Gli Dei del Metallo scendono in pista

GODS OF METAL 2016:
RAMMSTEIN + KORN + MEGADETH + SIXX: A.M. + HALESTORM  + GAMMA RAY +
THE SHRINE + JEFF ANGELL’S STATICLAND + PLANETHARD + OVERTURES
live @ Autodromo Nazionale, Monza (Mb)
giovedì 2 giugno 2016 – 

 

LIVE REPORT •

Finalmente dopo quattro anni di digiuno torna il Gods of Metal. E questa volta organizzato bene! Probabilmente non stiamo scrivendo nulla di nuovo che non abbiano già scritto nei giorni scorsi altre webzine e fans forum, ma anche Metalforce vuole dire la sua. Abbiamo trovato questa edizione a livello organizzativo, tra location e gruppi presenti nel bill, molto buona (sicuramente qualcuno avrà comunque da ridire). Il parco della villa reale di Monza (oltre ad essere immenso) è stata una cornice perfetta per questa edizione del G.O.M. complice anche il tempo che per fortuna a dispetto delle previsioni ha retto benissimo regalando a tutti i presenti una giornata perfetta sotto l’aspetto meteo. Unica pecca (se proprio vogliamo mettere i puntini sulle i) è stata la “mezza maratona” che bisognava fare per arrivare all’area concerti partendo dai vari parcheggi e dal primo punto di controllo biglietti. Per quanto riguarda le band che si sono esibite durante tutta la giornata ho trovato che l’eterogeneità della proposta artistica fosse quasi perfetta, dico quasi, perché pur trovando molto valevole Jeff Angell’s Staticland dell’omonimo chitarrista/cantante, il trio non era nel contesto più consono al proprio genere musicale. Bisogna aggiungere che il nostro non ha di certo brillato per la professionalità dimostrata sul palco nei confronti dei presenti con una performance al limite dello scazzo. Gods of Metal 2016 promosso a pieni voti e menzione d’onore alla Live Nation.

Overtures
Sono le 11 in punto quando la band di Gorizia sale sul palco e dà il via a questa edizione del Gods Of Metal. Visto l’orario non c’è molta gente ad assistere a questa performance, ma nonostante tutto è già piena di energia. In soli 25 minuti gli Overtures giocano tutte le loro carte, e tirano fuori un Heavy/Power Metal potente e coinvolgente, che ci dà un gradevolissimo buongiorno. Tutti fanno il proprio dovere al meglio: la voce perfetta di Michele Guaitoli è accompagnata magistralmente dai riff di chitarra di Marco Falanga, dal basso di Luka Klanjscek, e dai colpi incessanti di batteria di Andrea Cum, senza dimenticarsi delle brave (e Belle) coriste Jade Hirudo e Nicoletta Rosellini, che danno quel tocco di femminilità che non guasta mai. Meritatissimi gli applausi a fine show, e auguriamo agli Overtures di arrivare a livelli sempre più alti.

Setlist:

  1. Repetance
  2. Artifacs
  3. Go(l)d
  4. Fly, Angel

OVERTURES lineup: 

  • Michele Guaitoli – Vocals
  • Marco Falanga – Guitars
  • Luka Klanjscek – Bass
  • Andrea Cum – Drums
  • Jade Hirudo – Backing Vocals
  • Nicoletta Rosellini – Backing Vocals

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PlanetHard
Dopo mezzoretta di cambio palco siamo pronti per un’altra band nostrana, che ha già calcato il palco del Gods Of Metal in passato per 2 volte, e cioè i PlanetHard. Reduci dalla data di Novembre scorso in apertura agli Scorpions, i quattro musicisti sono chiamati ad infiammare anche l’autodromo di Monza quest’oggi. L’accoglienza è degna di nota, e i quattro rockers italiani partono subito forte con “The One” seguita da “Ride Away”. Subito la voce del nuovo cantante Alberto Zampolli è di gran impatto, e non è compito facile sostituire Davide Merletto, ma lui senza timore alcuno lo svolge egregiamente. Anche per loro poco tempo, ma gestito alla perfezione. Marco D’Andrea non smette un secondo di coinvolgere il pubblico presente, e il suono potente della sua chitarra colpisce tutti e i suoi assoli sono precisi e taglienti. Basso e batteria, rispettivamente suonati da Alessandro Furia e Stefano Arrigoni, sono indiscutibilmente perfetti. Dopo poco meno di mezzora i “nostri” ci lasciano con “Kill Me (But First Kiss Me)”, e concludono un concerto perfetto e anche a livello di suoni nulla da dire.

