LUPPOLO IN ROCK 2019 – report del Day 4

LUPPOLO IN ROCK 2019 – Day 4:
KAMELOT + FREEDOM CALL + NIGHT DEMON
+ ANCILLOTTI + SUNBURN
– sabato 13 luglio 2019 –

 

LIVE REPORT •

L’ultima giornata del Luppolo In Rock ha riservato ai fan italiani un bill di tutto rispetto che va, così, a concludere una seconda edizione ricca di colpi di scena. Rispetto ai tre giorni precedenti, musicalmente molto più coerenti in termini di stile, questo quarto ed ultimo appuntamento, infatti, vedrà sul palco cremonese una kermesse piuttosto variegata che, come avremo modo di raccontarvi, è riuscita ad appagare tutti i gusti dei metalhead italiani: dal grunge dei Sunburn all’heavy metal degli Ancillotti, passando per l’old school dei giovanissimi Night Demon e del
power metal tradizionale dei Freedom Call, per riservare un epilogo di alta qualità con il symphonic/power scenografico dei Kamelot.

Sunburn
Il sole brucia ancora molto forte quando, alle 17.20 circa, quando fanno capolino sul palco i Sunburn (mai nome fu più adatto in questo caso, viste le temperature…). In appena mezzora messa a loro disposizione, il quartetto cremonese presenta alcuni estratti del suo primo EP e si rende autore di una performance piuttosto atipica e, diciamocelo, non particolarmente in linea con quanto proposto in cartellone questa sera: al contrario delle più rosee aspettative, i quattro giovani musicisti presentano al pubblico, ancora piuttosto scarso, un grunge rock che, in più svariati passaggi, riconduce a quel movimento molto amato negli anni ’90 e ancora molto criticato al giorno d’oggi creato da gruppi come Soundgarden e Pearl Jam. Sonorità che, effettivamente, non sembrano attirare particolare attenzione da parte dei pochi spettatori accorsi sotto il palco e che, certamente, potrebbe risultare gradevole a chi è cresciuto con il cosiddetto Seattle Sound. Nonostante i gusti totalmente personali, vi è da sottolineare come in appena 30 minuti di esibizione, la band abbia dato prova di avere un bel portamento sul palco e di avere tanta grinta, sebbene appunto il genere offerto non sia effettivamente dei migliori in ambito musicale, considerato probabilmente troppo monocorde.

Setlist:

  1. Scendi
  2. Rental Girl
  3. Alone With Me
  4. Moonman
  5. Hush
  6. Slave
  7. Backless Car
  8. Acre Insomnia

SUNBURN lineup:

  • Nicola Mafessanti – Guitar And Vocals
  • Matteo Mirri – Bass
  • Marco Palazzini – Drums
  • Emanuele Duchi – Guitars
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foto: Stefano Panaro

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Ancillotti
Ormai la sottoscritta ha perso il conto di quante volte ha visto la band toscana live sui palchi italiani, ma una cosa è certa: Bud Ancillotti e soci non deludono mai! Il sole è ancora molto rovente e le temperature non accennano ad abbassarsi quando, poco più tardi delle 18, gli Ancillotti prendono possesso del palco cremonese, in attesa di riscaldare ulteriormente l’atmosfera portando on stage la loro miscela esplosiva di hard rock e heavy metal! Sebbene, a parer di chi scrive, il quartetto avrebbe certamente meritato un posto più alto in cartellone (il che avrebbe anche favorito una più cospicua affluenza nel corso della serata), la performance offerta dai toscani in questa nuova prova dal vivo ha letteralmente infiammato gli animi dei pochi spettatori accorsi lungo la transenna. Bud Ancillotti, così come tutta la band, si presenta bello energico ed è pronto a far tremare il palco di Luppolo In Rock con una bella dose massiccia di adrenalina che, da subito, fa presa sugli astanti, visibilmente euforici ed in procinto di scatenare la loro anima metal sulle note di alcuni dei più grandi successi della band. “Fight”, “Living For The Night Time”, “Bang Your Head” sprigionano un’energia tale tanto che l’intero parco delle Colonie si ritrova a cantare all’unisono insieme a Bud e ai suoi compagni, mentre un sempre più ispirato Ciano, si esalta con una serie di assoli taglienti che elettrizzano il pubblico. Spazio anche alla nuovissima “Revolution” che sarà presente sul prossimo album in arrivo a breve. Tanta è la dedizione dimostrata dal pubblico nei confronti della band: infatti, il viso dello stesso Bud si illumina di fronte a tanta lealtà e il vocalist ringrazia a più riprese tutti i presenti, il cui supporto non è mai mancato nel corso di quest’ora scarsa. Con “Legacy Of Rock” e “Warrior”, scelte come degne conclusione di una performance di questo calibro, gli Ancillotti salutano e ringraziano ampiamente l’audience cremonese, che non ha mai smesso di accompagnare la band, da sempre molto ammirata e addirittura acclamata come una delle migliori realtà del panorama musicale italiano e che, a nostro parere, non ha assolutamente nulla da invidiare ad altri loro blasonati colleghi in ambito internazionale.

