Hexe Fest: il Tempio del Rock veste underground

HANGARVAIN + HERETIC’S DREAM + PHYSICAL NOISE
live @ Jailbreak, Roma
– venerdì 18 marzo 2016 –

 

LIVE REPORT •

Hexedus Heavy Path, la nuova radio che dà spazio agli emergenti, ha messo in piedi la prima edizione dell’Hexe Fest al Jailbreak Live Club, dove underground e cooperazione tra band sono stati i due punti di forza. Physical Noise, Heretic’s Dream e Hangarvain hanno dato vita a un live dalle diverse sfumature, dal prog, al southern, per andare verso l’heavy metal inglese vecchia scuola.

Phyical Noise
Ad aprire il sipario entrano in grande stile i ”ragazzi in verde”, i Physical Noise. La performance è all’altezza del nome del nuovo cantante, Roberto Ramon Messina, ex-Secret Sphere. E’ un gruppo pieno di grinta, dal piglio aggressivo e allo stesso tempo melodico, camaleontico nelle interpretazioni. Hanno proposto sei brani diluiti in una scaletta che arriva d’un fiato, tratti dal loro album “Follow The Noise” e alcuni inediti, che saranno presenti nel loro prossimo lavoro in studio, come “Chariots Of Fire”, “There Was Light” e “All Of Them”. Per quanto riguarda il tipo di sound, la band si rifà molto all’heavy metal ottantiano solido ed energico, ma dinamico e mai stancante che riporta alla mente il periodo d’oro della NWOBHM inglese. Hanno  molte idee in testa che musicalmente si traducono in uno show dove i riffs sono decisivi e d’impatto, soprattutto in “Chariots Of Fire” e l’ultima, “Exodus”, con refrain azzeccati e un assolo di chitarra molto convincente in “Physical Noise”. Rispetto a qualche anno fa, la band è maturata musicalmente e soprattutto cura molto di più i particolari.

Setlist:

  1. There Was Light
  2. Chariots Of Fire
  3. Physical Noise
  4. Welcome To The Peerkh
  5. All Of Them
  6. Exodus

PHYSICAL NOISE lineup:

  • Roberto ”Ramon” Messina – Vocals
  • Andrea Colle – Lead Guitar
  • Antony Meloni – Rhythm Guitar
  • Erica Berton – Bass
  • Valerio Mondelli – Drums
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 foto: Stefano Panaro

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Heretic’s Dream
Gli Heretic’s Dream hanno suonato una scaletta rappresentativa della loro carriera musicale, in cui si fa riferimento a “The Unexpected Move”, “Walk The Time” e anche l’ultimo lavoro, “Floating State Of Mind”, edito dalla Sliptrick Records quest’anno. Si è distinto soprattutto il nuovo batterista, Alfonso Mocerino, ex-Hangarvain. Bravissimo, velocissimo e particolarmente in forma, così come gli altri musicisti che hanno dato un’interpretazione reale e viva dei brani. Troppo incanalata e schematica la cantante quando si tratta di improvvisare, perché segue cliché predefiniti, invece di sviluppare più immaginazione e sensibilità, fattori che arricchirebbero l’esibizione. Sono stati coinvolti due ospiti, prima ha fatto il suo ingresso sul palco Flavio Falsone (Whisperz e Messerschmitt) sulla canzone “Soul Driven”, poi su “Hide Yourself” l’ex voce degli Ivory Moon Gabriella Aleo. Lo show scorre bene, senza intoppi, fluidamente. La band ha stoffa e qualità da vendere e smussando alcuni lati ancora acerbi, darebbe del filo da torcere a molti gruppi più che affermati.

Setlist:

  1. Intro
  2. Connections
  3. Chains Of Blood
  4. Soul Driven (guest Flavio Falsone)
  5. Golden Cage
  6. Hide yourself (guest Gabriella Aleo)
  7. Pilgrim
  8. Outcasted
  9. Secret Place

HERETIC’S DREAM lineup:

  • Francesca Di Ventura – Voice
  • Andrej Surace – Guitars
  • Alex Alberti – Keyboards
  • Alfonso Mocerino – Drums
  • Emiliano Baccini – Bass
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foto: Stefano Panaro

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Hangarvain
Ultima band, gli Hangarvain di Napoli. Sono stati bravissimi suonando un southern rock a venature hard rock di matrice statunitense. L’ascoltatore viene cullato in un percorso tra varie sfaccettature e distorsioni sostenute, come propongono Richie Kotzen o i Black Stone Cherry. Affiatati, soprattutto rocciosi nell’interpretazione dei brani, hanno un sound dove non c’è nulla di sperimentale, ma legato agli archetipi dell’hard rock classico, come “Free Bird”, o “A Life For Rock’n’Roll”, affine ai Lynyrd Skynyrd. La voce di Sergio è all’altezza della situazione, versatile ed è in grado di arrivare a tonalità quasi baritonali, cosa rara da incontrare. Una scaletta piacevole con linee melodiche curate nei minimi dettagli e buoni i riff di chitarra sia in fase ritmica che in fase solista, inseriti nelle canzoni al punto giusto senza eccessi. Una performance notevole, di pregio, per un risultato finale in cui il lavoro meticoloso che si nasconde dietro a ogni canzone è valido sotto tutti i punti di vista. I migliori della serata e soprattutto meritano già da adesso di uscire dall’underground e avere una maggiore visibilità.

Setlist:

  1. Get On
  2. Freaks
  3. Sliding To Hell
  4. Keep Falling
  5. A Coke Shot
  6. Old Train
  7. A Life For Rock’n’Roll
  8. Through The Space And Time
  9. Devil Of The South
  10. Me and Mary Jane
  11. Father Shoes
  12. Free Bird

HANGARVAIN lineup:

  • Sergio Toledo Mosca – Vocals
  • Alessandro Liccardo – Guitars
  • Francesco Sacco – Bass
  • Mirko De Maio – Drums
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 foto: Stefano Panaro