Setlist:

  1. The One
  2. Ride Away
  3. This World
  4. Underworld
  5. Play Hard
  6. Kill Me (But First Kiss Me)

PLANETHARD lineup:

  • Alberto Zampolli – Vocals
  • Marco D’Andrea – Guitars
  • Alessandro Furia – Bass
  • Stefano Arrigoni – Drums

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Jeff Angell’s Staticland
Dopo le due band italiane si parte con gli artisti internazionali e il primo a salire sul palco è Jeff Angell con i suoi Staticland. Poco da dire sulla performance degli americani: Jeff si esprime magistralmente con la chitarra, e su questo nulla da dire, ma in un contesto come quello del Gods Of Metal era un po’ fuori posto, tanto che sembrava quasi non avesse proprio voglia di stare lì a suonare. Le canzoni vengono suonate una di fila all’altra senza quasi pausa, e dopo mezzoretta lasciano il palco accompagnati dagli applausi comunque meritati.

Setlist:

  1. Everything Is Wrong
  2. High Score
  3. I’ll Find You
  4. Phantom Limb
  5. Freak
  6. The Edge
  7. Never Look Back

 JEFF ANGELL’S STATICLAND lineup: 

  • Jeff Angell – Vocals/Guitars
  • Benjamin Anderson – Keyboards/Bass
  • Joshua Fant – Drums

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The Shrine
Il pubblico aumenta, e mentre tutti si rifocillano con un panino e una buona birra, fanno il loro ingresso i The Shrine, direttamente dalla California. Già dalle prime battute il frontman Josh Landau si rende subito protagonista con la sua energia che fa esplodere correndo su e giù per il palco. Insieme a Court Murphy al basso e Jeff Murray dietro le pelli, il gruppo ci allieta con del sano rock’n’roll vecchio stile. Il pubblico si scatena e si diverte dalla prima all’ultima canzone, e pure i 3 californiani non sono da meno, dando prova di ottima tecnica. Anche per loro solo mezzora che passa troppo velocemente, e anche per loro una pioggia di applausi li accompagna all’uscita. Ora spazio al primo dei “grandi nomi”: i Gamma Ray.

Setlist:

  1. Destroyers
  2. Death To Invaders
  3. The Vulture
  4. Dusted And Busted
  5. Rare Breed
  6. Nothing Forever

THE SHRINE lineup: 

  • Josh Landau – Vocals/Guitars
  • Court Murphy – Bass
  • Jeff Murray – Drums

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Gamma Ray
Ormai attivi da più di 25 anni, i Gamma Ray sono ormai diventati un’istituzione del power metal tedesco. La band guidata dall’ex Helloween Kai Hansen viene accolta con un boato assordante, e sulle note di “Heaven Can Wait” parte una scaletta che ripercorre un po’ tutta la carriera della band tedesca. Non c’è nulla di sbagliato nella loro performance: le chitarre di Hansen e Richter vengono trattate come se fossero delle belle ragazze, Dirk Shlachter al basso non sbaglia un colpo e la velocità della batteria di Michael Ehrè è perfetta. Infine la voce di Frank Beck è la ciliegina sulla torta. “I Want Out”, cover degli Helloween, fa ovviamente cantare a squarciagola tutti i fan presenti. Si continua alla grande con canzoni come “Induction”, “Dethrone Tyranny” e la bellissima “Master Of Confusion”. Nonostante i tanti anni in giro per il mondo a suonare, i Gamma Ray sembrano dei ragazzini instancabili, e ne danno la prova fino alla conclusiva “Send Me A Sign”, che chiude una performance da 110 e lode.

