KREATOR – Orde di devastazione a Milano

KREATOR + DIMMU BORGIR + HATEBREED + BLOODBATH
live @ Alcatraz, Milano
– giovedì 6 dicembre 2018 –

 

LIVE REPORT •

E’ un manto oscuro quello che, questa sera, avvolge Milano con violenta freddezza. Tutti gli appassionati di metal estremo, nei loro più reconditi desideri, avranno sognato tantissime volte una data come quella che ci apprestiamo a seguire all’Alcatraz, in occasione dell’unico appuntamento su suolo italico dell’European Apocalypse Tour con il quale Kreator, Dimmu Borgir, Hatebreed e Bloodbath stanno devastando i palchi di mezza Europa.
Che l’Apocalisse abbia inizio!

Bloodbath
Freschi di stampa del loro ultimo capolavoro The Arrow Of Satan Is Drawn, gli Svedesi Bloodbath, capitanati da Blakkheim e Lord Seth (tra l’altro membri fondatori anche dei Katatonia), tornano finalmente in Italia per un’unica ed imperdibile data. Durante la loro carriera hanno dato assaggio di una invidiabile maestria nella composizione ed hanno sfornato alcuni dei più bei brani di Death Metal di vecchio stampo. In concomitanza con questa data hanno dovuto sostituire momentaneamente, purtroppo, il loro batterista Axe (a cui auguriamo di poter rientrare presto nella band e poterlo finalmente rivedere dietro alle pelli dei Bloodbath.), con Waltteri Vayrynen che ha sicuramente ricoperto questo ruolo con degna maestria, dando prova di essere un batterista veramente potente e veloce. La band è stata accolta sul palco con fragore e Nick Holmes saluta i fans italiani, presentando il gruppo (sottolineando orgogliosamente più volte le origini del gruppo) e dando il via al massacro. Da quando è entrato nell’organico, i brani hanno acquistato una vena ancora più macabra che esplode pienamente durante le loro esibizioni live, grazie anche al supporto di Anders e Jonas, che con ormai consolidata alchimia sanno rendere il compito facile a Nick, che amalgama alla perfezione la sua voce cavernosa e maligna con il loro tappeto ritmico. Nonostante alcuni dei membri siano pressoché recenti, la line-up non ha minimamente risentito dei vari cambi e, se possibile, risulta davvero più cattiva che mai. A più riprese, danno sfoggio di un carisma veramente unico e raro, che sa scaldare gli animi degli appassionati del genere come pochi negli ultimi tempi riescono a fare. Complice anche un tempo veramente risicato, la scaletta viene ridotta purtroppo a soli 7 brani, che lasciano i presenti con la voglia di rivederli al più presto sui nostri palchi.

Setlist:

  1. Fleischmann
  2. Let the Stillborn Come to Me
  3. So You Die
  4. Bloodicide
  5. Outnumbering the Day
  6. Chainsaw Lullaby
  7. Eaten

BLOODBATH line up:

  • Old Nick – Vocals
  • Blakkheim – Guitars
  • Joackim – Guitars
  • Lord Seth – Bass
  • Waltteri  – Drums
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foto: Arianna Govoni

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Hatebreed
Dopo qualche anno di assenza dai nostri palchi, fanno ritorno in Italia anche i Nord Americani Hatebreed, che ormai sono diventati uno dei pochi capisaldi restati del Crossover Thrash. Accolti con grandissimo entusiasmo, non hanno subito perso tempo e dato il via alla loro performance con una violenza devastante, portando in setlist oltre ad alcuni dei loro cavalli di battaglia, anche brani del loro ultimo album. L’amore per il pubblico italiano, è consolidato da questa loro esibizione superba, che viene applaudita con vivido fervore a più riprese e il pit si infiamma fin dal primo pezzo, lasciando il gruppo stupito nel vedere così tanta partecipazione da parte delle prime file. Non è azzardato dire che gli Hatebreed sono una delle poche band che riesce a mettere d’accordo i metallari di varie generazioni, infatti in sala erano presenti metallari di ogni fascia di età. Durante il live, Jamey chiede al pubblico in quanti abbiano già visto la band e la risposta dei fans è stata rumorosissima. Quando invece chiese in quanti siano al loro primissimo live degli Hatebreed (tra i quali ahimè anche la sottoscritta, nonostante sia una fan praticamente fin dai loro esordi), al vedere qualche mano alzata dice orgoglioso: “benvenuti nella nostra grande famiglia”. Al sentire queste parole, non si può non provare affetto istantaneo per questi ragazzoni… Anche per loro durante la loro carriera ci sono stati vari cambi di formazione, ma non ne hanno minimamente risentito, hanno solo acquisito più potenza devastante per quanto concerne la dimensione dei concerti. Dopo questa data del tour, Jasta si conferma definitivamente come uno dei più carismatici frontman degli ultimi decenni.

