FORGOTTEN TOMB: Black Friday all’Alchemica di Bologna

FORGOTTEN TOMB+ MOURN IN SILENCE + EYELESSIGHT + ULFHEDNAR
live @ Alchemica Music Club, Bolognaa
– venerdì 23 novembre 2018 –

 

LIVE REPORT •

Un Black Friday molto diverso dal solito quello tenutosi lo scorso 23 novembre presso l’Alchemica Music Club di Bologna che, per l’occasione, si tinge del nero più puro: sul palco del noto locale emiliano quattro tra le migliori realtà del panorama nostrano avranno modo di incupire ed ammaliare un pubblico accorso incuriosito per testimoniare e prendere parte ad una serata all’insegna del black metal più profondo e cupo di sempre.

Ulfhednar
Sono circa le 22.30 quando, con un piccolo ritardo sulla tabella di marcia, gli Ulfhednar prendono possesso del palcoscenico. Attivi solamente dal 2014 e con alle spalle due releases (“Delirium Tremens”, demo uscita nello stesso anno della formazione della band e “Mortaliter”, primo full length uscito lo scorso anno, ndr), i nostri sono prevalentemente conosciuti per avere una discreta attività live, che li ha visti recentemente anche supportare i grandissimi Furor Gallico. Ancora poco conosciuti dall’audience bolognese, i nostri si distinguono da subito per una peculiarità abbastanza lampante: la voluta e netta separazione dagli standard tradizionali del black metal, aspetto molto chiaro per quanto riguarda il sound (piuttosto originale e distintivo) e i testi. Caratterizzati da un trucco di scena che, a tratti, ricorda molto quello utilizzato in tempi non sospetti dagli Immortal e, allo stesso tempo, richiama anche il ciclo lunare, da cui i nostri hanno tratto ispirazione per il nome della band, i cinque musicisti regalano un set piuttosto curioso, dove per l’occasione abbiamo avuto modo di assistere ad una “mutazione” durante l’esibizione sul palco: i brani qui offerti, incentrati sull’aspetto della periferia e di esperienze personali estreme di ogni membro e collegati ad un concetto di vita come “malattia” o “condizione che affligge gli esseri mortali”, sono, infatti, scagliati con ferocia sul pubblico. Il black metal macinato dai nostri si basa prevalentemente sul vissuto quotidiano e presenta alcune influenze doom, garantite dalla voce versatile del cantante Michele Cacciari, la cui espressività è decisamente encomiabile. Nel breve tempo messo a propria disposizione, gli Ulfhednar si presenta, purtroppo, come una band leggermente acerba che, nonostante la formazione ridotta (questa serata ha, infatti, visto assenti alcuni membri, ndr), è riuscita a portarsi a casa un buon concerto e anche qualche fan in più. In generale, i nostri sono stati abbastanza apprezzati dal pubblico, sebbene ancora poco numeroso ma molto attento alla performance qui offertaci.

Setlist: 

  1. Mortaliter
  2. Pietra Fredda
  3. Rulers of Darkness
  4. Alterco
  5. Alea
  6. Punto Omega
  7. Addicted to Tragedy

ULFEHDNAR lineup:

  • Eclipsis – Vocals
  • Hevn – Guitars
  • Dmitryus – Keyboards & Synths
  • Chernobog – Bass
  • Cerbervs – Drums

