DOOGIE WHITE – Emozioni Rock al FuckSia

DOOGIE WHITE + EIGHTY ONE HUNDRED + HEAVY STAR + LACEBLACK
live @ FuckSia, Roma
– sabato 9 marzo 2019 –

 

LIVE REPORT •

Sonorità e look tipicamente anni ‘80 hanno dominato il concerto dello storico cantante scozzese Doogie White tenutosi al FuckSia, locale molto attivo della periferia romana che comincia ad aggiungere nomi sempre più grandi al calendario dei propri eventi. A riscaldare l’ambiente, prima dell’arrivo sul palco di Doogie, ci pensano ben tre band, accolte da un buon numero di spettatori che hanno seguito in maniera costante alle varie esibizioni.

LACEBLACK
A far decollare la serata ci pensano i Laceblack, progetto del singer Luca Celletti, frontman degli “Eurosmith” tribute band degli storici “Aerosmith”, dai quali trae grande ispirazione. Nei Laceblack tutto sembra provenire direttamente dagli anni ‘80 si alternano infatti brani tipicamente hard rock a ballad più morbide dominate anche da sample di batteria elettronica, il tutto trainato dalla personalità spiccata di Luca le cui corde vocali miscelano tratti presi da Steven Tyler e David Coverdale per la maggiore. Alla chitarra un guest illustre quale Giacomo Anselmi, noto chitarrista romano di grande esperienza che strega gli spettatori con grandi assoli, spesso fraseggiando insieme a Francesco Savarese altro chitarrista solista della band. Il tutto è poi supportato da una precisa e pulita sezione ritmica che a metronomo guida la band attraverso atmosfere che portano lo spettatore negli eighties nel bel mezzo della Sunset Strip.

Setlist:

  1. Truth is on our face
  2. A little more than too much
  3. Freedom
  4. Still there
  5. She knew how
  6. Here he comes
  7. Anytime

Laceblack line up:

  • Luca Celletti – voice
  • Francesco Savarese – guitar
  • Giacomo Anselmi – guitar
  • Fabrizio Ruggiero – bass
  • Massimo Marraccini – drums

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foto: Michela Polito

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HEAVY STAR
Il viaggio prosegue attraverso i riff delle chitarre a V degli Heavy Star, band molto attiva nell’underground romano, che propone un heavy metal di buona fattura influenzato dal glam e dallo street metal, con lunghi ritornelli mirati a coinvolgere al massimo il pubblico. Le sezioni di solo suonate da Danny Slade e, in particolare, Marco Kace, rimandano spesso al chitarrismo di Van Halen e George Lynch dei Dokken, che ben si amalgamano con lo stile della band in cui spicca sicuramente la grandissima voce di Albert Fish. Il singer da prova della sua grande estensione vocale oltre che nei brani originali presenti in scaletta anche in tre cover quali: “Fool for your loving” dei Whitesnake eseguita assieme a Frank Marino come ospite alla voce, “Maniac” di Michael Sembello e Youth gone wild dei Skid Row, brani molto impegnativi forse di troppo nella scaletta, ma sicuramente suonati impeccabilmente. La band con grande presenza scenica si dimostra molto brava nel coinvolgere il pubblico che accompagna lo show con grandi applausi e con lo stesso calore saluta il bassista Massimo Gaz giunto al suo ultimo concerto con la band. Subentra così on stage e in famiglia Heavy Star Daniele Papale, che già sembra essersi ben ambientato nel drumming di Adriano Jukka Merico.

Setlist:

  1. Love And Affection
  2. Blessed
  3. Fool for your loving (Whitesnake cover)
  4. Desperation
  5. Higher than the sun
  6. Maniac (Michael Sembello cover)
  7. Elettric overdrive
  8. Youth gone wild (Skid Row cover)

Heavy Star lineup:

  • Albert Fish – voice
  • Marco K-Ace – guitar and backing vocals
  • Danny Slade – guitar
  • Massimo Gaz – bass
  • Daniele Papale – bass
  • Adriano Jukka Merico – drums
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foto: Michela Polito

