GOJIRA: Ossa rotte e soffi di balena al Carroponte

GOJIRA + ALIEN WEAPONRY + EMPLOYED TO SERVE
live @ Carroponte, Sesto San Giovanni (MI)
– domenica 31 luglio 2022 –

LIVE REPORT •

Vertigo Hard Sound organizza la serata della rinomata band impegnata in un tour continuo per la promozione del loro ultimo album “Fortitude”. Il Carroponte ci accoglie nel suo spazio post industriale, cornice perfetta per lo spettacolo che ci attende. L’apertura porte è in leggero ritardo, ma la quantità di gente in attesa di entrare è già oceanica. L’ultima data del tour si preannuncia una chiusura con i botti.

EMPLOYED TO SERVE

Questo five piece inizia con una voce femminile estremamente aggressiva e dei suoni carichi sin dall’inizio. Nonostante il sound complesso è tutto molto comprensibile. La proposta è un death metal cadenziato e ricco di groove, debitore della scuola di Machine Head e Pantera. Il responso del pubblico è molto positivo e i presenti sono tutti attenti e partecipanti all’esibizione. Inserti che citano un certo nu metal più moderno non mancano a completare quello che è un warm-up ideale.

Setlist:

  1. Universal Chokehold
  2. Exist
  3. Sun Up To Sun Down
  4. Force Fed
  5. Mark Of The Grave
  6. Party’s Over

Employed To Serve line up:

  • Justine Jones – vocals
  • Sammy Urwin – guitars, vocals
  • David Porter – guitars
  • Nathan Pryor – bass
  • Casey McHale – drums
 foto: Federica Borroni

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ALIEN WEAPONRY

Dopo un veloce cambio palco di circa quindici minuti, inizia un Intro con cori e percussioni maori che istantaneamente ci trasporta molto lontano. Sin dall’inizio, riff di chitarra massicci richiamano un sound thrash metal moderno, alla Sepultura. Una voce pulita spiazzante ma mai fuori contesto catalizza l’attenzione e si percepisce un linguaggio diverso dal solito. Parte delle liriche sono cantate infatti interamente in linguaggio maori. Il trio riesce ad avere un ottima presenza scenica pur mantenendo una certa compostezza, dovuta alla proposta particolarmente tecnica; l’esecuzione è perfetta. Il pubblico è entusiasta e tutti si lasciano trasportare dalle indicazioni del frontman. I suoni sono veramente precisi, chirurgici, e permettono di percepire tutte le sfumature dei brani, compresi cori armonizzati, samples e suoni degli strumenti folkloristici. Le sequenze sono usate sapientemente, non invasive e al tempo stesso non soppresse. Tratti di blast beat incastrati ci ricordano la vena più estrema della band nonostante le voci non tipiche che continuano a mantenere alta l’attenzione. Ritmiche a mitragliatrice con chitarra e doppia cassa all’unisono imbastiscono dei groove brutali che lasciano tutti a bocca aperta. La setlist finisce rapidamente, scorre senza intoppi e la band deve lasciare il palco, certi di aver ottenuto una grande quantità di nuovi fan; un’esibizione veramente senza difetti

Setlist:

  1. Raupatu
  2. Holding My Breath
  3. Tangaroa
  4. Kai Whatu
  5. Ahi Ka
  6. Rū ana te whenua
  7. Kai Tangata

Alien Weaponry line up:

  • Henry de Jong – drums, backing vocals
  • Lewis de Jong – guitars, lead vocals
  • Tūranga Morgan-Edmonds – bass, backing vocals
foto: Federica Borroni

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GOJIRA
È il momento che tutti aspettavano. Il sole è tramontato e solo le luci illuminano il palco. Acclamati a gran voce dal pubblico fanno il loro ingresso i Gojira. Sin dall’inizio l’esibizione è contornata da un light show stratosferico, veramente eccellente e che è difficile trovare con band così estreme. I suoni sono sempre chiari e comunque in linea con l’aspetto di sound engineering di tutta la serata. Il Carroponte è pieno, parecchie persone sono accalcate nell’area centrale fronte palco dove non c’è più spazio per nessuno.
Le bombole di gas arricchiscono l’esibizione come soffi di balena, sempre azzeccate e mai usate in modo eccessivo. I suoni riescono a far percepire tutte le complesse texture sonore dei francesi, compresi tutti gli innesti estremamente riverberati e psichedelici. La proposta è di una fruizione perfetta per lo scenario live che si è delineato, con tanto di azioni a contorno come il lancio tra il pubblico di balene gonfiabili. I cori cantanti dagli spettatori spesso vanno a coprire la voce, e Joe Duplantier tiene benissimo il palco, di poche parole ma efficiente nel far esaltate il pubblico. Il set scorre veloce ma mastodontico, e in un attimo giunge alla fine. I Gojira però prima di lasciarci donano ai propri fan un encore dove fanno cantare tutti, accompagnando il penultimo brano con una tempesta di coriandoli bianchi come schiuma di mare. Sicuramente una chiusura importante per una serata che per cause di forza maggiore è stata più volte rimandata, ma che alla fine è riuscita alla perfezione, andando a riunire tutti i presenti in un’unica vibrazione.

Setlist:

  1. Born for One Thing
  2. Backbone
  3. Stranded
  4. Flying Whales
  5. The Cell
  6. Love / Remembrance
  7. Hold On
  8. Grind
  9. Silvera
  10. Another World
  11. L’enfant sauvage
  12. Toxic Garbage Island
  13. The Chant
  14. The Gift of Guilt

Gojira line up:

  • Joe Duplantier – vocals, rhythm guitar
  • Mario Duplantier – drums
  • Christian Andreu – lead guitar
  • Jean-Michel Labadie – bass
foto: Federica Borroni