Bernie Marsden & Phil X… e Gubbio cammina all’ombra del rock

PURPLEGUITAR EXPERIENCE 2015:
BERNIE MARSDEN & PHIL X with BLUE JADE
special guest ALESSANDRO DEL VECCHIO
live @ Old Station Branca – Gubbio (Pg)
– sabato 20 giugno 2015 – 

LIVE REPORT •
Torna la Purpleguitar Experience, la manifestazione musicale giunta alla sesta edizione che prevede ogni anno una serie di mostre-mercato, seminari e soprattutto concerti con la partecipazione di artisti di grande calibro. L’edizione 2015 ha visto salire sul palco ancora una volta la band umbro/marchigiana dei Blue Jade, che propone nel suo repertorio un tributo alla Purple Family, ovvero a tutti quei musicisti che hanno militato nei mitici Deep Purple e quindi di conseguenza alle loro molteplici ramificazioni, ivi compresi Rainbow, Whitenake, Glen Hughes, Joe Lynn Turner etc…etc…
Insieme a loro sul palco allestito presso la ex-stazione di Branca, piccola frazione in quel di Gubbio (Perugia), quest’anno sono stati invitate due icone del rock mondiale: Bernie Marsden e Phil X.
Per i pochi che non lo sapessero Bernie Marsden è stato chitarrista dei Whitesnake negli anni ’70 ed è una vera leggenda della scena musicale mondiale. Philip Eric Xenidis (meglio noto come Phil X) è un session-man di grande livello che dal 2013 ha sostituito alla chitarra, in sede live, Richie Sambora nei famosi Bon Jovi. Questi sono solo due aspetti del loro percorso professionale, ma in realtà molte sono le collaborazioni avute dai due musicisti e sarebbe lungo elencarle qui. Insomma un programma di tutto rispetto arricchito dalla presenza del noto tastierista, vocalist, songwriter, insegnante e produttore Alessandro Del Vecchio, che nella suo curriculum può vantare una lunga sfilza di nomi illustri che si sono avvalsi della sua competenza.
Mettiamoci un’ambientazione particolare come quella di un vecchio scalo ferroviario, del buon cibo, un gran numero di partecipanti ed abbiamo il quadro completo della bella serata a cui abbiamo assistito.
Tutto questo è stato possibile grazie a Francesco Fagiani, chitarrista nei Blue Jade, nonché ideatore ed organizzatore del Purpleguitar Experience, che, in collaborazione con Old Station Music Camp, ha dato vita ad un evento decisamente interessante.

Phil X & Blue Jade
La prima parte del programma prevede l’esibizione di Phil X. Inizialmente si avvarrà solo dei servigi di due dei componenti dei Blue Jade, Michele Baccarini (basso) e Riccardo Fiorucci (batteria), che poi saranno raggiunti dal resto dei compagni sul finale. La sala è gremita, tutti qui ad applaudire il chitarrista canadese, molti i giovani infatti che sono qui per lui, o forse sarebbe meglio dire per il fatto che faccia parte dei Bon Jovi. In effetti guardandosi intorno si notano più fan della band americana che appassionati di musica e di questo ce ne accorgeremo più tardi quando al termine del suo set molti lasceranno la sala insieme a lui.
Il trio Phil X/Baccarini/Fiorucci dà il via alla jam con “You’re Not Happy Til’ I’m Not Happy” scatenando da subito l’entusiasmo del pubblico, che poi si esalta sulle prime note della successiva “Whole Lotta Love” dei Led Zeppelin. Ogni brano è l’occasione per Phil di dare sfogo alla sua inventiva ed ai suoi funambolismi, lasciando una sorta di stupore sui nostri visi nel vederlo “stropicciare” le corde della sua chitarra, come sulla particolare versione di “Hotel California” degli Eagles, a cui accenna ad un certo punto durante “Sunny Days”. Phil ci intrattiene con le sue battute, ride, scherza sulla birra italiana, insomma il camaleontico chitarrista sa come gestire la scena e dare la carica giusta all’audience con la sua contagiosa energia. L’arrivo poi sul palco di tutti i componenti dei Blue Jade lo porta ovviamente a cimentarsi nel tinteggiare la serata di un colore porpora profondo ed ecco allora che i magnifici sette ci trascinano nel vortice di “Burn”, dove Philip Raiser Sorana (voce) assume con autorevolezza il ruolo di un giovane Coverdale e Alessandro Del Vecchio ricopre le parti vocali che furono invece di Glen Hughes: un’accoppiata vincente.
La retrospettiva Deep Purple si chiude con “Highway Star” con la quale i Blue Jade concludono la prima parte dello show, quella dedicata a Phil X, che tra i numerosi applausi e grida di ovazione (soprattutto da parte del gentil sesso) lascia spazio al successivo ospite e si allontana seguito a ruota dai suoi fan.

Setlist: “You’re Not Happy Til’ I’m Not Happy” – “Whole Lotta Love” (Led Zeppelin cover) – “Funk #49” (The James Gang cover) – “Sunny Days” – “Burn” (Deep Purple cover) – “Highway Star” (Deep Purple cover)

PHIL X & BLUE JADE lineup:
Phil X – Guitars
Philp Raiser Sorana – Vocals
Francesco Fagiani – Guitars
Michele Baccarini – Basso
Lorenzo Cannelli – Keyboards
Riccardo Fiorucci – Batteria
Alessandro Del Vecchio – Guest Vocals
——————————————-

