LUPPOLO IN ROCK 2022: il report del day one

LUPPOLO IN ROCK 2022 – DAY 1:
JORN LANDE + MOONSORROW + JESPER BINZER +
FUROR GALLICO + SILENZIO PROFONDO
live @ Parco Ex Colonie Padane, Cremona
– venerdì 15 luglio 2022 –

LIVE REPORT •

Il Luppolo In Rock torna a brillare in quel di Cremona con una nuova edizione! Dopo lo stop forzato degli ultimi anni e la piccola parentesi di Road To Luppolo dello scorso anno che ha visto sul palco del Parco Ex Colonie Padane band del calibro di Epica, Jinjer e Moonlight Haze, il festival cremasco porta quest’anno ben tre giornate dedicate alle realtà underground all made in Italy e apre ufficialmente questa nuova edizione con un bill stellare che porterà on stage sei band italiane (due per giornata) e alcuni dei nomi più importanti, quali Moonsorrow, Jesper Binzer, Jorn Lande, Moonspell, Leprous, Heathen, Exodus e Testament. A voi il resoconto del day one!

SILENZIO PROFONDO
Non sono ancora le 16.30 quando i Silenzio Profondo approdano sul palco di Luppolo In Rock. Subentrati dopo la defezione degli Scala Mercalli, la cui mancata partecipazione è stata annunciata proprio due giorni prima dell’effettivo svolgimento del concerto e i cui motivi ad oggi appaiono ignoti, i musicisti si apprestano comunque ad aprire le danze in questa prima giornata. Le temperature decisamente torride si fanno sentire e non permettono ai pochi astanti di disporsi lungo la transenna per godersi al meglio l’esibizione dei giovani musicisti che, incuranti dell’afa, offrono un ottimo biglietto da visita; per l’occasione, la band presenta una manciata di estratti tratti dai primi due album, dando una maggior visibilità e promozione all’omonimo studio album, di cui verranno presentati 3 singoli. L’accoglienza, nonostante lo scarso numero di astanti, complice anche un’apertura decisamente troppo anticipata, è comunque buona e i nostri si congedano per cedere il passo ai Furor Gallico, altra band made in Italy, pronta a far il proprio ingresso sul palco.

TESTO.

Setlist:

  1. Terra 51
  2. Supernova
  3. Falsa Illusione
  4. Terzo Millennio
  5. Fuga Dalla Morte
  6. Jack Daniel’s

Silenzio Profondo line up:

  • Maurizio “Rusty” Serafini – vocals
  • Tommaso Bianconi – bass
  • Gianluca Molinari – guitars
  • Alessandro Davolio – drums
  • Manuel Rizzolo – guitars
 
foto: Yuri Minghini

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FUROF GALLICO
Pochi attimi per un rapido cambio palco ed ecco che Davide Cicalese e soci prendono possesso dello stage! Una piccola intro ci prepara a quello che, per la sottoscritta, è una delle migliori performance della giornata. “Nebbia Nella Mia Terra” ci presenta una band bella carica e pronta ad esplodere sul palco grazie all’incredibile sinergia di ciascun componente e del growl cavernoso del vocalist brianzolo. In questa breve parentesi, la band ripesca a piene mani dal proprio repertorio, presentandoci un set abbastanza equilibrato, composto da alcuni brani in inglese (‘Waterstrings’, “The Song Of The Earth”) e italiani che fanno la gioia dei fan che, sfidando le temperatura ancora molto astiose, si sono comunque sacrificati lungo la transenna per godere della performance della folk-celtic band milanese. E proprio in merito al brano “Waterstrings”, è mirevole il discorso di Davide in merito al periodo storico che stiamo vivendo: il cantante, infatti, ricorda ai presenti della problematica attuale legata alla siccità idrica e, sebbene il brano non sia affatto correlato a questa situazione, il musicista sottolinea l’importanza di un elemento così importante come l’acqua, concetto chiaramente compreso e applaudito dai presenti. Immancabili, inoltre, alcuni dei brani più rappresentativi del gruppo, quali la meravigliosa “Canto D’Inverno”, cantata magistralmente da Paola Urso, nuovo innesto femminile della band e “Venti Di Imbolc”, cantati tutti all’unisono dai presenti. In meno di mezzora i Furor Gallico testimoniamo ulteriormente il loro incredibile valore artistico e si dimostrano ancora una volta una delle realtà folk metal più interessanti che il nostro paese possa offrire. Ammirato e particolarmente amato anche all’estero, il gruppo si congeda sulle note di “The Phoenix” ed è pronto a cedere il passo alla prima band internazionale di questa giornata.

