Distorsioni di Speranza: quando il metal ha un cuore d’oro

DISTORSIONI DI SPERANZA:
WAY OUT + HELLIGATORS + ALKOL +
PHENIUM + THRILLER PARK + NOISE FROM NOWHERE
live @ Palarockness, Genzano (Roma)
– sabato 4 luglio 2015 –

 

LIVE REPORT •
Una volta tanto l’heavy metal è stato occasione, oltre che per divertirsi ed ascoltare buona musica, per dare vita ad una manifestazione dal nobile scopo umanitario. Sotto la denominazione “Distorsioni di Speranza” abbiamo infatti assistito sabato 4 luglio, presso il Palarockness di Genzano (Roma), ad un mini-festival che ha avuto come obiettivo principale quello di raccogliere fondi per aiutare il reparto di Onco-ematologia Pediatrica del Bambino Gesù di Roma: una serata di beneficenza organizzata dalla Stirred Zone che ha messo in luce il cuore d’oro (e non solo d’acciaio) che è in ogni metallaro romano.

Noise From Nowhere
Ad aprire le danze, in set completamente acustico, spetta ai giovani Noise From Nowhere. Dati i tempi ristretti e le numerose band che partecipavano all’evento, il gruppo ha sfruttato al massimo i minuti a propria disposizione, proponendo il loro sound moderno orecchiabile e piacevole da ascoltare, un misto tra grunge ed alternative. Anche se in formazione non completa (mancava il loro bassista Gianmarco Zampetti) i fratelli Reda hanno coinvolto il pubblico catturandolo con le loro sonorità particolari e con pezzi come “Crossed Destinies”, “Wating Despite This” e la cover dei Nickelback “Photograph”.

Setlist: “Photograph” (Nickelback cover) – “Crossed Destinies” – “Hopeless” – “Waiting Despite This” – “The Right Chance” – “Over You” (Daughtry cover)

NOISE FROM SOMWHERE lineup:
Sim Reda – Vocals /Guitar
Mark Reda – Drums
Cristiano Colageli – Guitar
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Thriller Park
Come da programma è il turno ora dei Thriller Park, mentre i previsti Sudden Death sono stati costretti, loro malgrado, a dare forfait causa l’infortunio del chitarrista Gigi, anche se poi in ogni caso tutti i restanti membri del gruppo erano qui tra il pubblico a sostenere ugualmente questa serata speciale. I Thriller Park con il loro sound rozzo hanno colpito duro, proponendo un thrash/hardcore molto vicino agli Slayer, condendolo con il cantato femminile aspro di Elisa. Pezzi come “Fuck Media”, “Weasting People” o “Rage” danno l’esatta misura del loro sound “very ignorant”. Hanno eseguito, tra le altre, anche la cover di “I Hate You” dei Verbal Abuse e già ripresa dagli Slayer su “Undisputed Attitude”. Sicuramente migliorati rispetto l’ultima volta visti al Closer insieme agli Ancillotti.

Setlist: “Fuck Media” – “Weasting People” – “Sex” – “Rage” – “I Don’t Need You” – “Circus” – “I Hate You” Verbal Abuse cover) – “Make Up Your Mind”

THRILLER PARK lineup:
Elisa – Vocals/Guitar
Andrea – Bass
Ruben – Drums
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Phenium
La serata si fa sempre più calda ed ora tocca ai gruppi più noti della scena underground romana. Si inizia con i Phenium, band di melodic death metal/hardcore, la loro setlist è molto massiccia, sette brani “cattivi”, ma allo stesso tempo melodici, caratterizzati dalla voce della loro stupenda cantante Arianna, una voce clean in contrapposizione a quella growl di Michele Finelli. Iniziano con “Tears And Scars” per poi proseguire con “Scarecrow Man”, che scatena il pubblico sotto il palco in un furioso pogo. L’eccitazione prosegue anche quando in scena viene invitata Elisa (cantante dei Thriller Park ) per la cover dei Sepultura “Roots Bloody Roots”. Molto bravi e coinvolgenti dal punto di vista scenico, uniscono anche una discreta perizia strumentale raccogliendo così una giusta risposta del pubblico.

