GRAVE DIGGER: 40 anni duri come il granito!

GRAVE DIGGER + WHITE SKULL + SKANNERS
live @ Largo Venue, Roma
– giovedì 19 maggio 2022 –

 

LIVE REPORT •

Periodo florido di eventi questo mese di maggio sul suolo italico. Nella capitale arrivano i leggendari Grave Digger, che per ben tre date verranno affiancati da due eccellenze del metal tricolore: Skanners e White Skull. Nel 2016 il sottoscritto fotografò il gruppo teutonico nella cornice del Traffic Live, mentre per questa importante occasione la location scelta è Largo Venue, che ha visto recentemente il passaggio del grandissimo Michael Schenker.

Arrivo ai cancelli verso le 19:00, dove intravedo già uno sparuto gruppetto di fan e amici di vecchia data in attesa di fare il proprio accesso nel locale. L’apertura, fissata per le 19:30, viene rispettata perfettamente, e poco prima dell’ingresso verso le biglietterie, sbuca un van che ospita a bordo proprio gli headliner della serata, un aneddoto, questo, che verrà rivelato più tardi. La location, per chi non c’è mai stato, è molto bella, ha un vasto spazio esterno per banchetti di merchandising, dove è possibile fare due chiacchiere seduti, magari con una bella birra ghiacciata spillata sul posto e altrettanto tanto spazio anche all’interno, con un bel palco ampio, un pit di assoluto rilievo per chi, come me deve fotografare, e una acustica tra le migliori della città.

SKANNERS
Come da tradizione, purtroppo, la prima band sale sul palco di fronte a poche persone presenti in sala ( lo spazio andrà gradualmente riempiendosi nel corso della serata, ndr) ma molto interattive e partecipi. Con oltre 40 anni di un’onorata carriera iniziata nel 1982, gli Skanners si dimostrano all’altezza della loro reputazione di band leggendaria, tenendo il palco in maniera solidissima. Claudio Pisoni possiede una voce stratosferica e, nel corso della mezzora messa a loro disposizione, la band sciorina una oculata selezione di brani tratti dal loro vasto repertorio (ben 7 album studio) e raccolti dal recente “Greatest Hits”, pubblicato lo scorso anno. I brani qui proposti sono stati largamente apprezzati e cantati a squarciagola dal pubblico presente, sempre partecipe e pronto ad accompagnare la band bolzanina. Dopo un’ora bella piena, il quintetto italiano lascia, tra gli applausi, il palco alla seconda band in programma.

Setlist:

  1. Welcome To Hell
  2. Rock The Nation
  3. Metal Party
  4. Factory Of Steel
  5. Starlight
  6. Under The Grave
  7. Pictures Of War
  8. Hard And Pure
  9. Fight Back

Skanners line up:

  • Claudio Pisoni – vocals
  • Fabio Tenca – guitars
  • Tomas Valentini – bass
  • Walther Unterhauser – guitar
  • Christian Kranauer – drums

 

foto: Stefano Panaro

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WHITE SKULL
È il momento dei White Skull di prendersi la scena sul palco. Per chi non conoscesse la storia della band, nel corso della loro lunga carriera, i nostri hanno visto molti cambi di line up. Il sottoscritto, per esempio, ricorda ancora quando li fotografò al Day Shocking Ground Metal Fest di Terni nel lontano 2009 con Alessio Lucatti alle tastiere, Danilo Bar alla chitarra solista e Elisa “Over” De Palma alla voce. La formazione attuale ha visto il grande ritorno della storica voce di Federica “Sister” De Boni nel 2011, ricreando in un certo qual modo quella ossatura storica, insieme al fondatore Tony “Mad” Fontò e al batterista Alex Mantiero. Tempo anche di novità sul palco, annunciata dalla “Sister”, ovvero l’ingresso al posto di Danilo Bar del giovane guitar hero Valentino Francavilla, che, come biglietto da visita, ha spettinato per un’ora tutti i presenti con i suoi potenti assoli.L’ultimo live nella capitale, prima di quello odierno, coincise con il 30th Anniversary Special Show, che la band tenne nel febbraio 2019 al Defrag , dove purtroppo alcuni problemi tecnici ne condizionarono pesantemente la performance. Per fortuna nulla di tutto questo è accaduto stasera, dove gli Skull si sono presentati in condizione scintillante, con suoni puliti e potenti e con la voce graffiante e aggressiva di Federica Sister a fare la parte del leone. Tantissimi i brani storici che il pubblico ha inneggiato e gridato a squarciagola (“The Roman Empire” su tutte) , decretando la serata degli Skull un enorme successo e rinnovando, se ce ne fosse ancora bisogno, l’enorme amore che i romani provano nei confronti della band vicentina. Nel corso della serata, la vocalist ha ricordato al pubblico dell’imminente uscita della biografia ufficiale della band, “L’Anima Del Teschio”, edito da Arcana, che racconta nelle sue oltre 440 pagine, gli oltre trent’anni di storia del gruppo, dando la possibilità ai propri fan di entrare nel vivo nel cuore della band, con annessi aneddoti mai rivelati prima d’oggi. Un’occasione, questa, davvero succulenta per chi vive di musica e ha voglia di approfondire ulteriormente la storia di uno dei gruppi storici italiani più amati di sempre.

