Il grande ritorno nella capitale dei Machine “fucking” Head

MACHINE HEAD
live @ Orion Club, Ciampino (Roma)
– mercoledì 30 settembre 2015 – 

LIVE REPORT •
Tornano sulla scena romana i Machine Head all’Orion di Ciampino, a distanza di 8 anni dall’ultima apparizione a supporto agli Iron Maiden nel 2007 allo Stadio Olimpico. Tutto è pronto per la distruzione: le luci si spengono… il boato della folla… ed ecco apparire la band. Un lieve accordo di Phill Demmel, l’attacco del batterista Dave McClain preciso con un metronomo, ed il bassista culturista Jared MacEachern danno l’apertura alle danze con ‘Imperium’, estrapolata da “Through the Ashes of Empires”, assolutamente devastante. La folla è in preda ad un vero delirio di pogo ed headbanging, qui siamo veramente di fronte a dei professionisti, un suono perfetto e preciso al millesimo che farebbe invidia anche ai Dream Theater. Si prosegue con “Beautiful Morning” (da “The Blackening”), dove Flynn fa capire la pubblico che oltre al growl sa usare un’ottima voce melodica, che ricorda vagamente Phil Anselmo ai vecchi tempi dei Pantera. Un attimo di pausa e si continua con “Now We Die”, dal loro ultimo lavoro “Bloodstone and Diamonds”, non uno dei loro migliori pezzi poco consono per il loro genere, ma dal vivo vi posso assicurare che è tutta un’altra cosa ed è di grande impatto.
Si ritorna alla normale routine con “Bite the Bullet”, dove l’istrione Flynn ed il resto della band, dimostrano ancor di più di rasentare la perfezione senza sbagliare un accordo. Non c’è un attimo di respiro, i Machine Head in queste 2 ore e mezza di concerto (sì, avete capito bene) suonano di tutto e di più: 21 canzoni più l’intro ‘Declaration’, annichilendo tutta la concorrenza e facendo capire che loro ci sono e ci saranno ai posteri. Non fanno mancare niente, dalle hit come “The Blood, the Sweet, the Tears”, “Crashing Around You”, “Bulldozer”, a pezzi come “Killer and Kings” o all’acustica “Darkness Within” dai toni molto kashmiriani. Ma non perdetevi d’animo, ci pensa “Now I Lay Thee Down” a riaccendere il fuoco, dove il fantasma dei Down del buon Anselmo è presente. Ma è in particolare su “Aesthetics of Hate” e In Comes The Flood” dove il duo delle meraviglie Flynn e Demmel danno un assaggio e fanno capire come ritmica e assoli viaggiano all’unisono. Molta gente critica questo gruppo per le loro contaminazioni new metal, causa i loro due album “Burning Red” e “Supercharger”, ma non si può accusare la voglia di osare a suonare, visto anche l’esempio di Paradise Lost e Moonspell, che insegnano come i gruppi devono avere una continua evoluzione e per i Machine Head la crisalide è ora divenuta farfalla con questo ultimo lavoro. Ci si avvicina alla conclusione, la panteriana “Old”, tratta dal loro primo album “Burning Red”, dà ancora quel pizzico di energia necessaria ad un pubblico stravolto dalla durata del concerto che si chiude con la mistica “Halo”. Il diavolo non è brutto come lo si dipinge a differenza di quanto si parlava del loro comportamento freddo, distaccato e violento nelle interviste, in quanto i Machine Head più volte interagiscono con la folla, soprattutto Flynn che ci intrattiene con un monologo di oltre 9 minuti (forse poteva essere meno prolisso) nel quale ringrazia il pubblico romano del loro calore e della loro approvazione e alla fine del concerto, con una scolastica pronuncia italiana, ci fa sapere che “ce l’hanno ‘duro’… e che continueranno ancora per molto a proporci la loro musica”. La speranza è proprio quella di rivederli in sede live al più presto, perché il costo del biglietto per artisti come loro è valso tutto fino all’ultimo centesimo.

Setlist: “Imperium” – “Beautiful Mourning”- “Now We Die” – “Bite The Bullet” – “Locust” – “From This Day” – “Ten Ton Hammer” – “This Is The End” – “In Comes The Flood” – “The Blood, The Sweat, The Tears” – “Crashing Around You” – “Darkness Within” – intro “Declaration” – “Bulldozer” – “Killers & Kings” – “Davidian” – “Descend The Shades Of Night” – “Now I Lay Thee Down” – “Aesthetics Of Hate” – “Game Over” – “Old” – “Halo”

MACHINE HEAD lineup:
Robb Flynn – Vocals, Guitars
Dave McClain – Drums
Phil Demmel – Guitars
Jared MacEachern – Bass, Growl

report Fabio Berserk