FUCK YOU WE ROCK FESTIVAL – il report del Day 1

FUCK YOU WE ROCK FESTIVAL – XV EDIZIONE
DAY 1:
THOMAS SILVER + JUNKIE DILDOZ + HANGARVAIN
+ LOVE MACHINE + M.I.L.F. + STINS + OVERCHAINS + BLACK DEVILS

live @ The Stony Pub, Pontassieve (FI)
– sabato 1 settembre 2018 –

 

 

LIVE REPORT (in collaborazione con Metal Maximum Radio) •

 

Nubi oscure e minacciose ci hanno accompagnato per tutto il viaggio verso lo Stony Pub di Pontassieve, dove si è svolta la XV edizione di uno dei festival più irriverenti dell’Underground italiano, il FUCK YOU WE ROCK. E’ sempre bello arrivare in questa location, con il suo grande open space, e un’area concerti davvero notevole. Purtroppo quest’anno siamo incorsi in problemi metereologici che hanno fatto ritardare l’inizio di quella che poi si è dimostrata una serata grandiosa, nonostante le band abbiano dovuto tagliare parte delle scalette per ovvi motivi di tempistiche tecniche.

BLACK DEVILS
La prima band che è salita sul palco e che ha rotto il ghiaccio davanti a un pubblico abbastanza incredulo, sono stati i giovanissimi BLACK DEVILS che a dispetto della loro età (10-12 anni circa), sono riusciti a conquistare tutti i presenti con tre cover perfettamente eseguite. Tutti i componenti della band sono ben preparati, Leonardo con ritmiche e soli molto precisi, Dario e Ugo che supportano la base ritmica in modo impeccabile, tutti guidati e trascinati dalla loro giovanissima frontgirl Giulia, che si mangia il palco come una veterana della scena Metal italiana.
Questa band fa ben sperare per la nuova generazione di Metalhead. Alla fine della performance pelle d’oca per tutti!!! Grandissimi, continuate così!!!

Setlist: 

  1. You shook me all night long
  2. TNT
  3. The trooper

BLACK DEVILS lineup:

  • Giulia Corsini – Voice
  • Leonardo Marchesini – Guitar
  • Ugo Nigi – Bass
  • Dario Bruni – Drums

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OVERCHAINS
È la volta per gli OVERCHAINS di far parlare i propri strumenti. Matthew e soci iniziano con “End Of My Path”. Il sound non è male, ma sembra che la band abbia bisogno di un maggior numero di date dal vivo, la scena live risulta molto statica. I vari brani hanno una buona matrice Heavy Metal, con influenze sinfoniche evidenziate dal cantante. La base di tutti i pezzi è apprezzabile grazie al grande lavoro di Paolo alla batteria e J3ck al basso. Il chitarrista Anthony e il tastierista Edoardo sono molto precisi e rendono godili anche alcune leggerezze sugli arrangiamenti. I ragazzi di Perugia chiudono con “Psyche”, buon brano che congeda la band nel migliore dei modi. Nel complesso una buona band, con grandi margini di crescita.

Setlist:

  1. End Of My Path
  2. Radiant Moon
  3. Till The End
  4. Psyche

OVERCHAINS lineup:

  • Matthew Aguy – Voice
  • Anthony De Francesco – Guitar
  • J3ck CH – Bass
  • Paolo Pagnanini – Drums
  • Edoardo Bighi – Keyboards

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STINS
Arrivano gli STINS e tutto cambia. Il sound è massiccio, potente e carico dell’adrenalina dei giovani musicisti. “Drawing To You” apre in modo eccezionale una scaletta che si rivelerà davvero molto varia. Si va da un bell’Hard Rock con velature Stoner al vero e proprio Heavy Metal, passando anche dal Rock Blues. Insomma, gli STINS, a distanza di un anno si sono evoluti alla grande e sono migliorati sotto tutti i punti di vista. Andrea alla batteria risulta un rullo compressore, che tiene alto il livello di potenza in ogni pezzo. Ottima prestazione live di tutta la band, che domina il palco in modo sicuro, con salti e balletti di Giulio, che si conferma un grande frontman. I pezzi si susseguono fino ad arrivare alla conclusiva “Everything Or Anything”, che fa scendere i ragazzi dal palco a testa alta, circondati da grandi applausi di tutto il pubblico!!!

