Delain – il fuoco nell’inverno romano

DELAIN + SECRET RULE + AFTERLIFE YMPHONY
live @ Orion, Ciampino (Roma)
– domenica 29 gennaio 2017 –

 

 LIVE REPORT •  

No one stills the fire in your heart; nessuno riesce a estinguere il fuoco nel tuo cuore.
Si potrebbe riassumere così, con un verso tratto da una loro canzone, lo show capitolino dei Delain. A più di un anno dalla loro ultima tappa italiana, la band olandese è tornata (per la prima volta a Roma, per merito della Crown Metal) e ha dato ancora una volta prova di saper mettere in piedi uno spettacolo straordinario che infiamma i cuori dei fan di lunga data e non.

Afterlife Symphony
I cancelli dell’Orion aprono puntuali alle 19. La coda è composta da un discreto gruppo di persone – alcune, sfidando il freddo, in attesa davanti al locale fin dalla mattina – e nell’aria si avverte già quel misto di fermento ed impazienza che precede ogni concerto.
A causa di vari contrattempi riesco ad entrare nel locale più tardi del previsto, perdendomi purtroppo una parte della setlist del primo gruppo di supporto, ma ascoltando con interesse i brani rimanenti. Gli Afterlife Symphony sono una band padovana la cui offerta musicale è sicuramente degna di nota. La setlist si compone interamente di tracce tratte dal loro ultimo album “Moment Between Lives”. Le sonorità cadenzate e d’atmosfera fluiscono liberamente senza schemi strofa-ritornello, mentre la bella voce della cantante Anna Giusto intona linee vocali mai scontate; a tratti mi hanno fatto venire in mente i The Gathering di “Mandylion”. Il loro è un sound davvero particolare, privo di quell’immediatezza che caratterizza le due band successive: proprio per questo, forse, sarebbe stato valorizzato maggiormente se inserito in un bill dai generi più affini. Ad ogni modo, una piacevole scoperta che vale la pena approfondire al di là dell’esibizione live.

Setlist:

  1. Seventh
  2. Broken Breath
  3. The Abyss
  4. My Existence to You
  5. Dreamer’s Paradox
  6. Genesis of Eternity

AFTERLIFE SYMPHONY lineup:

  • Anna Giusto – Vocals
  • Stefano Tiso – Keyboards
  • Eddy Talpo – Guitars
  • Nicolas Menarbin – Bass
  • Antonio Gobbato – Drums
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foto: 
 Stefano Panaro

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Secret Rule
È il turno dei romani Secret Rule. La band, in attività dal 2014, propone brani sia dal suo primo album “Transposed Emotions” sia dall’ultimo “Machination”, uscito nel 2016 tramite l’etichetta Scarlet Records. Il quartetto ha già avuto modo di farsi conoscere suonando in varie date italiane ed europee e collaborando con grandi nomi come Stefan Helleblad (Within Temptation) e lo stesso Timo Somers (Delain), quindi sorprende poco il fatto che vengano accolti con calore dal pubblico. Le loro canzoni uniscono elementi heavy a melodie catchy in un mix che risulta molto gradevole e ben fatto ma, a mio parere, non particolarmente originale. In sede live però questo aspetto passa in secondo piano e non si può fare a meno che lasciarsi coinvolgere dalle incitazioni di Angela Di Vincenzo, la talentuosa cantante, o del chitarrista Andy Menario. Graditissima al pubblico, che canta insieme ad Angela, la presenza in scaletta della cover di “Storytime” dei Nightwish.

Setlist:

  1. Ex-Machina
  2. The Saviour
  3. I Don’t Wanna Be
  4. I Have the Sun
  5. Secret Place
  6. You’re the Player
  7. Foolish Daisy
  8. Dolls
  9. Storytime (Nightwish cover)
  10. The Journey

SECRET RULE lineup:

  • Angela Di Vincenzo – Vocals
  • Andy Menario – Guitars
  • Michele Raspanti – Bass
  • Andrea Miazzetto – Drums
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foto: 
 Stefano Panaro

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Delain
Mentre viene sgombrato il palco dalla strumentazione dei Secret Rule, ne approfitto per guardarmi intorno. Mi sarei aspettata un’affluenza decisamente maggiore per un evento del genere, invece noto con enorme dispiacere che il locale è semivuoto e che le persone presenti si assiepano in quattro/cinque file soltanto davanti al palco. Che peccato.
Ma è arrivato finalmente il momento che tutti stavano aspettando. Si spengono le luci e dalle casse si diffonde la bellissima melodia strumentale di “The Monarch”, usata come intro da quando è iniziato il tour di “Moonbathers” (il più recente album dei Delain, uscito quest’estate). La musica si interrompe; qualche istante dopo si riaccendono le luci ed esplode “Hands of Gold”. Tutti i componenti della band sono sul palco eccetto Charlotte Wessels, che entra sulla prima strofa accolta da grandi applausi. La cantante si conferma un animale da palcoscenico: per tutto il concerto interagisce continuamente con il pubblico (e lo ringrazia con calore decine di volte), si sposta da un lato all’altro del palco, fa headbanging, si esibisce in “siparietti” con la chitarrista Merel Bechtold. Il bassista Otto Schimmelpenninck e il chitarrista Timo Somers non sono da meno, e per tutto lo show non c’è mai un momento morto o di noia.
Si passa dalla recente “The Glory and the Scum” ai grandi classici “Get the Devil Out of Me” e “April Rain”, dalle chitarre energiche di “Fire with Fire” alle atmosfere malinconiche di Pristine; si battono le mani a tempo su “Army of Dolls”, ci si commuove con l’interpretazione davvero sentita da parte di Charlotte di “The Hurricane”, splendida (semi)ballad di “Moonbathers”; si balla con la super catchy “Danse Macabre”, si salta sulle note di “The Gathering”, si sorride quando Charlotte abbraccia il tastierista (e fondatore dei Delain) Martijn Westerholt. L’impressione è quella di trovarsi ad una festa con degli amici, di essere racchiusi in una grande bolla felice, e il desiderio che il tempo si fermi è più forte che mai. Purtroppo però è un desiderio che rimane irrealizzato, perché nell’Orion risuonano già le note iniziali del pezzo conclusivo, l’immancabile “We Are the Others”, che con gli anni è diventata l’inno della band. Una canzone che celebra la diversità come un valore e incoraggia l’empatia – un messaggio che di questi tempi soprattutto trovo di fondamentale importanza.
Il concerto si chiude con un inchino da parte della band e gli scroscianti applausi del pubblico. È stata una serata magica, e credo di non essere la sola a voler rivedere al più presto i fantastici Delain.

Setlist:

  1. The Monarch (Intro)
  2. Hands of Gold
  3. Suckerpunch
  4. The Glory and the Scum
  5. Get the Devil Out of Me
  6. Army of Dolls
  7. The Hurricane
  8. April Rain
  9. Here come the Vultures
  10. Fire with Fire
  11. Danse Macabre
  12. Sleepwalker’s Dream
  13. Stay Forever
  14. The Gathering
  15. Pristine
  16. Mother Machine
  17. Don’t Let Go
  18. We Are the Others

DELAIN lineup:

  • Charlotte Wessels – Vocals
  • Martijn Westerholt – Keyboards
  • Otto Schimmelpenninck Van Der Oije – Bass
  • Ruben Israel – Drums
  • Timo Somers – Guitar
  • Merel Bechtold – Guitar
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foto: 
 Stefano Panaro