Setist:

  1. Fight
  2. Firewind
  3. Revolution
  4. Living For The Night Time
  5. Burn Wich Burn
  6. Fighting Man
  7. Lonely Road
  8. The Hunter
  9. Bang Your Head
  10. Legacy Of Rock
  11. Warrior

ANCILLOTTI lineup:

  • Bud Ancillotti – Vocals
  • Ciano Toscani – Guitars
  • Bid Ancillotti – Bass
  • Brian Ancillotti – Drums
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foto: Stefano Panaro

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Night Demon
Rapido soundcheck di routine ed ecco che la terza band del bill è pronta a fare il suo ingresso. L’assenza annunciata prima dei Tower Of Babel e poi dei loro ipotetici sostituti Tomorrow’s Eve, a loro volta defezionari, permette a tutte le band della giornata di avere più spazio per l’esibizione. Si arriva così ai Night Demon che si presentano belli agguerriti sulle note di “Welcome To The Night”. Nel corso di appena sessanta minuti la band americana ha messo in piedi uno show veramente lodevole che, perlopiù, baserà la propria scaletta sugli unici tre lavoro in studio finora realizzati (l’omonimo Ep e i due full lenght “Darkness Remains” e “Curse of The Damned”) dai quali i nostri trarranno la maggior parte dei brani scelti per intrattenere a dovere il pubblico italiano. Un sound che ci riporta direttamente agli anni ’80, cui la band affonda a piene mani tutta la sua fonte di ispirazione, quella NWOBHM che ha dato il via al movimento musicale più importante dell’universo, miscelando il tutto con il metal tradizionale made in U.S.A.. Una piccola parentesi viene dedicata anche all’esecuzione di un paio cover, come l’accenno di “Overkill” dei Motörhead (che introduce “Dawn Rider”) e “Radar Love” dei Golden Earring, il cui coro viene addirittura cantato a più riprese da un pubblico chiaramente in visibilio, soprattutto grazie anche ai siparietti che la band improvvisa simpaticamente sul palco. Un’ottima performance, questa, che ha permesso anche ai fan non avvezzi del genere di entrare in contatto con una band sì relativamente giovane (i tre membri hanno fondato il gruppo nel 2011, ndr), ma decisamente con tanto carattere e potenziale che merita di essere sostenuto soprattutto in un periodo dove il supporto alle giovani realtà musicali viene a mancare sempre di più. E a noi non resterà che aspettare il nuovo (ed unico) appuntamento italiano previsto per il mese di novembre, dove per l’occasione la band tornerà nel nostro paese in supporto ai mostri sacri Sacred Reich per un live show da non perdere… e credeteci, noi non mancheremo di certo!

Setlist:

  1. Welcome to the Night
  2. Full Speed Ahead
  3. Curse of the Damned
  4. Hallowed Ground
  5. Overkill (Motörhead cover) / Dawn Rider
  6. The Howling Man
  7. Life On The Run
  8. Ancient Evil
  9. Satan
  10. Black Widow
  11. Radar Love (Golden Earring cover)
  12. Heavy Metal Heat
  13. Flight of the Manticore
  14. Screams in the Night
  15. The Chalice
  16. Night Demon

NIGHT DEMON lineup:

  • Jarvis Leatherby – Vocals, Bass
  • Dusty Squires – Drums
  • Armand John Anthony – Guitars
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foto: Stefano Panaro

