I vampiri della terra di Albione infestano Roma

CRADLE OF FILTH + NE OBLIVISCARIS + CADAVERIA
live @ Orion, Ciampino (Roma)
– venerdì 6 novembre 2015 – 

LIVE REPORT •
Serata all’insegna del metal estremo, quella di venerdì 6 novembre all’Orion di Ciampino. Di scena un trittico di band che rappresenta la modernità in merito a questo tipo di musica, in un’amalgama di atmosfere, liriche e suoni, intelligentemente strutturati tra loro. E’ un viaggio tra Italia, Australia e Regno Unito, nella parte paù oscura, letteraria e vampirica che la capitale abbia mai visto. Il locale al mio arrivg era semivuoto. Forse, il motivo di ciò può essere il fatto che il live si è tenuto in un contesto di troppi eventi importanti concentrati nella stessa sera, tra Deep Purple e Grim Reaper. Non è possibile avere il ”dono dell’ubiquità”, e quindi proseguiamo per la nostra tetra avventura.

Cadaveria
Ho trovato una gran sorpresa, perché mi sono trovato i Cadaveria. Il loro arrivo è stato segnalato soltanto all’ultimo momento. Hanno proposto un accurato, calibrato e preciso insieme di gothic metal e doom con passaggi dal black allo swedish death. Le tracce proposte scorrono via piacevolmente, come il primo brano in scaletta,“Free Spirit”. Mi ha ricondotto ai Katatonia, quelli del periodo “Brave Murder Day/Discouraged Ones” (1996-1998). La cantante, Lady Cadaveria (ex Opera IX) ha una voce versatile, poiché è capace di interpretare alla perfezione un growl maligno alla Flegias dei Necrodeath e un’intonazione pulita, tra Anathema e Sham Rain. Le ritmiche, le scale di chitarre sono di alto livello tecnico, interpretate da musicisti di lunga esperienza. Da segnalare il medley finale che parte con “Anagram”, con il suo inizio stile Slayer, e che nel prosieguo di “Loneliness” ricorda i Paradise Lost di “Plague Within”, per chiudere poi con “Velo” questo interessante trittico. Un’ottima performace sotto ogni punto di vista, per una band orgoglio nazionale metal post underground, peccato per i pochi brani a disposizione.

Setlist: ”Free Spirit” – “Carnival Of Doom” – “Circle Of Eternal Becoming” – Medley: “Anagram / “Loneliness / Velo”

CADAVERIA line up:
Marçelo Flegias Santos – Drums
Cadaveria – Vocals
Dick Laurent – Guitars
Peter Dayton – Bass
Frank Booth – Guitars
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Ne Obliviscaris
L’ingresso di questa band australiana è il momento che tanto ho atteso durante la serata. Mai vista tanta musicalità, teatralità e spettacolo visivo con semplici movimenti. Ho scoperto che Australia non è sinonimo solo di AC/DC, ma esporta in Europa la musica anche di altri artisti, come in questo caso, con l’ausilio dell’etichetta francese Season Mist di Michael Berberian. E’ stato un personaggio spesso oggetto di critiche ingiuste, ma ritengo che le sue band siano un gradino superiore rispetto a ciò che altri propongono: Septicflesh, Mayhem, Rotting Christ, Watain, Drudkh, Atheist, Abbath, Ava Inferi, Saint Vitus, Aborym, The Dillinger Escape Plan, Cynic, Hate Eternal e tanti altri. Hanno proposto in scaletta quattro brani, molto lunghi e articolati, estrapolati dai loro lavori in studio, “Portal of I” pubblicato nel 2012 e “Citadel” del 2014. E’ una fusione tra i migliori Opeth, periodo Blackwater Park/Morningrise/My arms, Your Hearse, ma ci sono influenze di My Dying Bride, Omnium Gatherum, Insomnium, Ulver, Empyrium, Dornenreich ed Enchant nelle parti più melodic prog. L’uso del violino della seconda voce melodica della band, Tim Charles, è in sincro con gli altri strumenti, dando un contrasto con il growl di Xenoyr alla voce. E’ un effetto black, un contrasto angelo-demone coinvolgente. Pian piano che l’esibizione prosegue, l’Orion si riempie, la folla si accalca, trascinata dalle melodie della band. Non riesco a identificare una traccia migliore delle altre, sono ognuna di esse un piccolo capolavoro in sequenza, dove l’una è la prosecuzione dell’altra. E’ una band poliedrica, da inserire in festival pagan, death, black, folk, doom,stoner o metal progressive. Chapeau.

