ELVENKING – Elfi, Maghi ed Unicorni al Dagda

ELVENKING + FROZEN CROWN + DESERT + HEROES OF FORGOTTEN KINGDOMS
live @ Dagda Live Club, Retorbido (PV)
– domenica 28 aprile 2019 –

 

 

 

LIVE REPORT •

In occasione del loro “3 Ways to Magick Tour” gli Elvenking sbarcano per l’ultima data nella provincia pavese assieme ai loro compagni d’avventura Frozen Crown, Desert e Heroes Of Forgotten Kingdoms. Una serata all’insegna del Power più fantasy che ci sia, arricchito da melodie evocative, di personaggi usciti da una fiaba e di allegri spiriti della foresta.

Heroes of Forgotten Kingdoms
Giunto sul posto all’ora prevista di inizio show mi guardo intorno. Il palcoscenico, curato in ogni particolare, descrive in pochi e semplici elementi ciò che sarà il tema principale della serata. Dallo stand del merchandise scorgo curiosi personaggi che paiono essere spuntati fuori da Warcraft: un elfo, un mago, un barbaro e un religioso. Loro sono gli Heroes of Forgotten Kingdoms!
Devoti ai Twilight Force sia nell’abbigliamento che nelle tematiche, questi ragazzi propongono un Power Metal che fonde neo-classicismi di chitarre rhapsodyane ed elementi folkeggianti evidenziati dalla presenza di un violinista. Al momento, con una sola release uscita, vantano in sede live di un eccezionale batterista che risponde al nome di Manuele di Ascenzo, musicista già noto per la sua militanza nella Power band Kaledon. Su di un intro orchestrarle, la band sale sul palcoscenico, dando successivamente il via a quella che è la prima traccia della loro scaletta, “The Last Knight”. Il frontman Saylor Manca dimostrar fin da subito la sua versatilità nei registri vocali, che spaziano ad un cantato ricco di melodioso pathos ad un cantato carico di furia guerriera che esplode soprattutto sui ritornelli! Altra song che non passa di certo inosservata è “Power of Magic”, una ruggente cavalcata battagliere dove fanno capolino degli inserti di tastiere elettroniche.
Dalla quarta canzone si parte col vero Power made in Italy. La doppia cassa di Ascenzo non dà tregua e prevale maggiormente sui riff di chitarra, che successivamente esplodono in velocissimi assoli Heavy. In ogni canzone che si sussegue la band ci proietta in quello che è il concept dell’album, infarcito con tanto di draghi, spade e di oscuri signori da sconfiggere. La track “Winds of War” si concentrar proprio sulla battaglia contro l’antagonista, Xatron, rappresentato su di un manifesto posto sul palco. Qua il violino di Argo Skia prevale su tutti gli altri strumenti, assumendo un tono drammatico sul ritornello. Le ultime due della scaletta sono la ciliegina sulla torta! “Dragons’ Awakening” vede anche comparire tra le scene una spada che Saylor Manca la mostra con l’orgoglio di un vero guerriero al pubblico durante gli assoli di Grodan e Gildor, mentre la conclusiva “Dragonslayer” trasforma tutti gli strumenti in un vero e proprio schiacciasassi! Le chitarre diventano graffianti e la batteria alla fulmicotone chiude in bellezza la song su di un ritornello spavaldo ed epico!

Setlist: 

  1. Heroes of Forgotten Kingdoms (Intro)
  2. The Last Knight
  3. Power of Magic
  4. Lord of the Seas
  5. The Ancient will of the Prophecy
  6. Winds of War
  7. Dragons’ Awakening
  8. Dragonslayer

HEROES OF FORGOTTEN KINGDOMS lineup:

  • Grodan – Guitars
  • Gildor – Guitars
  • Argo Skia – Violin
  • Saylor Manca – Vocals
  • Manuele Di Ascenzo – Drums
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foto: Melissa Ghezzo

