Fear Factory – vent’anni di Demanufacture in una notte

FEAR FACTORY + ONCE HUMAN + DEAD LABEL
live @ Magazzini Generali, Milano
– venerdì 27 novembre 2015 – 

 

LIVE REPORT •
Sono passati esattamente 20 anni da quando è stato pubblicato “Demanufacture”, uno degli album della mia gioventù. Per l’occasione i Fear Factory hanno intrapreso un tour celebrativo che è passato anche per l’Italia il 27 novembre ai Magazzini Generali di Milano: un appuntamento imperdibile per chi voleva riascoltare per intero, in sede live, quel capolavoro.

Once Human
Purtroppo l’apertura porte alle 18,30, con inizio alle 19,15, congiunto al traffico di Milano (senza dimenticare, ahimè, i vincoli lavorativi, e non per ultimo il lungo tragitto da Ravenna per arrivare fino a qui), mi fa perdere la prima band: gli irlandesi Dead Label (dei quali il nostro Ivan ha comunque catturato qualche immagine – n.d.r.).
Puntualissimo invece per Once Human non mi faccio scappare nemmeno una nota. Loro sono una band creata da Logan Mader… vi ricordate gli album storici dei Machine Head “Burn My Eyes” e “The More Thing Changes”? Ecco, lui era la chitarra solista. Lo avevamo perso di vista per una decina di anni perché si era ritirato dalle scene live per dedicarsi alle produzioni in studio. Però per lui il tempo non sembra essere trascorso: il suo look con la capigliatura rasta, come ce lo ricordavamo ai tempi dei Soulfly, è immutato, non sembra invecchiato per niente, tantoché non si nota differenza coi suoi nuovi compagni di viaggio che sono di gran lunga più giovani.
Ma è ora il momento di sentire se è ancora in forma musicalmente e se ha capito effettivamente, essendo un produttore di dischi, che questa band aveva qualcosa da dire. Il suono ai Magazzini Generali è eccellente, il locale non è affollato e siamo a metà capienza, per i Fear Factory diventeranno un po’ di più.
Iniziano gli Once Human e mi accorgo che la gente ancora non conosce questa nuovissima band e rimane piacevolmente colpita nel vedere una vocalist, Lauren Hart, cantare in maniera cosi brutale!
Il concerto scorre via veloce con la solita soluzione e look metal ad accompagnare la musica e conseguente headbanging, pogo ed altre coreografie.
La più adrenalinica è decisamente la cantante e sprizza energia e divertimento nella sua esibizione, Logan è il solito animale da palco come tutti ci ricordavamo e gli altri sono dei giovani esecutori abbastanza didattici. Non saprei definire il genere, la musica è ovviamente inquadrabile in ambito metal ed a tratti ci sono inserti epici, ma la voce cattivissima di Lauren trasforma il tutto in, se proprio dobbiamo etichettarlo, un “brutal-melodic-metal”.
Il disco “The Life I Remember” è fresco di uscita ed io non conosco ancora i loro pezzi, ma tutto sommato questi inserti melodici ti lasciano qualcosa impresso che poi è riemerso durante l’ascolto in macchina del loro cd acquistato al loro concerto.
Il suono è molto potente, forse troppe sono le basi registrate di sottofondo volte a riprodurre con esattezza i brani originali. L’occhio del pubblico non si concentra solo sullo storico chitarrista, ma anche sulla bellissima Lauren che, anche se ha ancora poca esperienza, ce la mette tutto per fornire una performance memorabile. In scaletta gli Once Human mettono “Davidian” pezzo storico e tutt’ora cavallo di battaglia dei Machine Head: la gente inizia a scaldarsi e a cantare la canzone in un botta e risposta con il gruppo.
Il concerto si chiude “Time Of The Disease” e con la promessa di incontrare tutti… e cosi è stato: il gruppo sta in mezzo la gente, al bar, al merch, fino a chiusura locale e si promuove come si faceva una volta.
Una band validissima, ma che deve maturare e consolidarsi dal vivo e le premesse ci sono tutte, speriamo abbiamo una continuità.