Setlist: 

  1. Drawing To You
  2. All I Want
  3. Ride My Skin
  4. Black Lily
  5. The Chaser
  6. I’m On Fire
  7. Everything Or Anything

STINS lineup:

  • Giulio Nencini – Voice
  • Manuel Vuono – Lead Guitar
  • Andrea Del Francia – Drums
  • Andrea Devoti – Bass
  • Lorenzo Matteuzzi – Guitar

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M.I.L.F.
I M.I.L.F. prendono possesso dello stage dello Stony in modo molto autorevole e massiccio. Simone si fa notare fin da subito con la sua mole fisica e con la sua voce graffiante. Si nota fin da subito che sembra di essere stati catapultati in dietro nel tempo, fino alla metà degli anni 80, dove imperversava il puro Glam Metal. Prestazione live molto bella e dinamica dei ragazzi di Firenze. Ciccio e Zip sembrano avere una grande intesa, il muro sonoro delle chitarre risulta incrollabile e ben definito. La sezione ritmica, con Alex alla batteria e Andrea al basso, si dimostra solido e devastante. I brani risultano tutti piacevoli all’ascolto e questo ha fatto in modo che tutto il pubblico si sia divertito per tutta la durata dello show.

Setlist: 

  1. Let Me Believe
  2. Don’t Care
  3. Mama Kin
  4. Inner Fire
  5. Hottest Dream

M.I.L.F. lineup:

  • Simone Galli – Voice
  • Zip Faster – Guitar
  • Ciccio – Guitar
  • Andrea Devoti – Bass
  • Alex Melani – Drums

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LOVE MACHINE
È il turno dei LOVE MACHINE di far scricchiolare le assi del palco, band veterana della scena Metal italiana con i suoi 30 anni di carriera alle spalle. Questa è stata la terza volta che ho avuto il piacere di vedere i ragazzi di Milano live, e ogni volta sembrano sempre migliorarsi.
Frank e soci polverizzano subito ogni possibile scetticismo del pubblico, sempre che ce ne sia stato, iniziando il loro set con “Let’s Get it Rock”, brano estratto dal nuovo lavoro “Universe of Minds”, che fa saltare tutti i presenti facendoli avvicinare al palco e rendendo l’atmosfera veramente rovente.
Rob, con la sua voce gentile ma graffiante, canta “Star Rider” in modo impeccabile, come tutti gli altri brani naturalmente. L’interpretazione della scena live da parte della band è davvero unica, tutti si gustano il palco in modo genuino, ma anche aggressivo allo stesso tempo. Max, con il suo look davvero unico e impareggiabile, da grande solidità alla band con i suoi riff precisi e dirompenti, in perfetta sincronia con Frank danno vita al guitar wall of sound tanto amato dai metallari.
Arriva “Anyway”, primo singolo tratto dal nuovo disco, e tutti si scatenano e cantano il ritornello come se non ci fosse un domani!!! Andrew alla batteria e Yako al basso fanno sentire il loro grande affiatamento durante tutto il concerto, mantenendo la base ritmica rocciosa e dinamica.
Lele alle tastiere è un vero mago dei tappeti sonori e delle melodie che contornano ogni pezzo, magistralmente eseguito dai LOVE MACHINE!!! Chiudono lo show con una cover dei TWISTED SISTER, “We Gonna Take It”, che fa impazzire tutti. Che dire, UNICI.

Setlist:

  1. Let’s Get It Rock
  2. Heading For The Heartbreak
  3. Star Rider
  4. We Are The Fire
  5. Anyway
  6. We Gonna Take It

LOVE MACHINE lineup:

  • Rob – Voice
  • Frank – Guitar
  • Max – Guitar
  • Andrews – Drums
  • Yako – Bass
  • Lele – Keyboards

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HANGARVAIN
Invadono il palco i napoletani HANGARVAIN. “Into The Hangar” mette subito in evidenza lo spirito della band, con il suo Metal moderno. Immediatamente si nota la padronanza del palco da parte di tutto il gruppo e la grande voce di Sergio, davvero potentissima e con un timbro molto gradevole.
La sezione ritmica è un muro invalicabile, con Mirkko alla batteria e Francesco al basso, che da una grande potenza a tutti i brani e dove Alessandro può adagiare i suoi potentissimi e graffianti riff di chitarra. I ragazzi si trovano a proprio agio su un palco molto ostico per via del freddo, che è andato aumentando nel corso della serata, questo dimostra che è una band abituata ad affrontare qualsiasi sfida lo stage possa presentare. La scaletta procede potente con pezzi come: “Freaks”, “Keep Falling” e “A Coke Shot”, questo permette a band e pubblico di riscaldarsi velocemente e di godersi lo spettacolo. La musica di Alessandro e compagni è molto diretta, ma anche orecchiabile. Gli HANGARVAIN ci lasciano con “Sliding To Tell”, brano che conclude una bella performance della band napoletana.