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Freedom Call
Con l’arrivo onstage della band successiva si cambia decisamente musica, letteralmente! Dallo speed metal senza compromessi dei Night Demon si passa a qualcosa di più scanzonato e allegro: è il momento dei Freedom Call di calcare il palco del Luppolo In Rock! Assenti dai palchi nostrani da circa un anno, la band capitanata da Chris Bay torna in splendida forma, complice anche una rinnovata formazione che vede Francesco Ferraro (Vexillum) al basso e Timmi Breideband alla batteria e si accinge a scagliare il suo happy metal di fronte ad un pubblico che, da tempo, aveva atteso a lungo questo momento. “Tears of Babylon” dà inizio alle danze e, in men che non si dica, gli astanti esternano il loro incredibile entusiasmo di fronte ad un Chris Bay letteralmente stupefatto da così tanta euforia! Quattro sono gli anni intercorsi dall’ultima esibizione alla quale presi parte in quel di Bologna nel 2015, ma una cosa è rimasta invariata: la passione vissuta in prima persona dalla band stessa! E’ innegabile, infatti, la straordinaria sinergia che lega i quattro membri, considerando inoltre che questo è il primo live italiano del combo teutonico con la nuova lineup! Durante il corso della serata, non mancano ovviamente i sorrisi del simpatico Chris Bay: il frontman tedesco, infatti, è conosciuto per il suo forte carisma e per la sua incredibile spontaneità on stage. Lo vediamo interagire a più riprese con un pubblico letteralmente attratto dalla peculiare proposta musicale con cui il quartetto di Nürnberg ci delizia da circa 21 anni. Tanto forte è l’entusiasmo che la band porta on stage, altrettanto lo è l’affetto che gli italiani provano per i tedeschi: infatti, la folla interagirà costantemente con i quattro musicisti e proprio questo irrefrenabile entusiasmo raggiunge il suo apice quando, su richiesta del frontman, tutto il pubblico presente si scatena dando libero sfogo ad un’incontenibile voglia di ballare e saltare insieme a loro. Sebbene la band abbia annunciato da poco l’arrivo della sua decima fatica in studio, “M.E.T.A.L.”, in arrivo nei negozi di musica e store digitali a partire dal 26 agosto, la scaletta presentata in questa nuova vetrina live ripercorrerà principalmente i precedenti album, dai quali verranno eseguiti alcuni degli evergreen più conosciuti della band, come “Union Of The Strong”, l’omonima “Freedom Call” e “Power And Glory”. Una scelta, questa, un po’ azzardata, dal momento in cui la band avrebbe potuto liberamente fornire una piccola anteprima del nuovo disco al pubblico italiano, ma si sa, il metal è per tutti, come menziona, appunto, la stessa “Metal Is For Everyone” ed ecco quindi che il party prosegue ancora più spigliatamente. Come da tradizione, la chiusura è affidata ad altri due grandi classici della band teutonica, “Warriors”/”Land Of Light”, da sempre considerate una sorta di inno di questi pionieri dell’happy metal, cantate nuovamente all’unisono dal pubblico. Un live show quello offerto dai Freedom Call all’insegna del metal più danzereccio e spigliato che, ancora una volta, dà un’ulteriore prova di come questo genere musicale non debba necessariamente essere troppo tradizionale.

Setlist:

  1. Tears of Babylon
  2. United alliance
  3. Union of the Strong
  4. Freedom Call
  5. Hammer Of The Gods
  6. Mr. Evil
  7. Metal Is for Everyone
  8. Power & Glory
  9. Warriors
  10. Land of Light

FREEDOM CALL lineup:

  • Chris Bay – Vocals, guitars
  • Lars Rettkowitz – Guitars
  • Francesco Ferraro – Bass
  • Timmi Breideband – Drums
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foto: Stefano Panaro