Bernie Marsden & Blue Jade
E’ il momento di un vero pezzo di storia del rock: Bernie Marsden. Credo che sia facile immaginare cosa passasse in quel momento nelle menti dei Blue Jade, orgogliosi nel condividere lo stesso palco con un artista di tale levatura: la magia sta per iniziare.
Piccola nota dolente è il vedere come la maggior parte dei più giovani abbia invece preferito lasciare la sala snobbando questa porzione di spettacolo e sono convinto che almeno il 50% dei presenti non sapesse nemmeno chi avessero di fronte a loro, ma d’altronde questo fa capire quale sia il livello culturale rock della nuova generazione. Peggio per loro! Chi è rimasto sa bene di aver presenziato ad un concerto sanguigno e denso di emozioni: quelle che ci ha regalato Bernie e la sua chitarra.
E così lasciata da parte l’esuberanza tutta americana di Phil, l’eleganza tutta inglese pervade la scena e si parte alla scoperta del Serpente Bianco. Quello che propongono Marsden e i Blue Jade, compagni di viaggio in questa serata, è un percorso attraverso le tappe principali del periodo ’78-’82 in cui Bernie ha fatto parte dei Whitesnake, che i musicisti sul palco ci fanno rivivere brano dopo brano, passo passo e dove ogni canzone è un pietra miliare che segna un capitolo importante nella vita del chitarrista britannico.
I Blue Jade eseguono alla perfezione, o quasi, il ruolo a loro affidato, consci comunque di avere al proprio fianco un maestro come Marsden che li guida, li assiste e li conduce, proprio come un direttore d’orchestra, verso le affascinanti atmosfere create dai brani di Coverdale & Co.
Tra l’iniziale “Come On”, oppure “Walking In The Shadow Of The Blues” o ancora “Ready And Willing”, la tribute band italiana crea una bella sinergia, ognuno di loro contribuisce a dare corpo e sostanza al sound che stanno rielaborando, con un ottimo Philip Raiser Sorana capace di graffiare come il miglior Dave, o Lorenzo Cannelli che ci avvolge con le calde sonorità dell’hammond, sostenuti dalla corposa sezione ritmica di Riccardo Fiorucci (batteria) e Michele Baccarini (basso) e dai riff velenosi della chitarra di Francesco Fagiani, il tutto amalgamato ad hoc per gli intensi e sentiti assoli con i quali Bernie rapisce i nostri cuori.
Marsden tira fuori tutta la sua anima blues e lo fa con grande passione in maniera particolare su “Ain’t No Love In The Heart Of The City”, dedicandola allo scomparso B.B. King e sulla quale c’è anche il cameo di Paolo Ceccarelli, chitarrista che ad inizio serata aveva intrattenuto gli avventori nel gazebo adiacente riproponendo brani famosi in un’atipica, ma interessante, formula elettronica a base di chitarra e xilofono.
C’è spazio anche per il ritorno al microfono di Alessandro Del Vecchio su “Trouble” e per una chicca extra repertorio Whitesnake come “Might Just Take Your Life” (Deep Purple). Il lungo e stupendo assolo che Marsden ci lascia in dono durante “Crying In The Rain” è sicuramente qualcosa che rimarrà scolpito in noi e che ci ha fatto veramente emozionare, con il bel duello finale tra Fagiani e lo stesso Bernie in un botta e risposta pungente e stuzzicante.
Si congedano con “Here I Go Again” con un bel duetto vocale di Philip e Bernie, concludendo così una performance che ha lasciato soddisfatti tutti quanti e che è stata a lungo applaudita dal pubblico.
Ma Phil X ha in serbo una piccola sorpresa e imbracciata nuovamente la sua sei corde, torna sul palco ed invita Alessandro Del Vecchio a richiamare il pubblico: “Volete qualcosa di più? Allora fate un po’ di casino! Lui arriva da Los Angeles, quindi fatevi sentire!!! Se io vi dico Long Live…, cosa rispondete?”.
E qui bisogna dare una bella bacchettata sulle mani della maggioranza dei presenti perché siamo veramente in pochi a rispondere al suo appello. Più volte Alessandro ci riprova ed alla fine, imbeccati anche da uno stupito Phil, si riesce a sentire la corale risposta “… Rock’n’Roll!” E allora via con lo storico brano dei Rainbow “Long Live Rock’n’Roll”, da sempre un inno per tutti i metallari, ma che ancora una volta, purtroppo, fa emergere quanta ignoranza aleggi tra i sedicenti rockettari della domenica (anche se in realtà era sabato): sentirsi chiedere se quel pezzo fosse dei Deep Purple fa veramente cadere le braccia! Che Dio (Ronnie James) li perdoni!
L’importante è comunque aver partecipato e goduto di un evento sorprendente, assolutamente gradevole e che ha colto esattamente lo spirito con il quale sono stati creati i brani immorali che abbiamo avuto il piacere di ascoltare durante tutta la serata: la pura essenza del rock’n’roll.

Setlist: “Come On” (Whitesnake) – “Sweet Talker” (Whitesnake) – “Walking In The Shadow Of The Blues” (Whitesnake) – “Come And Get It” (Whitesnake) – “Ready And Willing” (Whitesnake) – “Fool For Your Loving” (Whitesnake) – “Don’t Break My Heart Again” (Whitesnake) – “Hit An’ Run” (Whitesnake) – “Ain’t No Love In The Heart Of The City” (Bobby Blue Bland cover) – “Trouble” (Whitesnake) – “Might Just Take Your Life” (Deep Purple cover) – “Crying In The Rain” (Whitesnake) – “Here I Go Again” (Whitesnake)

BERNIE MARSDEN & BLUE JADE lineup:
Bernie Marsden – Guitar, Vocals
Philp Raiser Sorana – Vocals
Francesco Fagiani – Guitar
Michele Baccarini – Basso
Lorenzo Cannelli – Keyboards
Riccardo Fiorucci – Batteria
Alessandro Del Vecchio – Guest Vocals
Paolo Ceccarelli – Guest Guitar

report: Rockberto Manenti