DEF LEPPARD – Hysteria collettiva al Forum!

DEF LEPPARD + WHITESNAKE
live @ Mediolanum Forum, Assago (Mi)
– mercoledì 19 giugno 2019 –

 

Dopo tredici lunghissimi anni i Def Leppard hanno rimesso in piede in Italia mercoledì 19 giugno al Mediolanum Forum di Assago, portandosi dietro un bagaglio che sprizzava energia anni ottanta da tutti i pori! Buona parte della loro scaletta è infatti incentrata sul loro album di maggior successo, quel “Hysteria” che ha ben trentadue anni alle spalle e milioni di copie vendute. Un disco che ha spaccato la scena hard rock ed heavy metal, tra chi ha giudicato quei suoni ipertecnologici e quei testi zuccherosi un imperdonabile tradimento della retta via hard & heavy e chi lo trova divertente. Il compito di aprire la serata è toccato nientepopodimeno che ai Whitesnake di Dave Coverdale, un altro gruppo che nel 1987 – lo stesso dell’uscita di “Hysteria” – ha fatto il botto commerciale! Che dire, è stata una serata ad alto tasso glicemico e carica di sex appeal, ma di certo i riff e le emozioni non sono mancate (e nemmeno il collettivo di Metalforce).

WHITESNAKE – (report a cura di Lorenzo Cipolla)
Non tutte le generazioni sono uguali, alcune lasciano qualcosa di tangibile e altre no. Ce n’è una che ha lasciato un segno indelebile nella storia del rock & roll e dei suoi fans, quella di David Coverdale che insieme alla sua ciurma fa danzare il Serpente bianco dal 1978. Introdotti dalle note di “My Generation” (a cui si riallaccia la prima riga del paragrafo) i Whitesnake scoperchiano il vaso delle emozioni dei tanti presenti di tutte le età al Forum di Assago con una scaletta che guarda poco al presente – appena due i brani estratti dal nuovo disco “Flesh & Blood” – e molto ai fragorosi ed edonistici anni ’80. Il buon vecchio Coverdale con le sue quasi 68 primavere non disporrà più della voce potente dal timbro caldo e suadente di un trentennio fa, anzi in alcuni frangenti appare decisamente svociato, ma è un performer assolutamente smaliziato, seducente e sfacciato. Si muove sinuoso come un rettile dalla leonina chioma d’oro, ammicca alle prime file accalcate nel parterre, distribuisce baci e occhiolini birichini, struscia l’asta del microfono (a buon intenditor poche parole). Tanto, a dargli man forte nelle parti vocali più ostiche, ci pensano gli elementi della band, soprattutto il nostrano Michele Luppi, e l’ex Vision Divine si spinge in alto di diverse ottave. Il primo morso sferrato dal Serpente bianco è la cromata e adrenalinica “Bad Boys”, dove i due axemen Rob Beach (ex Winger) e Joel Hoekstra hanno l’esaltante compito di riprodurre le note partorite dalla mente vulcanica di John Sykes nel 1987 e lo eseguono in modo magistrale, sostenuti da una sezione ritmica pulsante e carica di groove. Fin da primo verso dell’opener l’intero Medionalum ha iniziato a cantare senza pause per tutta l’esibizione dei Whitesnake, in un crescendo di intensità e coinvolgimento. Rocker un po’ attempati, giovani metallari e tanti padri e madri di famiglia che uno non avrebbe mai immaginato avessero sentito altro al di fuori della musica italiana, partecipano davvero con sentimento al gran ballo di David Coverdale cantando tutto, anche i nuovi “Hey You (You Make Me Rock)” e “Shut Up & Kiss Me”. Sotto la sapiente direzione del gran maestro delle cerimonie britannico che causa drastici innalzamenti della temperatura nel palazzetto alternando grandi classici trascinanti perfetti per le arene “Love Ain’t No Stranger”, “Is This Love”, “Here I Go Again” e “Still of the Night” a chicche come “Slide It In” e la bluesy “Slow an’ Easy”. In mezzo, per far rifiatare l’incantatore di serpenti dello Yorkshire, lo show dei virtuosismi: dopo “Hey You”, assistiamo alla sfida tra l’ossessione per il bending di Beach e il gusto melodico classico di Hoekstra. Ma chi stupisce tutti è l’uomo che da 32 anni percuote le pelli al servizio (anche) di mister Coverdale. Si tratta di un batterista con un lungo e importante curriculum, che mette in fila: Black Oak Arkansas, Pat Travers Band, Ozzy Osbourne, Motorhead e via rockeggiando. Costui è Tommy Aldridge e, pure se fa sempre lo stesso solo batteristico, è uno spettacolo di potenza. Aldridge non risparmia le forze per colpire le casse col doppio pedale, i tom e i timpani, il rullante, i piatti, e quando non ha le bacchette – che lancia verso pubblico – prosegue con le mani! Purtroppo i Whitesnake stasera non sono l’attrazione principale e devono condensare un’esibizione comunque ricca di contenuto che soddisfa tutti (una coppia vicino a me, dopo aver cantato a squarciagola tutto il tempo, se ne va lasciandomi col dubbio che fosse venuta solo per loro!) e certo ha caricato per bene il Mediolanum, che ora è pronto per i Def Leppard.