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Eyelessight

Terminata la parentesi donataci dagli Ulfhednar, il pubblico ha avuto il piacere di assistere all’esibizione degli Eyelessight che, da subito, hanno creato un’atmosfera molto malinconica, attraverso una scenografia personale e dei costumi di scena d’impatto: ogni membro indossava fasce insanguinate, dando l’idea di essere affetti da un dolore diffuso, sia fisico che mentale. A catturare completamente l’attenzione degli astanti, però, è stata la modalità con la quale i nostri si sono esibiti di fronte al pubblico bolognese: la band, infatti, si è presentata sul palcoscenico completamente bendata e ha proseguito l’intero live in questa modalità, trasmettendo un senso di sofferenza senza rimedio e di solitudine invalicabile. La band ha così creato un grande isolamento dal pubblico e tra i membri stessi, ognuno, infatti, si è ritagliato il proprio spazio e trasmetteva la propria silenziosa agonia, quasi una metafora della depressione, un isolamento che però sa comunicare tanto. Fresca di release  dell’ultimo album, “Athazagorafobia”, uscito proprio quest’anno sul mercato, la band abruzzese è autrice di un depressive post black metal e nel corso degli anni ha tenuto numerosi live, supportando anche diversi tour con i famosi Dreariness, da cui sicuramente hanno acquisito una forte influenza, soprattutto per quanto riguarda l’espressività e la vocalità della cantante Kjiel. Il live offerto sul palco dell’Alchemica Music Club ha letteralmente trasportato il pubblico presente in sala, il quale ha assistito ad una performance intensa, sostenuta da una band particolarmente affiatata, il cui sound col passare del tempo è diventato sempre più suggestivo ed insistente, con dei riff di chitarra taglienti e commoventi, fino ad accompagnarlo all’ultimo brano, “Odd”, in cui il quartetto ha emesso un ultimo “grido” di dolore, inginocchiandosi davanti al pubblico, in uno scenario molto forte. A regalarci questo show di solitudine, ricordi, perdita e nostalgia sono stati Kjiel alla voce e alla chitarra, HK alla batteria (come membri stabili), SPREAD alla chitarra e VRK al basso, quest’ultimi in veste di session member di questa nuova vetrina live. Una vera rivelazione, quindi, questi abruzzesi, autori di un’esibizione sentita, profonda, intima, quella regalataci questa sera che ci ha presentato una band esemplare dal carattere malinconico e tormentato, qualità queste facilmente riscontrabili dalle realtà avvezze a questo filone musicale molto peculiare.

Setlist:

  1. Nostomania
  2. Smarrendo Illusioni
  3. Odd

EYELESSIGHT lineup:

  • Kjiel – Distressing Strings, Vocals
  • HK – Pits of Perdition
  • Spread – Guitars
  • VRK – Drums

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Mourn In Silence
Dopo una pausa molto rapida, ecco che l’attesissimo show dei Mourn in Silence prende vita. La band imolese, giunta ormai al suo ventesimo anno di attività, unisce e combina tratti tipici del symphonic/gothic metal, abbinando melodie e sinfonie black/death metal. Apprezzato e particolarmente conosciuto soprattutto in casa Alchemica, l’ensemble imolese può contare su una fanbase sempre più numerosa ed affezionata (una grandissima parte del pubblico si era presentata solo per il quintetto, ndr). In questa nuova prova dal vivo, la band ha regalato ancora una volta uno show suggestivo, catapultando il pubblico in un’atmosfera di dolce malinconia e oscurità, con tratti piacevolmente melodici, avvolti da ritmiche complesse (conferite soprattutto dalle chitarre, ma anche dal basso e dalla batteria, ndr) e maestosi ed efficaci tecnicismi, che arrivavano comprensibili e diretti al pubblico, senza dimenticare le basi ambientali e i magnifici synth. Andrea Mosconi, principale compositore e fondatore della band, ha dato una grande dimostrazione di padronanza vocale e tecnica, qualità, queste, che sono state più volte supportate dalla voce profonda e distintiva di Eleonora Bagnoli, giovane e valida cantante, che li accompagna ormai da cinque anni: proprio la voce femminile porta l’ascoltatore a pensare che, in fondo alla malinconia e alla tristezza, vi sia un messaggio di speranza e di risoluzione. Il tutto, ovviamente, supportato da ampi e significativi suoni della tastiera, creati da Alessio Mosconi, nonché ad alcuni aspetti dei testi stessi. Nel corso dello show, la band ha ripercorso la propria discografia fornendo un’esecuzione sempre molto emozionante di brani come “Until the Stars Won’t Fall”, “Where the Sun Can’t Shine” e “Decaying”, e deliziando gli spettatori prima con una particolarissima cover (“The Phoenix Spring” degli EverEve) e, successivamente, con “Dracula”, brano tratto dalla colonna sonora di “Dracula di Bram Stoker” di Francis Ford Coppola. La band ha mostrato sul palco una grande alchimia supportato in primo luogo dal piacere nel suonare per il proprio pubblico, sempre molto entusiasta e caloroso nei confronti del sestetto imolese. Da puntualizzare, però, come sia stato un vero peccato avere avuto poco tempo a disposizione, ma in cuor nostro siamo certi che sicuramente avremo modo di rivederli in futuro, soprattutto in vista di materiale inedito pronto ad essere presentato in sede live.  Sebbene la nutrita attività live e la ventennale carriera,  c’è da riconoscere che i Mourn in Silence sanno come tenere bene il palco e, a conti fatti, possiamo testimoniare che rientra tra le tante band che meriterebbero un maggiore riconoscimento sia da parte della community metal, che dalla stampa stessa.

