Kamelot: semplicemente… Phenomenali!

KAMELOT + AEVERIUM + WITHEM
live @ Phenomenon, Fontaneto d’Agogna (No)
– mercoledì 19 ottobre 2016 – 

 

LIVE REPORT •

Tornano in Italia, a distanza di un anno, i Kamelot. Il fenomenale gruppo americano ha intrapreso quest’autunno l’Haven European Tour – Part III,  che sta raggiungendo le principali città europee, tra le quali alcune anche per la prima volta. Ci troviamo al Phenomenon di Fontaneto d’Agogna (No) pronti ad assistere alla loro performance e sul palco, in loro compagnia, troveremo altre due giovani band molto interessanti: Aeverium e Withem.

Withem
Sfortunatamente la concomitanza di un altro evento nella vicina Lombardia, non ha giocato a favore di questa serata e purtroppo quando entrano in scena i norvegesi Withem non c’è tantissima gente. Eppure i cinque ragazzi scandinavi avrebbero veramente meritato una maggiore attenzione, tale la loro bravura ed eleganza che si manifesta sorprendentemente sul palco. Progressive metal di eccellente fattura, suonato con perizia, in un intreccio sonoro armonico e decisamente sbalorditivo.
Non c’è brano sul quale non si evidenzino le spiccate qualità di ogni singolo componente, a cominciare dalle superlative doti vocali del singer Ole Aleksander Wagenius, capace di far mostra di uno spettro vocale illimitato, spaziando da brani più introspettivi come “Point Of View” a quelli più trascinanti come “Arrhythmia”: insomma una vocalità a 360°.
Ma il giovane Ole non è il solo dare una dimostrazione delle sue innate doti, c’è anche Oyvind V Larsen che dà prova di essere chitarrista di talento, unendo gusto e tecnica, un connubio che non si riscontra così spesso nelle nuove generazioni di axemen, più impegnati sulla velocità che su altro.
E, lasciatemelo dire, anche il resto della band non scherza, tra progressioni, variazioni di tempo ed elaborate architetture musicali: in poche parole, una band completa che fa della perfezione la propria filosofia.

Setlist:

  1. Exit
  2. Point Of View
  3. The Pain I Collected
  4. Miracle
  5. Arrhythmia
  6. Phrenesis

WITHEM lineup:

  • Ole Aleksander Wagenius – Vocals
  • Frank Nordeng Røe – Drums
  • Oyvind V Larsen – Guitar
  • Miguel Pereira – Bass
  • Magnus Johansen – Keyboards
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foto:
 Matteo Donzelli

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Aeverium
Diversamente rock sono invece gli Aeverium, band tedesca fautrice di un modern metal oscuro ed incline al sinfonico. Come era prevedibile la formazione teutonica riscuote più successo tra la fascia giovane dei presenti, attratti maggiormente da quella ricetta che miscela sonorità sinfoniche al metal più d’impatto. Una formula già utilizzata la loro, ma che a livello di ascolti risulta sempre vincente negli ultimi anni. L’uso delle due voci, quelle di Aeva Maurelle e Marcel “Chubby” Römer che si alternano tra growl, clean, scream e canto lirico… i riff aggressivi di Michael Karius… i ritmi granitici, a tratti martellanti, di Bodo Stricker, creano una travolgente onda sonora, come ad esempio su “Distrust”, alla quale però poi fanno da contrappunto le melodiche armonizzazioni di “Ground Beneath Your Feet” sulla quale l’affascinante Aeva mette in mostra la sua suadente vocalità. Il cantante Chubby invita spesso il pubblico ad avvicinarsi al palco, in fondo – come lui stesso di dice – siamo ad un concerto metal… ma, sorridendo, rassicura che vorrà bene anche a chi è seduto!
Sicuramente una band concreta e ben organizzata, forse un po’ troppo influenzata da gruppi come Lacuna Coil et similia, ed anche se non rientrano in quel genere che più seguo, non c’è dubbio che sul palco riescano ad esprimere un grande carica energetica.

