La Crown Metal “corona” la propria attività

ELARMIR + ABSCENDENT + YARAST
live @ Traffic, Roma
– giovedì 14 aprile 2016 – 

 

LIVE REPORT •

Lo scorso 14 aprile la neonata booking agency Crown Metal ha definitivamente inaugurato la propria attività. In collaborazione con la Revalve Records, Christian Grasso e Roberto Braghese hanno portato sul palco del Traffic tre validissime band del proprio roster: gli Yarast, gli Abscendent e gli Elarmir. Tre sound diversi, accomunati da una base death metal ma con numerose variazioni che rendono queste tre band singolari e differenti fra loro. Nel prezzo del biglietto si è deciso di includere anche un disco in omaggio di una delle band in contratto con la Revalve Records, in una lungimirante ottica di diffusione di musica emergente e di investimento su queste talentuose band.

Yarast
I primi ad esibirsi sono i romani Yarast (o meglio, ярость in russo), band melodic death metal che, dopo la stabilizzazione della formazione nel 2014, è entrata nei noti 16th Cellar Studios per registrare il loro primo album “Tunguska 1908”. La formazione ha presentato alcuni brani del disco, che uscirà per Revalve Records il prossimo 27 maggio in formato digitale ed il 10 giugno su supporto fisico. La band presenta un sound decisamente death con incursioni melodiche, ma ai tratti tipici di stampo svedese aggiunge elementi personali. Le influenze vanno dagli Opeth più aggressivi agli Hypocrisy, ma ciò che li caratterizza è l’imprevedibilità delle strutture e la sorvegliata alternanza di sezioni più tirate ed altre più mid-tempo. L’aggressività (anzi, la ‘furia’ espressa nel loro nome) è l’ingrediente principale, che caratterizza brani come “Tabula Rasa”: il culmine è nella performance del vocalist Matteo Boccardi, che durante “Deserter” scende tra il pubblico per sfogare la propria ira. Non mancano però assoli melodici (ad esempio in “Retaliation”) né sezioni pulite tranquille (come in “Rasputiza”): in generale tutte le sezioni strumentali mettono in risalto l’abilità ma anche la versatilità dei chitarristi David e Daniele, del bassista Fabrizio e del batterista Nicola. L’equilibrio tra le sezioni è buono, e il set risulta scorrevole e mai noioso. La fonte d’ispirazione dei brani è il concept fanta-politico alla base dell’album, ossia una Guerra Fredda in cui si immagina l’Unione Sovietica in posizione egemone a livello mondiale (a questo concept la band deve il proprio nome): aspettiamo dunque l’uscita dell’album per apprezzare anche i testi e le tematiche di questo originale tema.

Setlist:

  1. Doomsky Fills Your Eyes
  2. Retaliation
  3. Rasputiza
  4. Tabula Rasa
  5. Deserter

YARAST lineup:

  • Matteo Boccardi – Vocals
  • David Ceccarelli – Guitars
  • Daniele Foderaro – Guitars
  • Fabrizio Chionni – Bass Guitar
  • Nicola Petricca – Drums
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foto: Margherita Leccese

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 Abscendent
A seguire, gli Abscendent: trio di Fondi fondato nel 2013, che ha rilasciato il primo album “Decaying Human Condition” lo scorso mese. Il sound dei tre è una combinazione di elementi thrash ed elementi death, con una forte propensione verso le punte estreme del metal che si alternano però a sezioni ritmiche più moderate. Il tutto è condito da un alto grado di tecnicismo: la velocità delle mani di Gabriele e Luca avanti e indietro sui loro strumenti (rispettivamente chitarra e basso) è veramente impressionante, così come lo è la precisione e l’aggressività di Marcello alla batteria. Nonostante il sound sia estremo, il pubblico non poga ma gode dell’estrema bravura dei musicisti: delle vere e proprie macchine da guerra. La scaletta si apre con l’azzeccatissima “Penance”, prima traccia dell’album nonché singolo di lancio, e subito si entra in un mare che mischia elementi metal moderni a sezioni più tradizionali. Le influenze vanno dai Death ai Lamb Of God, fino ad arrivare ai Pantera (come nell’inedito “Gemini”): il mix di ritmiche serrate, sezioni mid-tempo e blast beat è ben equilibrato e perfettamente riconoscibile, ma non mancano elementi dal sapore progressive, né sezioni arpeggiate pulite. Un problema alla corrente durante “Solipsia” non ferma la band: prontamente il batterista Marcello improvvisa un assolo e lo spettacolo non conosce soluzione di continuità. Il punto di forza della band sta sicuramente nelle sezioni strumentali, soprattutto quelle più tirate e tecniche: le parti vocali hanno un ruolo secondario, ma questo non è assolutamente un difetto. Qualche brano può risultare leggermente sovraccarico dal punto di vista compositivo, ma i tre sono delle vere bestie, e sono riusciti a produrre musica di alta qualità, in una costante tensione tra classico e moderno, tra virtuosismi e godibilità, perfettamente proposta in sede live.