Setlist: “Tears And Scars” – “Scarecrow Man” – “All Lies Shall Fall” – “N.W.O.” – “Fake You All” – “Roots Bloody Roots” (cover Sepultura) – “Throne Of Chaos”

PHENIUM lineup:
Pierluigi Fiore – Guitars
Michele Finelli – Vocals
Luca Mastrodomenico – Drums
Davide Ramati – Bass
Arianna Bonardi – Vocals
Roberto Trinca – Guitars
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Alkol
Adesso si passa a sonorità ancora più pesanti: salgono sul palco gli Alkol. La loro musica ricorda molto quella dei Tankard, ovviamente in versione capitolina. Si parte con la violentissima “Blood Follow Blood”, il pogo è d’obbligo su questi brani così travolgenti. Si continua con “Let’s Go To Hell Togheter” e “Chemical Fire”, dove il gruppo dimostra tutta la sua irruenza ed anche il suo stato di ebbrezza: difatti Chooper (cantante) comincia a lanciare bottigliette di birra dal palcoscenico! Veramente trascinanti e coinvolgenti: bravi!

Setlist: “Blood Follow Blood” – “Let’s Go To Hell Togheter” – “Chemical Fire” – “Hate” – “Pouring Disastrous” – “Zombie Rising”

ALKOL lineup:
Chooper – Vocals
Condanna – Guitars
Malefix – Bass
Alex – Drums
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Helligators
E arrivato uno dei momenti clou della serata: ecco i grandi Helligators. Freschi della pubblicazione del loro ultimo album “Road Roller Macchine” e con l’entrata del nuovo bassista Yeti (già batterista nei Doomraiser e che ha sostituito Rob Goblin), gli Helligators ci dimostrano in questa serata di essere più in forma che mai, iniziando a “spianare” la strada come un rullo compressore con ” Doomstroyer”, per poi passare “Scream”, sempre tratta dal loro recente disco. I due chitarristi Mik El Santo e Kamo svolgono il loro “sporco” lavoro con rude potenza sparandoci addosso chili e chili di riff vorticosi. Ovviamente è proprio “Road Roller Machine” a farla da padrone e dal quale vengono tratti numerosi brani della scaletta, ma c’è spazio anche per qualcosa della produzione precedente, come “Tattooed Killer” durante la quale salgono sul palco i fratelli Reda (Noise From Nowhere). Si va al finale con la trascinante “Snake Oil Jesus” che chiude una performance veramente coinvolgente ed adrenalinica.

Setlist: “Doomstroyer” – “Scream” – “She Laughs” – “Tattoed Killer” – “Nomad” – “Truckdriver” – “Snake Oil Jesus”

HELLIGATORS lineup:
Emanuele “Hellvis” – Lead Vocals
Mik “El Santo” – Guitar & Backing Vocals
Alex – Drums
Kamo – Lead Guitar & Backing Vocals
Yeti – Bass
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Way Out
Ed eccoci alla conclusione: è il momento dei i Way Out, storica band romana, che purtroppo, data l’ora tarda, suonerà davanti ai pochi superstiti rimasti qui a sostenerli fino alla fine. La band comunque non si demoralizza e riesce ugualmente a mettere a ferro il fuoco il PalaRockkness con un show coinvolgente sotto tutti i punti di vista . Si parte con “Born To Fight” (classico pezzo heavy), per poi passare a “Kiss Me Down” accompagnata dal nostro headbanging continuo. La carica e l’energia dei fratelli Strizzi non ha limiti ed unendoci poi l’estro del bravo Frank Marrelli, i cinque ci “inondano” di metallo incandescente con “Metal Attack” cantata a squarciagola da tutti. “Under Russian Fire” è l’ultimo brano della serata che pone fine ad una kermesse che, oltre a tanto metal di qualità, ha dato il suo contributo concreto ad un ospedale così importante come il Bambino Gesù. Peccato solo che, come al solito, la risposta del pubblico romano sia stata poco incisiva, iniziative come questa andrebbero sostenute con forza per dimostrare che non solo i grandi nomi fanno muovere le masse, ma anche ben più importanti propositi.

Setlist: “Born To Fight” – “Kiss Me Down” – “Wheel Of Time” – “Black Stone” – “Metal Attack” – “I See The World” – “I Don’t Belive In Destiny” – “Under Russian Fire”

WAY OUT lineup:
Riccardo Strizzi – Vocals
Stefano Strizzi – Drums
Frank Marelli – Guitars
Riccardo Di Felice – Bass
Enzo Tauriello – Guitars

report: Francesco Di Gianfilippo