LUPPOLO IN ROCK 2019 – report del DAY 2

LUPPOLO IN ROCK – Day 2:
DARK TRANQUILLITY + EVERGREY + DAVID REECE + DEAD BEAT SOUL
live @ Parco ex-Colonie Padane, Cremona
– giovedì 11 luglio 2019 –

 

LIVE REPORT •

Torna con la seconda edizione il Festival LUPPOLO IN ROCK, manifestazione che già lo scorso anno aveva positivamente colpito per la presenza di artisti di un certo calibro. Quest’anno l’evento presenta in cartellone nomi da capogiro e tutta l’organizzazione sembra aver preso consapevolezza delle proprie potenzialità e di un’evidente crescita, tanto da poter proporre al pubblico italiano artisti del calibro di Metal Church, Armored Saint, Flotsam And Jetsam, Dark Tranquillity, Kamelot e tanti altri che hanno dato appuntamento ai propri fan proprio qui.
Come da tradizione la location rimane la stessa, immersa nel verde del Parco delle ex-Colonie Padane di Cremona: una quattro giorni dedicata alla musica rock e metal che vedrà avvicendarsi sul palco tanti artisti che regaleranno grandi emozioni a tutti i presenti.
Musica, meet&greet, amicizia, rispetto, dedizione: tutto contribuirà nel corso delle varie giornate a creare un atmosfera intensa e particolare intorno a questa giovane manifestazione.
La lunga maratona musicale ha presso il via già da mercoledì 10 luglio, con una prima giornata dedicata esclusivamente al prog rock e che ha visto protagonista la PFM, storica band italiana di fama internazionale che ha condiviso il palco con gli Aerostation.
Ma è dalla seconda giornata che il Luppolo In Rock uno degli appuntamenti più attesi della stagione e diventa meta di pellegrinaggio, in quanto il bill prevede il grande e agognato ritorno dei Dark Tranquillity, per l’unica data prevista nel nostro Paese quest’anno (la band è attualmente al lavoro sul materiale che andrà a comporre il nuovo album in studio), accompagnati in questa occasione dagli amici Evergrey, di ritorno da un tour europeo fruttuoso e ricco di soddisfazioni, David Reece, qui al suo secondo appuntamento con il festival cremonese, e gli openers Dead Beat Soul.

DEAD BEAT SOUL
Già dal primo pomeriggio, l’affluenza è poco numerosa, complice anche il fatto che i concerti abbiano
avuto inizio dalle 19 circa, orario ancora considerato lavorativo per molte persone. La situazione, effettivamente, tenderà a cambiare nel corso della serata, tanto che al termine della prestazione offerta dagli Evergrey, come avremo modo di raccontarvi, il numero dei presenti crescerà esponenzialmente, segno che comunque i metalheads amano la musica in tutte le sue più svariate sfaccettature e cercano di fare il possibile per dare il proprio supporto. Ad aprire questa seconda giornata della nuova edizione del Luppolo In Rock ci pensano i giovanissimi Dead Soul Beat, quartetto cremonese attivo dal 2013. Sin dalle prime battute, purtroppo, è spiacevole constatare come la proposta musicale dei nostri, effettivamente, non sembri fare moltissima presa sui pochi astanti già disposti lungo la transenna: seppur fondamentalmente elementare, l’alternative punk dei nostri risulta, in effetti, abbastanza atipico e fuori contesto all’interno di un bill maggiormente improntato sull’hard rock e sul metal. E’ altresì evidente come i ragazzi siano decisamente poco preparati ad affrontare un palco di questo calibro, sebbene la gioia che traspare dai loro occhi sia immensa; inoltre, c’è da sottolineare come, purtroppo, l’esibizione di questo giovane quartetto abbia risentito di un’acustica non propriamente cristallina (i suoni a tratti risultavano spesso impastati). Indubbiamente il lavoro da fare per migliorarsi in sede live è tanto, ma sono certa che questo giovane combo, con l’impegno necessario, riserverà certamente delle belle sorprese future.

Setlist:

  1. From Hero To Zero
  2. Always
  3. Newer
  4. Faith Long Gone
  5. Dead Beat Soul
  6. Miles Away
  7. If I Say Goodbye
  8. Way Back To Reality

DEAD BEAT SOUL lineup:

  • Emanuele Arrigoni – Vocals, Guitar
  • Andrea Cattarina – Guitar
  • Alessandro Bertani – Bass
  • Lorenzo Pilla – Drums
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foto: Luna La Chimia Photographer