Setlist:

  1. Do You Remember
  2. Distrust
  3. The Other Side
  4. The Ground Beneath Your Feet
  5. What Are You Waiting For
  6. Break Out
  7. Heaven’s Burning (Harvest Time)

AEVERIUM lineup:

  • Aeva Maurelle – Female Vocals
  • Marcel “Chubby” Römer – Male Vocals
  • Michael Karius – Guitar
  • Lars Dannenberg – Bass
  • Andreas Delvos – Keyboards
  • Bodo Stricker – Drums
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foto:
 Matteo Donzelli

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Kamelot
Sono da poco passate le 22,30 quando arriva il momento degli headliners della serata. Nel frattempo il pubblico è andato man mano aumentando, non ci sarà il pienone, ma chi è arrivato fin qui sa che assisterà a qualcosa di superbo. Una maestosa intro si diffonde in sala… il momento è arrivato: signore e signori… i Kamelot!
“Veil Of Elysium” irrompe con la sua incontenibile potenza, resa ancor più monumentale dalla eccezionale voce di Tommy Karevik.
Il pubblico tiene il ritmo con le mani sull’incalzante “When The Lights Are Down”, sostenuto dal galoppante drumming di Casey Grillo, e poi tutti insieme a saltare su “The Great Pandemonium” in un clima sempre più indiavolato.
Su “Center Of The Universe” fa la sua comparsa in scena l’incantevole Aeva Maurelle (Aeverium) per un magistrale duetto vocale con Tommy: la magnificenza prende possesso del Phenomenon! Il ragazzone svedese si ripete su “Here’s To The Fall” dedicandola al nonno scomparso e, accompagnato dalle delicate note del piano di Oliver Palotai, Tommy ci emoziona con la sua interpretazione intensa e appassionata: da standing ovation.
E se con questo brano si tocca quasi il cielo con un dito, con la successiva “March Of Mephisto” si aprono le porte degli inferi, le sonorità si fanno più oscure e misteriose, trascinando tutto il pubblico all’headbanging cadenzato. Ed è proprio il pubblico a diventare ora protagonista della serata: a sorpresa la band e tutti i presenti intonano un “Happy Birthday” all’indirizzo di un ragazzo di nome Lucio che così festeggia il suo compleanno in modo del tutto esclusivo.
Kamelot è una macchina da guerra pronta a dominare tutto e tutti e “Rule The World” è il loro inno. Qui non si fanno prigionieri: i fan si scatenano su “Insomnia” per poi esaltarsi sul travolgente solo di Casey Grillo, che si lascia andare in un prorompente solo di batteria accompagnato dal battito scandito delle nostre mani. Chapeau!
“Quanti bugiardi ci sono qui questa sera?” ci chiede il carismatico Tommy Karevik: braccia al cielo e tutti in coro a cantare “Liar Liar”, e per darci una carica maggiore salgono sul palco anche i due cantanti degli Aeverium, Aeva e Chubby.
C’è grande empatia tra la band e i loro fans, tanto che il poliedrico Thomas Youngblood si prodiga perfino a distribuire bottigliette d’acqua a destra e a manca, promettendoci anche che torneranno in Italia nel prossimo tour.
Un fascio di luce, nel buio, illumina Oliver che sfiora con le dita la sua tastiera, dipingendo con il suo assolo immaginari paesaggi che lentamente sfumeranno verso la potentissima “Forever”.
Applausi, applausi e ancora applausi: l’entusiasmo è alle stelle. I nostri cori richiamano i Kamelot sulla scena per un bis finale da antologia, con la rabbiosa “Revolution”, per poi concludere con “Sacrimony” e chiudere, così, un concerto assolutamente imponente.
E mentre le note di “Continuum” accompagnano la nostra ovazione, i Kamelot ci salutano ed escono di scena nel tripudio generale, con la certezza di aver dato prova della loro grandiosità.

Anche la Barley Arts merita il nostro plauso per averci dato modo di assistere, in una splendida location come il Phenomenon, ad un evento che ci ha regalato oltre tre ore di grande musica.

Setlist:

  1. Veil Of Elysium
  2. When The Lights Are Down
  3. The Great Pandemonium
  4. Center Of The Universe
  5. Karma
  6. Here’s To The Fall
  7. March Of Mephisto
  8. Rule The World
  9. Insomnia
  10. Drum Solo
  11. Liar Liar (Wasteland Monarchy)
  12. My Therapy
  13. Keyboard Solo
  14. Forever
  15. Revolution
  16. Sacrimony (Angel Of Afterlife)

KAMELOT lineup:

  • Thomas Youngblood – Guitars
  • Casey Grillo – Drums
  • Oliver Palotai – Keyboards
  • Sean Tibbetts – Bass
  • Tommy Karevik – Vocals
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foto:
 Matteo Donzelli