EXTREMA – Headbanging al Legend

EXTREMA + FORKLIFT ELEVATOR + GESCHLECHT + BLACK RAIN AGAIN
live @ Legend Club, Milano
– venerdì 10 maggio 2019 –

 

 

LIVE REPORT •

Giunti al loro settimo album in studio, i nostrani Extrema hanno organizzato una release party al Legend Club di Milano in occasione del loro nuovo parto discografico “Headbanging Forever”. A scaldare l’atmosfera prima degli headliner c’hanno pensato i groovers Geschlecht, i thrasher Forklift Elevator e i Black Rain Again, con il loro show entusiasmante e coinvolgente ! 

Black Rain Again
Purtroppo non siamo ad arrivare nel momento esatto che iniziasse la prima band! Arrivati sul posto, ci siamo accorti che erano già quasi alla fine della loro scaletta, però i pochi pezzi che ho ascoltato mi hanno dato un quadro completo della band. “I migliori nel fare la cosa peggiore”. Così li ha definiti una giuria tecnica. E non ha tutti i torti! Miscelano pienamente un sound heavy rock classico influenzato di una buona parte dallo stile dei Rage Against The Machine. Fin qui nulla di nuovo o di particolare, ma il bello sta nel fatto che la loro musica è soprattutto qualcosa da vedere con i propri occhi oltre che qualcosa da ascoltare con le orecchie. Il punto di forza su cui si regge l’equilibrio della band è in mano al cantante Illo Mozzato. Con la sua incontrollabile autoironia, trasmette a tutti noi ciò che la band è e cosa fa in realtà. In fondo non prendersi sul serio non vuol mica dire venir meno alla propria professionalità! Illo “sputa” le strofe delle canzoni come se non ci fosse un domani, accompagnato da una sgangherata batteria di Lorenzo Cattaneo, non troppo veloce ma neanche troppo lento. Nella sua giusta dose insaporisce le chitarre di Emanuele Esposti e Marco Stranieri, accompagnate da un prepotente basso di Alessandro Rimoldi. Nel loro breve repertorio di tre canzoni a cui ho assistito spiccano sicuramente “This Love” (da non confondere con quella dei Pantera) e “Inferno”. Per riassumere brevemente, loro rappresentano ciò che sembra essere scomparso da molto in questo paese: una dose energica e scanzonata di rock ‘n’ roll grezzo che dà la giusta carica al mattino! 

Setlist: 

  1. No cheat for Us
  2. Make me Day
  3. Not even One
  4. Precious Lizzy
  5. Ilybbilywyd
  6. This Love
  7. Inferno

BLACK RAIN AGAIN lineup: 

  • Illo Mozzato – Vocals
  • Emanuele Esposti – Guitar/Vocals
  • Marco Stranieri – Guitar
  • Alessandro Rimoldi – Bass
  • Lorenzo Cattaneo – Drum

 

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foto: Dario De Marco Photography 

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Geschlecht
Questo è stato uno dei miei principali motivi per essere presente in questa serata. Da tanto avevo sentito parlare di questi giovani e promettenti ragazzi di Piacenza. E devo dire che mi hanno lasciato totalmente di stucco! Ovviamente nel senso positivo del termine! Oltre al lato esecutivo, tendono maggiormente a curare il lato coreografico che si è creato attorno ai membri e, soprattutto, al frontman. Il genere da loro definito ha come nome Psycho Death Industrial Metal, con evidenti richiami estetici alla figura di Till Lindemann ed ai vocalizzi in growl di Glen Benton. Un ottimo sposalizio di elementi. Durante il cambio palco, i Geschlecht si presentano in una veste diversa dai Black Rain Again. Tutti indossano una tuta da carcerato. C’è chi fra loro dà un tocco di originalità aggiungendoci anche una maschera sulla bocca e delle lenti a contatto per donargli un aspetto “da spiritato”. Il frontman, Amedeo Finati, provvede ad installare al centro del palco un asse rialzata che sarà il suo terreno di gioco per tutta quanta la durata dello show. Lo spettacolo incomincia… le luci sono fievoli, deboli. Quasi fastidiose per chi non ci fosse abituato. Su di un intro orchestral/Industrial entrano in scena uno alla volta. Amedeo fa la sua comparsa già a musica iniziata. Sale sull’asse con aria decisa e tira oscenamente fuori la lingua più volte. La prima canzone è devastante! Tutto merito di Fabio Speroni con i suoi impeccabili tecnicismi dietro alle pelli. Ma parlando di tecnicismi, la restante parte strumentale non è da meno! Amedeo Casale e Rebecca Vaccari sfoggiano riff di indescrivibile bellezza e potenza in “The Prophecy” e “Bloodmoon”. Finati è un animale da palcoscenico! Non sta fermo neanche per un secondo! Scende dall’asse rialzata, va incontro ai suoi musicisti, si scatena in selvaggi headbanging, rianimando così il pubblico un po’ spento. Interagisce anche con loro. E’ meno titubante rispetto al passato. La sua voce profonda gli conferisce un growl abissale, carico anche di una certa espressività emotiva.
In definitiva, uno show che mi ha soddisfatto su tutti i fronti. Grintoso ed energico!