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EIGHTY ONE HUNDRED
Dopo un lungo cambio palco ecco infine gli Eighty One Hundred, band proveniente da Napoli che abbigliati in uno stile a metà tra lo steampunk e il militare. A primo impatto il look rimanda agli Scanner, gruppo tedesco della fine anni ‘80 dedita all’heavy power con tematiche sci-fi; per quanto il lato musicale la band propone un heavy metal influenzato a tratti da band come Queensrÿche. Le linee vocali sono sempre molto articolate e portate a registri alti sostenute da potenti riff di chitarra e da parti arpeggiate in pieno stile “Warning”, album dei cinque di Seattle sopracitati. La band dimostra grande compattezza sul palco, i brani veloci ed incalzanti affrontano tematiche sociali legate alla loro terra di provenienza, spesso abbandonata a se stessa. Pur non coinvolgendo particolarmente il pubblico, la band napoletana esegue il set con grande entusiasmo e grinta.

Set list:

  1. Overture 80100
  2. Breeding eyes
  3. No way out
  4. Payback
  5. Heaven in flames
  6. Power of revolution
  7. Mater gaia
  8. Cry out

Eighty One Hundred lineup:

  • Screamer – voice
  • Mr White – lead guitar
  • Taker – guitar
  • Doc – bass
  • The Machine – drums
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foto: Michela Polito

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DOOGIE WHITE
Ed ecco che la sala si ripopola di tutti gli spettatori accorsi nella periferia romana più estrema per assistere alla performance del frontman che ha lavorato al fianco di artisti quali Yngwie J. Malmsteen, Ritchie Blackmore e Michael Shenker. Con una setlist che spazia per la maggiore tra le produzioni di Rainbow e Michael Shenker, il cantante scozzese strega il pubblico con una voce potente, ma pulitissima, spaziando tra le sonorità più ricercate e mediorientali partorite dalla mente del grande Blackmore all’hard rock diretto del Mad Axeman tedesco. La band propone inoltre brani tratti dal repertorio dei Tank e Cornerstone altri nomi che troviamo nel lungo curriculum artistico del frontman. Doogie tiene sempre alta l’attenzione del pubblico coinvolgendolo in maniera impeccabile, facendolo cantare e intrattenendolo con battute e raccontando la gestazione dei brani a cui ha partecipato alla scrittura. La potente voce di White è accompagnata da un trio di grande classe che esegue tutti i brani in maniera impeccabile, basso batteria e chitarra in maniera compatta portano avanti uno show di grande classe in cui Nazzareno Zacconi dà prova della sua grandissima tecnica con assoli funambolici, ma allo stesso tempo di grandissimo gusto che non fanno rimpiangere di certo i grandi chitarristi che hanno scritto i brani originali. La sezione ritmica, composta da Alex Palizzi alla batteria e Luca Gnocchini al basso, fa un lavoro magistrale e minuzioso regalando così un grande show davvero ben riuscito che, come troppo spesso succede, meritava davvero molta più attenzione da parte del pubblico capitolino.
Un ringraziamento va al FuckSia che, con questa nuova sede, ha fatto un bel passo in avanti per diventare uno dei punti di riferimento per i live nella Capitale. E la ricca ed interessante programmazione sarà uno dei loro punti di forza.

Setlist:

  1. Road to Glory (Demon’s Eye song)
  2. Too Late for Tears (Rainbow song)
  3. Judgement Day (Tank song)
  4. Before the Devil Knows You’re Dead (Michael Schenker’s Temple of Rock song)
  5. Manic Messiah (Empire cover)
  6. Cold Hearted Woman (Rainbow song)
  7. Feast of the Devil (Tank song)
  8. Wounded Land (Cornerstone song)
  9. Ariel (Rainbow song)
  10. Lord Of The Lost And Lonely (Michael Schenker Fest song)
  11. Great Expectations (Tank song)
  12. Five Knuckle Shuffle (Demon’s Eye song)
  13. Black Masquerade (Rainbow song)
  14. The Temple of the King (Rainbow cover)

Doogie WhiteBand line up:

  • Doogie White – voice
  • Nazzareno Zacconi – guitar
  • Luca Gnocchini – bass
  • Alex Palizzi – drums
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foto: Michela Polito