MANTICORA – Killers al Barrio’s Live

MANTICORA + LOCH VOSTOK + HEXED
live @ Barrio’s  Live, Milano
– mercoledì 13 marzo 2019-

 

LIVE REPORT •

Tornano in Italia, dopo un periodo di assenza dai palchi nostrani, i prog metallers Manticora. La band danese dà appuntamento ai fan italiani al Barrios di Milano, per un’unica data nel nostro Paese, organizzata da Eagle Booking, nell’ambito del tour promozionale del loro ultimo album “To Kill To Live To Kill”. Ad accompagnarli in questa serata ci saranno altre due interessanti formazioni svedesi: Hexed e Loch Vostok. A voi il nostro report.

Hexed
Primi a salire sul palco sono gli Hexed, female fronted band proveniente da Uppsala. Fautori di un melodic metal dalle forti tinte progressive, gli Hexed hanno pubblicato lo scorso anno il loro primo full lenght “Netherworld”, da cui traggono tutta la loro setlist. I loro schemi sonori si ispirano a quelli di altre band del calibro di Kamelot o Whitin Temptation, ai quali fanno più riferimento grazie alla presenza di una vocalist come Tina Gunnarsson che, con le sue particolari doti vocali, riesce a dare un’impronta più personale al loro sound. Pezzi interessanti come “Roots” o la stessa titletrack “Netherworld”, mettono in evidenza come la band non disdegni affatto di spingere sull’acceleratore, rompendo a tratti gli schemi più tradizionali per aggiungere quel pizzico di groove che non guasta mai.
Peccato la poca presenza di pubblico, sarebbe stata l’occasione per conoscere una band dalle intriganti prerogative.

Setlist:

  1. Obedience
  2. Roots
  3. Oceans
  4. Lightyears
  5. Exaling Life
  6. Netherworld
  7. Remake My Soul 

HEXED lineup:

  • Daniel Håkansson – Bass
  • Jai Matharu – Guitar
  • Stellan Gunnarsson – Guitars, vocals
  • Tina Gunnarsson – Vocals
  • Simon Aspsund – Drums
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foto: Stefano Forensi

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Loch Vostok
Di tutt’altro peso è invece il curriculum dei Loch Vostok, band sempre proveniente da Uppsala, già in attività da oltre quindici anni e che ha pubblicato ben 7 album.
Il robusto (non solo musicalmente parlando) combo svedese strapazza ben bene le nostre orecchie con un sound che porta all’estremo le tipiche sonorità progressive, spingendolo oltre ogni limite e miscelandolo con innesti musicali più tendenti al death, per creare, così, delle intersezioni che si possono poi sviluppare in diverse direzioni.
Il simpaticissimo e corpulento Teddy Möller ci dà la carica con il suo “Uh”, un grido di battaglia che risuona forte in sala prima di ogni brano. Riff aggressivi e a tratti violenti, caratterizzano pezzi come l’iniziale “Babylonian Groove” o “Twilight of the Dogs”, canzoni dal forte impatto sonoro che fanno vibrare le pareti del Barrios.
Energici e rocciosi, riescono anche a dare più “morbidezza” alle proprie sonorità e per farlo invitano sul palco la vocalist degli Hexed, Tina Gunnarsson, per un particolare duetto su “Rebound”.
Una bella prova la loro, vigorosa e decisa, che ha meritato tutti i nostri applausi, ma, soprattutto ha ottenuto il nostro… UH!

Setlist:

  1. Babylonian Groove
  2. Summer
  3. Sacred Structure
  4. A Mission Undivine
  5. Twilight Of The Dogs
  6. Rebound
  7. Purpose
  8. Energy Taboo
  9. Ventilate

LOCH VOSTOK lineup:

  • Niklas Kupper – Guitars
  • Teddy Möller – Guitars, Vocals
  • Fredrik Klingwall – Keyboards
  • Lawrence Dinamarca – Drums
  • Patrik Janson – Bass
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foto: Stefano Forensi