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Desert
E dalle ambientazioni fantasy fatte di castelli ed eroiche battaglie ci spostiamo nei regni del deserto nel lontano e misterioso Oriente. Precisamente in Israele.
I Desert sono pronti a mostrarci tutta la loro furia! Con diciassette anni di carriera alle spalle, questi guerrieri del deserto hanno dato alle stampe finora solo due full-lenght, che riprendono un po’ la ricetta del Power Metal teutonico alla Helloween con l’aggiunta di riff arabeggianti ed effetti atmosferici. Un must per chi viene da quelle terre. Notiamo sin da subito che il sound proposto è più feroce e più veloce rispetto al precedente gruppo. Una combinazione ben riuscita di Power Heavy melodico ed Oriental Metal. Inizialmente ho temuto che fossero l’ennesima band classic Power, ma mi sono sbagliato su tutti i fronti! Ad un certo punto, durante la quarta song, da dietro le quinte chi ti spunta? Nientedimeno che i membri dei Frozen Crown ed Elvenking, che creano non poco scompiglio sul palco, cantando a più non posso sul ritornello. Gli spettatori rimangono estasiati di questa comparsata dei ragazzi, acclamandoli in estasiate urla di gioia ed applausi non-stop. Prima di iniziare il quinto pezzo, i Desert decidono di interagire un po’ con il pubblico…..mostrano a noi spettatori la “mascotte” della band, ovvero un peluche di unicorno, con tanto di immagine riportata su una t-shirt con su scritto “Death Metal” indossata da Sergei Dmitrick, che decide di farsi un selfie col pubblico e l’unicorno! Commossi per il calore e l’affetto che il pubblico gli ha donato, chiudono la loro esibizione con “Seven Pillars of Wisdom” e “Letter of Marque”.
Alla fine, salutano il pubblico presente in sala con il consueto selfie di gruppo, dopodiché sale sul palcoscenico una delle band più attese da tutti noi!

Setlist: 

  1. Fix Bayonets!
  2. Sons of War
  3. Assassin’s Fate
  4. Son of a Star
  5. My Black Flag
  6. Seven Pillars of Wisdom
  7. Letter of Marque

 DESERT lineup:

  • Sergei Dmitrik – Bass
  • Sergei Metalheart – Guitars
  • Oleg Aryutkin – Keyboards, Effects
  • Alexei Raymar – Vocals
  • Assaf Markowitz – Drums
  • Alex Zvulun – Guitars
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foto: Melissa Ghezzo

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Frozen Crown
Reduci dall’ultima fatica in studio, i milanesi Frozen Crown approdano al Dagda per presentare alcune tracce del nuovo “Crowned in Frost”, non di certo tralasciando i cavalli di battaglia di “The Fallen King”. Sull’intro di chitarrar “Arctic Gales” procedono con la Speed/Power “Neverending”, l’epicheggiante “Fail no More” con dei cori catchy, dove fa capolino la voce clean di Federico Mondelli. Sfortunatamente, la voce limpida e cristallina di Giada Etro si sente poco rispetto a Mondelli, ma ciò non disturba minimamente gli spettatori, che ben’anzi la sostengono cantando con lei durante le canzoni. Altri brani ben riusciti sono la maideniana “Kings” e “Winterfall”. Qua i vocalizzi di Giada sono accompagnati dai growl/scream di Federico. Altri must della scaletta sono “I am the Tyrant” (perfetta per un headbanging di gruppo!) e la Melodic Death “Netherstorm”, che ricorda molto le song degli Ulvedharr. Qui compare un riff epicissimo di Talia Bellazecca che, a detta del sottoscritto, è uno dei più belli che abbia mai ascoltato. Concludono infine con “The Shieldmaiden” tratta dal primo album. Nonostante l’insistenza del pubblico nel concederci un bis, ci salutano con rammarico e ringraziano tutti per essere stati presenti al loro show, invitando anche ad applaudire alle precedenti band che si sono esibite. Dopodiché lasciano il palco per le legioni elfiche!