Setlist:

  1. Intro
  2. Nebbia Della Mia Terra
  3. Venti Di Imbolc
  4. Waterstrings
  5. Canto D’Inverno
  6. The Song Of The Earth
  7. La Caccia Morta
  8. The Phoenix

Furor Gallico line up:

  • Davide Cicalese – vocals
  • Paola Urso – female vocals
  • Mirko Fustinoni – drums
  • Marco Ballabio – bass
  • Gabriel Consiglio – guitars
  • Elisabetta Rossi – harp
foto: Yuri Minghini

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JESPER BINZER
Con l’ingresso onstage di Jesper Binzer si cambia decisamente musica! Dal folk/pagan metal dei Furor Gallico si passa a sonorità più hard rock ed è proprio con l’entrata sul palcodello storico vocalist dei D-A-D che la giornata si infiamma ancora di più a suon di musica! A distanza di quattro anni, il cantante danese torna nuovamente a calcare le assi del palco cremasco (Jesper partecipò alla prima edizione del festival nel 2018, ndr) ed è pronto ad infiammare maggiormente questa giornata. Sconosciuto alla gran parte degli spettatori presenti in questa sede, il vocalist danese, vestito di giacchetto di jeans con frange in pieno stile country, avrà modo di farsi conoscere ulteriormente grazie ad una proposta musicale ben congeniata, supportato da musicisti di tutto rispetto del panorama metal hard rock scandinavo, tra cui troviamo Søren Andersen e Christian Hede Madsen alle chitarre, HC Röder al basso, Jesper Bo Hansen alle tastiere e Jakob Rønlov alla batteria. Pochi istanti ed ecco che le chitarre ruggiscono, insieme alla graffiante voce di Binzer che, non nascondo, ad un primo impatto mi ha ricordato vagamente i primi periodi dei Bon Jovi! Nonostante le temperature non accennino a calare minimamente in piena serata, l’energia regalataci dal gruppo danese è così devastante da accaldare ulteriormente il pubblico: pochi, infatti, sono i fan disposti lungo la transenna intenti ad accompagnare vocalmente il vocalist, mentre i fan meno avvezzi osservano in religioso silenzio, quasi catturati dal carisma e dal magnetismo dello stesso Binzer. Ampio spazio verrà riservato in questa parentesi live agli unici due album all’attivo del frontman, “Dying Is Easy” del 2017 e “Save Your Soul” del 2020, di cui menzioniamo alcuni dei brani più iconici, come “The Future Is Now”, “Dying Is Easy””, “The Space She’s In” e, ancora, la bellissima ballad romantica “Real Love”, la quale ha decisamente fatto presa su un pubblico in totale adorazione! Un’ottima vetrina, questa, che ha permesso a chi non aveva alcuna familiarità con le sonorità hard rock della band danese di conoscere una realtà musicale che, onestamente, ci piacerebbe rivedere anche in altri contesti!

Setlist:

  1. Zombie
  2. Cursed Mama
  3. Horrible Eyes
  4. Baphomet
  5. Zora
  6. Chains Of Death
  7. Family Vault
  8. Kings Of Evil
  9. Inquisitor
  10. Heavy Demons

Jesper Binzer Band line up:

  • Jesper Binzer – vocals
  • Soren Andersen – guitars
  • Jesper Bo Hansen – keys
  • HC Röder – bass
  • Christian Hede Madsen – guitars
  • Jakob Rønlov – drums
foto: Yuri Minghini

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MOONSORROW
Considerati da molti la “voce fuori dal coro” di questo bill, i Moonsorrow decidono di dare un po’ più di pepe (nero, rigorosamente) alla serata! Con la storica band finlandese, infatti, si cambia completamente registro, passando dall’hard/rock’n’roll danese di Binzer a sonorità più dedite al black/viking metal supportate da testi scritti e cantati completamente in madre lingua. In molti, questa sera, sono accorsi per supportare le gesta del quintetto finnico, considerato da molti una vera istituzione del panorama estremo: lungo la transenna, infatti, sono molte le ragazze che sfoggiano fieramente la maglietta del combo di Helsinki, segno che la band è seguita e supportata a tutti gli effetti! Nell’ora a messa a propria disposizione, il quintetto finlandese mette in piedi uno show scenografico impagabile, che ripercorre lunga parte della discografia dei nostri. Certo, la lingua finlandese non è propriamente facile da capire, quindi ha reso in parte difficoltoso l’ascolto, specialmente ai non avvezzi di un genere tanto amato quanto ugualmente bistrattato ma nel complesso i nostri hanno saputo regalare un show di intrattenimento come pochi ancora se ne vedono. Anche per il combo dei cugini Sorvali giungerà il fantomatico momento di buttare fuori un nuovo disco e, quindi, intraprendere il prossimo anno un altro ciclo di vita on the road? Al momento non vi sono troppi approfondimenti inerenti alle attività live e in studio della band, alla quale auguriamo di tornare più forti e carichi come non mai, per poter godere di un nuovo concerto sottopalco!

