Gli Scorpions sono tornati… per sempre!

SCORPIONS + RHAPSODY OF FIRE
live @ PalaLottomatica, Roma
– lunedì 9 novembre 2015 – 

 

LIVE REPORT •
Cinquant’anni di carriera, milioni di dischi venduti, migliaia e migliaia di concerti in tutto il mondo e finalmente, per la prima volta, anche Roma: sono gli Scorpions. Parte dalla capitale, ed esattamente al PalaLottomatica, il tour europeo per festeggiare i primi dieci lustri di vita della band tedesca, una vita dedicata alla musica, all’hard rock, che li ha fatti conoscere ed apprezzare in ogni dove, facendogli raggiungere un successo planetario. Quella del 9 novembre è stata per la Città Eterna una “Big City Night”!

Rhapsody Of Fire
L’altissimo onore di aprire agli Scorpions, per due date, è affidato ad una delle migliori band nostrane: Rhapsody Of Fire (la terza, quella di Milano, sarà ad appannaggio dei Gamma Ray). Puntare sui triestini ritengo sia stata un’ottima scelta, la loro caratura, anche a livello internazionale, li pone su un piedistallo rispetto ad altri moltissimi gruppi italiani e, permettetemi di dirlo, senza sminuire il valore dei più, finalmente possiamo anche qui vedere in cartellone un nome degno di rilievo che affianca quello dell’headliner.
I nostri non hanno tantissimo tempo a disposizione e tra l’altro iniziano a suonare in orario che ancora non vede un grandissimo afflusso di pubblico, ma, anche se per pochi brani, hanno mostrato tutta la loro forza e bravura. Fabio Lione & Co. ci hanno strapazzato ben bene con canzoni più veementi e combattive come “Emerald Sword” o l’inedita “Into The Legend” (onorandoci col suonarla live per la prima volta proprio qui), ma come Omero ci hanno anche trasportato con la fantasia nel loro mondo epico fatto di impavidi guerrieri e profetici indovini con pezzi come “Lamento Eroico” e “Magic Of The Wizard’s Dream”, dedicata allo scomparso Christopher Lee che con loro cantò in studio questo brano. La voce di Fabio risuona imperiosa ed invita tutti i presenti a farsi sentire e a seguirlo verso la battaglia finale con “Dawn Of Victory” per chiudere un’esibizione breve, ma di grande livello, come è loro solito fare.

Setlist: “Emerald Sword” – “Lamento Eroico” – “Into The Legend” – “Magic Of The Wizard’s Dream” – “Dawn Of Victory”