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REECE
Gradito ritorno sul palco del Luppolo per David Reece. A distanza di un anno dalla sua ultima performance sul palco cremonese proprio in occasione della prima edizione del festival, il frontman statunitense, la cui fama è dovuta alla sua partecipazione al celebre album degli Accept “Eat The Heat” del 1989, torna a premiare i fan italiani più felice ed entusiasta che mai: da subito, il vocalist americano si presenta bello agguerrito ed energico, si dedica completamente agli spettatori con cui intesse una buona sinergia e non si tira indietro nemmeno davanti ai fotografi per farsi immortalare nelle sue più canoniche pose. Nel corso dell’ora scarsa messa a propria disposizione, il cantante regala al pubblico tricolore uno show ad alto tasso di heavy rock melodico e presenta una scaletta ben bilanciata tra pezzi di repertorio della band tedesca come l’opening track “D-Train“, “Generation Clash” o ancora “Losing More Than You’ve Ever Had” (brano però appartenente all’era Udo) e pezzi tratti dal suo ultimo lavoro solista, “Resilient Heart”, come “Karma“, “Apocalypse“, “Desire” e “Live Before You Die“. La performance offerta da Reece è di alta qualità ed acquista in particolar modo ancora più efficacia sul palco durante l’esecuzione di canzoni come la travolgente “Metal Voice”, fulgido esempio dell’incredibile vocalità del singer americano. Una prestazione straordinaria quella offerta dal musicista americano che speriamo di rivedere in un futuro non troppo lontano.

Setlist:

  1. D-Train (Accept song)
  2. Karma
  3. Two Coins And A Dead Man
  4. Generation Clash (Accept song)
  5. Apocalypse
  6. X-T-C (Accept song)
  7. Ain’t Got The Balls
  8. Live Before You Die
  9. Desire
  10. Losing More Than You’ve Ever Had (Accept cover)
  11. Metal Voice
  12. Hellhammer (Accept song)

REECE lineup:

  • David Reece – Vocals
  • Andy Susemihl – Guitars
  • Andrea Gianangeli – Drums
  • Andrea Vergori – Guitars, Keyboards
  • Malte Frederik Burkert – Bass
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foto: Luna La Chimia Photographer

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EVERGREY
A distanza di circa tre mesi dalla loro mini tranche italiana, gli Evergrey tornano ad omaggiare lo stivale con un altro appuntamento estivo che si terrà per l’occasione proprio qui al Luppolo in Rock. Rispetto agli show offerti durante il corso della primavera, questa nuova prova dal vivo non si discosta molto da ciò che abbiamo testimoniato in precedenza: la scaletta, infatti, risulta essere la stessa e sulle note di “A Silent Arc” prende vita lo show degli svedesi, letteralmente avvolti da una nube di fumo e un consistente gioco di luci che non ha permesso ai fotografi presenti sotto palco di poter documentare a dovere il concerto. Anche in questa occasione, la scaletta si baserà prevalentemente sul riuscitissimo ed acclamatissimo “The Atlantic”, dal quale verranno estratti ben quattro brani. Con grosso dispiacere di chi scrive, la performance degli svedesi questa volta non è risultata particolarmente entusiasmante come quella precedente, nonostante la band abbia dato prova di essere tecnicamente preparata: rispetto alla data di Bologna, infatti, la sottoscritta non ha riscontrato la stessa grinta ed emozione; ciononostante, la band ha comunque offerto un buon set, seppur leggermente meno incisivo, che ha anche saputo offrire un buon biglietto da visita a coloro che non avevano alcuna familiarità con il quintetto svedese. Chiusura affidata alle immancabili “A Touch Of Blessing” e “King Of Errors”, da sempre acclamate dai fan della band e ci si appresta per il vero piatto forte della serata: il pubblico si sta preparando per l’ingresso onstage degli headliner.

Setlist:

  1. A Silent Arc
  2. Weightless
  3. Distance
  4. Passing Through
  5. Leave It Behind Us
  6. My Allied Ocean
  7. All I Have
  8. A Touch of Blessing
  9. King of Errors

EVERGREY lineup:

  • Tom S. Englund – Vocals, Guitars
  • Rikard Zander – Keyboards
  • Johan Niemann – Bass
  • Jonas Ekdahl – Drums
  • Henrik Danhage – Guitars
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foto: Luna La Chimia Photographer

