Extreme: più che le parole… la musica!

EXTREME
live @ Alcatraz, Milano
– lunedì 8 giugno 2015 –

LIVE REPORT •
Oltre due ore di spettacolo puro e tantissimo divertimento, questo è quello che ci hanno offerto gli Extreme all’Alcatraz di Milano, dove l’8 giugno hanno fatto tappa nell’ambito del tour intrapreso per festeggiare i 25 anni dalla pubblicazione del loro album di maggior successo: “Pornograffitti”.
In una location stracolma la band americana ha letteralmente strapazzato tutto il pubblico presente con la loro vitalità, la loro musica e con un’esplosione di note e di colori che hanno veramente impressionato.

Extreme
Non sono previsti gruppi a supporto nel programma della serata e quindi non resta che attendere l’arrivo in scena dei magnifici quattro, Man mano che la sala si va riempiendo, si percepisce nell’aria la crescente trepidazione dei fan che sono lì per applaudire la band a stelle e strisce, chi per la prima volta e chi per l’ennesima, ma l’eccitazione è la stessa per tutti. Sappiamo già che la loro scaletta sarà completamente dedicata alla riproposizione dell’intero “Pornograffitti” (più qualche hits), ma ciò non toglie che la brama di vederli rimane intatta.
E mentre sale l’emozione, ecco che le luci si spengono e sommersi da applausi e grida di ovazione gli Extreme fanno il loro ingresso e partono con “Decandence Dance”. Si salta, si balla e si canta in platea, tutti insieme in un clima di festa al limite del surreale, increduli di essere qui.
Sullo sfondo, in bella mostra, i tre personaggi protagonisti della copertina di “Pornograffitti” (l’energumeno buttafuori, il malizioso bambino e la provocante biondina) guardano anche loro, ammirati, quello che sul palco la band ci sta regalando, con un Gary Cherone fisicamente in forma ed ancora capace, da istrionico ed estroso frontman qual è lui, di stupirci con i suoi movimenti e le sue acrobazie: uno showman nato. Certo la sua voce non è più quella di un tempo, un po’ afona e leggermente sottotono, ma va bene così e poi c’è il pubblico che lo aiuta ed allora ecco i nostri cori su “When I’m President” e la giocosa “Get The Funk Out”, sostenuta dai ritmi trascinanti della batteria di Kevin Figueiredo e del basso corposo di Pat Badger.
E Nuno Bettencourt? Beh, Nuno è superlativo, sale in cattedra e dimostra come virtuosismo e semplicità formino un mix micidiale, le sue dita corrono veloci sulla chitarra e gli assoli ci lasciano letteralmente a bocca aperta: magistrale!
Ma sia lui che Gary sanno creare anche attimi più intensi ed emozionali: è il momento dell’acustica “More Than Words”, probabilmente il brano più noto e che ha decretato il loro successo. Ma non basta e dopo la title track “Pornograffitti”, Nuno passa al piano elettrico e i quattro ci trasportano nell’intimità di un piccolo jazz club con la vellutata “When I First Kissed You”.
Si torna a scatenarci con la rockeggiante “Suzi (Wants Her All Day What?)”, prima di farci dare un’altra “pettinatina” dall’incontenibile Nuno, che manda a volare un veloce calabrone proprio sulle corde della sua chitarra e sfiorandole magicamente ne estrae le note di “Flight Of The Wounded Bumblebee”: chapeau!
“He-Man Woman Hater” e la delicata “Song For Love” ci portano inesorabilmente verso la fine dell’album e quindi della prima parte dello show, c’è giusto il tempo per l’ultimo brano presente in “Pornograffitti”: “Hole Hearted” che, con il piccolo accenno di “Crazy Little Thing Called Love“ (Queen) sul finale, chiude così un primo tempo assolutamente superlativo e al quale tutti hanno partecipato appassionatamente.
Il pubblico è entusiasta e richiama a gran voce la band che non si fa attendere molto e torna per elettrizzarci nuovamente con un po’ di canzoni tratte dal resto della sua produzione. Il funambolico Kevin introduce con la sua batteria “Play With Me” al termine della quale Bettencourt ci ringrazia per la carica di energia che abbiamo dato a lui ed ai suoi compagni questa sera ed in effetti ha ragione perché il pubblico di oggi non ha mai spesso di incitarli, sostenerli ed applaudirli.
Le tipiche sonorità country-western di “Take Us Alive” sono l’opportunità per l’instancabile Cherone di gigionare ancora un po’ ed allora eccolo saltare in groppa agli amplificatori e “cavalcare” un immaginario puledro selvaggio da rodeo: un vero animale da palcoscenico!
Siamo quasi alla conclusione di questa magnifica esibizione, ma c’è ancora spazio per Nuno di deliziarci, stavolta in acustico, con la sua sei corde e la strumentale “Midnight Express”. Alla coinvolgente “Cupid’s Dead” è affidato il compito di chiudere in bellezza una performance straordinaria, che ha indubbiamente lasciato soddisfatti tutti quanti, soprattutto quelli che sono riusciti anche a toccare i quattro protagonisti che, scesi dal palco, si sono poi avvicinati ai loro fan per raccogliere in prima persona tutto il nostro affetto.
Aver stretto la mano allo stratosferico Nuno Bettencourt è stata per me la ciliegina su una già gustosa torta: Extremamente grazie!

Setlist: “Decadence Dance” – “Li’l Jack Horny” – “When I’m President” – “Get The Funk Out” – “More Than Words” – “Money (In God We Trust)” — “It (‘s A Monster)” – “Pornograffitti” – “When I First Kissed You” – “Suzi (Wants Her All Day What?)” – “He-Man Woman Hater” – “Song For Love” – “Hole Hearted” – “Play With Me” – “Rest In Peace” – “Kid Ego” – “Take Us Alive” – “Midnight Express” – “Am I Ever Gonna Change” – “Cupid’s Dead”

EXTREME lineup:
Gary Cherone – Vocals
Nuno Bettencourt – Guitars, Vocals
Pat Badger – Bass, Vocals
Kevin Figueiredo – Drums

report: Rockberto Manenti
foto: Mirko Barbato