RHAPSODY OF FIRE lineup:
Fabio Lione – Vocals
Alex Staropoli – Keyboards
Roberto De Micheli – Guitars
Alessandro Sala – Bass
Alex Holzwarth – Drums
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Scorpions
Era il 1974 quando feci la loro conoscenza con “Fly To The Rainbow”, da quel momento non ho mai smesso di seguirli, anche nel periodo meno prolifico, ed ogni volta che ce n’è stata l’opportunità non ho mancato di andarli ad ammirare. Quindi quale miglior occasione di rivederli ad un passo da casa? Ed eccoci qui, tutti pronti a farci pungere dai cinque scorpioni.
Un grande sipario nasconde gli ultimi preparativi sull’enorme palco, le luci si spengono, in sala risuonano le sirene di un allarme… e nel fragore di suoni, luci e colori ecco apparire gli Scorpions!
“Going Out With A Bang” è il brano con cui danno inizio al loro spettacolo, la scenografica coreografia fa da perfetta cornice a tutto il loro show, tra schemi giganti, spot multicolore e i nostri cori che accompagnano ogni brano. Come ci dice Klaus Meine, questo sarà un lungo viaggio attraverso le loro canzoni, ripercorrendo la loro storia con pezzi immortali come “Make It Real”, “The Zoo”, “Coast To Coast”, che Klaus interpreta con intensità e con la sua classe, mettendo in mostra una magnifica voce che nel tempo non ha perso lo smalto. Certo, coprire cinquant’anni di musica non è facile, dovrebbero suonare ore ad ore, ma gli Scorpions adottano una bella formula, quella di concentrare di tanto in tanto i loro successi in un paio di medley, così avremo quello elettrico più settantiano con “Top Of The Bill / Steamrock Fever / Speedy’s Coming / Catch Your Train”, seguito da quello acustico più ottantiano e romantico di “Always Somewhere / Eye Of The Storm / Send Me An Angel”, che fa illuminare la sala dai tanti accendini nelle nostre mani e suscita emozioni a non finire, le stesse che poi ci faranno sognare su “Wind Of Change”, durante la quale Klaus si copre le spalle con la bandiera tricolore e ci fa cantare tutti insieme: un brivido attraversa i nostri animi.
Loro sono una “Rock’n’Roll Band”, come dice la canzone omonima, e sono pronti a farci letteralmente esplodere, ovviamente, con “Dynamite”, che scatena e fomenta il pubblico con il suo travolgente ritmo: micidiali!
E come poco prima Matthias Jabs ci aveva illustrato le sue doti di virtuoso della chitarra con “Delicate Dance”, tocca ora a James Kottak a diventare protagonista solitario della scena: la sua batteria sale verso il cielo ed il “folle” James, introdotto dalla strumentale “In The Line Of Fire”, inizia il suo acrobatico assolo. Gioca e si diverte Kottak, ad ogni sua rullata la copertina di un loro album appare sul videowall accolta dal boato dei fan, e al termine, come un equilibrista, sale in piedi sui tamburi sospesi nell’aria e, rivolgendo la schiena al pubblico, mostra con orgoglio la scritta “Rock’n’Roll Forever” tatuata sul suo dorso: funambolico!
Ma è Rudolf Schenker a stupire per la sua carica, la sua energia: l’atletico chitarrista corre in lungo e largo mettendo in mostra una fisicità che farebbe invidia anche a dei giovani palestrati, poi sale in sella alla sua Flying V (con tanto di marmitta fumante), accende il motore… preme sull’acceleratore… mette il turbo e… wroom! “Blackout” ci colpisce come un treno, con la stessa irruenza con la quale iniziarono quell’ormai lontano concerto nel 1982 in cui li vidi la prima volta.
Siamo tutti in delirio, si canta, si salta al ritmo di “Big City Nights”, con la quale lasciano il palco raccogliendo i tantissimi e prolungati applausi di tutto la platea.
La grande scritta SCORPIONS è lì, sullo sfondo, luminosa, colossale, come lo sono stati loro finora, ci lascia in suspense e ci fa capire che tra poco torneranno in scena per regalarci ancora un po’ di palpitanti emozioni. E lo fanno con la suggestiva poesia di “Still Loving You”, che ci accarezza il cuore con delicatezza e passione, per poi però darci la scossa finale con la tempestosa “Rock You Like Hurricane” che chiude un concerto strepitoso da standing ovation. Scorpions: cinquant’anni e non sentirli!

Setlist: “Going Out With A Bang” – “Make It Real” – “The Zoo” – “Coast To Coast” – “’70 Medley: Top Of The Bill / Steamrock Fever / Speedy’s Coming / Catch Your Train” – “We Built This House” – “Delicate Dance” – “Acoustic Medley: Always Somewhere / Eye Of The Storm / Send Me An Angel” – “Wind Of Change” – “Rock’n’Roll Band” – “Dynamite” – “In The Line Of Fire” – “Kottak Attack” drums solo – “Crazy World” – “Blackout” – “Big City Nights” – “Still Loving You” – “Rock You Like A Hurricane”

SCORPIONS lineup:
Rudolf Schenker – Guitars
Klaus Meine – Lead Vocals
Matthias Jabs – Guitars
James Kottak – Drums
Pawel Maciwoda – Bass

report Rockberto Manenti
foto Andrea Stevoli
https://www.facebook.com/Andrea-Stevoli-158301587847720/?fref=ts