Setlist:

My Generation (Intro)

  1. Bad Boys
  2. Slide It In
  3. Love Ain’t No Stranger
  4. Hey You (You Make Me Rock)
  5. Guitar solo
  6. Slow an’ Easy
  7. Shut Up & Kiss Me
  8. Drum solo
  9. Is This Love
  10. Give Me All Your Love
  11. Here I Go Again
  12. Still of the Night

WHITESNAKE line-up:

  • David Coverdale – Vocals
  • Rob Beach – Guitars & backing vocals
  • Joel Hoekstra – Guitars & backing vocals
  • Michael Devin – Bass & backing vocals
  • Michele Luppi – Keyboards & backing vocals
  • Tommy Aldridge – Drums
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foto: Marco Epi

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DEF LEPPARD – (report a cura di Katerina Paisoglou)

La storia dell’hard rock britannico continua con i Def Leppard, i quali, freschi del loro ingresso nella Rock N’Roll Hall Of Fame, hanno preparato una setlist con i più grandi successi della loro lunghissima carriera. Certo, il tempo a loro disposizione non sarà sufficiente a coprire tutta la loro prolifica carriera, e alcuni brani sicuramente rimarranno fuori dalla scaletta, ma un concentrato di emozioni, musica e colori ci aspetta nei minuti a venire.  Come ci dice Joe Elliott, la band è nata quarantadue anni fa e tra molte avventure sono ancora qui e continuano a fare ciò che amano di più. Una serata piena di allegria, simpatia, effetti speciali e tantissima musica, che fa tornare la memoria di ogni attempato rocker al glorioso passato di un gruppo che non molla. E visto lo spettacolo offerto questa notte dai cinque inglesi al Forum di Assago, è facile affermare che la band è ancora in grado di elettrizzare la platea con le sue melodie catchy. Il pubblico, già estasiato dalla performance dei Whitesnake, riserva un caloroso benvenuto ai Def Leppard al fiume di note con “Rocket”. Elliott, con un timbro vocale ancora in ottimo stato, stimola i fans italiani (presenti in tutte le fasce d’età) a tenere il ritmo con le mani e cantare con lui il famoso ritornello. La mitica coppia Phil Collen / Vivian Campbell dimostra di avere ancora lo smalto di vent’anni fa e la sessione ritmica, con Rick Savage al basso e Rick Allen alla batteria, è in perfetta sintonia. Il volume della musica è alto, ma non tale da coprire la voce di Joe che, a differenza del suo collega che lo ha appena preceduto sul palco, preferisce rimanere in scena assieme al resto del gruppo, più che camminare sulla passerella. Al contrario, i due chitarristi si alternano frequentemente su quelle assi protese verso il pubblico per esibirsi con riff ed assoli scatenando l’entusiasmo degli spettatori. La gioia del pubblico è ben evidente, non esiste una persona che non ricordi i testi delle rockeggianti “Animal”, “Let’s Get Rocked” e “Armageddon It”, cantate all’unisono col sorriso sulle labbra. Gli effetti speciali e le luci che accompagnano i brani sono studiati fino all’ultimo dettaglio, con fantasia, ma senza esagerazioni. Non potevano mancare, ovviamente, i momenti di intensa nostalgia creati dagli highlights del passato che, brano dopo brano, sono proiettati sul maxischermo in fondo al palcoscenico, come ad esempio durante la famosissima “Hysteria”. La storia dei Def Leppard viene, così, riassunta in cinque minuti di scatti fotografici, quelli degli anni ottanta e novanta, dove appare anche il compianto ed amato Steve Clark: le immagini scorrono e coinvolgono tutta l’audience. Spazio anche ad alcune ballad, quelle che più hanno reso famosa la band britannica, come “Love BItes”, “Bringin’ On The Heartbreak”, “When Love And Hate Collide” e la versione acustica di “Two Steps Behind”, con Joe Elliott che si accompagna con la chitarra acustica. Ma il momento più outstanding della serata, però, è quello dell’incalzante “Switch 625”, con Collen e Campbell che fanno sfoggio del loro talento, in un crescendo adrenalinico, dimostrando che, anche se gli anni della gioventù non tornano più, hanno ancora la capacità di stupire gli spettatori.
La band chiude la setlist con “Pour Some Sugar On Me”, ma dopo una breve pausa e tra gli applausi infiniti dei fans, i cinque rientrano in scena per l’encore finale con “Rock Of Ages” e “Photograph”. I Def Leppard ci salutano e proseguono il loro viaggio verso la prossima destinazione del loro tour, contenti di essere tornati nel nostro Paese e di aver raccolto, nuovamente, i tantissimi applausi di un pubblico che li aspettava da molto tempo. E la promessa di Joe Elliott di tornare a breve sui palcoscenici italiani, risuona ancora nelle nostre menti e nei nostri cuori… speriamo venga mantenuta.

Setlist:

  1. Rocket
  2. Animal
  3. Let It Go
  4. When Love And Hate Collide
  5. Let’s Get Rocked
  6. Armaggeddon It
  7. Rock On
  8. Two Steps Behind
  9. Man Enough
  10. Love Bites
  11. Bringin’ On The Heartbreak
  12. Switch 625
  13. Hysteria
  14. Pour Some Sugar On Me
  15. Rock Of Ages
  16. Photograph

DEF LEPPARD line-up:

  • Rick Savage – Bass
  • Joe Elliott – Vocals
  • Rick Allen – Drums
  • Phil Collen – Guitars
  • Vivian Campbell – Guitars
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foto: Marco Epi

 

si ringrazia Marco Epi per la gentile concessione delle immagini