JOHN CORABI – Unplugged ad Officine Sonore

JOHN CORABI + NASTYVILLE + GUNASH
live @ Officine Sonore, Vercelli
– giovedì 14 febbraio 2019 –

LIVE REPORT •

Uno speciale San Valentino in musica in quel di Vercelli, in un posto accogliente come le Officine Sonore e come protagonista un musicista dalla lunga e distinta carriera, Mr. Corabi , in giro per tutta l’Europa con la sua chitarra, canzoni celebri e il suo carisma indiscusso. A completare la serata due band nostrane in apertura, rigorosamente in acustico,un clima perfetto per celebrare la festa dell’amore e degli innamorati dedicandola alla Dea Musica e godersela nella sua forma più intima e diretta,senza troppi fronzoli ed effetti, e sorseggiando gli squisiti drink delle Officine, ormai punto di riferimento della musica dal vivo locale.

GUNASH
I primi ad arrivare sul palco sono i Gunash, in questa occasione in versione trio formato da voce, contrabasso e percussioni. Accolgono gli avventori che si intrattengono tra il bar e il palco con alcuni pezzi loro e alcune cover, dai Nirvana agli Stone Tempe Pilots passando per la celebre “Wicked Game” di Chris Isaak. Il genere proposto è un alternative rock dalle forti influenze grunge, ma reso più particolare dall’aggiunta del contrabasso in line-up, suonato per l’occasione da Luca Negro dei Temperance. Un buon inizio per scaldare l’atmosfera di questo magico San Valentino.

Setlist:

  1. Death Comes
  2. Mirror
  3. Comes As You Are (Nirvana)
  4. Paper Dolls
  5. The Killing Silence
  6. Wicked Game (Chris Isaak)
  7. Graveman
  8. The Graveyard-Keeper
  9. Plush (Stone Temple Pilots)

GUNASH line up:

  • Zor – guitars & vocals
  • Pannico – drums & percussions
  • Luca Negro – contrabass
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foto: Melissa Ghezzo

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NASTYVILLE
Continua la serata con gli ormai noti Nastyville, che ripropongono la loro scaletta in chiave acustica. La band piemontese, attiva dal 2015, conosce bene il pubblico e il palco delle Officine e li trascina nel mood allegro con gli immancabili cori delle loro canzoni tratte dal secondo album “Glam Caramel”. Line up ormai consolidata e rodata in sede di live, i Nastyville non sbagliano un colpo con il loro hard rock fresco e genuino e offrono uno show semplice, diretto ma super coinvolgente alla gente in attesa sotto il palco. Solo durante le ultime canzoni alcuni si allontaneranno dal palco per accerchiare curiosi uno strano figuro impellicciato e dal grande cappello…

Setlist:

  1. Can’t stop the night
  2. Nerd Superfly
  3. I can’t stand your ego
  4. Hard story o fan easy life
  5. Lady Boy
  6. Star Whore
  7. Lollirock
  8. Macho Girl

NASTYVILLE line-up:

  • Mark – vocals
  • David – lead guitar & backing vocals
  • Manuel – guitar & backing vocals
  • Paul – bass guitar
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foto: Melissa Ghezzo

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JOHN CORABI
Dopo essersi fatto largo tra i fan e facendo qualche autografo e selfie al volo, sale sul palco il protagonista della serata. Tatuaggi e sciarpe colorate, imbraccia la chitarra e sorride al pubblico: ancor prima di iniziare a suonare John Corabi mostra la sua spontaneità e il suo carisma in pochi gesti. Saluta i presenti e parte subito con “Love (I don’t need it anymore)” brano degli Union , band di Corabi e Bruce Kulick degli anni 90, un pezzo carico e perfetto per iniziare col botto un set acustico che si rivelerà scoppiettante e divertente. Prosegue con due ballad “If I never get to say goodbye” del suo album unplugged e “Father, Mother, Son” dei The Scream , e l’atmosfera si fa subito più intima, eliminando ogni distanza tra pubblico e artista. John racconta aneddoti divertenti del suo passato con i Motley Crue , di quando ha conosciuto Steven Tyler (facendone un’imitazione perfetta) e delle sue radici italiane, Corabi infatti ha origini calabresi e tra battute e parole stentate in italiano fa ridere i presenti, mostrando tutto il suo carisma oltre che il talento come cantante e chitarrista. Non mancano le cover e i tributi, ad Aerosmith – “Seasons of wither” – e David Bowie – “Lady Stardust”- , che fanno cantare il pubblico super coinvolto ed entusiasta. Decide di inserire in scaletta anche “Home sweet home” dei Crue, inizialmente non prevista, per la gioia dei presenti. Continua quindi con canzoni del suo periodo Motley Crue e i brani tratti dall’album omonimo degli anni 90 – “Misunderstood” e “Hooligan’s Holiday” per citarne un paio – un periodo sfrenato e pazzo tra gli eccessi della band e la sua vita da padre di famiglia che ritrova a fare la rockstar . Corabi ci scherza su e si racconta, sincero, diretto, come se stesse chiacchierando amichevolmente al tavolo di un bar. Continua la scaletta alternando vecchi pezzi degli Union e dei The Scream , a brani nuovi dei Dead Daisies , la all-star band di cui Corabi è frontman dal 2015 che riscuote sempre più successo in tutto il mondo. A chiudere questo speciale live “Man in the Moon” dei The Scream e i calorosi saluti di John, che per questo tour da solista ha deciso di mostrare l’uomo oltre che l’artista, facendosi apprezzare ancora di più, con il suo modo di fare simpatico e accattivante, con la battuta pronta e il sorriso contagioso. Uno show che è stato anche un viaggio nel passato, un viaggio nei suoi ricordi, scoprendo cosa c’è dietro una canzone, cosa c’è oltre il palco. Un viaggio nel cuore di un musicista anticonvenzionale che ha regalato a tutti una serata di San Valentino da ricordare e raccontare.

Setlist:

  1. Love (I don’t need it anymore) (Union)
  2. If I never get to say goodbye
  3. Father, Mother, Son (The Scream)
  4. Seasons of Wither (Aerosmtih)
  5. Dead and Gone (The Dead Daisies)
  6. Home sweet Home (Mötley Crüe)
  7. Misunderstood (Mötley Crüe)
  8. Loveshine (Mötley Crüe)
  9. With you and I (The Dead Daisies)
  10. Robin’s Song (Union)
  11. Hooligan’s Holiday (Mötley Crüe)
  12. Lady Stardust (David Bowie)
  13. Man in the Moon (The Scream)
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foto: Melissa Ghezzo