Setlist:

  1. Heaven Can Wait
  2. Fight
  3. I Want Out (Helloween cover)
  4. Induction
  5. Dethrone Tyranny
  6. Master Of Confusion
  7. Rebellion In Dreamland
  8. Man on a Mission
  9. Send Me a Sign

GAMMA RAY lineup: 

  • Kai Hansen – Guitars/Backing Vocals
  • Frank Beck – Vocals
  • Henjo Richter Guitars
  • Dirk Shlachter – Bass
  • Michael Ehrè – Drums

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Halestorm
Sono le 14.30 quando sul palco salgono gli Halestorm. La band è vistosamente carichissima, complice una Lzzy Hale che con una grinta fuori dal comune che appartiene solo ai grandi coinvolge il pubblico subito dalle prime note. Si parte con “Apocalyptic” dove la band scarica immediatamente una botta di adrenalina addosso ai presenti. Si prosegue con brani quali “Love Bites” e “Mz. Hyde” che confermano che Lzzy è attualmente una delle frontwoman più accattivanti del panorama rock mondiale. E’ bellissimo vedere come il resto della band Josh Smith, Joe Hottinger e Arejay Hale rispettivamente Basso, chitarra e batteria siano i perfetti gregari completando una band che gira a mille. Dopo aver infiammato per 45 minuti fans di vecchia data e nuovi (si perchè nel frattempo molti presenti che dicevano di non conoscere la band hanno apprezzato perecchio i quattro ragazzi della Pennsylvania) gli Halestorm chiudono il set con “I Miss The Misery” lasciando un po’ di amaro in bocca per il poco tempo a disposizione.
Per tutta la durata del concerto la band ha coinvolto e tenuto alta l’attenzione del pubblico presente a quell’ora dando la vera prima “sveglia” della giornata.

Setlist:

  1. Apocalyptic
  2. Love Bites (So Do I)
  3. Hyde
  4. Amen
  5. Scream
  6. I Am the Fire
  7. Sick Individual
  8. Drum Solo
  9. Mayhem
  10. I Get Off
  11. Freak Like Me
  12. I Miss the Misery

HALESTORM lineup:

  • Lzzy Hale – Vocals
  • Joe Hottinger – Guitars
  • Josh Smith – Bass
  • Arejay Hale – Drums/Backing Vocals

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Sixx: A.M.
Prima volta in assoluto nel vecchio continente per il combo imbastito nel 2007 da Nikki Sixx fondatore e bassista dei Motley Crue. Forti della nuova pubblicazione discografica “Prayers For The Damned, Vol. 1” la band appena messo piede sullo stage ha tutte le intenzioni di rendere memorabile questo momento in terra Italica.
La band parte con “This Is Gonna Hurt” brano che da anche il titolo al loro CD del 2011. I suoni nei primi brani non sono dei migliori ma il pubblico presente dà segno di apprezzare comunque, complice la personalità di un’icona come Nikki Sixx che si muove su e giù per il palco affiancato da un ottimo DJ Ashba, chitarrista passato anche per le file dei “nuovi” Guns n’ Roses, i due non si risparmiano in ammiccanti pose per la gioia delle fans presenti. Sinceramente non avrei pensato che il pubblico conoscesse molti dei brani che i Sixx: A.M. hanno presentato durante la loro performance e questa è la conferma che pur essendo la prima volta in tour qui da noi la band gode di un nutrito seguito.
La performance dura circa un’ora e James Michael cantante e frontman della band se le cavata egregiamente sia a livello vocale che come intrattenitore, tenendo conto che deve fari i conti con un “datore” di lavoro e compagni d’avventura tosti a livello di carisma, il che non è per nulla facile.
Nikki Sixx e soci si congedano con il brano “Life is Beautiful” dove il pubblico viene coinvolto in un coro botta e risposta sulle parole del ritornello dove si avverte un pizzico di emozione da entrambe le parti. Speriamo di rivederli presto qui da noi in tour.