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Kamelot
Era il mese di novembre 2013 quando vidi l’ultima volta i Kamelot dal vivo presso il prestigioso Teatro Miela di Trieste: da allora la band di Tampa ne ha fatta di strada, pubblicando ben altri due dischi (“Haven” e “The Shadow Theory”) e calcando, di anno in anno, i migliori palchi d’Europa in svariate leg europee piuttosto impegnative. Ma si sa, quando l’amore per il proprio pubblico chiama, è impossibile non rispondere ed è così che i Kamelot, da sempre legati al nostro paese, omaggiano la fanbase tricolore con un unico appuntamento live previsto per quest’anno. Appuntamento attesissimo dai tantissimi fan di Tommy Karevik e soci, quest’esclusiva data ha chiamato a raccolta un cospicuo numero di partecipanti, accorsi persino dall’estero pur di prendere parte ad uno show ricco di pathos. Sono circa le 23.00 quando, in una cornice scenografica dal forte impatto, ciascun membro della band prende possesso della propria postazione, in attesa di dare inizio alle danze. Nascosto da un cappuccio che gli cela parzialmente il viso, Tommy Karevik fa il proprio ingresso e sfoggia la sua incredibile grinta sulle note di “Phantom Divine (Shadow Empire)”, tratto dall’ultimo, riuscitissimo disco, “The Shadow Theory”. La band, recentemente rinnovatasi grazie all’ingresso del nuovo batterista Alex Landerburg (ex-Luca Turilli’s Rhapsody) e della graditissima partecipazione di Lauren Hart (Once Human), è nel pieno del suo vigore, ciascun componente è visibilmente in ottima forma e questa perfetta alchimia colpisce positivamente anche il pubblico, letteralmente rapito dalla bravura di Tommy Karevik, il quale si rivela anche un ottimo entertainer: a più riprese, il vocalist svedese trascina gli astanti in prima persona, li coinvolge, li abbraccia scendendo direttamente dal palcoscenico e li ammalia come un vero frontman sa fare! Anche il bassista Sean Tibbetts si ritaglia uno spazio notevole per quanto riguarda l’interazione con il pubblico: il musicista, infatti, sollecita la platea con una naturalezza impressionante e il pubblico, ovviamente, non esita un solo istante nel supportare attivamente il combo americano. Come di consuetudine, la scaletta verterà principalmente sull’ultimo lavoro in studio, ma durante il corso della serata i nostri avranno modo di presentare un repertorio molto variegato che ripescherà per l’occasione alcuni dei brani storici della band, come “Rule The World”, “The Great Pandemonium”, “When The Lights are Down” che, immancabilmente, richiamano subito alla mente il periodo d’oro di Roy Khan. Purtroppo il cantante scandinavo è solo un lontano, seppur piacevole ricordo, ma le rivisitazioni proposte da Karevik risultano comunque considerevoli. Se da un canto gli evergreen assumono un nuovo colore grazie allo straordinario timbro vocale del vocalist svedese, i brani di più recente produzione vengono enfatizzati maggiormente, conquistando ulteriormente l’affetto del pubblico: ecco quindi arrivare in sequenza “Insomnia”, “Veil Of Elysium” e “End Of Innocence”, tratte da “Haven” (2o15), seguite a ruota da una magistrale esecuzione di “March Of Mephisto”, che vede la partecipazione straordinaria della bella Lauren Hart nei panni del malefico Mefistofele, vesti appartenute in passato al Mefisto per eccellenza, Shagrath (Dimmu Borgir). Con “Karma” e “Center Of The Universe” si torna decisamente indietro nel tempo ed il pubblico è decisamente ammaliato dai vecchi brani di repertorio della band, tanto da non smettere mai un secondo di accompagnare i propri beniamini nell’esecuzione vocale di un set molto variegato. Spazio per mettere in evidenza le incredibili doti tecniche di Oliver Palotai e Alex Landenburg e siamo pronti ad immergerci nell’encore: “Sacrimony”, “Forever” e “Liar Liar”, trio d’eccezione che vede nuovamente partecipante Lauren Hart, sono il perfetto epilogo di una serata perfetta, una performance vigorosa e decisamente sbalorditiva come poche se ne vedono ancora al giorno d’oggi. I Kamelot, quindi, hanno dato un’ulteriore testimonianza del loro mirabolante talento, riconfermandosi come una delle migliori realtà del panorama metal odierno. Certamente bisognerà attendere ancora molto prima di poter rivedere Thomas Youngblood e soci nuovamente dal vivo, ma la Kamfam aspetterà ardentemente in attesa di godere di un altro live show tutto da gustare.

Si chiude qui questa seconda edizione del Luppolo In Rock, tra i numerosi ed incessanti applausi di un pubblico visibilmente entusiasta, il giusto tributo per rendere omaggio a tutti i musicisti che hanno contribuito a creare la magica atmosfera di questi 4 giorni di festival. Ma i nostri ringraziamenti vanno anche a tutto lo staff e l’organizzazione, riuniti sul palco per i saluti finali: senza di loro tutto questo non sarebbe stato possibile. L’appuntamento, quindi, è per il prossimo anno e, viste le premesse, sarà un’edizione ancor più esplosiva!

Setlist:

  1. Phantom Divine (Shadow Empire)
  2. Rule the World
  3. Insomnia
  4. The Great Pandemonium
  5. When the Lights are Down
  6. Veil of Elysium
  7. End Of Innocence
  8. March of Mephisto
  9. Karma
  10. Amnesiac
  11. Center of the Universe
  12. Keyboard and Drum Performance
  13. Sacrimony (Angel of Afterlife)
  14. Forever
  15. Liar Liar (Wasteland Monarchy)

KAMELOT lineup:

  • Thomas Youngblood – Guitars
  • Tommy Karevik – Vocals
  • Oliver Palotai – Keyboards
  • Sean Tibbetts – Bass
  • Alex Landenburg – Drums
  • Lauren Hart – Female Vocals
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foto: Stefano Panaro