Traffic di Roma uno dei grandi gruppi metal del decennio scorso: parlo dei MasterPlan, la band fondata da Roland Grapow dopo la sua dipartita dagli Helloween. A supportare la formazione tedesca, tre band nostrane: i Kantica, i Last Frontier e gli SkeleToon, i quali hanno contribuito a realizzare una serata all’insegna di un metal potente e d’impatto.

Kantica
Alle ore 21 sale sul palco la prima band d’apertura, i liguri Kantica. Purtroppo, forse per via della pioggia, i ragazzi hanno dovuto suonare di fronte ad un pubblico non nutrito. Il sestetto, di recente formazione (2014), presenta un symphonic metal diretto e coinvolgente, dalle strutture ritmiche molto solide ma anche molto melodico. Un’intro orchestrale ci conduce a “’Till The End Of Time”, esplosiva, ma anche delicata grazie al contributo pianistico del tastierista Enrico. Molto d’impatto il canto lirico della frontwoman Elena, che sa essere molto potente, ma anche delicato (come in “Sacrifice”); la cantante dimostra di sapersi misurare anche nel canto moderno (ad esempio in “Albatross”). Una nota di merito alla sezione ritmica: il basso a 6 corde di Fulvio si amalgama perfettamente con le ritmiche potenti e le cavalcate di Daniele alle pelli. In questo modo, il sound risulta più potente e diretto dei grandi del symphonic Nightwish ed Epica, ed ha sfumature power (si avvicina di più, forse, ai Nightwish di “Oceanborn”). La band riesce bene nel suo lavoro in sede live, ma è molto rischioso, a mio parere, cimentarsi in un genere così inflazionato.

Setlist:

  1. ‘Till The End Of Time
  2. Northern Apocalypse
  3. Sacrifice
  4. Albatross
  5. Illegitimate Son
  6. Mescaline

KANTICA lineup:

  • Elena Mazzullo – Vocals
  • Andrea Cappellari – Guitars
  • Matteo Venzano – Guitars
  • Enrico Borro – Keyboards
  • Daniele Barbarossa – Drums
  • Fulvio Decastelli – Bass
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foto:
 Stefano Panaro

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Last Frontier
La seconda band della serata sono i napoletani Last Frontier (Revalve Records). Con una formazione stabilizzata nel corso degli ultimi anni, la band ha presentato brani tratti dall’ultimo album “Theta Healing (Through The Poison)” (2014). Il sound si presenta decisamente power, ma con un forte sapore prog: i pezzi presentati sono alquanto metamorfici e dalle strutture mai banali. Il sound metal, abbastanza tradizionale, è equilibrato dalle tastiere di Cyrion Faith, molto belle in pezzi come “Dragonfly’s Trail” o “Dying Storm”. Nonostante la complessità strutturale, i brani sono di impatto immediato, e molto del lavoro è dovuto al carismatico frontman, il bel tenebroso Darka (forse un po’ solo nel coinvolgimento del pubblico). Spiccano le sue doti vocali e la notevole estensione, in particolare in “Perdition” e “Dying Storm”. Pur senza particolari virtuosismi, le sezioni strumentali sono molto curate e le ritmiche inducono all’headbanging. Il set si presenta dunque come un buon mix di impatto dinamico ed atmosfera; a tratti il sound rimanda ai Kamelot o ai Symphony X meno pretenziosi. La band lascia il pubblico con “The Root Of His Anger”, pezzo dal sapore thrash, ma di chiaro stampo prog/power, di cui è stato recentemente pubblicato il lyric video.

Setlist:

  • Intro
  • Arachnophobia
  • Dragonfly’s Trail
  • Beyond This Scene
  • Perdition
  • Dying Storm
  • The Root Of His Anger

LAST FRONTIER lineup:

  • Darka – Vocals
  • Nitrokill – Guitars
  • Cyrion Faith – Keyboards
  • Thor Underdog – Bass
  • Silent Kaos – Drums
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foto:
 Stefano Panaro

