DARK TRANQUILLITY: Where metal is most alive!

DARK TRANQUILLITY + ENSIFERUM + PYOGENESIS + THE LEGION GHOST
live @ Hall, Padova
– lunedì 9 maggio 2022 –

 

LIVE REPORT •

Atteso da una grossa fetta di pubblico ancor prima dell’annuncio ufficiale, il “Moment European Tour” dei Dark Tranquillity è decisamente una delle leg più attese dell’intera stagione. A distanza di due anni dalla pubblicazione dell’acclamatissimo “Moment” (qui la nostra recensione), la band di Mikael Stanne torna nel nostro paese per supportare quest’ultima release con ben tre date sparse sul territorio. Dopo un ottimo feedback avuto la sera precedente ai Magazzini Generali di Milano, il quintetto di Goteborg si prepara a conquistare Padova nella seconda tappa di un tour che, per l’occasione, oltre agli stessi maestri dello Swedish Death Metal vedrà anche i finlandesi Ensiferum e i tedeschi Pyogenesis, accompagnati dai conterranei “new act” The Legion Ghost. Un pacchetto decisamente interessante che ha saputo raccogliere sì i fan veterani del genere, ma allo stesso tempo ha richiamato anche una buona fetta di nuovi metalheads, sempre alla ricerca di nuovi generi da esplorare.

 

THE LEGION GHOST
Sono le 19.30 quando, puntuali come un orologio svizzero, i The Legion Ghost approdano sul palco padovano. Nella brevissima parentesi a loro dedicata, il quintetto di Aachen, visibilmente impacciato, presenta una manciata di brani ripescati dagli unici due album all’attivo, “With Courage of Despair” (2018) e “Two For Eternity” (2016) e un unico pezzo inedito, “The Price”, del quale è stato rilasciato il video ufficiale ad inizio aprile e che, ancora oggi, raccoglie molti consensi in Europa. Il pubblico, ancora poco numeroso, rimane in religioso silenzio ad osservare la performance del gruppo teutonico, quasi per contemplare, o meglio, capire il genere qui proposto: infatti, la band offre un melting pot che unisce il caro vecchio metalcore a sonorità un po’ più virate al numetal, supportato da voci pulite e scream ad opera di Kevin Kearns, musicista che, nonostante la giovane età, ha saputo regalare un’ottima prestazione e si è rivelato anche un buon entertainer.

Setlist: non pervenuta

The Legion Ghost line up:

  • Kevin Kearns – vocals
  • Markus Ganzmann – bass
  • David Sehling – guitar
  • Klaus Sommer – guitar
  • Malte Jöris – drums

 

foto: Arianna Govoni

_______________________________

PYOGENESIS
Dopo l’ottima esibizione dei tedeschi, giunge il momento dei connazionali Pyogenesis fare il proprio ingresso sul palco. Assente ormai dal nostro paese da ben cinque anni, il quartetto teutonico è pronto, a presentare on stage i brani dell’ultimo acclamatissimo album, “A Silent Soul Screams Loud”, uscito nel 2020 e mai promosso in sede live a causa, appunto, della pandemia. L’occasione è, quindi, succulenta anche per coloro che, da tempo, aspettavano di rivedere il combo di nuovo su un palco, specialmente i fan di primo pelo che hanno seguito attentamente la carriera della band e la sua evoluzione artistica: infatti, la creatura di Flo V. Schwarz ha affrontato – come si direbbe – una metamorfosi musicale completa, passando dal death metal dei primi lavori quali “Ode to the Churning Seas of Nar-Mataru”, per poi passare ad atmosfere più goticheggianti/doom (“Sweet X-Rated Nothings” e “Twinaleblood”), arrivando persino a toccare lidi punk/rock per poi trovare una maggior stabilità all’interno del panorama rock, che lo stesso frontman definisce “moderno”. Nonostante la trentennale carriera all’attivo, la band è risultata essere ai più una sorta di “rivelazione”, come menzionato in fase di intervista dallo stesso chitarrista e co-fondatore della band, Flo V. Schwarz ed è giustappunto in questa occasione che il quartetto di Neckarbischofsheim avrà modo di dimostrare il proprio valore artistico, facendosi conoscere per ciò che è: una band dall’alto tasso di divertimento onstage! La sinergia tra i membri è visibile sin dall’inizio, con il frontman che, come una cavalletta, salta a destra e a manca, supportato dall’italianissimo chitarrista Von Marengo (Florian Grey) e dal bassista Malte Brauer. In questa sede, la band ha modo di presentare non solo alcuni brani di ultima fattura, quali “Will I Ever Feel The Same”, “Blaze My Northern Flame” e “Flesh And Hair”, ma darà anche ampio spazio ai grandi classici, quali “Through The Flames”, “Don’t You Say Maybe”, che scatenano ovazioni e coretti da parte di tutti! Complessivamente, i Pyogenesis nei quaranta minuti a loro offerti hanno garantito uno show d’eccellenza come pochi ancora se ne vedono, il tutto condito da tanta euforia (sia off che onstage), collaborazione e quell’entusiasmo che aspettava solo di uscirsene nuovamente allo scoperto! Come rivelatoci privatamente, la band ha in procinto un nuovo tour, in veste di headliner, i cui dettagli saranno resi noti nel corso delle prossime settimane; fino ad allora, a noi non resta che riscaldarci i muscoli in attesa di saltare nuovamente con questi nuovi beniamini del rock moderno!