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Manticora
Dalla Scandinavia si scende ora verso la Danimarca. Fervono gli ultimi preparativi per accogliere i Manticora, mentre in sala si sorseggia qualche birra con le band che, poco prima, si sono esibite sul palco.
Erano ben otto anni che i Manticora non pubblicavano un album ed eccoli tornare in studio per il loro ottavo full-lenght dal quale estrarranno buona parte della scaletta di questa sera.
I Manticora sono una grande band e lo dimostrano non solo sui loro dischi, con un repertorio di grande qualità, ma anche in sede live, con performance sempre di alto livello sia davanti a migliaia di persone che, come in questo caso, anche davanti a pochi fortunati.
Sì, fortunati, avete letto bene, perché chi è qui stasera avrà il piacere e l’onore di trovarsi di fronte una formazione di grande caratura e di un eccelso livello tecnico, cose che solo i cultori della buona musica possono apprezzare.
La band di Lars Larsen ha quel quid in più che li mette su un piano superiore rispetto a tanti altri loro colleghi nel panorama del prog metal mondiale. Pezzi come “King Od The Absurd” o “Paying God” (che tutti insieme cantiamo in coro) mettono in evidenza le complesse architetture delle loro canzoni, ma che, in fase di riproduzione, vengono eseguite con l’estrema facilità di chi possiede innate doti strumentali, tali da rendere facilmente fruibile la loro proposta a chi li sta ascoltando.
La loro capacità di rendere semplice ciò che sembra strutturalmente difficile, è resa possibile dal grande lavoro tecnico che ciascun membro mette al servizio della band. E così, sui riff graffianti di Kristian Larsen si intreccia il tecnicismo solistico di Stefan Johansson che, tra virtuosismi e scale pentatoniche, fa correre veloci le dita sulle corde della sua chitarra.
Alle loro spalle Kasper Gram al basso e Dani Jelsgaard alla batteria creano quelle basi ritmiche abbondantemente arricchite da repentini cambi di velocità e drumming martellante che ci trascinano nel vortice del loro sound oscuro e introspettivo, come su “Gypsies’ Dance, Part 2”, pezzone dalle mille sfaccettature che ci porta all’esaltazione più totale. Fantastici!
Ma è Lars il grande mattatore della scena: il giovanottone danese, catalizza la nostra attenzione con una prestazione sugli scudi, valorizzata dalla sua gestualità e teatralità che accompagnano ogni sua interpretazione, tra piccoli siparietti scenografici e scherzose battute gettate lì anche in italiano.
E se un altro capolavoro come “Echoes Of A Silent Scream” dà modo di farci apprezzare le doti canore dell’inesauribile frontman, anche la strumentale “Humiliation Supreme” mette bene in evidenza la classe e il bagaglio tecnico di cui sono in possesso.
Chiudono con una vera e propria killer-track “Through the Eyes of the Killer – Revival of the Muse That is Violence”, durante la quale lo stesso Lars brandisce una katana (spada Ninja) pronto a colpirci senza pietà insieme ai suoi compagni. Assolutamente MI-CI-DIA-LI!
Un live di grande impatto sonoro, quello dei Manticora, che avrebbe meritato una maggiore attenzione da parte del pubblico italiano, ormai troppo assuefatto alle proposte mainstream della rete. Noi pochi eletti, invece, continueremo a seguire la giusta strada che porta verso l’Olimpo del metal.

Setlist:

  1. King Of The Absurd
  2. Playing God
  3. The Black Circus
  4. Gypsies’ Dance, Part 2
  5. Piano Concerto No.1 – B Flat Minor / Echoes of a Silent Scream
  6. Through the Eyes of the Killer – Towering Over You
  7. Humiliation Supreme
  8. A Long Farewell
  9. Keeper of Time
  10. Through the Eyes of the Killer – Revival of the Muse That is Violence

MANTICORA lineup:

  • Kristian H. Larsen – Guitars
  • Lars F. Larsen – Vocals
  • Kasper Gram – Bass
  • Stefan Johansson– Guitars
  • Danni Jelsgaard – Drums
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foto: Stefano Forensi