HYPERION: In nomine metal!

HYPERION + GENGIS KHAN
live @ Alchemica Music Club, Bologna
– sabato 23 ottobre 2021 –

 

LIVE REPORT •

Dopo oltre un anno e mezzo di chiusura, per le vicende che ormai sono note a tutti, Alchemica Music Club riapre le porte al pubblico e rilancia la propria attività con alcuni nuovi, succulenti appuntamenti che andranno a comporre il cartellone della nuova stagione. In seguito all’ottimo riscontro dei primi due live, svoltisi rispettivamente il 9 e il 16 ottobre con Arcana IX e Rain, il noto locale bolognese continua i festeggiamenti della riapertura con una terza serata all’insegna dell’heavy metal  tradizionale in compagnia di Gengis Khan e Hyperion, entrambe ancora fresche di nuova uscita discografica.

GENGIS KHAN
Appena varcata la porta, si denota come il locale, per rispettare le normative vigenti, abbia rivoluzionato un po’ la struttura interna: lo spazio dedicato al merchandise si è spostato vicino alla porta d’ingresso e il posto lasciato vacante è stato ricoperto da un enorme telo nero, mentre invece sono rimasti invariati i tavolini predisposti alla consumazione. Una scelta, questa, ben studiata per permettere anche una maggior distanza sociale tra i partecipanti. Non sono ancora le 22.30 quando il palco è già prontamente allestito per ospitare la performance della prima – ed unica – band di supporto della serata, i Gengis Khan. Ancora freschi di pubblicazione con “Colder Than Hell”, uscito a fine gennaio per Steel Shark Records, il quartetto si appresta ad investire i pochi astanti presenti in sala con un muro sonoro ponderoso. Frank Leone, già noto per il suo impegno con i Vescera, assume in questa prova dal vivo il solo ruolo di cantante, smettendo temporaneamente di vestire i panni di bassista. Abbigliato per l’occasione con pellicciotto e colbacco russo, il cantante forlivese appare da subito a proprio agio. Nei 40 minuti circa messi a propria disposizione, la band presenta perlopiù un set basato prevalentemente sulla sua ultima uscita discografica e si rende autrice di una performance nel complesso gradevole, resa tale dall’ottima padronanza tecnica di ciascun membro. Sebbene la band risultasse, purtroppo, sconosciuta alla sottoscritta, ha dimostrato questa sera di avere un grande potenziale e, di conseguenza, di meritare un maggior supporto. Decisamente una band da non sottovalutare e da tenere sott’occhio.

Setlist: non pervenuta

Gengis Khan line up:

  • Frank Leone – vocals
  • Michele Petrone – guitars
  • Neil Grotti – guitars
  • Giannis Lassa – drums

 

foto: Arianna Govoni

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HYPERION

Diventati ormai una vera band di casa Alchemica, gli Hyperion tornano live on-stage dopo circa tre anni dalla loro ultima esibizione. Un lungo lasso di tempo, questo, dove i nostri hanno fronteggiato anche un importante, ma significativo cambiamento: lo storico batterista Marco “Jason” Beghelli ha, infatti, deciso di abbandonare la band poco prima della pubblicazione del secondo album, “Into The Maelstrom”, per dedicarsi ad altre attività; al suo posto subentra ufficialmente dopo un anno e mezzo di rodaggio il giovanissimo Francesco Madonna che, questa sera, avrà modo di dimostrare le proprie abilità dietro le pelli. Se in passato i nostri avevano confermato di non avere nulla da invidiare ai grandi della scena, questa nuova prova avvalora ulteriormente questa certezza! “Into The Maelstrom”, titletrack del nuovo disco uscito ad aprile 2020 su Fighter Records, apre le danze e ci mostra da subito una band bella agguerrita e desiderosa di mostrare a tutti il proprio potenziale. Negli occhi e sui volti dei membri della band è evidente la voglia di mettersi in gioco e presentare al pubblico, seppur non molto numeroso, un set decisamente adrenalinico e all’insegna dell’heavy metal più puro. A catalizzare l’attenzione è l’incredibile lavoro dei due main axe men, Davide Cotti e Luke Fortini, autori di assoli al fulmicotone che, da subito, colpiscono l’attenzione del pubblico presente in sala; lo stesso Fortini si guadagna a pieno titolo le luci dei riflettori: il musicista, noto nell’ambiente underground (e non solo) proprio per essere un grandissimo shredder, fa sfoggio dei suoi incredibili tecnicismi, come evidenziato in “Ninja Will Strike” o, ancora, “The Maze Of Polybius”. Niente da invidiare, quindi, ai grandissimi virtuosi del panorama internazionale, in quanto il musicista emiliano vanta un curriculum vitae davvero ammirevole! Il tempo sarà decisamente passato in questi ultimi tre anni, ma la voce di Michelangelo Carano è rimasta la stessa. Il vocalist, infatti, dimostra ancora una volta di avere un timbro vocale davvero lodevole, graffiante e potente al punto giusto, e regala, di conseguenza, un’ulteriore prova con i fiocchi, come dimostrato nella fattispecie durante l’esecuzione dei brani di più recente fattura. Ottimo anche il siparietto che lo stesso Carano regala agli astanti: poco prima di introdurre “Driller Killer”, il cantante si arma di trapano, proprio per richiamare il brano, e alcuni astanti, visibilmente stupisti, richiedono in diretta l’annullamento delle visite odontoiatriche, in quanto, oltre ad essere un ottimo musicista, Carano nella vita reale è un dentista! Interessante, inoltre, la padronanza tecnica del bassista Antonio Scalia e del nuovo innesto Madonna, entrambi concentrati rispettivamente sul proprio strumento. Nel corso dell’ora messa a loro disposizione, non mancano anche brani tratti dall’album d’esordio, “Dangerous Days” (2017): ecco, quindi, fare capolino in scaletta l’omonima titletrack, “Incognitus” e “Ultimatum”, la cui resa live è, come sempre, esemplare! Il tempo scorre veloce e, in men che non si dica, ecco giungere la parte conclusiva dello show: “The Ride Of Heroes”, brano ispirato alla vita dell’aviatore militare della prima Guerra Mondiale Francesco Baracca e il cui stemma familiare è, appunto, un cavallo, ci presenta anche il lato più “soft” della band. Esecuzione impeccabile per un brano che, nel complesso, omaggia degnamente la nostra storia e uno dei suoi personaggi più importanti, il Cavaliere Dei Cieli, le cui gesta, oggi, sono diventate leggendarie. “Bridge Of Death” e “Ground And Pound” concludono un set dirompente e dinamico che rispecchia in toto l’essenza della band. Ancora una volta, il quintetto emiliano non delude le aspettative e dimostra, come avvalorato precedentemente, l’incredibile valore della scena metal underground, sempre più popolata da realtà musicali tecnicamente valide e pronte a far conoscere in prima linea il proprio lavoro.

Setlist:

  1. Into The Maelstrom
  2. Ninja Will Strike
  3. Driller Killer
  4. Dangerous Days
  5. Ultimatum
  6. The Maze Of Polybius
  7. Incognitus
  8. The Ride Of Heroes
  9. Bridge Of Death

 

Hyperion line up:

  • Michelangelo Carano – vocals
  • Davide Cotti – guitars
  • Antonio Scalia – bass
  • Luke Fortini – guitars
  • Francesco Madonna – drums

 

 

foto: Arianna Govoni