Setlist:

  1. Penance
  2. Solipsia
  3. Gemini
  4. Compelled
  5. Doppelgänger
  6. Nausea

ABSCENDENT lineup:

  • Gabriele “Arch” Vellucci – Guitars, vocals
  • Luca Ricciardelli – Bass
  • Marcello Del Monte – Drums
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foto: Margherita Leccese

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Elarmir
Per la terza band della serata, questo è stato uno show un po’ particolare. La band technical death metal con voce femminile pulita (la bella e brava Eleonora) sale sul palco con una formazione rimaneggiata: se vediamo un nuovo giovane bassista, stupisce l’assenza di Alex, chitarrista e co-fondatore. Dopo un percorso che ha portato la band romana a date sia in Italia che all’estero, in supporto a band del calibro di Arch Enemy, Epica ed Amorphis, l’appuntamento di stasera è stato un po’ un punto cruciale, per questi ragazzi è l’ultimo live al servizio degli Elarmir, visto che la nuova lineup è già pronta a sostituirli (rimando alla news a questo link per quanto riguarda il cambio di lineup e qui invece per i progetti futuri degli ormai ex-componenti). Per questo, la performance è stata in parte penalizzata per via di una chitarra e del growl necessariamente riprodotti con base: ma ciò non ha tolto nulla al live, portato avanti con professionalità e bravura. Il set si apre con i groove del singolo “Thorns”, che inquadra subito la band in uno stile che unisce il metal al jazz, al fusion e anche al funky. Le influenze sono molteplici, dagli Opeth ai Death, fino anche ai Meshuggah (come in “Inert Insanity”) e ai Nile, ma la base strumentale è ulteriormente arricchita dalla versatile Eleonora: con naturalezza e fascino, la rossa cantante unisce un gusto jazz/soul (penso ad esempio a “Perversion”) a sezioni prettamente liriche e solenni in “Ante Thronum” e “Dish Of Pain”, che rimandano invece a band come i Therion e gli Epica. Oltre ai brani del loro album “Human Wisdom”, uscito lo scorso settembre 2015, la band ha presentato anche la ballad “Voice Of The River”, un momento di delicatezza in cui emerge anche la dolcezza del cantato di Eleonora nel finale a cappella. Grandi complimenti vanno al nuovo bassista Filippo Calabrò, che in poco tempo ha assimilato brani dall’elevata complessità tecnica e compositiva, amalgamandosi perfettamente con i riff e le poliritmie tenute dal chitarrista Daniele e dal batterista Luca, due bravissimi musicisti di grande versatilità e competenza tecnica. La base death metal è quasi sempre presente, con blast beat e ritmiche serrate, ma il tutto è condito da riff, poliritmie, groove, che toccano direttamente anche il prog e sfiorano il djent: un sound veramente unico che però non perde mai di vista la godibilità e il coinvolgimento del pubblico. Dopo aver toccato tutti i brani dell’album, con la title track “Human Wisdom” si conclude la troppo breve serata, ma anche la troppo breve storia degli Elarmir del periodo di “Human Wisdom”.

Setlist:

  1. Thorns
  2. Ante Thronum
  3. Dish Of Pain
  4. Perversion
  5. Voice Of The River
  6. False Myths
  7. Inert Insanity
  8. Human Wisdom

ELARMIR lineup:

  • Eleonora Buono – Vocals
  • Daniele Amador – Guitars
  • Filippo Calabrò – Bass
  • Luca Zamberti – Drums
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foto: Margherita Leccese