Freak or treat? – Freak Kitchen @ Crossroads

FREAK KITCHEN + HERETIC’S DREAM + NOUMENO
live @ Crossroads, Osteria Nuova (Roma)
– venerdì 13 novembre 2015 – 

 

LIVE REPORT •
E’ proprio il caso di dire che, quando ci sono gli ingredienti giusti, si è un passo avanti nella preparazione di un piatto d’eccezione. In questo caso specifico, se la ricetta prevede anche una cospicua dose di divertimento, la combinazione è davvero perfetta (in tal senso il titolo del report vuole proprio ammiccare alla recente festività a base di zucche vuote, che potrebbe ben calzare con un setting come quello del concerto dei Freak Kitchen).
Andiamo con ordine, ripercorrendo insieme le tappe di una serata variegata che ha saputo traghettarci in varie destinazioni, con varie “pietanze musicali” (di innegabile interesse) fino all’ultimo approdo della “portata finale”.

Noumeno
L’apertura della serata spetta ai Noumeno, ben nota band prog metal strumentale che da un po’ di anni sta facendo conoscere sul territorio del centro Italia (e non solo) la sua produzione artistica. I ragazzi hanno all’attivo due album ed una lunga esperienza “sul campo” fatta di live e partecipazioni ad eventi musicali di vario genere. L’evento che, però, forse più di altri ha recentemente segnato un punto di svolta nella carriera di questa band è stato la dipartita del chitarrista e fondatore Fabrizio “Panda” Agabiti, trasferitosi in Germania (a Berlino). E’ proprio in questo periodo Post-Panda che ritroviamo la band, con il loro nuovo lavoro (“Escape”) e, soprattutto, con l’ingresso del successore di Fabrizio, Matteo Salvarezza (già da tempo ex allievo del precedente chitarrista). Per chi come me conosce questa band (quasi) da sempre e li ha visti crescere e sbocciare (non dimenticherò mai uno dei loro debutti, quando, nel lontano 2008, trovandomi come membro della giuria di un contest per band emergenti, mi trovai folgorato dalla loro bravura) è stato impossibile per me non notare alcune differenze nel nuovo assetto della band. Devo anche ammettere però che, dopo i primi momenti di disorientamento, scrollata la trappola del “non è Panda” e del voler ricercare a tutti i costi un clone, piano piano ho iniziato ad entrare anche io nell’ottica (e nelle note) nella nuova alchimia che si è creata con l’arrivo di Matteo. Fin dai primi brani, infatti, la band si è presentata con un “tiro” davvero pazzesco, forti anche di una sezione ritmica da fare invidia a qualsiasi gruppo da classifica “hard’n heavy”. Forse nel mix generale il basso dell’ottimo Emanuele “Pillo” Calvelli risultava un po’ sovrastante gli altri strumenti, ma devo dire che è stato comunque un piacere poter sentire con maggiore evidenza le sue prodezze, perchè, credetemi, ne vale sempre la pena.
Insomma, i Noumeno oggi più che mai sono una band omogenea ed ancora più matura, che ha saputo rinnovarsi e risorgere dalle ceneri, passando anche attraverso fatti traumatici come la dipartita di un membro storico e carismatico come “il Panda”. A fine performance ed al cospetto di tutto ciò, non possiamo far altro che dire: “Bravi ragazzi, continuate sempre così!”

Setlist:
Noumeno
Gnu Entry
Rodeo Bing
Ink++
Jason Becker
Anger in Vain
24

NOUMENO lineup:
Emanuele Calvelli – Bass
Emiliano Cantiano – Drums
Danilo Carrabino – Guitars
Matteo Salvarezza – Guitars
————————————————————

Heretic’s Dream
Il secondo atto della serata spetta agli Heretic’s Dream, band prog/alternative metal che, come i quattro ragazzi romani, più di una volta e da lungo tempo si è fatta conoscere in varie occasioni sul suolo italico e non solo. L’entrata è grintosa e di classe, al punto che fin dai primi brani si nota subito un loro stile particolare, caratterizzato toni aggressivi ed introspettivi allo stesso tempo: davvero un mix ben amalgamato, sicuramente merito anche della maestria ed interazione di tutti gli elementi della band.
Sebbene io non sia esperto di questo genere, devo riconoscere che la musica prodotta da questi ragazzi mi ha “preso” in quanto molto personale, interessante ed anche ben suonata. Subito dopo le prime incursioni la cantante Francesca Di Ventura ci spiega che questo loro live, in realtà, risultava a rischio per l’assenza (abbastanza improvvisa) di due elementi importanti, ovvero la chitarra di Carlo Nicolucci e la batteria di Daniele Cortese, assenza comunicata con un anticipo non facilmente gestibile rispetto alla data del live romano. Nonostante questa disavventura, forti dell’esperienza maturata nel corso degli anni e del supporto di ex musicisti ed amici pronti all’occasione (in questo caso, Marco Piceno alla chitarra e Maurilio Di Stefano alla Batteria), gli HD sono riusciti a non farsi sfuggire questa circostanza anzi, a trarne un’occasione particolare per proporre una quanto mai inedita digressione nei brani del loro repertorio ormai remoto (ad esempio, anche privilegiando una scaletta più vicina al periodo in cui Maurilio era dietro le pelli). E’ stato davvero emozionante vedere come la partecipazione di altri amici (ad esempio di Emiliano Baccini alla voce) abbia ulteriormente arricchito il live di questi ragazzi, donando alla performance un sapore disteso e quasi “familiare”. La musica è in grado di fare anche questo: regalarci  rimpatriate di amici di vecchia data, consentendoci di rivivere tanti bei ricordi tutti insieme su di un palco. Una menzione speciale se la merita Marco Piceno che, come ci diceva Francesca, in tempi brevissimi è riuscito a “montare” la scaletta dei brani: la maglietta con scritto “HD calls, Here I am”, da lui indossata durante tutto il live gli spetta proprio “di diritto”.