Setlist:

  1. This Is Gonna Hurt
  2. Rise
  3. When We Were Gods
  4. Everything Went To Hell
  5. Prayers For The Damned
  6. Lies Of Beautiful People
  7. Stars
  8. Life Is beautiful

SIXX: A.M. lineup:

  • James Michael – Vocals
  • DJ Ashba – Guitars
  • Nikki Sixx – Bass
  • Dustin Steinke – Drums
  • Amber Vanbuskirk – Backing Vocals
  • Melissa Harding – Backing Vocals

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Megadeth
E siamo giunti al primo dei tre Big che concluderanno questa edizione del Gods Of Metal: i Megadeth. La band di Mustaine e soci non ha certo bisogno di presentazione, e qui in italia sono sempre ben accolti. Fanno il loro ingresso sul palco sulle note di “Prince Of Darnekss”, per poi partire a 1000 con “Hangar 18“, “Wae Up Dead” e “In My Darkest Hour”. Nelle prime battute Mustaine non sembra in gran forma sul piano vocale, ma si riprende alla grande con “She Wolf” e “Sweating Bullets”. Per il resto del gruppo nulla criticare: David Ellefson picchia duro col suo basso, e i riff di Kiko Loureiro non hanno sbavature, menre dietro le pelli Dirk Verbeuren, batterista dei Soilwork, ha una tecnicità spaventosa. Prima di continuare, Dave chiede al pubblico di fare un minuto di silenzio per il loro ex batterista Nick Menza, scomparso da poco, e viene giustamente rispettato. Dopo il brano che da il nome all’ultimo album della band, e cioè “Dystopia”, arrivano una dietro l’altro 3 grandi classici: “Symphony Of Destruction”, “Peace Sells” e “Holy Wars… The Punishment Due” che chiude 1 ora e 15 di puro heavy metal. I Megadeth non deludono mai!.

Setlist:

  1. Hangar 18
  2. Wake Up Dead
  3. In My Darkest Hour
  4. The Threat Is Real
  5. She Wolf
  6. Post American World
  7. Sweating Bullets
  8. Poisonous Shadows
  9. Trust
  10. Fatal Illusion
  11. Dystopia
  12. Symphony of Destruction
  13. Peace Sells
  14. Holy Wars… The Punishment Due

MEGADETH lineup: 

  • Dave Mustaine – Vocals/Guitars
  • David Ellefson – Bass
  • Kiko Loureiro – Guitars
  • Dirk Verbeuren – Drums

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Korn
Sono le 20.15 e finalmente dopo una trepida attesa fa il suo ingresso la band di Bakersfield. Ultimo gruppo ad esibirsi prima dei protagonisti principali della serata: i Rammstein. Dopo una fase un po discendende negli ultimi anni la band con il rientro in “squadra” di Brian “Head” Welch avvenuto nel 2013 sembra aver ritrovato la giusta alchimia dei bei tempi, anche se devo dire che questa sera non ho visto una grande complicità tra i musicisti a differenza di un’anno e mezzo fa all’Alcatraz di Milano dove erano stati davvero “devastanti” in tutto e per tutto. Questo non vuol dire che questa sera non lo siano stati, anzi, a fine performance la maggior parte del pubblico presente ha conclamato il set dei Korn sino a quel momento come il migliore della giornata (senza nulla togliere alle altre band che li hanno preceduti). Un concerto fatto di “grinta” e “cattiveria” allo stato puro che conferma ancora una volta (sempre che ce ne sia bisogno) che la band è ancora tra le top a livello mondiale. Come appena accennato i musicisti sono stati tutti impeccabili Ray Luzier ha letteralmente distrutto bacchette durante la serata picchiando la sua batteria con impeto, dimostrando che pur essendo “l’ultimo arrivato in casa Korn” rimane assieme a Fieldy la forza trainante del combo.
Head e Munky hanno suonato le loro chitarre alla grande incastrando alla perfezione i riff che hanno fatto il marchio di fabbrica della band.
Che dire di Jonathan Davis, lui è il cuore pulsante di questa “macchina da guerra” il suo carisma è già di per se una garanzia e da qualche tempo a questa parte anche la sua voce, che pur non graffiando più come un tempo (gli anni passano per tutti) rimane sempre riconoscibilissima.
Promossi con voto 10. La lode la rimandiamo al prossimo concerto da headliners