Setlist:
Ground Zero
You C*nt
Pick Your Poison
Terminal
I Am War
The Life I Remember
Demoneyes
Devil Can Have You
Davidian (Machine Head cover)
Time Of The Disease

ONCE HUMAN lineup:
Lauren Hart – Vocals
Logan Mader – Guitars
Skyler Howren – Guitars
Damien Rainaud – Bass
Dillon Trollope – Drums
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Fear Factory
Come ben pubblicizzato dai manifesti, i Fear Factory suoneranno tutto l’album “Demanufacture”, il disco innovativo che univa il metal e l’industrial e che è stato fonte di ispirazione per tutti i gruppi dediti al genere, nonché il loro album più famoso che li ha lanciati sulla piazza delle big metal band. Siamo in occasione del ventennale dell’uscita ed è giusto tributarlo a dovere anche live oltre che con varie nuove edizioni su cd.
La scenografia è composta da una vecchia fabbrica stampata su un banner posto sul fondo del palco e luci a fascio blu, rosso e azzurro che ricordano le copertine dei primi tre album. La sala non è piena e per una singola data in Italia di un gruppo cosi storico è quasi una delusione; l’età media dei presenti, compresa tra i 30 e i 40 anni, sta ad indicare che non c’è stato ricambio generazionale tra i seguaci di questa band e l’anniversario quindi verrà celebrato in maggioranza dai vecchi fan, tra i quali, ovviamente ci sono anch’io: li ho visti nascere e nel ripensarci mi prende un po’ di nostalgia. Spero solo che non si noti troppo che strumentalmente gli anni sono passati anche per loro.
Il momento è arrivato, praticamente sappiamo cosa ci suoneranno, l’unica incognita è capire dove inseriranno i pezzi più recenti: inizio… metà… fine…?
Dopo una prevedibile intro ambient post apocalittica, si parte con “Demanufacture”. I suoni sono devastanti e più alti rispetto agli Once Human, la batteria e le chitarre sono esattamente come nel cd che stanno tributando. La partenza è precisa e clinica, l’unico che deve fare i conti con la sua voce e non con la tecnologia è il cantante Burton C. Bell, visivamente fiaccato dal tour e molto giù di voce. I pezzi scorrono via eseguiti impeccabilmente dal chitarrista Dino Casares, che, nonostante si muova molto, non perde una nota.A tratti anche qui ci sono basi pre-registrate volte a riprodurre l’integrità del cd, soprattutto le parti di tastiere prodotte in studio daRhys Fuller. I pad (le botte dei bassi), su “Body Hammer”in particolare, sono veramente devastanti, ti spaccano lo stomaco. Per sopperire all’afonia di Burton vengono utilizzati molti effetti e quindi il tutto prosegue liscio per gli 11 pezzi che costituivano “Demanufacture”. In realtà il frontman è sempre stato così e di certo non pretendevo che fosse diventato Frank Sinatra, ma da uno degli inventori dell’altrernanza growl-melodico mi sarei aspettato, col tempo, dei miglioramenti o che avesse nel frattempo preso qualche lezione: la sua performance in “Dog Day Sunrise” (che è quasi tutta melodica) è decisamente da dimenticare!
Il pubblico è attento e solo davanti c’è un po’ di movimento, ma tutti cantano all’unisono brano dopo brano. Si arriva così alla seconda parte del loro concerto con una serie di hits prese dal resto della loro produzione. Durante l’esibizione i Fear Factory migliorano progressivamente. Sicuramente sono canzoni che essendo suonate in scaletta più spesso gli vengono meglio. Burton nel presentare i nuovi brani, come “Soul Hacker”, chiede quanti di noi abbiano il nuovo album e con sorpresa noto che siamo in molti ad alzare il braccio (io ne alzo due avendo vinile e cd!). A questo punto avviene il miracolo: Bell ha una trasformazione completa e canta i brani della loro ultima fatica “Genexus” in maniera esemplare, come fosse completamente guarito dalla sua, chiamiamola così, “raucedine”. Per il finale invece ci riservano una chicca: “Martyr” tratta dal loro album di debutto.
In conclusione un concerto mozzafiato e pieno di metal senza troppi fronzoli, peccato solo non aver vissuto questo anniversario con i 2 membri storici dell’epoca, Christian Olde Wolbers e Raymond Herrera, anche se i nuovi subentrati sono ineccepibili ed a tratti il batterista Mike Heller è addirittura ancora più preciso.
Lunga vita e rispetto per un gruppo che ha inventato un genere: gli auguriamo altri di questi anniversari per ogni loro album!

Setlist:
Demanufacture
Self Bias Resistor
Zero Signal
Replica
New Breed
Dog Day Sunrise (Head Of David cover)
Body Hammer
Flashpoint
H-K (Hunter-Killer)
Pisschrist
A Therapy for Pain
Shock
Edgecrusher
Soul Hacker
Dielectric
Regenerate
Martyr

FEAR FACTORY lineup:
Burton C. Bell – Vocals
Dino Cazares – Guitars
Tony Campos – Bass
Mike Heller – Drums

 

report: Gabriele Ravaglia
foto: Ivan Licheri
http://www.ivanlicheri.com/

 

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