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SkeleToon
La tripletta italiana, prima degli attesi headliner, si chiude con gli SkeleToon (Revalve Records). La band nasce dall’idea del frontman Tomi Fooler di trasporre in power metal la sua ‘nerdaggine’: accompagnato dai giusti musicisti, il risultato è un sound allegro e scherzoso, ma allo stesso tempo travolgente. Il loro set è un vero e proprio show, e i brani si alternano a dialoghi ironici e battute col pubblico. Il mood è alquanto ‘cazzaro’ (fantastica l’asta luminosa del cantante), ma la musica è di ottima qualità: le chitarre galoppano, si fa headbanging, si poga. Fooler, oltre ad un ottimo intrattenitore, è anche un cantante dalle doti al di sopra della media, e raggiunge sovracuti con estrema facilità. A circa metà set si unisce alla band nientepopodimeno che Roland Grapow, già ospite nell’album della band (“The Curse Of The Avenger”), stavolta però al microfono, per cantare con Tomi “Mankind” degli Helloween. Dopo una scenetta stile “Gioca Jouer” in cui Tomi invita il pubblico ad urlare, sulle note della title track “The Curse Of The Avenger” il frontman si lancia fra il pubblico; ed è tutto un crescendo di fomento fino all’ultimo brano “Heavy Metal Dreamers”. In questi 30 minuti gli SkeleToon hanno veramente spaccato, sembrava di assistere ad un qualcosa a metà tra i Prophilax ed i The Darkness: tanto divertimento, ma allo stesso tempo tanta buona musica.

Setlist:

  • Intro + Timelord
  • What I Want
  • Heroes Don’t Complain
  • Mankind (Helloween cover) (with Roland Grapow)
  • Joker’s Turn
  • The Curse Of The Avenger
  • Heavy Metal Dreamers

SKELETOON lineup:

  • Tomi Fooler – Vocals
  • Andrea Lanza – Guitars
  • Renzo Lanziani – Guitars
  • Charlie Dho – Bass
  • Henry “Sydoz” Sidoti – Drums
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foto: Stefano Panaro

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MasterPlan
È quasi mezzanotte quando sulle note dell’intro “Per Aspera Ad Astra” i tanto attesi MasterPlan salgono sul palco. Giusto il tempo di scaldare un po’ l’atmosfera, e subito si parte a mille con “Enlighten Me”, il primissimo singolo della band. La formazione è subito accolta da un pubblico caloroso e scatenato, che canta insieme al frontman Rick Altzi, che ormai da 4 anni presta la voce alla band. Si prosegue sull’onda della nostalgia dell’anno 2003 con “Spirit Never Die”: ma sebbene la formazione sia completamente stravolta rispetto a quell’epoca, l’impatto e l’energia sono gli stessi. Nonostante il carisma del frontman, la vera star della serata è lui, Roland Grapow, l’anima della band. Con la classe e la tranquillità di chi non deve dimostrare nulla a nessuno, le sue dita volteggiano sulle corde durante gli assoli. Ma nulla è di troppo, non ci sono virtuosismi inutili, né movenze da superstar: non c’è bisogno di alcuna esagerazione, quando è la musica a fare il suo dovere, e ciò vale per tutti i membri della band. La scaletta, com’era prevedibile, è stata un revival dei tempi d’oro, e si è nutrita soprattutto di brani tratti dai primi due album, “Masterplan” del 2003 (come i due pezzi già citati, ma anche “Soulburn” e “Heroes” fra le altre) ed “Aeronautics” del 2005 (ad esempio “Wounds”, “Crimson Rider” e “Back For My Life”). Con “Keep Your Dream Alive” si viaggia in avanti nel tempo fino all’ultimo disco della band, “Novum Initium” (2013); ma naturalmente sono i brani più vecchi a fomentare e ad emozionare il pubblico. Con “I’m Not Afraid” e “Back For My Life” si abbassa un po’ il tiro, ma si riprende alla grande con “Time To Be King”. La scaletta procede rapidamente fino ad un’altra chicca per veri nostalgici, “The Chance” degli Helloween, uno dei pezzi scritti proprio da Grapow all’epoca della sua militanza nella storica band. Con “Heroes” la band esce di scena, ma il pubblico l’acclama, ed eccoli rientrare per l’encore, tutto dedicato al loro primo album. Dopo “Kind Hearted Light”, i MasterPlan ci lasciano con “Crawling From Hell”: ormai in preda ai fiumi di birra, la band tira ad oltranza il finale della canzone, inserendo anche un estratto di “Smoke On The Water”, fino a che non si stancano anche loro. Grandissima serata, divertente ma anche velata di malinconia, poiché è evidente a tutti che quegli anni si possono rivivere, ma non vi si può tornare.

Setlist:

  • Per Aspera Ad Astra (intro)
  • Enlighten Me
  • Spirit Never Die
  • Wounds
  • Lost And Gone
  • Crimson Rider
  • I’m Not Afraid
  • Back For My Life
  • Time To Be King
  • Keep Your Dream Alive
  • Crystal Night
  • Soulburn
  • The Chance (Helloween cover)
  • Heroes
  • Kind Hearted Light
  • Crawling From Hell

MASTERPLAN lineup:

  • Rick Altzi – Vocals
  • Roland Grapow – Guitars
  • Axel Mackenrott – Keyboards
  • Jari Kainulainen – Bass
  • Kevin Kott – Drums
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foto:
 Stefano Panaro