ENUFF Z’NUFF – A tutto glam!

ENUFF Z’NUFF + LAST GREAT DREAMERS + SISKA
live @ MK Live Club, Carpi
– venerdì 22 febbraio 2019 –

 

LIVE REPORT•

È una serata nebbiosa e umida quella che ospita la prima tappa della tranche italiana degli Enuff Z’nuff. La storica band americana giunge a Carpi per supportare e promuovere adeguatamente l’ultima release, “Diamond Boy”, licenziata da Frontiers Records. A causa di problemi logistici, la data, inizialmente prevista alle Officine Sonore di Vercelli, è stata spostata in Emilia Romagna; di conseguenza, nonostante la buona promozione dell’evento, questa sera saranno pochi, ma fedelissimi fan a dare man forte agli organizzatori e alle band partecipanti e a tenere calda la serata.

Siska
Con un piccolo ritardo sulla tabella di marcia, tocca ai Siska dare inizio alle danze. Forti di esperienze significative, quali alcuni tour importanti in Sud America e la partecipazione al Metalhead Meeting in Arenele Romane di Bucharest dove, per l’occasione, hanno condiviso il palco con Epica, Sonata Arctica e altri nomi grossi del panorama metal internazionale, i nostri si apprestano a regalare al pubblico italiano un assaggio della loro incredibile proposta sonora. Accompagnati dal suggestivo artwork del loro album di debutto, raffigurante una ragazza nello scenario magico dark/romantico di Venezia e capitanati dal carismatico Alessandro Bernardi, la band è bella carica ed agguerrita sul palco del locale carpigiano, consci di esibirsi, purtroppo, di fronte ad un ridotto numero di spettatori presenti in sala. Freschi di esordio con “Romantic Dark and Violent“, lavoro che li ha portati ad esibirsi a supporto del mitico Tim Ripper Owens e gli Skid Row, i cinque ragazzi vincentini presentano nel breve tempo messo a propria disposizione alcuni estratti che sembrano venire ben accolti dal pubblico che, sebbene non numeroso, non manca di fornire il proprio supporto. Ad attirare l’attenzione su di sé non è solo la voce del vocalist, ma anche la fortissima presenza scenica del chitarrista Mattia Sisca, le cui pose, fisicità e la grandissima padronanza tecnica ricordano molto quelle dello stimatissimo guitar virtuoso greco Gus G: il musicista, infatti, non manca di concedersi qualche posa stravagante di fronte ai fotografi ne di interagire con alcuni spettatori posti sottopalco! A rendere ancora più interessante la proposta AOR del quintetto veneto sono, infatti, i temi trattati, amore e morte, qui arricchiti da melodie cupe e composizioni neoclassiche dalle forti tinte hard rock, abilmente supportate da un ottimo tappeto sonoro.

Setlist:

  1. Nothing left to say
  2. Waiting now
  3. No one
  4. Heart of gold
  5. My own cage
  6. Rockin’ in a free world (Neil Young cover)
  7. From the grave (instrumental)
  8. Sally

SISKA line up:

  • Alessandro Bernardi – Vocals
  • Mattia Sisca – Guitars
  • Marco Fragalà – Guitars
  • Bunny Bertetti – Bass
  • Max Zerbini – Drums
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foto: Massimo Plessi

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Last Great Dreamers
Una grossa sorpresa arriva con l’ingresso sul palcoscenico dei Last Great Dreamers. Dopo un lungo periodo di pausa, sono tornati nuovamente in attività nel 2014 con un album di rarità e una serie di tour che ha portato il quartetto britannico ad esibirsi con Darkness, Terrorvision, Hey Hello & Tigertailz. Abituati ad esibirsi di fronte a platee maggiori, con un nutrito numero di spettatori, la band non si perde d’animo e incalza sempre di più, presentandoci una scaletta molto variegata ed interessante che ripesca, perlopiù, brani tratti dai quattro lavori in studio, dando anche un maggiore spazio all’ultima release, “Floor Renegades”, uscito lo scorso aprile e che ha permesso alla band di tornare on the road dopo un periodo di inattività. La carica del cantante Marc Valentine, costantemente supportato da tutta la band ed in particolar modo dal chitarrista Slyder, contagia prontamente il pubblico che, seppur non molto cospicuo, si è letteralmente scatenato in sala: per tutta la durata del set ha accompagnato vocalmente e fisicamente il gruppo che, da bordo palco, ha sfoggiato sempre grandi sorrisi e segni di apprezzamento, anche perché, nonostante i 25 anni di carriera alle spalle, questa è la loro prima volta in Italia. L’emozione, infatti, è percettibile sul volto del cantante che, a più riprese, ringrazia gli spettatori e si dimostra sempre molto cordiale e umile ( in particolar modo al termine dello show dove si è concesso per le classiche foto ricordo, ndr). Benché questa fosse per il quartetto britannico la prima esibizione dal vivo in Italia, ci si sarebbe aspettata sicuramente una maggior attenzione e partecipazione da parte di pubblico e stampa, in virtù del fatto che non sempre risulta facile esibirsi di fronte a pochissime persone, specie quando si organizza una data last minute senza troppo preavviso; malgrado ciò, la band non si è persa d’animo e si è presentata professionale ed entusiasta di poter regalare la propria musica in un contesto decisamente più intimo.

