MARK BOALS – A Trilogy Night

MARK BOALS + ELEGY OF MADNESS + INSOMNIA
live @ Let It Beer, Roma
– sabato 18 maggio 2019 –

 

LIVE REPORT •

Il Let It Beer veste classico in questo sabato di metà maggio ed ospita Mark Boals, storico cantante di Yngwie J. Malmsteen (con il quale ha registrato 4 album) e poi, in seguito, vocalist con i Ring Of Fire, Royal Hunt e numerose altre collaborazioni che lo hanno reso, a ragione, una delle voci più apprezzate e ricercate nel panorama hard&heavy. La sua presenza nella Capitale è l’occasione per riproporre nella sua interezza uno dei massimi capolavori di Malmsteen, ovvero quel “Trilogy” con cui trentatré anni fa Boals diede il via alla sua prolifica carriera. Un set che ci riporterà indietro nel tempo e che ci farà riassaporare quelle sonorità che hanno creato una magica epopea nell’universo metal.

Insomnia
Arriva dalla vicina Tivoli il gruppo che ha il compito di aprire la serata: gli Insomnia. Da come si evince dalla loro pagina Facebook, i cinque ragazzi sembrano essere dediti a un hard&heavy di matrice britannica, soprattutto leggendo le loro influenze, tra le quali vengono indicati nomi altisonanti come Iron Maiden e Judas Priest (per citarne alcuni)…
Niente di tutto ciò! In realtà gli Insomnia suonano del semplice rock tipico delle garage band, con testi rigorosamente in italiano che parlano della società che ci circonda, tra sesso, droga e la vita di tutti i giorni. Nudo e crudo rock senza tanti fronzoli, assolutamente privo di quelle sonorità dure cui le band sopracitate ci hanno abituati, suonato con molta semplicità e discreta padronanza, ma lontano, ovviamente, anni luce dal poterli definire un gruppo heavy: l’hard è ben altra cosa!
Giusto il tempo di dare una scaldatina all’ambiente e farci assaporare un po’ della loro musica e gli Insomnia ci salutano raccogliendo gli applausi del pubblico, già numeroso, presente in sala. Tutto sommato la giusta dose di rock (e specifico ROCK) per dare il via a una piacevole serata.

Setlist:

  1. Tabacco & Rose
  2. Se Fossi Foco
  3. Bambola
  4. I Creatori Della Fine Del Mondo
  5. Ancora In Piedi
  6. Bad Boys
  7. Back Stage

INSOMNIA line up:

  • Lex – Guitars
  • Wollas – Drums
  • Sturo – Guitars
  • H – Bass
  • JaKil – Vocals

foto: Martina Merighi

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Elegy Of Madness
Arriva invece dalla Puglia la formazione che sta per prendere possesso del palco: si tratta degli Elegy Of Madness, band che propone del Symphonic Metal caratterizzato dalla voce lirica della cantante Anja Irullo.
Gli Elegy Of Madness calcano le scene dal 2006 e hanno all’attivo tre album, l’ultimo dei quali “New Era”, è stato pubblicato nel 2017 e da cui traggono tutto il loro set della serata.
Tra sonorità progressive e, a tratti, gotiche, il quintetto (anche se in realtà in questa serata mancherebbe il sesto elemento Luca Basile con il suo violoncello, presente nelle date antecedenti questa) ripercorre quelle strade tracciate in precedenza da band come Epica, Nightwish e chi più ne ha più ne metta, andando, così, a incrementare il già folto panorama delle female fronted metal band.
Ciò non toglie che gli Elegy Of Madness mettano in risalto una propria personalità con pezzi interessanti come l’iniziale “Apokalypsis” dando anche prova di possedere delle buone doti tecniche, concretizzando il tutto in una elaborata costruzione dei brani di cui si fa carico il mastermind Tony Tomasicchio.
E se la title track “New Era” sembra essere un brano dall’approccio più semplice e immediato, con “Divine Obsession” ci troviamo di fronte a una diversa architettura e la band dimostra di avere potenzialità marcatamente progressive che, a mio giudizio, sembra essere un genere più nelle loro corde, anche se poi il canto lirico tende un po’ a rendere il tutto meno fruibile e alla lunga tedioso.
Non sono un sostenitore di questo genere e, soprattutto, non prediligo le sonorità che miscelano formule diverse, ma, probabilmente, tra le varie proposte che l’underground riserva agli appassionati del symphonic metal, gli Elegy Of Madness si distinguono per una maggiore qualità compositiva e, visti gli applausi raccolti, anche il pubblico del Let It Beer lo ha confermato.

Setlist:

  1. Apokalypsis
  2. Endless
  3. Answer
  4. Lunacy
  5. New Era
  6. Illuminated
  7. Nobody Cares
  8. Divine Obsession
  9. Day Zero

ELEGY OF MADNESS line up:

  • Anja Irullo – Vocals
  • Tony Tomasicchio – Guitars, Keyboards
  • Marco Monno – Guitars
  • Larry Ozen Amati – Bass
  • Francesco Paolo Caputo – Drums

foto: Martina Merighi

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Mark Boals
Ed ecco, finalmente, l’ospite principale della serata, l’artista per cui tutti siamo qui: Mark Boals.
La sala è gremita: tra persone sedute comodamente ai tavoli e quelle che assisteranno in piedi allo show, direi che almeno per una volta la Città Eterna ha risposto alla grande al richiamo del Rock.
Mark, in questo tour europeo, si avvale della presenza di gregari di lusso, ben conosciuti nell’ambiente musicale sia per le loro qualità tecniche che per le molteplici collaborazioni alle quali hanno dato il loro prezioso contributo. Così troviamo Emiliano Cantiano, talentuoso chitarrista che si cimenterà con quei brani che hanno fatto la storia di un genere cui Malmsteen ha dato il “LA”, dando il via ad una corrente di grandi eroi della sei corde che hanno caratterizzato tutta la scena metal degli anni ’80.
Ma sul palco ci saranno anche Titta Tani, poliedrico batterista (ma non solo) dai numerosi tentacoli e Roberto Fasciani, bassista dalle mille sfaccettature che spazia con ostentata nonchalance dal rock al jazz, attraverso il blues e il progressive. Insomma: il fior fiore che il panorama italico possa offrire in ambito musicale. Uniteli alla straordinaria vocalità di Boals e avrete un quadro ben preciso di cosa ci stava per riservare l’intera serata.
Una piccola menzione va fatta anche al tastierista Francesco Finori che possiamo giudicare per la sua gestualità, ma del quale, a causa di imprecisati problemi tecnici, non abbiamo potuto apprezzare i suoni, visto che per tutto set non si è riuscito a percepire una singola nota dei suoi assoli. Cose che capitano, ma che non hanno inficiato una scaletta che ha riproposto brani monumentali i cui titoli sono scolpiti a caratteri cubitali nei cuori di tutti i rockers.
Da “Rising Force” alla strumentale “Black Star” in cui Emiliano si confronta con il Maestro Malmsteen e dimostra di aver assimilato alla perfezione i lunghi ascolti dell’inarrivabile Yngwie, riportando sulla sua chitarra tutti i preziosi apprendimenti. Chapeau!
Tutto questo fa da preludio alla rivisitazione completa di “Trilogy”: mettiamo il disco sul piatto ed iniziamo l’ascolto di uno dei capolavori della storia del metal.
“You don’t Remember, I’ll Never Forget” è il primo brano che Mark Boals abbia mai registrato nella sua carriera – come lui stesso ci dice – e oggi come allora è sempre un’emozione poterlo riascoltare. Il pubblico canta incitato da Mark e risponde prontamente al refrain del brano.
Canzone dopo canzone ci si immerge sempre più nelle magiche atmosfere di questo disco che possiamo considerare una vera e propria Opera Magna. E’ ovvio che ci troviamo di fronte a un tributo di lusso, ma l’impatto di pezzi come “Fury” o “Magic Mirror” è sempre forte, soprattutto grazie alle interpretazioni di grande spessore che sviluppa l’ugola di Mark. Intendiamoci, anche il resto della band contribuisce a dare il suo notevole apporto strumentale e portare il tutto ad un livello superiore, ma una cosa è riprodurre dei brani e una cosa è averli creati.
Un applauso personale devo farlo a Roberto Fasciani, che dimostra grande umiltà e sul palco si mette completamente al servizio della band, con i suoi corposi giri armonici sui quali Cantiano può spaziare e lasciarsi andare nei lunghi ed elaborati solos che lo rendono, inevitabilmente, protagonista al pari di Boals.
Lo dimostra “Trilogy Suite Op.5” dove ciascuno dei musicisti può esprimere la propria fantasia strumentale, e dove, una volta di più, Emiliano sale in cattedra e segue alla lettera la partitura scritta dal Maestro Yngwie.
Il pubblico apprezza ed applaude lungamente i cinque sul palco e Boals ci regala qualche altro brano, prima con un omaggio al più grande vocalist di tutti i tempi, Ronnie James Dio (del quale, proprio qualche giorno fa, ricorreva l’anniversario della morte) rendendogli tributo con “Holy Diver”, per poi proseguire con “War Pigs” che però, a mio parere, hanno messo in evidenza una minor propensione di Cantiano verso le sonorità più sabbathiane di questi brani. Tant’è che con la conclusiva “I’ll See the Light Tonight” Emiliano torna alla carica con i suoi assoli, a dimostrazione di avere sangue Malmsteeniano nelle proprie vene.
Tra applausi, autografi e foto ricordo si chiude una serata celebrativa di un autentico masterpiece come “Trilogy” a cui ha dato voce uno dei protagonisti della sua realizzazione, Mark Boals che, grazie all’impegno della SoundsRock Agency e della Morrigan Promotion, abbiamo potuto applaudire nuovamente nella nostra città.

Setlist:

  1. Rising Force (Yngwie J. Malmsteen cover)
  2. I Am A Viking (Yngwie J. Malmsteen cover)
  3. Black Star (Yngwie J. Malmsteen cover)
  4. You Don’t Remember, I’ll Never Forget (Yngwie J. Malmsteen cover)
  5. Liar (Yngwie J. Malmsteen cover)
  6. Queen in Love (Yngwie J. Malmsteen cover)
  7. Crying (Yngwie J. Malmsteen cover)
  8. Fury (Yngwie J. Malmsteen cover)
  9. Fire (Yngwie J. Malmsteen cover)
  10. Magic Mirror (Yngwie J. Malmsteen cover)
  11. Dark Ages (Yngwie J. Malmsteen cover)
  12. Trilogy Suite Op: 5 (Yngwie J. Malmsteen cover)
  13. Holy Diver (Dio cover)
  14. War Pigs (Black Sabbath cover)
  15. I’ll See the Light Tonight (Yngwie J. Malmsteen cover)

MARK BOALS line up:

  • Mark Boals – Vocals
  • Titta Tani – Drums
  • Emiliano Tessitore – Guitars
  • Roberto Fasciani – Bass
  • Francesco Finori – Keyboards

foto: Martina Merighi