Setlist:

  1. Blind
  2. Right Now
  3. Here to Stay
  4. Somebody Someone
  5. Narcissistic Cannibal
  6. Falling Away From Me
  7. Coming Undone
  8. Shoots And Ladders
  9. Twist
  10. Did My Time
  11. Y’All Want A Single
  12. Got The Life
  13. Freak On A Leash

KORN lineup:

  • Jonathan Davis – Lead Vocals
  • James “Munky” Shaffer – Guitars/Backing Vocals
  • Brian “Head” Welch – Guitars/Backing Vocals
  • Reginald “Fieldy” Arvizu – Bass/Backing Vocals
  • Ray Luzier – Drums
  • Zac Baird – Keyboards/Backing Vocals

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Rammstein
Ci siamo; il momento tanto atteso è arrivato: poco dopo le 22 su un grande telo nero parte il countdown per l’entrata in scena dei tedeschi Rammstein!
Allo scattare dello zero il telo cala con un esplosione pirotecnica e dall’alto scendono Paul Landers e Richard Kruspe con le loro chitarre, mentra sono già in scena Christoph Schneider alla batteria, Oliver Riedel al basso e Christian “Doctor Flake” Lorenz alle tastiere, che indossa una specie di passamontagna con degli occhi finti attaccati. Parte l’inedita “Ramm 4“ e Till Lindemann fa il suo ingresso ballando il tip-tap e lanciando un cilidro che esplode. Una partenza col botto!
“Reise, Reise” parte senza darci neanche il tempo di riprendere fiato e tra giochi pirotecnici, scketch comici tra Till e Flake (che viene trascinato come un cane, messo dentro una buca e ricoperto da una cascata di scintille) e fiammate che “cuociono” soprattutto noi delle prime file, lo show non smette di stupire, e non mette assolutamente in secondo piano le doti musicali dei vari musicisti.
Brani potenti come “Feuer Frie!”, “Du Riechst So Gut” e “Links 2-3-4“ (nella quale alcuni dei presenti eseguono la “mossa” della marcia) si mischiano a brani più “tranquilli” come “Seeman”, la cover dei Depeche Mode “Stripped” e la poetica “Engel” dove Till viene sollevato da terra, indossando delle ali d’angelo che sparano fiammate ai lati.
L’intro elettronico di “Du Hast” fa gridare di gioia i fan che vengono invitati a cantare il brano insieme alla band, con tanto di complimenti e applauso di Till per l’ottima interpretazione.
Le 2 ore a disposizione della band purtroppo passano in un batter d’occhio, e la conclusiva “Sonne” pone la parola fine ad uno spettacolo incredibile, sia dal punto di vista scenico sia da quello musicale. Speriamo di non dover aspettare troppo tempo per rivederli qui da noi.

Setlist:

  1. Ramm 4
  2. Reise, Reise
  3. Hallelujah
  4. Zerstören
  5. Keine Lust
  6. Feuer Frei!
  7. Seemann
  8. Ich Tu Dir Weh
  9. Du Riechst So Gut
  10. Mein Herz Brenn
  11. Links 2-3-4
  12. Ich Will
  13. Du Hast
  14. Stripped (Depeche Mode Cover)
  15. Engel
  16. Sonne

RAMMSTEIN lineup:

  • Till Lindemann – Vocals
  • Richard Kruspe – Guitars/Backing Vocals
  • Paul Landers – Guitars/Backing Vocals
  • Oliver Riedel – Bass/Backing Vocals
  • Christoph Schneider – Drums
  • Christian “Doctor Flake” Lorenz – Keyboards