Setlist:

  1. To the Threshold
  2. Live for This
  3. As Diehard as They Come
  4. Looking Down the Barrel of Today
  5. Doomsayer
  6. Filth
  7. This Is Now
  8. Driven by Suffering
  9. Beholder of Justice
  10. A Call for Blood
  11. Destroy Everything
  12. I Will Be Heard

HATEBREED line up:

  • Jamey Jasta -Vocals
  • Frank Novinec – Guitar
  • Chris Beattie – Bass
  • Wayne Lozinak – Guitars
  • Matt Byrne – Drums
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foto: Arianna Govoni

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Dimmu Borgir
Ogni promessa è debito, come si suol dire e i Norvegesi Dimmu Borgir hanno mantenuto la parola data (come anticipato da Silenoz in una nostra precedente intervista ndr). Dopo 8 lunghissimi anni di silenzio e di assenza dai palchi italiani (memorabilissima la loro data all’Alcatraz nel 2010 con il Darkness Reborn Tour), tornano finalmente per presentarci dal vivo la loro ultima creatura, Eonian. Complice una stratosferica coreografia, fanno ingresso sul palco sulle note di Xibir. Shagrath non è mai stato così maestoso nell’abito che ha scelto per il ritorno sulle scene (se volevano omaggiarci con un ritorno in grande stile… Well done!), una tunica di nero velluto, ricopre il suo corpo. Che il rituale abbia finalmente inizio. Gli ultimi concerti dei Dimmu, somigliano sempre più a dei rituali esoterici, la famigliarità con questo elemento è palese e viene sottolineata dal telo che hanno alle loro spalle. Stranamente viene dato più spazio in scaletta ai brani degli ultimi due lavori della band, con disappunto di molti loro fans, ma sicuramente la setlist non è stata una scelta del tutto casuale. Durante il live, Silenoz fa cambio delle tracolle della sua chitarra, in un preciso momento (esattamente a metà setlist ndr) e ne ha scelte due emblematiche recanti le scritte “Alpha” ed “Omega”, per rimarcare la sottile vena esoterica che ha sempre contraddistinto la band, in quanto tutti i membri fondatori sono conoscitori della materia, ma si è fatta sempre più evidente solo con questi ultimi due concept album. Ancora una volta riescono a dividere le opinioni dei fans e o li si ama o li si odia, questa esibizione è forse una conferma di quanto il loro carisma dal vivo sia sempre più forte e questi brani hanno portato nuova linfa vitale alle loro performance. “Council Of Wolves And Snakes” eseguita dal vivo ha una potenza senza eguali, l’intro tribale (con Shagrath che suona il tamburo tribale) regala al pezzo una meravigliosa maestosità. Dei pezzi storici sono stati scelti solo tre brani (apparentemente senza un filo conduttore, ma conoscendo bene i tre Norvegesi, di sicuro hanno voluto lasciare un messaggio nascosto che può essere percepito evidentemente solo da coloro che sono riusciti ad entrare in pieno nella loro nuova dimensione), che probabilmente sono tra quelli che il pubblico ama di più in assoluto (grandissima assente della setlist, “Vredesbyrd”, che invece per l’occasione dell’ultima data italiana fu eseguita ndr). Al termine della loro esibizione, Shagrath ci lascia con un’ultima e grande promessa: “We shall return!”. E tutti i loro fans, non vedono l’ora che anche questa promessa possa essere mantenuta.