Setlist:

  1. Ukkosenjumalan poika
  2. Kivenkantaja
  3. Ruttolehto incl. Päivättömän päivän kansa
  4. Sankarihauta
  5. Jotunheim
  6. Suden tunti
  7. Pimeä
  8. Ihmisen aika (Kumarrus pimeyteen)

Moonsorrow line up:

  • Ville Sorvali – guitars, vocals
  • Janne Perttilä – guitars, vocals
  • Marko Tarvonen – drums
  • Mitja Harvilahti – guitars
  • Markus Eurén – keys
foto: Yuri Minghini
 

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JORN
Finalmente si giunge alla parte finale di questa serata con l’headliner per eccellenza, Jorn Lande. Sono circa le 22.30 quando il musicista norvegese fa il proprio ingresso sul palco e, da subito, viene accolto da applausi scroscianti! Jorn, in una forma smagliante come poche ne avevamo visti durante i suoi ultimi tour, si piazza davanti ai fotografi per farsi immortalare nella sua classica posa con il gesto delle corna e sulle note di “Dead London”, primo singolo tratto dal nuovo album uscito recentemente su Frontiers, prende vita lo show. È davvero un’esplosione di energia quella che il mostruoso maestro della storia del rock porta on stage, accompagnato da musicisti di altissimo livello tra cui, tra giochi di penombra e luce, intravediamo Alessandro Dal Vecchio alla tastiera, Sid Ringsby al basso, Adrian Sunde Bjerketvedt alla chitarra e Francesco Jovino alla batteria. Grande assente questa sera è il Tore Moren, a cui Jorn proprio qualche ora prima, aveva dedicato un post sui suoi canali social per augurare al musicista una pronta guarigione. Nonostante ciò, la band si presenta bella carica e pimpante e quel che il Duca norvegese ci offre insieme ai suoi compagni in questa unica, ahimé, tappa italiana, prontamente incastrata per rispettare i suoi precedenti impegni presi con gli Avantasia, è un set che ripesca alcuni grandi evergreen, come “Stormcrow”, “Blacksong”, “Out To Every Nation”, a cui si alterna anche una grossa parentesi dedicata alle cover: ben sette, infatti sono le rivisitazioni qui proposte, come le varie ed incredibili “747 (Strangers in the Night)” dei Saxon, “Too Scared To Run” degli Uriah Heep e, ancora, “Are You Ready?” dei Thin Lizzy, per citarne alcune tra le tante. Certo, considerando che buona parte della scaletta è stata incentrata su altri pezzi non appartenenti alla carriera solista di Lande ha fatto storcere il naso a molti fan presenti questa sera, vista anche l’importanza della sua discografia e di pezzi che, forse, in tanti avrebbero voluto sentire questa sera, ma nel complesso il frontman si è dimostrato a proprio agio nel riproporre brani di una certa caratura, offrendo così una prestazione davvero lodevole; inoltre, per l’occasione, è stato anche dato spazio, seppur molto ridotto, alla nuova release, ‘Over The Horizon Radar’, uscita lo scorso 17 giugno 2022, di cui purtroppo sono stati presentati solo due estratti, come l’omonima titletrack e “Dead London”. Un vero peccato, vista l’occasione sarebbe stato bello ascoltare dal vivo brani di più recente produzione, specie se si conta che questa sarà l’unica data italiana in programma per questo 2022, ma fondamentalmente a Jorn possiamo perdonare questo e molto altro. Il set scorre via in appena novanta minuti nei quali l’energia è la padrona indiscussa della serata, chi scrive ricorda perfettamente l’ultima volta in cui ha visto il musicista norvegese all’attivo con gli Avantasia nel 2016 ed è bello constatare come con il passare del tempo, il buon Jorn abbia mantenuto sia un’ottima forma fisica, che una splendida prestazione vocale. I suoi brani, infatti, sono incisivi e taglienti, con il suo classico timbro graffiante tanto riconoscibile quanto apprezzato da una grossa fetta di fan che, questa sera, sono proprio qui per lui, per il grande gigante buono. Con “Rainbow in the dark”, celebre pezzo del caro Ronnie James Dio, ci apprestiamo a giungere alla conclusione di un set adrenalinico che, certamente, verrà ricordato nei prossimi anni a venire come l’esibizione per eccellenza di questa prima giornata di Luppolo In Rock che, anche quest’anno, ha ampiamente dimostrato di meritare tutta l’attenzione ed il supporto possibile e a noi non resta che ricaricare le batterie in attesa di una seconda giornata che, come avremo modo di raccontarvi, riserverà ben altre sorprese!

Setlist:

  1. Dead London
  2. Over The Horizon Radar
  3. Life On Death Road
  4. Too Scared To Run (Uriah Heep cover)
  5. Lonely Are The Brave
  6. Blacksong
  7. Ride To The Guns
  8. Traveller
  9. The Mob Rules (Black Sabbath cover)
  10. Stormcrow
  11. Ride Like The Wind (Christopher Cross cover)
  12. 747 Strangers In The Night (Saxon cover)
  13. Are You Ready? (Thin Lizzy cover)
  14. Walking On Water
  15. Out To Every Nation
  16. Rainbow In The Dark (DIO Cover)

Jorn Lande line up:

  • Jorn Lande – vocals
  • Alessandro Del Vecchio – keys
  • Francesco Jovino – drums
  • Adrian Sunde Bjerketvedt – guitars
  • Sid Ringsby – bass
foto: Yuri Minghini