CELLAR DARLING – Incantesimi al Legend

CELLAR DARLING + FOREVER STILL
live @ Legend Club, Milano
– martedì 22 ottobre 2019 –

 

 

LIVE REPORT •
Attesa da molti è stata la serata che si è svolta presso il piccolo, ma sempre accogliente Legend Club di Milano. Molti aspettavano con impazienza il ritorno sul suolo italico dell’affascinante Anna Muprhy con i suoi Cellar Darling dopo l’uscita del masterpiece “The Spell”. E finalmente sono stati accontentati con un uno show eccezionale e privo di delusioni, grazie anche alla dimostrazione tecnica di un evidente evoluzione stilistica della band

Forever Still
A rendere ancora più piacevole questo concerto, i Cellar vengono affiancati dai danesi Forever Still. Venuti alla luce nel 2010, i ragazzi di Copenaghen non passano di certo inosservati grazie anche ad un incessante attività che promuove appieno il loro moniker, con tanto di foto, videoclip e di un concept album distopico dall’emblematico titolo “Breathe in Colours”. Definirli female-fronted metal mi pare poco ortodosso e vago. Al loro interno fondono un sacco di generi, che vanno dall’Alternative, al gothic e all’Hard Rock, unendosi alla perfezione grazie anche all’estensione vocale di Maja Shining, che passa ad un cantato melodico ad uno sporco, tipico anche del Nu-Metal. Dote fondamentale dei ragazzi danesi sono l’utilizzo in sede live di molteplici strumenti che hanno lo scopo di ricreare un sound elettronico o da film Sci-Fi, com ad esempio sunth, theremin e ultimo ma non meno importante il piano, che dà un sapore in più alle canzoni. Una grossa pecca che ho notato è l’assenza del bassista, adottando pertanto l’uso di parti registrate di basso, potenziate a a tal punto da coprire persino la chitarra di Inuuteq Klemann. Un punto a sfavore per questa band dalle ottime potenzialità creative, rese forse un po’ aride dalla quasi totale assenza di assoli di chitarra, ma comunque compensate dall’ottima prestazione vocale della frontwoman e di una loro buona presenza scenica. Una band che dimostra tutto il suo “savoir faire” con la melodia e l’immediata orecchiabilità dei brani.

Setlist:

  1. Fight
  2. Awake The Fire
  3. Scars
  4. Say Your Goodbyes
  5. Is It Gone ?
  6. Breathe in Colours
  7. Do Your Worst
  8. Survive
  9. Miss Madness
  10. Rewind

FOREVER STILL lineup: 

  • Maja Shining – Vocals/Synth/Keyboards
  • Inuuteq Kleemann – Guitar
  • Rune Frisch – Drums
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foto: Dario De Marco Photography 

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Cellar Darling
Arriviamo dunque al momento più atteso della serata. Gli svizzeri Cellar Darling hanno ormai mutato pelle rispetto al lato più commerciale proposto nel loro primo album “This Is The Sound”. “The Spell”, il loro nuovo concept album dalle tinte cupe e oscure, offre agli ascoltatori una nuova prospettiva stilistica della band, che mai ci saremmo aspettati una sua predominanza sul sound folkeggiante/alternative degli esordi. Ormai sono in tutto e per tutto una band di Progressive Rock approcciata a gruppi quali Genesis e Jethro Tull, decidendo però di modernizzarsi rispetto a questi giganti del panorama Prog, includendo al suo interno sempre elementi Alternative. Vengono accolti sul palco da grandi ovazioni del pubblico che li aspettava con trepidazione. E appena prendono mano agli strumenti, ecco che ha inizio un lungo viaggio. La loro scaletta si basa perlopiù sui pezzi del nuovo album, infarcendola alla fine con hit che li hanno resi apprezzabili. Si inizia con “Pain” dove Ivo Henzi fa sfoggio di riff di chitarra heavy decisamente pesanti, ma anche orecchiabili. La ghironda di Anna rimane un po’ in secondo piano, dato che ormai la band è più improntata su delle composizioni guitar-oriented. Il suo cantato è più che perfetto. Il registro vocale da ugola d’oro gli permette di estendere la voce anche in vibranti acuti femminili. Ed è con “Death” che il lato Prog diventa sempre più dominante. Cambi di tempo a più non posso, alternati dall’ipnotico flauto traverso di Anna suonato in puro stile genesisiano, i riff minacciosi e apocalittici di Ivo e dall’inconfondibile stile ritmico di Merlin Sutter. Si percepisce anche molto il basso di Nicolas Winter, strumento che si notava poco nel full-lenght.
Si prosegue con “Love”, song dai toni sbarazzini e con la title-track “The Spell”, con il suo saliscendi emotivo che ci offre un esibizione della band ricca di pathos e di sfumature contrastanti tra loro. Si continua con il primo singolo rilasciato “Insomnia”, con uno dei miei pezzi preferiti, “Freeze”…da farti venire la pelle d’oca! (Provare per credere!) fino ad arrivare all’evocativa “Drown”, accompagnata dall’avvolgente suono delle onde oceaniche.
Da qui in poi la scaletta è ricca di song estratte dal loro primo album, tra cui spicca in particolare “Black Moon”, “Six Days”, con il suo angosciante giro di piano e “Avalanche”, con il suo ritornello composto in modo che tutti noi potessimo cantarlo a squarciagola.
Uno show coi fiocchi e controfiocchi quello dei tanto amati svizzeri Cellar Darling. A questo punto ci verrebbe da dire che l’uscita dei tre musicisti dagli Eluveitie sia stata come una manna dal cielo!

Setlist: 

  1. Pain
  2. Death
  3. Love
  4. The Spell
  5. Insomnia
  6. Freeze
  7. Drown
  8. Black Moon
  9. Starcrusher/Fire, Wind & Earth
  10. Six Days
  11. Redemption
  12. Prophet’s Song
  13. Avalanche

CELLAR DARLING lineup 

  • Anna Murphy – Vocals/Flute/Hurdy-Gurdy/Piano/Keyboards
  • Ivo Henzi – Guitar
  • Merlin Sutter – Drums
  • Nicolas Winter – Bass
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foto: Dario De Marco Photography