Setlist:

  1. The Unveiling
  2. Interdimensional Summit
  3. The Chosen Legacy
  4. The Serpentine Offering
  5. Gateways
  6. Dimmu Borgir
  7. Council of Wolves and Snakes
  8. Puritania
  9. Indoctrination
  10. Progenies of the Great Apocalypse
  11. Mourning Palace

DIMMU BORGIR lineup: 

  • Shagrath -Vocals
  • Silenoz – Guitar
  • Galder – Guitar
  • Daray – Drums
  • Gerlioz (Brat) – Keyboards
  • Victor Brandt – Bass
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foto: Arianna Govoni

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Kreator
Il ritorno più atteso, oltre a quello dei Dimmu Borgir, è quello dei teutonici Kreator che in occasione del trentesimo anniversario del loro album “Pleasure To Kill”, hanno voluto deliziare i loro fans italiani con una grandissima sorpresa. Il palco viene coperto da un enorme telo nero e viene organizzato nei minimi dettagli, per dare vita alla più grande esibizione che la band abbia mai eseguito negli ultimi anni. A parte qualche incivile cafone tra il pubblico, che cerca a tutti i costi la rissa con chiunque dall’inizio del live (nella fattispecie specialmente uno di questi simpatici esemplari di animali da sottobosco frustrati dalla vita, insultando e minacciando di botte anche la sottoscritta dopo aver cercato di spingerla via a continue gomitate e calci sui piedi dal posto sotto transenna), l’esibizione ha inizio col botto con suggestive immagini di guerra, accompagnate dal loro ormai classico intro e con la stessa forza devastante di quando hanno iniziato a muovere i loro primi passi sul palco. Nonostante i vari cambi di line-up durante la loro carriera (dei membri fondatori sono restati soltanto Mille e Ventor ndr), questa formazione decisamente è quella che rende al meglio la violenza devastante che da sempre ha caratterizzato la loro discografia. Mille Petrozza, si conferma come un’inarrestabile forza della natura, gli anni passano ma lo smalto non è perduto, anzi, è inossidabile. Il collettivo Teutonico, si conferma un potentissimo e devastante Panzer, nota dopo nota sembrano instancabili e regalano ai loro sostenitori perle di rarissima violenza, come la stupenda “Phantom Antichrist”, non poteva ovviamente mancare anche da parte loro, un meraviglioso tributo a Lemmy Kilmister dedicandogli “Fallen Brother”, accolta con tantissimo entusiasmo da tutti i presenti in sala; ogni singola goccia di sudore versata da chi ha presenziato durante la loro performance è sicuramente apprezzata e lo mostrano ringraziando a più riprese, le energie del pubblico sono inesauribili e lo dimostrano alla band, accompagnandoli in coro sulle note della loro ormai celeberrima “Hordes Of Chaos”. Tutta la loro esibizione è stata resa spettacolare, non solo dalla maestosa coreografia montata per l’occasione sul palco, ma anche dal lancio di coriandoli di varie fogge e colori per tutta la sua durata. Purtroppo tutte le cose belle finiscono in fretta e se non fosse stato per il tempo limitato, un encore ci sarebbe stato veramente bene come ciliegina sulla torta.

Nonostante tutte le band presenti nel bill, abbiano avuto un tempo limitato a disposizione (i più penalizzati di tutti purtroppo sono stati i Bloodbath), i musicisti hanno lasciato un’impronta positivissima nella memoria dei presenti. Gli haters non mancheranno di certo, ma vista la stragrande maggioranza dei consensi, questo concerto è stato un enorme smacco per chi ha pagato il biglietto ed ha osato criticare e una immensa gioia invece per quelli che amano queste quattro band e si è trovato di fronte al più bel regalo di Natale anticipato che si sia mai visto nella storia del Metal.

Setlist:

  1. Enemy of God
  2. Hail to the Hordes
  3. Awakening of the Gods
  4. People of the Lie
  5. Gods of Violence
  6. Satan Is Real
  7. Song played from tape
  8. Phantom Antichrist
  9. Fallen Brother
  10. Flag Of Hate
  11. Phobia
  12. Hordes of Chaos (A Necrologue for the Elite)
  13. Violent Revolution
  14. Pleasure to Kill
  15. Apocalypticon

KREATOR lineup: 

  • Mille Petrozza -Vocals, guitar
  • Sami Yli-Sirniö – Guitar
  • Christian Giesler – Bass
  • Ventor – Drums
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foto: Arianna Govoni