Setlist: 

  1. Geschlecht
  2. Cursed
  3. The Prophecy
  4. Bloodmoon
  5. One Mind
  6. Beast 

GESCHLECHT lineup: 

  • Amedeo Casale – Guitar
  • Rebecca Vaccari – Guitar
  • Edoardo Volpato – Bass
  • Amedeo Finati – Growls
  • Fabio Speroni – Drums

 

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foto: Dario De Marco Photography 

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Forklift Elevator
Dal Groove passiamo finalmente al Thrash. I padovani Forklift Elevator hanno uno stile molto particolare, sia nell’esecutività delle loro canzoni che nel loro approccio con il palcoscenico. Al loro interno c’è molto Thrash tecnico. I loro pezzi hanno una struttura complessa, dove inseriscono del Death Metal, dell’Alternative Metal alla Limp Bizkit e anche dell’Hardcore Punk. Scordatevi il Thrash Groove panteriano! Attivi dal 2012, hanno prodotto finora il full-lenght “Borderline” nel 2015 e l’EP “Killerself” nel 2016. Tra gli elementi presenti nella formazione spiccano il frontman Stefano Segato e il drummer Andrea Segato. Loro sono due elementi che non passano inosservati, per via dei loro pantaloncini da muratore che indossano dal vivo. Un qualcosa di inusuale e bizzarro, ma ciò non disturba affatto chi è presente in sala. La loro prima song, “Bagger” è un concentrato melodico altamente riuscito. Ma dalla seconda “Blackout” i ritmi si fanno più serrati. Il doppio pedale inizia a fare la sua magistrale entrata durante gli assoli di Mirco Maniero e Uros Obradovic. C’è anche un breve spazio per del funereo Doom che funge da intro in una song, lasciando successivamente piano piano il passo ad una furibonda batteria.
Se Amedeo Finati rappresentava “l’essere selvaggio” sul palcoscenico, Stefano Segato in confronto è più aggraziato. Il guru del Thrash fa dei passi di danza da far invidia persino allo stesso Michael Jackson. Gioca con il microfono e beve a più non posso vino e birra.
Uno show che ho trovato particolarmente gradevole e ricco di tecnicismi!

Setlist: 

  1. Intro
  2. Bagger
  3. Blackout
  4. 8th Sin
  5. Let it Storm
  6. Deception
  7. I Executor
  8. Hidden Side
  9. Dream Reaper 

FORKLIFT ELEVATOR lineup: 

  • Stefano Segato – Vocals
  • Mirco Maniero – Guitar
  • Uros Obradovic – Guitar
  • Marco Daga – Bass
  • Andrea Segato Drums

 

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foto: Dario De Marco Photography 

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Extrema
Dunque… che cosa dire di questi storici Extrema? Direi che posso incominciare con queste parole: gi Extrema sono uno dei portabandiera del Thrash nostrano. Nutrono una buona fetta di fan, sia in Italia che all’estero. Si sono formati nel 1982 a Milano sotto il moniker di Killdozer da Diego Colombo e Stefano Bullegas. Quattro anni dopo, Colombo fu rimpiazzato da Tommy Massara, l’attuale chitarrista della band. Mutarono pelle e diventarono quelli che conosciamo ora. Negli anni attuali, dopo l’uscita dalle scene del frontman GL Perotti, nel 2017 assumono come cantante Tiziano Spigno, già noto per la sua esperienza dietro ai microfoni con i Lucky Bastardz e i Kings of Broadway. Dopo varie esibizioni con i vecchi pezzi di GL, finalmente Spigno registra con loro quello che è il settimo album in studio, “Headbanging Forever”. Avevo già assistito in passato ad un loro concerto, e devo ammettere che col tempo non si sono di certo ammorbiditi! Anzi, il loro sound risulta più robusto ed aggressivo. Forse è la svolta finale che li porterà ad uscire una volta per tutto dal panorama Underground?
Dopo “Harmonica’s Theme” di Morricone come intro, la band fa il suo ingresso sul palco. Gli Extrema godono in questa serata anche di un ottimo impianto luci, che rende il tutto decisamente più piacevole. Partono subito in pompa magna con il singolo “For the Loved and Lost”. Una miscela travolgente di doppio pedale e riff heavy velocissimi. La voce di Spigno, se ad alcuni risulta melodica nelle altre band, qui non lo è affatto. Il suo registro vocale graffiante fa da sfondo a quella che è la seconda canzone, “Between the Lines”, che riprende lo stesso concetto della prima song ma con un fare spiccatamente più violento. Il sound degli Extrema non dà tregua. La batteria tritaossa di Francesco “Frullo” la Rosa non sbaglia un colpo, suonando con bestiale naturalezza. Ma quella che senz’altro è decisamente la più violenta di tutte è “The Positive Pressure” dove Spigno apre il brano con degli urli da farti rabbrividire. Il suo non è uno scream, né un growl. Si avvicina di più allo stile di Lemmy Kilmister nel canto! Altri pezzi che non passano inosservati sono il singolo “Pitch Black Eyes” (la batteria qua si fa inferocita) e la title-track del nuovo album. Non mancano anche i cavalli di battaglia della band, come “Money Talks”, “Pyre of Fire” e “Child O’ Boogaow”. La band ringrazia infine il pubblico per il calore che gli abbiamo donato e ci saluta tutti quanti.

Setlist: 

  1. Intro
  2. For the Loved and Lost
  3. Between the Lines
  4. Deep Infection
  5. The Positive Pressure
  6. The Call
  7. Borders of Fire
  8. Heaven’s Blind
  9. Second Coming
  10. Pyre of Fire
  11. From the 80’S
  12. Headbanging Forever
  13. Pitch Black Eyes
  14. Money Talks
  15. Child o’ Boogaow
  16. This Toy
  17. Life 

EXTREMA lineup: 

  • Tommy Massara – Guitar
  • Gabri Giovanna – Bass
  • Francesco “Frullo” La Rosa – Drums
  • Tiziano Spigno – Vocals
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foto: Dario De Marco Photography