Joe Satriani – un alieno all’Auditorium

JOE SATRIANI + MARKUS JAMES
live @ Auditorium Parco Della Musica, Roma
– mercoledì 7 ottobre 2015 – 

LIVE REPORT •
Non sono molti gli artisti che possono vantare quelle doti tecniche ed artistiche non comuni tali da renderli unici e, perché no, che quasi portano i loro colleghi a provare una certo senso di ammirazione misto ad invidia. Uno di questi è senza dubbio Joe Satriani, eclettico chitarrista dai mille virtuosismi che con il suo Shockwave Tour ha fatto tappa anche all’Auditorium Parco della Musica di Roma, dove il 7 ottobre ha incantato il numeroso pubblico presente nella Sala S. Cecilia.

Markus James
La sensazione che si prova entrando nell’austera sala non è sicuramente quella di un evento rock, di certo un concerto metal qui non sarebbe concepibile: ce li vedete voi migliaia di metalheads comodamente seduti in poltrona a seguire ad esempio i Manowar? Ma non è questo il caso, già dalle musiche che intrattengono il pubblico nell’attesa, si capisce che questo di oggi non apparterrà a quella solita categoria di concerti a cui solitamente sono abituato ad assistere. Eppure, dando uno sguardo qua e là, qualche viso noto si intravede (anche se in incognito e senza sfoggiare le solite t-shirt più propriamente hard&heavy). E’ ovvio che siano qui per sua Maestà Satriani, perché in fondo il buon Joe appartiene a quella categoria di musicisti che viaggia al confine con il nostro beneamato metal. Per la prima parte, però, sarà il blues a farla da padrone, con il chitarrista Markus James che per una buona mezz’ora, insieme al batterista Kinney Kimbrough, ha tenuto compagnia ad un’audience attenta e calorosa. Il duo propone un sound che affonda le radici in quel blues più grezzo ed improvvisato tipico del delta del Mississippi. Il nostro Markus viene a lungo applaudito tra un brano e l’altro, dimostrando di essere un chitarrista che vive con intensità e passione ciò che suona. Il pubblico lo accompagna tenendo il ritmo con le mani, come in “Head For The Hills” e lui si diverte con delle variazioni sul tema con la sua particolare “cigarbox guitar”. Insomma, per gli appassionati del genere una vera chicca poter ascoltare un po’ di sano e vecchio blues riportato dall’artista, con i suoi arrangiamenti, alle origini africane. Ci saluta con “Hellbound On My Trails” dandoci appuntamento a fine concerto per firmare autografi e scattare qualche foto insieme a lui.

Setlist: “No More” – ” See That My Grave Is Kept Clean” (Blind Lemon Jefferson cover) – “Head For The Hills” – “Hellbound On My Trails” (Robert Johnson cover)

MARKUS JAMES lineup:
Markus James – Vocals, Guitars
Kinney Kimbrough – Drums
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Joe Satriani
Se un musicista viene indicato come fonte di ispirazione, punto di riferimento, o addirittura scelto come proprio insegnante, ci sarà una ragione più che valida. Nel caso di Satriani il motivo è molto semplice: lui è quanto di meglio una chitarra possa ambire per essere suonata. E “Satch” è pronto a dimostrarcelo. Il buio in sala preannuncia l’imminente suo arrivo ed appena si accendono le luci e la sua figura appare in scena, il pubblico esplode con un boato di ovazione. Se la perfezione non è di questo mondo, oggi qui ne abbiamo la riprova: probabilmente Joe, come ci racconta il video introduttivo del concerto che dà inizio a questo viaggio nel suo universo musicale, è un alieno arrivato chissà da quale pianeta, magari cavalcando l’onda della Via Lattea su di una tavola da surf intergalattica. Ogni brano è il suo modo di parlarci con la musica: “Shockwave Supernova”, “Flying In A Blue Dream” o la più grintosa “Crystal Planet”, dove tecnica e gusto si fondono insieme per formare, insieme alla sua chitarra, una sola anima. I ritmi più oscuri e pesanti di “Not Of This Earth” si contrappongono a quelli più delicati di “Butterfly And Zebra”, mentre alle spalle della band scorrono le immagini che accompagnano il percorso musicale che stiamo vivendo. Il suo non è un concerto, ma un vero compendio sull’uso dello strumento, un manuale d’istruzioni su come una chitarra possa offrire molteplici potenzialità nelle sapienti mani di un fantasista come lui. Con le sue magie riesce ad ipnotizzarci ed almeno per una volta la mano è più veloce dell’occhio. Quello che impressiona non è tanto la sua rapidità e precisione, il suo shredding è noto a tutti, ciò che invece stupisce è che “accarezzando” semplicemente le corde della sua chitarra, riesca a tirar fuori quelle note che affascinano ed emozionano: il tocco di Re Mida.
E’ ovvio che un musicista del suo livello si accompagni con altri strumentisti di pari qualità e così ci troviamo di fronte ad un ensemble superlativo con un poliedrico Mike Kenneally, che passa con estrema facilità dalle tastiere alle chitarre, dando prova di poter “duellare” senza remore anche lo stesso Joe. Non da meno è la sezione ritmica composta dal bassista Bryan Beller e dal batterista Marco Minnemann che dopo “All My Life” ci offre un saggio della sua bravura e tra giochi di prestigio e piccole acrobazie sui tamburi, ci regala un grande assolo. Lasciano la scena con il dinamismo prorompente di “Satch Boogie” raccogliendo una vera e propria standing ovation: tutti in piedi ad applaudire una performance perfetta sotto ogni punto di vista.
Tornano sul palco per gli ultimi due brani della serata, “Big Bad Moon”, che vede Joe cimentarsi alla voce e poi all’armonica e la conclusiva “Surfing With The Alien” che chiude nel trionfo una serata indimenticabile.

Setlist: “Shockwave Supernova” – “Flying In A Blue Dream” – “Ice 9” – “Crystal Planet” – “Not Of This Earth” – “On Peregrine Wings” – “Friends” – “Time” – “If I Could Fly” – “Butterfly And Zebra” – “If There Is No Heaven” – “Cataclysmic” – “Crazy Joey” – “All Of My Life” – “Luminous Flesh Giants” – “Always With Me, Always With You” – “God Is Crying” – “Goodbye Supernova” – “Satch Boogie” – “Big Bad Moon” – “Surfing With The Alien”

JOE SATRIANI lineup:
Joe Satriani – Guitar, Vocals
Mike Keneally – Keyboards, Guitars
Marco Minnemann – Drums
Bryan Beller – Bass

report Rockberto Manenti