Setlist:

  1. Steam Paves Its Way (The Machine)
  2. Blaze My Northern Flame
  3. Flesh And Hair
  4. Through The Flames
  5. Will I Ever Feel The Same?
  6. I Have Seen My Soul
  7. Don’t You Say Maybe
  8. Every Man For Himself And God Against All
  9. Lifeless

Pyogenesis line up:

  • Flo V. Schwarz – vocals, guitars
  • Von Marengo – guitars
  • Malte Brauer – bass
  • Jan Räthje – drums

 

 

foto: Arianna Govoni

_______________________________

ENSIFERUM
Tempo di fare un rapido cambio palco ed è il turno degli Ensiferum! Assente dai palchi italiani dal 2018, anno che per l’occasione vide la band finlandese al Legend Club di Milano esibirsi in versione acustica, il quintetto di Helsinki prende possesso della propria postazione sulle note di “Seafarer’s Dream”, intro e brano apripista dell’ultimo lavoro in studio, “Thalassic” (2020, Metal Blade Records) e prontamente viene accolto da una standing ovation senza precedenti. È con l’ingresso finale del frontman Petri Lindroos che lo show prende letteralmente vita: si parte subito in quinta con “Rum, Women, Victory”, seguita dalla successiva “Andromeda”. L’entusiasmo dei fan è davvero alle stelle! La band, dal canto suo, è letteralmente rinvigorita, complice forse anche l’entrata dell’ultima “new entry” Pekka Montin, unitosi alla band poco prima delle registrazioni dell’ultimo disco e che, in questa sede, avrà modo di sorprendere l’audience padovana con le sue incredibili doti vocali; infatti, Montin non si limita solamente a svolgere il compitino a casa dietro la sua tastiera, ma di tanto in tanto prende l’iniziativa, afferrando il microfono e aggregandosi a Lindroos, cercando persino di interagire maggiormente con l’audience, compito che, solitamente, spetta al bassista Sami Hinkka, il vero mattatore della band finnica. Nell’arco di un’ora, i nostri cercano di presentare una scaletta bella variegata che presenta sì qualche estratto di “Thalassic”, tra cui le già sopracitate opening tracks, “For Sirens” e “Run From The Crushing Tide”, ma che cerca di ripescare anche alcuni degli evergreen più conosciuti, quali “Into Battle”, “One More Magic Potion” e “Treacherous Gods”. Presenti, come da tradizione, gli storici “inni scatena pogo”, come “In My Sword I Trust”, brevemente introdotta da un piccolo siparietto che vede Petri Lindroos impugnare una spada di polistirolo, e “Lai Lai Hei” che, immancabile, crea alcuni piccoli circle pit all’interno della sala. A distanza di anni, la domanda sorge sempre spontanea: quanto ci mancavano live gli Ensiferum? La risposta viene ormai da sé: da troppo tempo! I due anni di pandemia hanno visibilmente rinvigorito il combo finlandese e questa sinergia è percepibile in ogni nota suonata, in ogni movimento on stage e da ogni minimo contatto fisico e visivo tra ciascun componente. Gli Ensiferum, insieme agli headliner di questo tour, sono una di quelle band di cui non faresti mai a meno: che si tratti di un disco ascoltato triliardi di volte o di un nuovo live show, la band sa sempre il fatto suo e anche in questa nuova prova dal vivo, ha dimostrato sapientemente di non aver perso smalto, nonostante i tempi che corrono ultimamente e di questo il pubblico padovano ne è soddisfatto, tanto da acclamare a gran voce la band che, come da tradizione, raccoglie ogni applauso possibile e si congeda dopo la classica foto di rito che ritrae i musicisti con il proprio pubblico

