Folkstone – dieci anni di scorribande

FOLKSTONE
live @ Alchemica Music Club, Bologna
– sabato 24 marzo 2018 –

 

LIVE REPORT •

Ancora freschi dall’uscita del loro ultimo lavoro “Ossidiana” – il quale ha spaccato i fans a metà- il “Popolo della Pietra” è uscito con una nuovo tour in grado di riportare i fan agli albori della band: una riproposizione per intero del loro album di debutto: “Folkstone”. Ed ecco che le lacrime di nostalgia si preparano a sgorgare dagli occhi e i corni vengono rispolverati. Tutti si preparano a gustarsi nuovamente le atmosfere delle scorribande orobiche. Ultima data dell’Oltre il Tempo Tour 2018, prima della festa finale a Casal Romano il 13 aprile, l’Alchemica Music Club si prepara ad ospitare per la seconda volta i nostri.

Folkstone
Il club è stipato da un pezzo quando Edo (batteria), Luca (chitarra) e Federico (basso) fanno finalmente il loro ingresso sul palco. Mentre tutti sono in trepida attesa di sapere quale sarà il primo pezzo della serata, ecco che le voci corali di “Rocce Nere” attraversano la sala che si trasforma, in un attimo, in una cattedrale naturale di creste e balzi di roccia, cenge e nevai. Il pubblico canta battendo al contempo le mani e andando simpaticamente fuori tempo un paio di volte. Intanto i membri della band salgono sul palco uno alla volta. Appena le voci cessano, ecco che la chitarra di Luca fa partire il riff della vera “Rocce Nere” la quale apre le danze precedendo le cornamuse che rompono l’attesa. Appena dopo parte subito la classica “Folkstone” urlata come sempre da tutto il pubblico e recitata egregiamente da Lore (voce). Eh sì, la band ha proprio deciso di suonare tutto l’album di debutto, e a dimostrarlo interviene proprio la canzone che dà il titolo al tour “Oltre il Tempo”. Un’altra piacevole sorpresa è senz’altro data da “Igni Gena” canzone acustica preceduta dall’invito di Lore a muovere i culetti, e così è: il pubblico si lascia andare ad una danza senza pensieri né paranoie assaporando una musica oggigiorno troppo trascurata anche se ricca di pathos. Anche “Alza il Corno” è una delle principali della serata, la quale è una sorta di tributo alla Madre Terra, pura e semplice e spirituale. Dopo la classica “Con Passo Pesante” si chiude la prima parte del concerto. Ma non passa molto tempo che si ritorna sui lidi odierni con la recentissima “Pelle Nera e Rum” che sembra accordare bene i fan di vecchia e nuova data, perlomeno in sede live. “Anna” viene preceduta da Lore che spiega come questa canzone sia nata dalla vista di una ragazza che tempo prima aveva notato ballare al ritmo della sua musica, incurante di ciò che aveva intorno e in sintonia con l’universo. Graditissima delucidazione perché dà un volto a questa ragazza senza nome (in quanto Lore non glielo ha mai chiesto, e “Anna” non è che un nome inventato insieme a Robi), e quel volto siamo proprio noi; quando decidiamo di sbattercene di tutto il mondo e ci lasciamo andare al ritmo della musica ballando in sintonia con qualcosa di più grande di noi, che non conosciamo appieno ma che ci affascina e ci rapisce. “Anime Dannate” viene proposta in acustico accompagnata dall’arpa suonata da Robi (cornamusa, arpa, rauschpfeife, voce) fino ad esplodere nell’ultimo ritornello come un canto di ribellione ad un sistema che vuole sopprimere la libertà di pensiero. Un altro pezzone della serata è “Mercanti Anonimi” cantata e vissuta dal pubblico come un inno della band che raggiunge il culmine alle parole: “Mercanti di parole intrecciate, per caso errore o fortuna”. Dopo le classiche “Nebbie” e “Non Sarò Mai” si presenta l’ultima canzone “Un’Altra Volta Ancora” che viene urlata con foga da Robi all’unisono con il pubblico e che chiude una serata degna di essere ricordata.
Scaletta lunga e apprezzabile per alcune scelte inaspettate e per l’atmosfera goliardica, selvaggia ma sincera ricreata nella prima parte. Anche se sono mancate alcune perle della discografia – cosa prevedibile vista la riproposizione per intero di “Folkstone”-. Le prestazioni sono come sempre di alto livello e strappano un sorriso i continui brindisi di birra della band o i siparietti divertenti di cui i membri sono protagonisti. Una cosa che forse continua a mancare è l’assenza di discorsi di qualunque tipo lungo il concerto che farebbero aumentare il livello dell’esibizione (anche se un passo in questo senso è stato fatto con la spiegazione di “Anna”). Serata all’insegna delle scorrerie e del divertimento, capace di trasportare nel passato per poi catapultare nel presente senza problemi gli ascoltatori.

Setlist: 

  1. Intro – Rocce Nere (Versione Corale)
  2. Rocce Nere
  3. Folkstone
  4. Lo Stendardo
  5. Oltre il Tempo
  6. Alza il Corno
  7. Igni Gena
  8. Briganti di Montagna
  9. In Taberna
  10. Con Passo Pesante
  11. Pelle Nera e Rum
  12. In Caduta Libera
  13. Anna
  14. Scintilla
  15. Anime Dannate
  16. Asia
  17. Mercanti Anonimi
  18. Il Confine
  19. Frerì
  20. Nebbie
  21. Non Sarò Mai
  22. Un’Altra Volta Ancora

FOLKSTONE lineup: 

  • Lorenzo Marchesi – Vocals, Rauschpfeife
  • Roberta Rota – Bagpipes, Rauschpfeife, Vocals
  • Matteo Frigeni – Hurdy Gurdy, Bagpipes
  • Maurizio Cardullo – Bagpipes, Cittern, Irish Bouzouki, Flutes
  • Edoardo Sala – Drums
  • Federico Mafei – Bass
  • Luca Bonometti – Guitars
  • Andrea Locatelli – Bagpipes, Rauschpfeife
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foto: Arianna Govoni