“L’Aquila” atterra al Blues Sotto Le Stelle!

OLIVER/DAWSON SAXON + BLAZE BAYLEY & TWIN DRAGONS
live @ Blues Sotto Le Stelle, L’Aquila
– mercoledì 5 agosto 2015 – 

LIVE REPORT •
Potrebbe sembrare quasi un gioco di parole, ma il primo album live dei Saxon, targato 1982, si intitolava “The Eagle Has Landed”, l’aquila è atterrata… Ed è proprio a L’Aquila che la famosa “Eagle” (o meglio, parte di essa) è planata in occasione del Festival Blues Sotto Le Stelle. Siamo nel capoluogo abruzzese dove ogni anno si svolge questa famosa manifestazione che richiama numerosi amanti della musica blues e jazz, ma non solo. L’edizione di quest’anno ha dato spazio, ma non è la prima volta che succede, anche all’hard&heavy presentando nel programma una serata dedicata alla musica che più ci piace e che ha visto mercoledì 5 agosto salire sul palco un pezzo di storia della musica metal: Graham Oliver e Steve Dawson con i loro Saxon.
I Saxon non hanno bisogno di presentazioni, sono tra i padri fondatori del movimento della N.W.O.B.H.M. (New Wave Of British Heavy Metal – n.d.r.) e tra i gruppi più influenti dell’heavy metal in generale. Il loro recente passato ha avuto delle vicissitudini (anche a livello legale) che ha portato ad uno split della band: da una parte Biff Byford e Paul Quinn hanno proseguito mantenendo il nome originale, mentre gli altri due membri fondatori (Oliver e Dawson appunto) si sono dovuti accontentare del moniker ODS, ovvero Oliver/Dawson Saxon, appunto gli ospiti principali della serata odierna. Le varie vicende sono circostanze che esulano dai nostri giudizi, quel che conta è la musica immortale che i Saxon hanno creato e questa sera avere davanti a noi due artisti che hanno scritto dei veri e propri “inni” è veramente un piacere.

Blaze Bayley & Twin Dragons
Ad aprire agli ODS tocca ad un altro grande personaggio della musica heavy: Blaze Bayley. Il cantante inglese deve sicuramente la sua notorietà per essere stato parte di quella che lui stesso definisce “la più grande heavy metal band di sempre”, gli Iron Maiden, ma ora, come spesso ci dirà durante la serata, è indipendente, lui è manager di sé stesso, lui è la sua casa discografica e ci è riconoscente per il supporto che gli diamo, perché senza noi fans nulla esisterebbe. Il simpatico Blaze, senza atteggiamenti da rockstar, dimostrando una grande umiltà che ben pochi hanno, ci ringrazia nella maniera più semplice e meravigliosa possibile: con la musica, proponendo una serie di brani del suo repertorio ed alternandoli ad altre illustri canzoni del panorama metal, conquistando così il numeroso pubblico che nel frattempo ha affollato l’area esterna delle Piscine Comunali dove è stato allestito lo splendido palco del festival.
Bayley ci prende per mano e ci trascina nel vortice del suo sound con pezzi come “Voices From The Past”, passando attraverso la produzione maideniana con “The Clansman” e “Man On The Edge” e cimentandosi alla grande con dei capisaldi come “Doctor, Doctor” degli Ufo o “Breaking The Law” dei Judas Priest che fanno letteralmente impazzire la platea, coinvolgendo anche quella frangia di avventori più “attempati” e sicuramente meno avvezzi alla musica heavy, venuti qui per passare una bella serata a suon di rock: vederli battere le mani a tempo di “Fear Of The Dark” è stato veramente sbalorditivo. Bravo Blaze!
La grinta che mette, la passione, l’enfasi che dà al suo canto, fanno di Bayley uno di quei personaggi che si possono solo amare e che ti conquistano facilmente, ma il merito è anche della band che lo supporta e che con la sua energia ci ha dato una bella carica, sempre, ovviamente, sotto la magica guida di Blaze: un impatto sonoro devastante!
Così abbiamo Nazzareno Zacconi e Michele Vioni che con le loro chitarre infiammano il cielo stellato con i loro assoli, mentre alle loro spalle Don Roxx (basso) e Manuel Togni (batteria) avanzano inarrestabili come un rullo compressore, creando una fusione di metallo incandescente che ci investe con tutta la sua potenza sonora.
Chiudono con l’intramontabile “Black Night” per la gioia di “grandi” e “piccini”, probabilmente la più degna delle conclusioni in un festival che è nato sotto l’insegna del blues e il brano dei Deep Purple sembra essere, in questo contesto, proprio il giusto anello di congiunzione con la musica hard.