Setlist:
Outcasted
The Next Level
Golden Cage
Face The Agony
Connections
Chains Of Blood

HERETIC’S DREAM lineup:
Francesca di Ventura – Vocals
Andrej Surace – Guitars
Iacopo Greci – Bass
Maurilio di Stefano – Drums
Marco Piceno – Guitars
————————————————————

Freak Kitchen
Il momento più atteso è finalmente arrivato e lo si capisce subito quando in giro per il Crossroads si iniziano a vedere folte e chiare chiome lisce di spropositata lunghezza. Da quel momento in poi è chiaro che la serata non sarà più la stessa.
Non è la prima volta che Mattias IA Eklundh mette piede sul suolo capitolino (e le tracce di alcune sue incursioni ancora riecheggiano nel web, vedi il video di “That’s Amore”), quindi probabilmente qualcuno potrebbe dire che siamo già abituati alla sua effervescente e dirompente comicità (oltre che alla smisurata bravura come musicista), ma la verità è tutt’altra (e chi era presente al live potrà confermarlo): quando lui è sul palco non si può mai sapere quello che può succedere e come andrà a finire la serata. Una sola è la certezza (o le certezze), in questi casi: ci sarà da divertirsi, ce ne sarà per tutti i gusti ed il divertimento sarà TANTO.
Ed infatti, fin dal primo brano è tutto orientato al puro coinvolgimento. Se c’è un errore proprio sulla prima canzone (causato dal basso scordato)? Nessun problema… Anche un imprevisto come questo viene immediatamente trasformato in un’occasione di divertimento: “…The first song!… This is so Freak Kitchen!… We are doing it from the beginning… it’s like a bonus sound check (for you)”, semplicemente geniale: come trasformare un imprevisto in qualcosa di unico dedicato al solo pubblico romano? Il “sound check bonus”! Strepitoso!
La configurazione è quella del power trio…, ma che power trio! Chiudendo gli occhi sembra di ascoltare un ensemble con almeno il doppio degli strumenti, tanta è la bravura e la perfezione degli incastri e degli arrangiamenti. E’ quasi inutile ribadire anche che non appena la chitarra di Mattias inizia ad accennare un assolo, il cosiddetto “Wow effect” schizza a mille visto che ogni volta i funambolismi del chitarrista aggiungono sempre ulteriori elementi di interesse a canzoni già di per sè autoconsistenti.
Perfino nel momento in cui il bassista Christer Örtefors inciampa sul palco e cade (forse addirittura scheggiandosi un dente e continuando a suonare da sdraiato), i ragazzi continuano la performance inventandosi sempre nuovi intermezzi goliardici. Mattias è un vero intrattenitore, non c’è niente da fare: quando è dietro al microfono ed attacca con le sue battute sembra quasi un comico di Zelig (tant’è che verrebbe da chiedersi se nel suo DNA scorra qualcosa di più meridionale, visto il livello di intrattenimento e delle gag esilaranti che di volta in volta riesce ad improvvisare ed inventare sul momento).
Il pubblico, “ubriacatosi” da così tanto divertimento, è chiaramente estatico, al punto da seguire tutti quanti gli spunti folli del chitarrista: dallo “sciacquettamento collettivo delle guance” (solo chi era presente potrà capire…), fino al “Goody-Goody” finale.
Come se non bastasse, nelle ultime schitarrate finali i tre musicisti si scambiano lo strumento: Mattias va alla batteria, Björn Fryklund, dalla batteria passa al basso e Christer alla chitarra: in quel momento il pubblico si rende conto della vera stoffa di questi artisti: il livello di ognuno di loro, su un altro strumento diverso da quello di provenienza, è pari a quello di un “normale” musicista di alto livello… Semplicemente pazzesco!
Il pubblico galvanizzato arriva a chiedere ben due bis ed ogni volta la band si mostra entusiasta del feedback: l’atmosfera creatasi è davvero perfetta. Peccato che un terzo brano previsto in scaletta (“Teargas Jazz”) non sia stato eseguito per l’ora tarda, sarebbe stato una ciliegina sulla torta.
Il concerto dei Freak Kitchen è uno di quegli eventi unici nel loro genere che va vissuto fino in fondo, un po’ come vedere le cascate del Niagara oppure visitare Bora Bora… in quel momento sei consapevole che stai vivendo qualcosa (e magari ne sei anche parte) di irripetibile che è relativo solo a quell’istante (magari, anche nella sua demenzialità): quel divertimento di quel frangente non potrai mai viverlo di nuovo allo stesso modo… potrai solo provare a raccontarlo, come sto tentando di fare io adesso, magari mostrando qualche foto, ma non sarà mai la stessa cosa.
Per chi è in grado di apprezzare, almeno una volta nella vita, un live dei Freak Kitchen è quindi d’obbligo!

Setlist:
Blind
God Save The Spleen
Speak When Spoken To
Porno Daddy
(Saving Up For An) Anal Bleach
Chest Pain Waltz
Sloppy
Ranks Of The Terrified
Razor FlowersPropaganda Pie
Nobody’s Laughing
Freak of The WeekMy New Haircut
Goody-goody

FREAK KITCHEN lineup:
Mattias “IA” Eklundh – Vocals, Guitars
Christer Örtefors – Vocals, Bass
Björn Fryklund – Drums

report: Fabrizio Storch
foto: Stefano Panaro
https://www.facebook.com/stefanopanarophotography/