Setlist: 

  1. Arctic Gales (Intro)
  2. Neverending
  3. Fail no More
  4. Kings
  5. Winterfall
  6. Queen of Blades
  7. I am the Tyrant
  8. Everwinter
  9. Netherstorm
  10. The Shieldmaiden

FROZEN CROWN lineup:

  • Filippo Zavattari – Bass
  • Alberto Mezzanotte – Drums
  • Talia Bellazecca – Guitars
  • Federico Mondelli – Guitars
  • Giada “Jade” Etro – Vocals
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foto: Melissa Ghezzo

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Elvenking
Dunque, miei cari lettori… è giunto finalmente per il momento di raccontarvi il momento più clou della serata. Son passati ben due anni da quando ho visto gli Elvenking in azione come band di supporto agli Stratovarius. Mi colpirono fin da subito con la loro innovativa proposta di fondere assieme elementi estranei fra loro come il Pop, il Folk, Il Power, L’Hard & Heavy e persino il Prog! Dopo numerose date affrontate durante il tour, inizialmente temetti che l’astina di gradimento fosse minorer rispetto alla precedente volta che vidi il loro show….E invece no, miei affezionati lettori! Sono stati più carichi che mai, concludendo il loro tour col botto!
Sull’intro orchestrale di “Invoking the Woodland Spirit” salgono uno per uno i membri della band e per ultimo, ma non meno importante il leader della band. Colui che incarna perfettamente il sound degli Elvenking sia nella forma che nella sostanza: DAMNA!
Ho notato però qualcosa di diverso in loro… Chitarrista e batterista sono stati temporaneamente rimpiazzati durante il tour da altri due membri. Alla sei corde Headmat e dietro alle pelli Symohn, che in passato aveva già suonato con loro.
All’interno della loro scaletta hanno inserito canzone già di per sè conosciute dai fan più accaniti. Alcune tendenzialmente più Folk (“Pagan Revolution” e “The One we shall Follow”) ed altre ancora più Heavy/Power (“Draugen’s Maelstrom” e “Elvenlegions”)
In questo show predomina l’Hard & Heavy rispetto alla carriera passata, lasciando in disparte il violino di Lethien che si percepisce maggiormente nelle intro dei pezzi. Ma anche lui ha il suo momento di gloria, destreggiandosi in un assolo accompagnato da dei ritmi tribali di Symohn. Il drummer in questione, rispetto a Lancs, l’ho trovato un po’ spento nelle ritmiche. Forse sarà dovuto all’impegnativo tour che hanno affrontato. Headmat, invece, si destreggia con naturalezza nei riff Heavy. E’ la chiara prova che si sente a suo agio all’interno della band. Chissà cosa gli serberà in futuro…..Di certo non mancano le soprese! Damna ci svela ufficialmente che la lavorazione per il prossimo album si è concluso, tenendo nascosto ulteriori dettagli che usciranno nei prossimi giorni. Il frontman ha tanto carisma. Lui vuole il pubblico e il pubblico vuole lui. Per far sentire gli spettatori più vicini alla band fa sentire tutti noi come se facessimo parte della famiglia degli Elvenking. E per concludere la loro scaletta chiudono in bellezza con “Neverending Nights”
Finito lo show? No ragazzi! Come possono finire gli Elvenking senza un bis? E loro, alla fine, ce l’hanno concesso con ben due canzoni! “Pagan Purity” e “The Loser”, un inno di incoraggiamento ad essere quello che si è, infischiandosene delle critiche altrui su quello che indossi o quello che pensi. Poco importa! L’unica cosa che conta è sentirsi liberi e non intrappolati dagli stereotipi e dai pregiudizi!

Setlist: 

  1. Draugen’s Maelstrom
  2. Swallowtail
  3. The Voynich Manuscript
  4. Pagan Revolution
  5. The Scythe
  6. The Solitaire
  7. The One we shall Follow
  8. Elvenlegions
  9. The Divided Heart
  10. 3 Ways to Magick
  11. Neverending Nights
  12. Pagan Purity
  13. The Loser

ELVENKING lineup:

  • Aydan – Guitars, Vocals
  • Damna – Vocals
  • Headmat – Guitars
  • Lethien – Violin
  • Jakob – Bass, Vocals
  • Symohn – Drums
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foto: Melissa Ghezzo