Setlist: “Voices From The Past” – “Doctor, Doctor” (Ufo cover) – “Silicon Messiah” – “Stare At The Sun” – “The Clansman” (Iron Maiden cover) – “Man On The Edge” (Iron Maiden cover) – “Fear Of The Dark” (Iron Maiden cover) – “Breaking The Law” (Judas Priest cover) – “Black Night” (Deep Purple cover)

BLAZE BAYLEY & TWIN DRAGONS lineup:
Blaze Bayley – Vocals
Nazzareno Zacconi – Guitar
Michele Vioni – Guitar
Manuel Togni – Drums
Don Roxx – Bass
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Oliver/Dawson Saxon
Ed ora è il momento di vivere le emozioni di un viaggio a ritroso nel tempo, per tornare con la mente a quell’indimenticabile 17 marzo 1981 quando al Teatro Tenda Strisce di Roma vidi per la prima volta i Saxon. Tante sono le volte in cui successivamente ho avuto occasione di assistere ai loro live, compresi gli stessi ODS, ed ancor oggi, come allora, poter riascoltare quelle celebri note che rimarranno impresse per sempre nella storia della musica e che hanno costituito la colonna sonora della mia vita di giovane metallaro, mi suscita una sensazione particolare e suggestiva, quasi irreale. Tutto è pronto per incamminarci verso l’Olimpo del Metal: Signore e Signori ecco Oliver/Dawson Saxon!
Si parte con “Rock’n’Roll Gypsy”, tanto per scaldare l’atmosfera e poi via al ritmo cadenzato imposto dal basso di Steve Dawson sulla monumentale “Strong Arm Of The Law”: e l’entusiasmo del pubblico va alle stelle! C’è spazio anche per un brano del loro nuovo corso, “Whippin Boy”, tratto da “Motorbiker”, unico disco di studio finora pubblicato.
Non so se sia stata una casualità, ma chiudendo gli occhi si ha la netta sensazione che la voce del neo acquisto Bri Shaughnessy viaggi sulle stesse tonalità del suo collega Biff, in ogni caso una scelta decisamente perfetta perché il navigato singer (faceva parte dei Seventh Son, altro combo della gloriosa ondata metal inglese degli anni ’80) si dimostra all’altezza e ci aggredisce con le sue vocalità particolarmente graffianti. La sua figura si erge maestosa sul palco, incita il pubblico a cantare con lui spaziando in lungo e largo sulla scena vestito col suo completo in puro stile “Denim And Leather” e quando accenna al titolo dell’omonima canzone centinaia di teste si scuotono all’unisono per un headbanging senza sosta sulle note di quell’anthemico brano.
E poi ancora emozioni a non finire con l’epicità di “Crusader”, l’intensità di “747 (Strangers In The Night)”, la drammaticità di “Dallas 1 PM” che danno modo ai due axemen Graham Oliver e Haydn Conway, di “duellare” a colpi chitarra, in un botta e risposta esaltante ed esplosivo.
Si accendono ora i motori e siamo pronti a percorrere le strade del metal più puro: è il momento della travolgente “Motorcycle Man”, con la quale nel lontano 1980 li scoprii e che scatena sotto il palco un pubblico ormai tutto in piedi, trascinati dal drumming incessante e veloce  di  Paul Oliver (il figlio di Graham).
La chitarra di Haydn introduce il famoso riff di “Princess Of The Night”, mentre è compito di Graham quello di premere l’acceleratore e spingere al massimo la sua Chevy 68 con le sue “Wheels Of Steel”: apoteosi totale!
Bri ci chiede se ne vogliamo ancora e come rifiutare tale offerta? Quindi per il finale ci riservano “Redline” e “And The Bands Played On” scritta all’epoca dopo la loro performance al Monsters Of Rock dell’80 in Inghilterra davanti a migliaia e migliaia di persone: non saremo stati così tanti qui a L’Aquila, ma lo spirito è sempre quello di veri ed irriducibili metalheads! Con band come la loro il metallo tuona sempre.

Setlist: “Rock’n’Roll Gypsy” – “Strong Arm Of The Law” – “Whippin Boy” – “Denim And Leather” – “Crusader” – “747 (Strangers In The Night)” – “Dallas 1 PM” – “Motorcycle Man” – “Princess Of The Night” – “Wheels Of Steel” – “Redline” – “And The Bands Played On”

OLIVER/DAWSON SAXON lineup:
Graham Oliver – Guitar
Steve Dawson – Bass
Bri Shaughnessy – Vocals
Haydn Conway – Guitar
Paul Oliver – Drums

Si chiude così un adrenalinico show che ha ci riportato al clima che si respirava ai concerti degli anni ’80 e questo grazie soprattutto alla A.R.S. Suonoimmagine ed al suo direttore artistico Claudio Mastracci che insieme a tutto lo staff ha saputo ricreare quella dimensione di uno spettacolo di vero metal invitando qui coloro che in questo genere sono stati protagonisti assoluti e ne hanno scritto le migliori pagine. Poter avvicinare e ringraziare di persona Graham Oliver, Steve Dawson, Blaze Bayley e tutti gli altri eroi della splendida serata è stato un onore per tutti noi: non capita tutti i giorni di toccare con mano la storia del rock.

report: Rockberto Manenti
foto: Magda Red