Setlist:

  1. Primitive Man
  2. I Think I Like It
  3. New Situation
  4. 13th Floor Renegades
  5. Glitterball Apocalypse
  6. Only Crime
  7. Miles Away
  8. White Light Black Heart
  9. Whose Side Are You On?
  10. Far From Home
  11. Dope School
  12. Oblivion Kids

LAST GREAT DREAMERS line up:

  • Marc Valentine – Vocals, guitars
  • Slyder – Guitars, backing vocals
  • Steve Fielding – Bass
  • Denley Slade – Drums
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foto: Massimo Plessi

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Enuff Z’Nuff
Da sempre molto amato, il quartetto di Chicago ha mantenuto sempre alti i suoi standard grazie ad una nutrita discografia live, composta circa da 20 album tra inediti e live e un ricco curriculum live musicale, che ha visto la band suonare in tutto il mondo, con cadenza costante, fattore che ha certamente aiutato Chip Z’Nuff e soci ad aumentare la propria popolarità in tutto il globo. A distanza di circa due anni dalla loro ultima esibizione live tenutasi nell’aprile del 2017, il quartetto statunitense torna nuovamente in Italia per portare la loro incredibile ondata glam ed inebriare i fan che a lungo avevano atteso questo ritorno. Complice la recente release discografica, “Diamond Boy”, uscita recentemente sotto l’egida della nostrana Frontiers Records, la band coglie l’occasione di omaggiare il bel paese con un live di qualità! Sin dall’ingresso sul palco la band si presenta sfavillante, luccicante, complici sicuramente anche gli abiti di scena, da sempre molto caratteristici, anche se a catalizzare l’attenzione su di sé è proprio il bassista, il cui look contraddistinto da questi occhialoni enormi riporta alla mente il bizzarro e stravagante personaggio di Willy Wonka; infatti, l’eccentricità del vocalist è esuberante, tant’è che a più riprese lo vediamo in mezzo alla sala interagire con gli astanti che, come da prassi, non esitano un solo istante nel farsi coinvolgere dalle bislacche azioni del frontman, il vero entertainer della serata! Lo show prende via con “Metal Heart” e da subito l’atmosfera si fa più calda, il pubblico si scalda ulteriormente, dimostrando di conoscere bene la scaletta che il quartetto britannico andrà a presentare da lì a poco. Il glam dei nostri risulta molto eccentrico ed inebriante, la scaletta alterna perlopiù i grandi classici della band, come “Kiss The Clown”, “Fly High Michelle” (tratti dall’omonimo album d’esordio pubblicato nel lontano 1989) a brani della più recente release, “Diamond Boy”, disco che ha rappresentato una seconda rinascita per la band, di cui vengono presentati l’opening track “Metal Heart” e “We’re All The Same”, cantati a squarciagola da ciascun singolo astante presente in sala. Lodevole è il guitar work di Tory Stoffregen supportato dalla seconda ascia Tony Fennel (ex Ultravox) e dal drumming cadenzato di Daniel B. Hill, il cui apporto dona la giusta carica ad ogni singolo brano di questa particolarissima scaletta. Anche per gli headliner il tempo messo a propria disposizione sembra essere un po’ ridotto, forse complici le successive due date italiane che porteranno la band ad esibirsi il giorno successivo a San Donà di Piave (VE) e allo Slaughter Club di Paderno Mugagno di Milano, ma i nostri inanellano un successo dopo l’altro, con il solo scopo di intrattenere una buona fetta di pubblico e regalare uno show di livello. Immancabili, come in ogni contesto, gli apprezzamenti stessi della band nei confronti dell’Italia: lo stesso Chip Z’Nuff non manca, infatti, di sottolineare il proprio amore verso il cibo italiano, le donne e soprattutto il tanto amato vino! Chiusura affidata a “Dog On A Bone” che segna la fine di questo viaggio fatto di glitter e luccichii, nonostante il calore e il grande affiatamento non viene purtroppo concesso nessun bis, richiesto a gran voce da un paio di spettatori posti sottopalco e, in men che non si dica, vediamo il quartetto già posto nel banchetto dedicato al merch per concedersi una giusta pausa di relax tra chiacchiere e qualche firma. Un live, questo, che avrebbe certamente meritato una più cospicua partecipazione da parte della stampa specializzata e dalla stessa fanbase ma che, nel complesso, ha dimostrato che non bisogna necessariamente essere di fronte ad un’arena colma per ricevere l’affetto di un pubblico che ha sempre dimostrato il proprio entusiasmo e supporto. Si spera, quindi, in un prossimo appuntamento dal vivo che farà certamente la felicità degli avvezzi di un genere musicale che ha fatto la storia del rock in tutte le sue più svariate forme.

Setlist:

  1. Metal Heart
  2. Kiss The Clown
  3. Heaven or Hell
  4. In the Groove
  5. The Jean Genie
  6. Wheels
  7. Diamond Boy
  8. Fly High Michelle
  9. We’re All The Same
  10. New Thing
  11. Dog On A Bone

ENUFF Z’NUFF line up:

  • Chip Z’nuff – Vocals, bass
  • Tory Stoffregen – Guitars
  • Tony Fennel – Guitars
  • Daniel B. Hill – Drums
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foto: Massimo Plessi