Setlist:

  1. Into The Hangar
  2. Get On
  3. Freaks
  4. Keep Falling
  5. A Coke Shot
  6. Father Shoes
  7. Old Train
  8. Sliding To Tell

HANGARVAIN lineup:

  • Sergio Toledo Mosca – Voice
  • Alessandro Liccardo – Guitar
  • Francesco Sacco – Bass
  • Mirkko De Maio – Drums

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JUNKIE DILDOZ
Che dire dei JUNKIE DILDOZ, una band, una sicurezza. Trascinati dal loro frontman Tommy i ragazzi toscani non tradiscono le aspettative. Prestazione Live eccellente, come sempre. Si parte con “Porn Nation”, pezzo ideale per aprire le danze. Brian alla batteria è un vero tornado, scambi precisissimi e pacca devastante, il vero motore del gruppo. Daniele al basso è in perfetta sincronia con ogni colpo di batteria e Davide, con il suo modo da “divo” di stare sul palco, sforna riff potentissimi e soli eccezionali. Purtroppo la scaletta è molto ridotta, ma non mancano pezzi come “Bastard” e “I Am The One”, che danno la giusta carica al pubblico. Tommy con la sua voce graffiante incita il pubblico a cantare e saltare, non si ferma nemmeno un secondo per tutta la durata dello show. L’ultimo brano “Till The End” è la degna conclusione di un live orfano, questa volta, della canzone principe che dà il nome alla serata, “FUCK YOU WE ROCK”.
Nonostante questa mancanza, e una setlist troppo breve, i JUNKIE DILDOZ si confermano una bella realtà per la scena Hard Rock italiana.

Setlist:

  1. Porn Nation
  2. Bastard
  3. I Am The One
  4. Till The End

JUNKIE DILDOZ lineup:

  • Tommy Blazer – Voice
  • Brian Ancillotti – Drums
  • Davide Puliti – Guitar
  • Daniele Petri – Bass

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THOMAS SILVER
Entra in scena THOMAS SILVER e il palco dello Stony Pub inizia letteralmente a tremare. La carica dell’ex HARDCORE SUPERSTAR è ai massimi livelli. “Caught Between Worlds” avvia il concerto in modo splendido e molto diretto. Chi ha avuto modo di vedere le sue ultime uscite acustiche a fatica avrà riconosciuto il grande frontman che si sono trovati davanti lo scorso sabato sera. Voce potente, aggressiva e in forma smagliante, Thomas canta “Public Eye” incitando i presenti a seguirlo. Durante la scaletta possiamo anche goderci alcuni pezzi della sua ex band, come: “Someone Special”, “I’m Eighteen”, “Dreaming In A Casket” e la conclusiva “Standing On The Verge”, tutti brani bellissimi da riascoltare con la sua voce. I suoi compagni di viaggio, in questo “Tour italiano” sono stati bravissimi ad accompagnare l’artista svedese, facendolo sentire sicuro e tranquillo durante tutta la performance. Daniele (Junkie Dildoz) al basso e Luca Cetroni alla batteria, che si è dimostrato una vera macchinetta, hanno tenuto il passo alla grande. Per essere tranquillo il bassista si è fatto portare un caffè dal sottoscritto, avendo già suonato fino a pochi minuti prima con i JUNKIE DILDOZ, in modo da avere la giusta carica. Luca Montegiove alla chitarra ha modo di scatenarsi, poggiando i potentissimi riff sulla straordinaria base ritmica creata da Luca e Daniele. Il pubblico si diverte e canta insieme a Thomas, battendo le mani a tempo fino alla fine. Grandissimo THOMAS SILVER, personaggio unico!!!

Setlist:

  1. Caught Between Worlds
  2. Public Eye
  3. Someone Special (Hcss cover)
  4. Bury The Past
  5. Coming In, Going Under
  6. Minor Swing
  7. D Day
  8. I’m Eighteen (Alice Cooper cover)
  9. On A Night Like This
  10. Time Stands Still
  11. Dreaming In A Casket (Hcss cover)
  12. Standing On The Verge (Hcss cover)

THOMAS SILVER lineup: 

  • Thomas Silver – Voice and Guitar
  • Daniele Petri – Bass
  • Luca Montegiove – Guitar
  • Luca Cetroni – Drums

Si ringraziano: The Stony PubTommaso Dettori – tutto lo Staff del Fuck You We Rock Festival


PHOTO GALLERY

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foto: Chiara Rovesti