Setlist:

  1. Seafarer’s Dream
  2. Rum, Women, Victory
  3. Andromeda
  4. One More Magic Potion
  5. Into Battle
  6. For Sirens
  7. Run From the Crushing Tide
  8. Treacherous Gods
  9. In My Sword I Trust
  10. Lai Lai Hei
  11. From Afar

Ensiferum line up:

  • Petri Lindroos – vocals, guitars
  • Sami Hinkka – bass
  • Markus Toivonen – guitars
  • Janne Parviainen – drums
  • Pekka Montin – keys
foto: Arianna Govoni

_______________________________

DARK TRANQUILLITY
Con l’ultima band in cartellone, l’emozione cresce a dismisura ad ogni minuto che passa. Per chi scrive, questo tour rappresenta una sorta di rinascita e ritorno alla normalità, quella vita passata che, a causa della pandemia, è stata relegata in un cassetto per oltre due anni e che ora sembra tornare a splendere di nuova luce. Un tour, questo, come dicevamo, molto atteso sin dal momento in cui ne è stato dato l’annuncio e che, per questa serata, ha raccolto persone provenienti da ogni angolo del nord Italia, pronte a godersi un nuovo concerto dei propri idoli. Due anni sono passati da quando i pionieri del Goteborg sound hanno pubblicato il loro ultimo lavoro in studio, “Moment”, un disco che, come annunciato in fase di recensione, conferma il desiderio sfrenato della band di re-inventarsi costantemente, ma che, allo stesso tempo, ha altresì annunciato l’ennesima frattura nella formazione: infatti, proprio lo scorso anno, il batterista Anders Jivarp e il bassista Anders Iwers hanno annunciato la loro dipartita, lasciando molto l’amaro in bocca nei cuori dei fans che ancora oggi non si capacitano delle ragioni per le quali dei membri di spessore come i “due Anders” abbiano deciso di allontanarsi da uno dei gruppi di punta della scena melodic death metal internazionale. Questo tour, quindi, è volto sì alla promozione di quest’ultima release, ma è anche un banco di prova per i due nuovi innesti, il batterista Joakim Strandberg-Nilsson (In Mourning) e il bassista Christian Jansson (Grand Cadaver), il cui lavoro, a parer di chi scrive, è stato sì molto buono ma assolutamente non alla pari di chi li ha preceduti. Chi, come la sottoscritta, è sempre stata affezionata alla band sa perfettamente che è difficile accettare decisioni così drastiche e che solo il tempo darà ulteriori conferme della bravura di questi musicisti che, come anticipato, nonostante l’arduo compito di rimpiazzare due membri di spessore, hanno ugualmente svolto un buon lavoro. Sorprendentemente assente in questo tour il secondo chitarrista, Christopher Amott, rimasto in disparte in questa nuova leg europea per via di una bellissima notizia confermata direttamente da Mikael Stanne: il fratello minore di Michael Amott si sta godendo la sua prima paternità e, per questioni familiari, ha ceduto il proprio posto alla giovanissima “new entry” statunitense Joey Concepcion.

Al contrario delle più rosee aspettative, il concerto viene inaugurato con “Identical To None”, brano tratto da “Moment”, la platea si fa ancora più calda con l’arrivo del cantante Mikael Stanne. Il gruppo sembra da subito bello coeso e, allo stesso tempo, concentrato sul proprio strumento, Stanne, come da tradizione, cerca di interagire a destra e a manca con tutti i fan presenti questa sera a Padova, senza risparmiarsi sorrisi al proprio pubblico. In questa nuova prova dal vivo, la band ha deciso di optare per una scaletta che sì ha promosso l’ultimo disco, presentando ben 4 brani sui 16 offerti, ma che al contempo ha deciso di non vertere più di tanto sui vecchi lavori, come succedeva in passato: infatti, il gruppo svedese ha preferito fare un’accurata selezione dei brani da presentare in questo nuovo tour, dando un maggior spazio ai pezzi tratti da quei capolavori di “Fiction” e “Atoma”, dei quali verranno presentati ben 7 pezzi! Immancabili, ovviamente, gli evergreen più blasonati, quali “Monochromatic Stains” o la meravigliosa “ThereIn”, cantata all’unisono da tutta la sala dell’Hall che, mai per un attimo, ha smesso di fornire il proprio supporto vocale e fisico alla band di Goteborg. Pochi, invece, gli intermezzi e i dialoghi concessi dal rosso vocalist che, questa sera, guadagnerà ulteriori applausi dagli astanti in ben due occasioni: la prima è stata poco prima di introdurre “Punish My Heaven”, momento nel quale lo stesso Stanne ha ricordato al pubblico la scomparsa dello storico ex bassista della band Fredrik Johansson, venuto a mancare lo scorso 15 gennaio dopo una lunga battaglia contro un tumore. Sebbene siano passati diversi mesi, l’affetto e il ricordo del musicista sono ancora molto vivi, tant’è che lo stesso Stanne a stento trattiene le lacrime e si mostra visibilmente toccato da questa bruttissima faccenda. La seconda, invece, avverrà solamente alla fine della serata, poco dopo il termine del set, dove il frontman, rimasto in disparte sul palco, ha volutamente raccolto ogni singolo applauso e ogni ovazione del pubblico, emozionandosi una seconda volta ed esclamando un sentito “You are amazing” (siete straordinari).