Setlist:

  1. The Killing Queen
  2. Tales From The North
  3. Cleopathra
  4. Red Devil
  5. High Treason
  6. The Roman Empire
  7. Asgard

White Skull line up:

  • Federica “Sister” De Boni – vocals
  • Tony “Mad” Fontò – guitars
  • Jo Raddi – bass
  • Alessio Muscio – keys
  • Alex Mantierio – drums
  • Valentino Francavilla – guitars

 

 

foto: Stefano Panaro

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GRAVE DIGGER
Dopo la notevole prestazione delle due band d’apertura, eccoci finalmente agli headliner della serata, i Grave Digger! Per omaggiare i 40 anni di carriera della band, Cerberus Booking ha deciso di festeggiare con tre date esclusive, tra cui questa di Roma in apertura. Il gruppo teutonico, capitanato dal frontman Chris Boltendahl, è tra le più influenti e prolifiche realtà musicali del panorama mondiale e vanta all’attivo ben 19 album in studio, con il ventesimo lavoro, “Symbol of Eternity”, in arrivo il 26 agosto su Rock of Angels Records, che riprenderà la storia dei templari, precedentemente trattata nel celebre disco del 1998, intitolato “Knights Of The Cross“, di cui verranno presentati almeno tre brani in questa nuova leg. Tornando al racconto iniziale, il quartetto di Gladbeck era arrivato alla location in orario di apertura al pubblico per via di un problema di ritardo aereo non dipeso dalla band. Questo, purtroppo, ha coinciso con l’impossibilità di fare il soundcheck nelle tempistiche previste. Prima di iniziare la propria esibizione, la band sale sul palco visibilmente oberata nel tentativo di fare regolazioni e ottimizzazioni all’ultimo minuto (che si protrarranno per diversi pezzi). Sistemato il tutto, si spengono le luci, si accende il riflettore ed il mietitore incappucciato fa la sua apparizione, il Reaper scruta gli astanti in silenzio, passeggiando e lascia il palco alla band tra le urla di approvazione.Nell’arco di un’ora e 15 di esibizione, Boltendahl e soci presenteranno una scaletta che ripercorre gran parte della solida carriera della band, ripescando brani storici ma togliendo completamente altri pezzi tratti da album quali “The Reaper” e “Heart Of Darkness“, ai quali molti fan sono molto affezionati. Tra problemi alla batteria, alla cavetteria del basso di Jens Becker (che tra una birra e l’altra non ha mai fatto una piega, suonando meravigliosamente) e della chitarra, la band non molla di un centimetro e si dimostra di una solidità impressionante, suonando alla grandissima sopra tutti i problemi tecnici e con una grinta trascinante, con Axel “Ironfinger Ritt” spaziale, strappando applausi, grida e inneggiamenti (EXCALIBUUUUURRRRRR), con una cavalcata dorata sul ponte della storia, con pezzi intramontabili come “Rebellion”, che innescano il pogo frenetico di chi ama alla follia la loro musica. Una serata epica, che nelle difficoltà riscontrate, ha evidenziato come i Grave Digger siano ancora una band incredibile, con una maturità ed esperienza da far impallidire chiunque..

Setlist:

  1. Healed By Metal
  2. Lionheart
  3. The Clans Will Rise Again
  4. Lawbreaker
  5. The Round Table
  6. Dark Of The Sun
  7. The Curse Of Jaques
  8. Lions Of The Sea
  9. Season Of The Witch
  10. Highland Farewell
  11. Knights Of The Cross
  12. Excalibur
  13. Rebellion
  14. Ballad Of A Hangman
  15. Headbanging Man
  16. Witch Hunter
  17. Heavy Metal Breakdown

Grave Digger line up:

  • Chris Boltendahl – vocals
  • Jens Becker – bass
  • Axel “Ironfinger” Ritt – guitars
  • Marcus Kniep – drums

 

foto: Stefano Panaro