Setlist: – “Devour Me Colossus (Part 1): Blackholes” – “Of Petrichtor Weaves Black Noise” – “Curator” – “And Plague Flowers The Kaleidoscope”

NE OBLIVISCARIS lineup:
Tim Charles – Vocals (Clean), Violin
Xenoyr – Vocals (Harsh)
Brendan ‘Cygnus’ Brown – Bass
Daniel ‘Mortuary’ Presland – Drums
Benjamin Baret – Lead Guitar
Matt Klavins – Guitars
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Cradle Of Filth
Cambio palco, e sulle scene compare uno scheletro inchiodato a un crocifisso e un microfono a forma di capra. Nebbia, oscurità, buio. Arriva la intro, “Humana Inspired To Nightmare” tratta da uno dei loro capolavori,“Dusk and Her Embrace”, mentre la formazione dei Cradle Of Filth sale sul palco e per ultimo, stile Maleficent con corna e mantello, fa il suo ingresso l’elfo maligno. Attacca con “Heaven Torn Asunder “, uno di quei brani che se ascolti nel buio della camera o mentre leggi un libro medioeval fantasy, hai paura di alzare lo sguardo per non trovarti di fronte Babadook .
Il pubblico è in delirio, mentre Dani sembra essere tornata la creatura lasciva e maligna di un tempo. La successiva “Cruelty Brought Thee Orchids” si assesta a livelli di sonorità veramente potenti, mentre la gente si lancia in un haedabanging infernale. Proseguono con “Blackest Magick in Practice “ dal loro nuovo album “Hammer of the Witches” . La canzone ha una track da pelle d’oca, ma leggermente sottotono. Ciò che ho notato è l’abissale divario compisitivo tra i brani fino a “Midian” e quelli dell’epoca “Nymphetamine”. La band di Mr. Filth propone accordi , ritmiche,
assoli ed arrangiamenti veramente degni di nota. La performance che ho visto è nettamente superiore rispetto all’esibizione nel festival del 2009, di scena al BlackOut di Roma, dove i Cradle Of Filth fecero da headliner e i Moonspell da apertura. Notai quel giorno che i Moonspell furono superiori in tutto. Ho constatato un enorme miglioramento da allora, che mi ricorda i tempi delle performances dal vivo del tour 2001/2002. Lungo il cammino, purotroppo, si sono persi per strada troppi musicisti, quali Sarah Jezebel Deva, Gian Pyres, Adrian Erlandson ed altri.
La folla ha un sussulto quando è il momento di “Lord Abortion” da Midian Opera, ispirato al film Cabal di Clive Barker , la bellissima e vampirica “Malice Through The Looking Glass” tratta dal masterpiece “Dusk and Her Embrace”, “Queen Of The Winter Throned”, da “V Empire of Dark Fairy Tales in Phallustein”. Concludono la loro performance con la violentissima “The Twisted Nails of Faith” da “Cruelty as the Beast”, poi “Her Ghost In the Fog” dove Mr. Filth ha fatto un preambolo dedicandola al Papa e “The Forest Whisper My Name” (versione album “V Empire”) uno dei brani che mi ha convinto di più. Da dimenticare “Nymphetamine” e la power ballad goth veramente fuori luogo, anche se la tastierista sfoggia una voce lirica celestiale, oltre all’ottimo uso delle tastiere. Un nuovo acquisto azzeccato per la band, poiché riesce a sopperire non solo il ruolo di Martin Powell, ma propone un valido uso vocale.
Il pubblico è stato abbastanza soddisfatto, poiché Mr Filth ha avuto l’astuzia di proporre per la maggiore brani del passato. Credo che con il prossimo album troveranno di nuovo la quadratura del cerchio come avvenne in “Midian”.

Setlist: (intro) “Humana Inspired To Naghtmare” – “Heaven Torn Asunder” – “Cruelty Brought Thee Orchids” – “Blackest Magick In Practice” – “Lord Abortion” – “Right Wing Of the Garden Triptych” – “Malice Through The Looking Glass” – “Deflowering The Maidenhead, Displeasuring The Goddess” – “Queen Of The Winter Throned” – “Walpurgis Eve” – “Yours Immortally“ – “Nymphetamine Fix” – “The Twisted Nails Of Faith” – “Her Ghost in the Fog ” – “The Forest Whispers My Name” – “Blooding the Hounds Of Hell” (outro)

CRADLE OF FILTH lineup:
Dani Filth – Vocals
Marthus – Drums
Daniel Firth – Bass
Ashok – Guitars
Rich Shaw – Guitars
Lindsay Schoolcraft – Keyboards, FemaleVocals

report Fabio Berserk
si ringrazia per la preziosa collaborazione e supervisione Ilaria Degl’Innocenti
foto Stefano Panaro
https://www.facebook.com/stefanopanarophotography/