Setlist: 

  1. Heart Of Madness
  2. Severance
  3. Where The Sun Can’t Shine
  4. The Phoenix Spring (EverEve)
  5. Dracula
  6. Decaying
  7. Until The Stars Won’t Fall

MOURN IN SILENCE lineup:

  • Andrea Mosconi – Vocals, guitars
  • Francesco Pistore – Guitar
  • Alessio Mosconi – Keyboards
  • Elia Fusella – Bass
  • Eleonora Bagnoli – Female Vocals
  • Michele Soglia – Drums

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Forgotten Tomb
C’è il tempo di un rapido cambio di scenografia ed ecco che l’atmosfera diventa ancor più rovente. Il momento tanto atteso è finalmente giunto: tocca ai noti Forgotten Tomb fare il proprio ingresso sul palco. Con un’importantissima e consolidata carriera alle spalle che dura ormai da quasi vent’anni, i piacentini hanno portato la bandiera del black/doom/sludge metal alta nel mondo e sono diventati una vera e propria istituzione di questo filone musicale. Accolti a più riprese da una standing ovation esemplare come poche, tuttora, se ne vedono in giro, i nostri danno inizio alle danze con “Reject Existence”, brano tratto dall’album del 2011 “Under Saturn Retrograde”. Da subito l’intesa tra band e pubblico si fa sentire fortemente e gli astanti, già dispostisi sotto il palco, mostrano di conoscere a menadito i brani che andranno a comporre la scaletta di questa nuova testimonianza dal vivo. Nel corso del tempo messo a propria disposizione, la band presenta una manciata di pezzi tratti dai primi lavori, di stampo “depressive” (aspetto che ha caratterizzato i periodi iniziali della band, i cui testi vertevano maggiormente sulle tematiche del suicidio e della solitudine, ndr), alternati a brani di più recente produzione, incentrati, invece, su un metal più moderno, contaminato da melodie più  death e sostenuto dai riff caratteristici del doom, più orientati ad un carattere nichilista. Peculiarità della band sono certamente legate al sound, alla scrittura e alla tecnica, fattori che rendono questa band veramente unica nel suo stile. Durante lo svolgimento della serata, con grosso stupore di chi scrive, l’attenzione per un momento si sposta all’audience presente in sala: si nota, infatti, come il pubblico sia definitivamente aumentato, tanto che la sala di Alchemica vanta un bel numero di persone accorse per testimoniare della grandezza e la grandiosità di una band che ha contribuito a rendere la storia del metal quella che conosciamo. In questa nuova vetrina live, la band ha dato nuovamente prova di possedere una grande disinvoltura sul palco, mostrandosi al pubblico in modo fiero e determinato, complice anche la sinergia stessa dei membri. Una prova, questa, che ha soddisfatto pienamente un pubblico visibilmente entusiasta di aver assistito ad un live show di grande portata, con una resa sonora di alta qualità e una presenza scenica devastante. Al momento non si conoscono ancora i piani della band, ma si spera fortemente di poterla rivedere in un futuro non troppo lontano calcare nuovamente sia i palchi nostrani che quelli internazionali, poiché la musica di qualità, come si sa, va promossa e soprattutto va sempre supportata nel migliore dei modi e noi non possiamo che essere orgogliosi di vantare nel nostro “roster tricolore” una realtà valida ed importantissima che porta nientedimeno il nome Forgotten Tomb.

Setlist: 

  1. Reject Existence
  2. Deprived
  3. We Owe You Nothing
  4. Daylight Obsession
  5. Negative Megalomania
  6. Disheartenment
  7. Alone
  8. Steal My Corpse

FORGOTTEN TOMB lineup:

  • Ferdinando “Herr Morbid” Marchisio – Vocals, guitars
  • Alessandro “Algol” Comerio – Bass
  • Kyoo Nam “Asher” Rossi – Drums