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DARK TRANQUILLITY
E’ ormai risaputo che l’amore che i Dark Tranquillity provano nei confronti dell’Italia cresce sempre di più di anno in anno, tanto che gli stessi musicisti svedesi da sempre considerano il nostro paese una sorta di seconda casa. Assenti ormai da oltre un anno dai palchi italiani, i maestri del Goteborg sound tornano più carichi ed energici che mai e si apprestano a regalare nell’unica data prevista per quest’anno uno show di tutto rispetto che certamente ha saputo coniugare il vecchio materiale, da sempre molto amato dal pubblico nostrano, con i brani di più recente fattura. Piccola apertura affidata a “Iron Man” dei Black Sabbath ed ecco che ciascun membro della band prende possesso sul palco per dare, poi, fuoco alle polveri sulle note di “Encircled”, il pubblico è bello caldo e si scatena ulteriormente con l’ingresso di Mikael Stanne, la cui adrenalina, percepibile a vista d’occhio, è letteralmente alle stelle. Nel corso dei 90 minuti appena, la band svedese presenterà una scaletta piuttosto variegata che verterà sì principalmente sull’ultimo disco, “Atoma”, di cui verranno presentati circa 5 brani, ma che offrirà anche un gustoso assaggio dei grandi classici della band, quali “Monochromatic Stains”, “The Treason Wall” e “Final Resistance”, da subito acclamate a gran voce da tutti i singoli presenti. Un ampio spazio, come da tradizione nell’ultimo anno, verrà riservato a ciò che la sottoscritta reputa la miglior perla dell’intera discografia degli svedesi: da “Fiction”, album pubblicato nel 2007, i nostri presenteranno le bellissime “The Mundane And The Magic”, “Terminus (Where Death Is Most Alive)” e “Inside The Particle Storm”. Assente questa volta la magnifica “Icipher”, in favore di un’esecuzione magistrale di un’altra grande gemma del passato, “The Wonders At Your Feet”, che scatena piccoli circle pit all’interno della gremita area del parco cremonese. A differenza delle precedenti date a cui la sottoscritta ha assistito in passato, pochi sono stati i dialoghi concessi da Mikael Stanne: nonostante l’incredibile entusiasmo visibile sul suo viso, il rosso cantante ha preferito mantenere alta la concentrazione sulla performance della sua band, limitando moltissimo la conversazione con il pubblico, il cui numero si è elevato notevolmente nel corso della serata (molti, infatti, hanno preso parte a quest’unica data live proprio per la presenza dei Dark Tranquillity in cartellone, ndr). Poco tempo per le chiacchiere, quindi, ed ecco che Christopher Amott intona l’inizio della bellissima “ThereIn”, da subito applaudita a piene mani dagli spettatori e supportata da una partecipazione vocale e fisica senza precedenti: infatti, l’entusiasmo dei presenti sfocia in alcuni bellissimi (e diciamocelo, non particolarmente violenti) circle pit visibilmente graditi anche dalla band stessa, la quale si lascia andare in alcuni bellissimi sorrisi di apprezzamento. Il tempo, purtroppo, si sa, è spesso tiranno e senza rendercene particolarmente conto giungiamo alla parte finale del set. “State Of Trust” vede una partecipazione ancora più sentita da parte di Stanne: il cantante, infatti, si fa largo nella zona riservata alla crew e scende in piazza pronto ad offrire l’ennesimo momento di condivisione con la folla. Il vocalist viene letteralmente accerchiato dal pubblico presente, già pronto ad immortalare il magico momento, tanta è la soddisfazione e l’incredibile felicità dello stesso Stanne, commosso dalla lealtà dei fan nostrani, tanto da concedersi qualche piccolo abbraccio prima di tornare a far capolino nuovamente sul palco del Luppolo In Rock.  Standing ovation e un fiume di applausi accompagnano anche l’esecuzione dell’immortale “Lost To Apathy”, seguita a ruota dalla meravigliosa “Misery’s Crown” che conclude una serata incendiaria, attesa fin troppo a lungo. Un’ulteriore testimonianza che ha saputo soddisfare ancora una volta i palati sempre più esigenti dei fan di lunga e nuova data e che conferma nuovamente l’incredibile umiltà e professionalità di una delle band più longeve del panorama metal internazionale, uno dei gruppi di maggior successo che, anno dopo anno, ha saputo trovare la formula vincente del suo successo, rinnovandosi di disco in disco senza mai deludere le (troppe) aspettative del pubblico. Una serata, questa, che ha saputo far rivivere una vasta gamma di emozioni in appena 90 minuti di performance, pienamente applaudita e premiata addirittura dalla stessa organizzazione del festival con un trofeo, realizzato in vetro, che va ad omaggiare la straordinaria carriera di alcuni dei migliori artisti della scena metal odierna. A noi, come sempre, non resta che aspettare impazientemente il successore di “Atoma”, attualmente in fase di scrittura, per poter godere nuovamente di un altro incredibile show insieme a coloro che, in meno di 25 anni, hanno scritto la storia del melodic death.

Setlist:

  1. Encircled
  2. Monochromatic Stains
  3. Clearing Skies
  4. The Treason Wall
  5. The Science of Noise
  6. Forward Momentum
  7. The Mundane and the Magic
  8. Final Resistance
  9. Atoma
  10. Force of Hand
  11. Terminus (Where Death Is Most Alive)
  12. Inside The Particles Storm
  13. The Wonders at Your Feet
  14. ThereIn
  15. State Of Trust
  16. Lost to Apathy
  17. Misery’s Crown

DARK TRANQUILLITY lineup:

  • Mikael Stanne – Vocals
  • Anders Jivarp – Drums
  • Martin Brandstrom – Keyboards
  • Anders Iwers – Bass
  • Christopher Amott – Guitars
  • Johan Reinholdz – Guitars
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foto: Luna La Chimia Photographer

si ringraziano Metal Maximum Radio e Luna La Chimia Photographer  per la cortese collaborazione