La performance, svoltasi in appena un’ora e dieci, ha rispettato totalmente la tabella di marcia e ci ha presentato una band in estrema sinergia e desiderosa di salire su un palco, d’altronde Stanne e soci non hanno potuto propriamente promuovere l’ultima release, se non tramite una diretta streaming a pagamento lo stesso giorno della pubblicazione del disco; di conseguenza il desiderio di spaccare sul palco e di investire i fan con il loro muro sonoro era talmente forte che, questa sera, quella barriera che si era venuta a creare in questi ultimi due anni è stata totalmente spazzata via e ha permesso ad ogni singolo astante di godere a pieno dell’energia e della potenza che solo i Dark Tranquillity sanno donare on stage. Il set scorre troppo velocemente e altrettanto rapidamente si giunge all’encore: la band, assentatasi giusto un paio di minuti, fa nuovamente il proprio ingresso senza il cantante e si appresta ad introdurre le note della magnifica “State Of Trust”. Stanne c’è ma non si vede, la sua voce risuona all’interno della sala ma nessuno scorge la sua presenza finché il rosso vocalist non scende in mezzo al pubblico, prontamente scortato dalla security della venue, per fornire un ulteriore supporto e dimostrare la sua gratitudine a tutti coloro che, da sempre, seguono e sostengono la band. Il cantante, infatti, si concede agli abbracci, ai sorrisi e ai selfie dei presenti che, prontamente, immortalano con il loro smartphone questo piccolo momento di coesione tra il musicista e il pubblico. Al termine di questa piacevole parentesi, spettano alle bellissime “Lost to Apathy” e “Misery’s Crown” chiudere un set degno di nota che, a modo suo, ha lasciato davvero il segno. Tempo di una rapida foto scattata da dietro il drumset ed ecco che gli svedesi, tutti riuniti, si stringono in un forte abbraccio e salutano il caldo pubblico padovano. Come anticipato, la band ha prontamente abbandonato il palcoscenico, lasciando il solo Stanne, visibilmente commosso, a raccogliere consensi e applausi dal suo pubblico. E così si chiude la seconda data di questo tour che, nel complesso, ha portato onstage un pacchetto funzionale volto a soddisfare gli amanti del metal in ogni sua singola sfaccettatura. Da sempre i Dark Tranquillity sono sinonimo di garanzia, sia live che onstage e, ancora una volta, i mostri sacri di Goteborg ne hanno dato un’ulteriore prova, regalando al proprio pubblico un concerto encomiabile e ricco di pathos, come pochi ancora se ne vedono in giro.

Setlist:

  1. Identical to None
  2. Transient
  3. Focus Shift
  4. Monochromatic Stains
  5. Forward Momentum
  6. Inside The Particle Storm
  7. Terminus (Where Death Is Most Alive)
  8. The Dark Unbroken
  9. Punish My Heaven
  10. Atoma
  11. Phantom Days
  12. Encircled
  13. ThereIn
  14. State Of Trust
  15. Lost To Apathy
  16. Misery’s Crown

Dark Tranquillity line up:

  • Mikael Stanne – vocals
  • Martin Brandstrom – keys
  • Johan Reinholdz – guitars
  • Joey Concepcion – guitars
  • Christian Jansson – bass
  • Joakim Strandberg-Nilsson – drums

 

foto: Arianna Govoni